Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca ed a precederlo sull'altra riva, mentr'egli licenzierebbe le turbe (Matteo 14:22)
OBIETTIVI DIVERSI
Gesù li obbligò ad andare! Quindi, c'erano le giuste premesse affinché quella missione fosse coronata da successo. Invece ci fu un completo fallimento, poiché si imbatterono in un temporale come mai visti in precedenza. A volte ci siamo sentiti chiamati a seguire le direttive divine, prendendo certe direzioni obbligate. La consapevolezza che il Signore stesso ci avesse avviati ha dato fiducia di raggiungere la meta nel migliore dei modi, ma il risultato pare essere stato un completo fallimento. La calma si è trasformata in tempesta, le onde hanno preso a sballottare e sommergere la barca e la nostra impresa è naufragata. Quel comando divino era stato soltanto un'illusione? No. Neppure la tua missione è stata un fiasco. Il Signore ti aveva realmente mandato, ma non per raggiungere un tuo scopo. Il punto è che Egli aveva in mente una meta, tu un altra. Il tuo obiettivo era realizzare la calma più completa, il Suo era quello di farti attraversare la tempesta. Il tuo traguardo era raggiungere il porto del riposo materiale, quello di Cristo era quello di insegnarti che si può trovare riposo persino in mare aperto. Riprendi a seguire i Suoi benevoli obiettivi ed avrai vittoria!
Senza di me non potete far nulla (Giovanni 15:5)
UNIONE VITALE
Senza Cristo tutte le nostre opere pie sono frutto che marcisce presto, corrotto come la stessa natura umana decaduta nel peccato che le produce. Senza Lui non possiamo fare nulla. C'è, però, l'altra faccia della medaglia. Come l'apostolo Paolo, ciascun credente innestato per grazia nella nuova radice che è Gesù, può affermare senza presunzione: "Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica" (Filippesi 4:13). Finché la Parola di Cristo rimane la linfa vitale da cui trae luce e forza la nostra fede, niente è impossibile. L'unico obiettivo della nostra vita sia di dimorare uniti a Cristo, non come parassiti della Sua bontà, ma quali beneficiari dei Suoi comandi. Vigiliamo che nulla interrompa tale comunione, utilizzando ogni mezzo per renderla stabile e ampliarla. Nella misura in cui ci disporremo a farlo scopriremo che la Sua forza scorrerà. Possiamo non avvertire questa forza dentro di noi, ma scopriremo che è presente in noi per ogni evenienza. Se la nostra anima vive unita a Gesù non c'è tentazione che non potremo dominare; nessuna privazione che non riusciremo a sopportare; nessuna difficoltà che non saremo in grado di superare; nessuna missione che non potremo compiere.
Custodisci il tuo cuore più d'ogni altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita (Proverbi 4:23)
SENTINELLE DEL CUORE
Per custodire il nostro cuore, dobbiamo porre una sentinella su ogni strada da cui il peccato potrebbe accedervi, badando che non entrino neppure i "piccoli" peccati, come vengono spesso chiamati. Ogni credente deve sorvegliare i propri occhi; per questo Giobbe disse: "Io ho stretto un patto con gli occhi miei". Occorre vigilare sulla propria lingua; ricordiamo l'esortazione: "Guarda la tua lingua dal male e le tue labbra dal parlar con frode". Siamo avvertiti a non distogliere "le orecchie dalla verità" per prestare ascolto a menzogne religiose e suggerimenti che non onorano il Signore. Infine, ciascuno deve far attenzione all'uso dei suoi piedi. Davide dice: "Io ho trattenuto i miei piedi da ogni sentiero malvagio, per osservare la tua parola". E, poiché non c'è porta dei cinque sensi da cui il nemico non possa penetrare come una fiumana distruttiva, abbiamo bisogno di proteggere ogni accesso, lasciando che lo Spirito Santo, al quale ci siamo arresi, innalzi una barriera contro di lui. Scrivi oggi sul tuo cuore: "Niente d'immondo e nessuno che commetta abominazione o falsità, v'entreranno".
Mentre meditavo, un fuoco s'è acceso (Salmo 39:3)
ACCENDERE UN FUOCO
Anima mia, se tu meditassi di più, quel fuoco si accenderebbe nel tuo cuore. Perché non ti apparti più con il Signore, meditando la Sua Parola? Non c'è un luogo segreto in cui puoi andare a riscaldarti? Saresti più preparata ad affrontare il mondo se fossi meno mondana. Se tu avessi più fuoco del cielo, avresti più potenza sulla terra. È scritto del Figliuolo dell'Uomo che "mentre pregava, l'aspetto del suo volto fu mutato, e la sua veste divenne candida sfolgorante". Fu così che Egli realizzò la gloria della trasfigurazione. Fu dallo splendore del Suo cuore che derivò il fulgore del Suo aspetto. Fu mentre Cristo meditava sulla volontà del Padre che il fuoco dello zelo si alimentava nella Sua missione. O anima mia, vuoi che la tua vita sia trasfigurata agli occhi degli uomini? Sali nel ritiro dell'Altissimo, dove brucia il fuoco del Suo amore. La Bibbia risplenderà nella tua vita dinanzi agli abitanti della pianura. Le tue preghiere saranno luminose, il tuo viso emanerà i raggi della grazia divina. Le tue parole saranno di fuoco; faranno ardere molti cuori. Il tuo sentiero sarà radioso, sempre illuminato dalla beata speranza della gloria celeste con Cristo!
Io so essere abbassato e so anche abbondare; in tutto e per tutto sono stato ammaestrato ad esser saziato e ad aver fame; ad esser nell'abbondanza e a esser nella penuria (Filippesi 4:12)
IMPARARE A ESSERE SAZIATI
Può risultare pericoloso trovarsi nella prosperità. Per il credente il crogiolo dell'avversità è una prova meno insidiosa di quella della prosperità. Non basta la semplice capacità umana per portare con mano ferma la coppa traboccante della gioia di fronte alle più grandi avversità; eppure l'apostolo Paolo aveva imparato a farlo lasciandosi fortificare dal Signore. Così, egli può dichiarare: "In tutto e per tutto sono stato ammaestrato a esser saziato e ad aver fame". Spesso, quando abbiamo molto della provvidenza di Dio, rischiamo di cercare poco della grazia di Dio; soddisfatti con ciò che è terreno, ci contentiamo di fare a meno delle benedizioni celesti. Quando il sostegno è assicurato, è più difficile affidarsi ogni istante alle cure del Signore per dipendere da Lui, è più arduo sapere come "esser saziati" che sapere come "aver fame". La natura umana, infatti, tende inevitabilmente ad inorgoglirsi e ad adagiarsi, dimenticando l'aiuto di Dio. È capitato anche a te ultimamente? Fortificati nella fede in Cristo, ricordati di pregare che Dio ti insegni "a esser saziato".
Il re Salomone si è fatto una lettiga di legno del Libano. Ne ha fatto le colonne d'argento, la spalliera d'oro (Cantico dei cantici Cantico dei Cant)
LA LETTIGA DI DIO
Per trasportarci nel suo Regno e farci godere le immense ricchezze della riconciliazione con la Sua giustizia, Dio ha mandato la Sua inestimabile lettiga. Sul legno della croce, il Signore ha espiato i nostri peccati, ponendo le basi della nostra redenzione e ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù. Questa carrozza del tempo procedeva lentamente, poiché portata in spalla dai servitori. Ciò esprimeva solennità, calma e sicurezza regale. Purtroppo, non sempre riusciamo ad apprezzare subito i beni e l'amore che ricoprono la nostra lettiga personale, il modo e le mete per cui Dio ci conduce in modo da affinare ed impreziosire la nostra relazione con Lui. Eppure, anche le correzioni divine sono lettighe di Dio, inviate per portare l'anima sulle più alte vette di trionfo e regalità spirituale. Recupera quest'oggi compostezza spirituale e dignità di figlio di Dio, sapendo che la tua lettiga può avere un procedimento lento, perfino un'apparenza sgradevole, ma ogni mezzo mandato da Dio è rivestito d'amore ed ogni Sua disciplina è un "ricamo d'amore", per te.
Egli mi fa riposare in verdeggianti paschi, mi guida lungo le acque calme (Salmo 23:2)
LUOGHI DI RIPOSO
Qui vediamo il ristoro a cui il Signore guida il Suo popolo. La vita non è fatta soltanto di sforzi. Durante il nostro cammino Dio provvede dei momenti di tranquillità in cui è possibile riposare. La notte è uno di questi. Quando ci mettiamo a letto dopo la fatica, i combattimenti del giorno, e cala il sipario sul frastuono di fuori, Egli consente il sonno alla coscienza che di chi non è ignaro dei propri peccati, ma gode la consapevolezza spirituale della giustificazione in Cristo, attestata dalla Parola di Dio. Tutte le occasioni di devozione personale, come la preghiera, la meditazione della Parola di Dio e l'adorazione, sono spazi rigogliosi per ritemprare lo spirito. Nella nostra vita così frenetica e vorticosa abbiamo una grande necessità di questi momenti rasserenanti, tanto più preziosi perché ci restituiscono lo scopo del nostro vivere e la reale dimensione delle cose. La comune adunanza è un altro luogo di ristoro da non trascurare. Dio vuole che appartiamo un tempo per sospendere le nostre attività secolari e poter fortificare sia il corpo, che l'anima. Nella comunione fraterna Gesù, in modo particolare, manifesta la Sua presenza e concede la Sua benedizione.
Gli occhi loro erano impediti … gli occhi loro furono aperti (Luca Luca 24:16,31)
VICINANZA INASPETTATA
Due discepoli di Cristo, dopo la Sua morte in croce, viaggiavano senza trovare ristoro al loro sconforto e senza accorgersi che, a un certo punto, Egli stesso cominciò a camminare con loro. Spesso il Signore ci è particolarmente vicino proprio nei momenti in cui più ne sentiamo la mancanza. A volte ci siamo chiesti se Dio potesse ancora intervenire, in quanto c'era bisogno della Sua azione potente, e il mezzo di cui si sarebbe servito era proprio accanto a noi. Forse per settimane o mesi era stato del tutto ignorato, finché improvvisamente si è illuminato della stessa presenza del Signore ed è diventato lo strumento potente del Suo tocco risolutivo. Egli ama mostrare la Sua mano ricorrendo a risorse del tutto inaspettate. Talvolta ci impedisce di vedere la Sua via fino a poco prima di intraprenderla e poi, non appena le Sue intenzioni vengono svelate, riconosciamo che Egli stava già camminando al nostro fianco proprio in quelle dure circostanze. Se vuoi che i tuoi occhi siano aperti, per accorgerti della realtà spirituale in cui ti trovi e riconoscere la presenza del Signore accanto a te, l'opera di Cristo per la tua vita, comincia a leggere la Bibbia con un cuore aperto e fiducioso!
Vi sono undici giornate dallo Oreb, per la via del monte Seir, fino a Cades-Barnea (Deuteronomio 1:2)
LENTI AD APPRENDERE
Undici giornate, eppure ci impiegarono quaranta anni! Come è potuto accadere? Ahimè! Non serve cercare risposte lontano. Basta guardare a noi stessi. Quanto siamo lenti a guadagnare terreno! Quante inversioni di marcia! Pare che l'obiettivo supremo di alcuni sia di evitare i problemi piuttosto che inoltrarsi nella benedizione di Dio. Lamenti vani e nostalgie insane distolgono dal camminare nelle Sue vie con la lode sulle labbra e la gratitudine nel cuore. Quante volte dobbiamo tornare indietro, là dove siamo caduti, e ripercorrere lo stesso tragitto. Siamo lenti ad avanzare perché siamo lenti, duri ad apprendere. A volte pensiamo di esserci impadroniti di una verità o di una lezione spirituale e vogliamo subito afferrarne altre, ma il nostro sommo Maestro sa perfettamente come stanno le cose e vede il bisogno di illuminare più in profondità i cuori. Il nostro Dio è un insegnante fedele e saggio, oltre che misericordioso e paziente. Egli non lascerà che diventiamo esclusivamente dei teorici o dei saccenti; ma ci terrà, se necessario, anno dopo anno sulle stesse scale musicali, fino a quando impareremo a cantare, a glorificarlo per la Sua opera di redenzione.
Poi Abraamo ... fu riunito al suo popolo (Genesi 25:8)
UNITI PER SEMPRE
Dopo aver goduto periodi di sodalizi e intensi legami, delle occasioni di comunione fraterna, ci ritroviamo come su isole, sparpagliati in un grande arcipelago, ognuno sul suo piccolo scoglio, con il mare che infuria tra noi. Ma se il nostro cuore è fondato sul Signore, la cui presenza ci rende uno, allora verrà il tempo in cui non ci sarà più mare e agitazioni, distacchi e sconvolgimenti. Chi accoglie Cristo come proprio personale Redentore riceve salvezza celeste, è idoneo ad affrontare la morte, preparato per il giudizio, pronto per la tromba degli ultimi giorni: poiché "l'Eterno riscatta l'anima dei suoi servitori, e nessun di quelli che confidano in lui sarà condannato". Se abitiamo qui come stranieri perché la nostra cittadinanza è nei cieli, allora la morte non ci strapperà dai nostri affetti né ci costringerà in un paese solitario, ma ci porterà dove stretti vincoli uniranno il popolo di Dio, dove le pecore saranno coricate l'una vicina all'altra, perché tutte saranno radunate intorno all'unico Pastore. Allora, il pellegrino solitario incontrerà di nuovo quei cari che aveva amato immensamente e perso soltanto per un breve periodo.
Altro...
Gloria a Dio nei luoghi altissimi, pace in terra fra gli uomini che Egli gradisce (Luca 2:14)
LE LODI DELL'ESERCITO CELESTE
Non appena furono creati, gli angeli iniziarono a lodare Dio. Quando videro l'Onnipotente creare dal nulla i pianeti e collocarli nell'infinità dello spazio, avevano cantato inni esaltando l'opera di Dio. Alla creazione della Terra: "Le stelle del mattino cantavano tutte assieme e tutti i figli di Dio davano in gridi di giubilo" (Giobbe 38:7), mentre Egli disegnava i rilievi montuosi e assegnava gli spazi alle acque. Ammirando Dio formare l'uomo dalla polvere argillosa, quale vaso pregiato da contenere uno spirito immortale capace di avere comunione con Lui, il loro canto salì più in alto nella scala musicale dell'adorazione. Gli angeli erano stati presenti in molte occasioni gloriose e si erano uniti al compiacimento del Signore con cori di lode, ma quando videro l'Unigenito Dio scendere dal Suo trono e diventare un lattante tra le braccia materne, elevarono il tono della loro armonia e raggiunsero il culmine della solenne melodia angelica. Cantando "Gloria a Dio nei luoghi altissimi", toccarono la nota più alta nella scala della lode, proprio di fronte all'atto più elevato del Suo divino amore: il dono di Gesù, venuto nel mondo per dare salvezza e nuova vita al peccatore.
Gli occhi del Signore che percorrono tutta la terra, vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele? (Zaccaria 4:10)
UN CAPOVOLGIMENTO SOSPIRATO
Per il credente è una gioia sapere che il piombino è in mano al nostro grande Architetto e Costruttore, e che quando verrà, il malgoverno del mondo avrà termine. I falsi valori degli uomini, che edificano sulla sabbia dell'opportunismo, saranno spazzati via. I fragili modelli della coscienza umana, la pretesa di "pensarla come si vuole purché si sia sinceri". Tutti questi principi senza fondamento divino avranno la consistenza di una tela di ragno. La misura di ogni cosa sarà Cristo, e Cristo il Misuratore di ogni cosa. Come sarà riconsiderato ogni valore! Che rovesciamento completo di tutto ciò che esiste attualmente! Beato quel giorno, che è stato così lungamente atteso: il gran giubileo del mondo liberato dalla corruzione del peccato, il ristoro bramato dalla Terra, la gioia della creazione in travaglio e il tranquillo riposo della natura! Chi non griderebbe: "Vieni Signore, poni fine a questo incubo angoscioso! Disperdi le ombre della lunga notte di ribellione alle Tue perfette leggi ed alla tua meravigliosa volontà, asciuga le lacrime del dolore, della disperazione e della morte!" Costruisci oggi stesso il tuo futuro eterno. Edificalo su Cristo, sull'Evangelo.
Signore, Dio, tu lo sai (Ezechiele 37:3)
DIO SA
Questa è la risposta della fede a Dio: "Tu lo sai". Su tale verità riposa il cuore del credente! "Tu lo sai", una frase brevissima, eppure sufficiente ad esprimere la fiducia di un cuore in difficoltà che, sebbene non può spiegare ogni cosa, rimane certo della benevolenza divina. "Tu, Signore, lo sai". Che dolce luogo di refrigerio in mezzo alle ansie tumultuose della vita; in mezzo a un mare che non conosce calma; tra situazioni paradossali in cui si è sballottati di qua e di là. Quale risorsa per il cuore che non trova parole per esprimere le sue forti emozioni; per l'anima con un dolore troppo profondo perché il linguaggio possa trovare la sua via a Dio! Che queste poche, brevi parole, abbiano il sopravvento su ogni avversità che si presenta sul nostro sentiero! Esse sono l'autorevole risposta di Dio a tutto ciò che non possiamo penetrare; la risposta su cui far riposare i nostri cuori e da ribadire con le labbra quando ogni via appare preclusa, quando non comprendiamo perché possano accaderci certe cose dolorose. "Signore, Dio, tu lo sai"! Poggia la tua anima su queste parole. Adagia il capo sul petto del tuo Dio e rinnova questa espressione di fiducia in ogni situazione della vita.
Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni (Atti 1:8)
RICEVERE POTENZA
Riflettiamo! Centoventi uomini e donne senza appoggi umani, nessuna promessa di favore terreno, nessuna capacità o ricchezza; una compagnia di persone che devono guadagnarsi da vivere ogni giorno lavorando, impegnati nei doveri familiari. Eppure, stanno per dare inizio a un movimento che metterà sottosopra il mondo intero! Non sono di rango elevato, ma l'influenza di questo umile gruppo raggiungerà persino la casa di Cesare. L'opera di questa piccola comunità si estenderà in tutto il pianeta! Nessuna forza sulla Terra, siano uomini o dèmoni, potrà resistergli, finché ogni ginocchio si piegherà dinanzi al loro Maestro e ogni lingua confesserà che Gesù è il Signore. Può sembrare impossibile, assurdo, almeno finché non consideriamo una cosa: stanno per essere battezzati nello Spirito Santo. Allora le difficoltà sono vinte. A questo punto non c'è limite alle loro speranze, perché non c'è limite alla loro forza, che viene dall'Onnipotente. Questa è l'idea e il sostegno di Cristo per l'autentica fede cristiana; non l'idea dell'uomo, troppo sublime per essere tale, ma di Dio! Hai ricevuto la potenza dello Spirito Santo per essere testimone vivente di Cristo risorto?