Gesù rispose: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté nei briganti... (Luca 10:29)
GERUSALEMME O GERICO? DOVE CI TROVIAMO?
"Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté nei briganti che lo spogliarono e lo ferirono... Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada, ma quando lo vide, passò oltre... Così pure un Levita... Ma un Samaritano, che era in viaggio, avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino...e si prese cura di lui" (Luca 10:29-37). Leggendo questo passo del Vangelo e, studiando la geografia dei luoghi in cui questa parabola è ambientata, scopriamo che Gerusalemme, simbolo di spiritualità, era situata a 818 metri sul livello del mare, mentre Gerico, nota all'epoca per le sue amenità e lo svago, era situata a meno 250 metri sotto il Mediterraneo. E' per me interessante che l'uomo che si imbatté nei briganti si stesse allontanando dalle mura di protezione che gli offriva il monte di Sion. Sebbene Dio talvolta possa usare alcune circostanze della vita perché desidera attraverso di esse correggerci con amore, tante volte siamo proprio noi, in cerca di chissà quale distrazione, ad imbatterci in "briganti" che ci derubano delle benedizioni. E forse abbiamo anche sperimentato, come quell'uomo ignorato sia dal Sacerdote che dal Levita che non si fermarono ad aiutarlo, che la religione non può soccorrerci. Solo Gesù, proprio come quel Samaritano che fasciò le piaghe dell'uomo ferito mortalmente, può ridarci vita. Mai disperare, doniamo il nostro cuore al SIGNORE. Egli ancora oggi ci invita:"Venite a me, voi tutti..." (Matteo 11:28)
E voi... non irritate i vostri figli... (Efesini 6:4)
GENITORI E LA BATTAGLIA PER IL CONTROLLO
Se ai tuoi figli adolescenti non piace che gli si dica cosa fare, rilassati: è normale. E non è una peculiarità degli adolescenti; inizia molto prima. Uno psicologo racconta della madre di una bambina difficile di quattro anni che chiedeva di andare per la sua strada. La madre le disse: “lo sono il tuo capo, ho la responsabilità di guidarti ed è quello che ho intenzione di fare!” La piccola Jenny pensò alle parole di sua madre per un minuto, poi disse: “Per quanto tempo deve essere così?". Già a quattro anni di età desiderava il giorno in cui nessuno avrebbe potuto dirle cosa fare. Questo è un istinto dato da Dio. Una delle prime cose che Dio disse ad Adamo ed Eva fu: “Prendete il controllo della terra”. Così il compito per te come genitore è quello di pendere in mano le redini fin dai primi giorni, e poco a poco, iniziare a concedere l’indipendenza quando ti viene dimostrata maturità. Questa è una delle responsabilità più delicate dei genitori. Il potere concesso troppo presto produce follia, ma il potere concesso troppo tardi porta ribellione. Sapere quando dare corda e quanta darne, richiede saggezza e Dio è il donatore di saggezza (vedi Giacomo 1:5). Se preghi, osservi e ascolti con attenzione, comincerai a vedere le tappe critiche nella vita di tuo figlio. L’apostolo Paolo scrive: “Non irritate i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’istruzione del Signore". E come genitore, è uno dei migliori consigli che potrai mai ricevere.
Forse il Signore agirà in nostro favore (1 Samuele 14:6)
Fidati di Dio e mettiti all’opera!
All’inizio del regno di Saul, i Filistei controllavano il confine ovest di Israele e la loro posizione era ben protetta al passo di Michmash. Saul sembrava essere riluttante ad andare in prima linea, mentre Jonathan, al contrario, voleva prendere l’iniziativa e affrontare il nemico: “Vieni, andiamo verso la guarnigione dei Filistei che è dall’altra parte” (v.1). Erano soli, Jonathan e il suo giovane scudiero, e la situazione non sembrava favorevole. Tuttavia, quando le tue azioni sono mosse dalla gloria di Dio, toccano il Suo cuore e attirano la Sua mano. Ci vuole un passo di fede: un passo lungo, difficile e pieno di incertezze. Di solito, i re d’Israele dichiaravano guerra solo dopo aver ricevuto da Dio la certezza della vittoria. Jonathan non aveva questa certezza, ma fece comunque il passo, dicendo: “Forse il Signore agirà in nostro favore.” La maggior parte di noi ragionerebbe al contrario: “Forse il Signore non agirà in nostro favore.” E così, la paura prende il sopravvento e ci ritroviamo a stare fermi, seduti nelle retrovie, come Saul. Ma qual è stato l’esito della battaglia per Jonathan e il suo scudiero? “In quei giorni il Signore salvò Israele” (v.23). È bastata una decisione audace, un passo di fede! E questo è tutto ciò che serve. Quando decidi di metterti in gioco, Dio agirà in tuo favore. Se non lo fai, ti ritroverai a chiederti continuamente “E se l’avessi fatto?”. I rimpianti più dolorosi sono quelli legati a ciò che avremmo voluto fare, ma non abbiamo fatto. Perciò, la parola per te oggi è: fidati di Dio e mettiti all’opera!
...siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio... (Romani 12:2)
FESTEGGIA I TUOI PROGRESSI!
Un cambiamento duraturo non viene dallo sforzo umano, dalla frustrazione, dall’odio di sé o punendosi per i propri fallimenti. Avviene se la mente si rinnova quotidianamente attraverso la Parola di Dio. Se sei un lettore costante della Bibbia, allora crescerai spiritualmente, credendo a ciò che Dio dice nella Sua Parola e gradualmente inizierai a cambiare. Succede da sé. Cominci a pensare diversamente, a parlare diversamente e ad agire diversamente. Ma devi essere paziente perché è un processo che si sviluppa per stadi. E devi imparare ad essere felice della vita che vivi mentre percorri questo processo di trasformazione. Molti sembrano camminare sul filo piuttosto che nella pace. Non farlo! Gioisci della tappa raggiunta nel tuo percorso di trasformazione. Non sprecare il tuo presente cercando di affrettare il futuro. Gesù disse che il domani avrà le sue sfide (vedi Matteo 6.34). Forse pensi: “Se solo non avessi questo problema, sarei felice”. Contro che cosa stai combattendo? Un desiderio fuori controllo? Risentimento? Paura? Dirai: “Se solo potessi controllare questa abitudine sarei a posto", Proprio come Israele conquistò la Terra Promessa una città alla volta, tu devi vincere le tue debolezze un giorno alla volta. Paolo stesso voleva “condurre a termine [con gioia] la [sua] corsa" (Atti 20:24). Egli voleva essere tutto ciò che Dio lo aveva chiamato ad essere, ma voleva gustare il cammino. Quindi invece di farti scoraggiare dalla strada ancora da percorrere, impara a festeggiare i tuoi progressi lungo il cammino.
L’odio provoca liti, ma l’amore copre ogni colpa... (Proverbi 10:12)
FERMA IL CONFLITTO ADESSO!
Quando serbi del risentimento, ti senti come se ci fosse una guerra in corso dentro di te, sei in lotta con te stesso e con altri. E più combatti, più terreno perdi. Litigare ti prosciuga le energie e ti lascia ferito ed arrabbiato. È una situazione grave, perderai in ogni caso. Lotti con chi ha ragione e con chi ha torto. Passi il tuo tempo a cercare di superare gli altri, a urlare più forte, a manovrare con astuzia, perdendo così la pace e la gioia. Ferma subito il conflitto! Rifiuta di vivere così un solo giorno ancora. Non permettere alle azioni degli altri di determinare le tue reazioni. “Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare". (1 Pietro 5:8) Non diventare il prossimo pasto di Satana. Lascia che l’amore e la pace di Dio riempiano la tua mente al punto da straripare su altri, inclusi coloro che ti hanno colpito e sconfitto. Fermati e rifletti: Vuoi davvero essere come la persona che ti ha ferito? Che cosa farebbe Gesù? Lo sai! "Porgi l’altra guancia” (Matteo 5:39). Dirai: "Ma non consideri tutto il male che mi è stato fatto?” Che cosa c’entra? Non spetta a te giudicare. C’è un solo giudice qualificato, lascia a Lui gestire la situazione (vedi Giacomo 4:12). Chiedi a Dio di aiutarti a lasciare andare la tua rabbia, a porgere l’altra guancia e a perdonare chi ti ha fatto male. Fai questa semplice preghiera: “Signore, sono arrabbiato. Aiutami a non esserlo. Scelgo di essere misericordioso. Grazie perché mi dai la grazia di perdonare chi mi ha ferito e di seguirli. Nel nome di Gesù: Amen".
Ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa... (Efesini 4:15)
FANNE UN'ESPERIENZA DI CRESCITA PERSONALE
Prima di fronteggiare qualcuno circa un problema, fermati ed esamina le tue motivazioni. Hai come obiettivo aiutare o umiliare? Gesù si occupava di sollevare e ristabilire le persone, e dovresti avere anche tu questo compito. Chiediti, affronteresti la questione diversamente se non fossi coinvolto in modo tanto personale? Fronteggi la tal persona per apparire migliore? Abbassare qualcuno per innalzarsi, è la forma più infima di gratificazione di sé. Il poeta Kahlil Gibran scrisse: “Per sminuire, devi essere piccolo”. Non farlo! è un segno di insicurezza. Ricordi la risposta di Neemia a coloro che cercarono di scoraggiarlo dal ricostruire delle mura di Gerusalemme? “lo sto facendo un gran lavoro e non posso scendere. Il lavoro rimarrebbe sospeso se lo lo lasciassi per scendere da voi" (Neemia 6: 3). Non permettere ai tuoi detrattori dl fermare i tuoi progressi. Non dare più credito all'opinione di chi ti critica di quanto non ne daresti all'incoraggiamento di un amico. Prima di scrutare al microscopio la vita di qualcun altro, fermati ad esaminare la tua. Sei alle prese con lo stesso problema o con uno altrettanto grave? Hai avuto successo lì dove accusi l'altro di aver fallito? In altre parole, ti sei guadagnato il diritto di essere ascoltato? Paolo scrive: 'Ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa". Prova a pensarci: forse la situazione che stai affrontando in questo momento è un'opportunità per valutare la tua maturità, facendone un'esperienza di crescita spirituale.
Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse "Pace a voi! (Giovanni 20:19)
EGLI STA DICENDO LO STESSO A TE
Una delle prime cose che Gesù fece dopo la Sua risurrezione è stata quella di andare a cercare i discepoli che lo avevano tradito così miseramente. “La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre le porte del luogo in cui si trovavano i discepoli erano chiuse per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» E, detto questo, mostrò [loro] le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. Allora [Gesù] disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi»’’ (versi 19- 21). Tra il gruppo c’era Pietro, che aveva camminato sulle acque, le cui mani avevano distribuito cibo miracolato per cinquemila persone che soffrivano la fame, che aveva visto Mosè ed Elia in piedi accanto a Gesù sul monte della Trasfigurazione. Grande, fiero, coraggioso Pietro che aveva detto: "Quand’anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò.” (Matteo 26:35). E non era l’unico. "E lo stesso dissero pure tutti i discepoli.” (verso 35). Eppure si legge: “Allora tutti, lasciatolo, se ne fuggirono.” (Marco 14:50). Giovanni, Andrea e Giacomo, tutti ragazzi raffigurati sulle vetrate delle chiese di tutto il mondo, abbandonarono Gesù quando aveva più bisogno di loro. Eppure quando Egli risorse dai morti, non ne ha mai fatto menzione una sola volta. Invece “Mostrò [loro] le mani.” (Giovanni 20:20). Perché? Per far sapere loro che Li amava, nonostante il loro tradimento. Invece di rinnegarli, disse: “Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi.” (verso 21), e oggi sta dicendo lo stesso a te!
“come l’agnello condotto al mattatoio” (Isaia 53:7)
LA MERAVIGLIA DELLA PASQUA
La parola ebraica Pesach (Pasqua) significa “passare oltre” e si riferisce al momento in cui l’angelo della morte passò oltre le case degli israeliti che avevano segnato le loro porte con il sangue dell’agnello. In quel contesto, la Pasqua rappresentava la salvezza dalla morte e la liberazione dall’Egitto. Nel Nuovo Testamento, Cristo è l’Agnello senza difetti e senza macchia, il cui sangue è stato versato per noi. Come l’agnello della Pasqua ebraica, il Suo sacrificio ci protegge dalla morte eterna e ci libera dal potere del peccato. Gesù, consapevole del Suo ruolo, ha scelto di subire il supplizio della croce per noi. Nonostante avesse il potere di fermare la Sua sofferenza con una sola parola, ha scelto di sopportarla per amore di ciascuno di noi, per garantire la nostra salvezza. La scrittura in 1 Corinzi 5:7 ci ricorda chiaramente: “Poiché anche Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato per noi.” La Pasqua cristiana va oltre una celebrazione storica: è il riconoscimento che Cristo è il nostro Agnello Pasquale, che attraverso il Suo sangue ci protegge e ci libera dal peccato e dalla morte spirituale. Gesù ha dato la Sua vita affinché noi potessimo essere salvati e avere vita eterna. Oggi, la vera domanda è: hai fatto di Gesù Cristo la tua Pasqua personale? Se accogliamo il Suo sacrificio, permettiamo al Suo sangue di coprire la nostra vita, così la morte e il peccato passeranno oltre, e riceveremo la nuova vita che solo Lui può darci.
È stato risuscitato per la nostra giustificazione... (Romani 4:25)
TEORIA O VERITÀ (3)
Il grande Houdini promise che sarebbe tornato dai morti e che avrebbe parlato con i suoi amici. Alcuni individui in effetti consultarono dei medium per vedere se ci fosse stata qualche parola dall’oltretomba. Ma non ce n’erano! Solo un uomo che ha promesso che sarebbe risorto dai morti mantenne la Sua parola: Gesù! E lo fece per “giustificarci davanti a Dio”. Le transizioni commerciali ai tempi della Bibbia erano abbastanza semplici. Una volta che il venditore stabiliva un prezzo e l’acquirente lo accettava, l'affare era fatto. Gesù offrì se stesso come prezzo, Dio lo accolse, lo accettò, e la tua salvezza fu pagata. Ma la più grande prova della resurrezione si trova nelle vite trasformate delle persone di tutto il mondo. Un cantautore recita così: “Mi chiedete come faccio a sapere che Egli vive? Egli vive nel mio cuore!” In una delle Sue apparizioni finali testimoniata nel libro dell’Apocalisse, Gesù annunciò: “lo sono... il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli... e chiunque vive e crede in me, non morirà mai” (Apocalisse 1:18, Giovanni 11:26). Oggi Cristo bussa alla porta del tuo cuore e ti dice: “Se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui” (Apocalisse 3:20). A meno che tu non conosca Cristo come il tuo personale Salvatore, sei senza speranza in questo mondo e in quello a venire. La resurrezione di Cristo è la tua unica speranza. Senza di essa non hai nulla da aspettarti, se non un buco nella terra. Perciò oggi pentiti dei tuoi peccati e riponi la tua fiducia in Colui che è morto ed è risorto per te.
Gesù rispose loro: “distruggete questo tempio (il corpo), e in tre giorni lo farò risorgere! (Giovanni 2:19)
TEORIA O VERITÀ (2)
Esaminiamo un’altra teoria avanzata da chi prova a confutare la verità della resurrezione corporea di Cristo: la "Teoria dello svenimento.” Nel suo libro “The Passover Plot”, Hugh J. Schonfield teorizza che Gesù semplicemente svenne, fu tratto giù dalla croce e lo si credette morto. Poi nella frescura della tomba rinvenne, uscì e convinse i Suoi discepoli che effettivamente era risorto dai morti. Questo fa sorgere delle domande interessanti. Per esempio, come mai per diciotto secoli precedenti a questa teoria né i nemici e né gli amici del Cristianesimo non ne hanno mai parlato? E riguardo al centurione che trafisse il costato di Cristo con una lancia? Acqua e sangue uscirono, prova empirica che la vita era cessata, poiché il sangue sì era separato nei suoi elementi costituenti. E della testimonianza del centurione inviato da Pilato? Uomo che, avendo a che fare con la morte per mestiere, doveva saper riconoscere che Gesù fosse morto. E poi c’è la faccenda dei panni nella tomba. Era costume dei Giudei avvolgere i cadaveri nei panni funebri e usavano chili di spezie tra le pieghe, sigillando gli indumenti attorno al cadavere come una mummia. Anche il capo veniva avvolto. Come avrebbe potuto respirare Gesù? E come avrebbe potuto un uomo in condizioni di tale debolezza rimuovere una pietra di quelle dimensioni che sigillava la Sua tomba e superare le guardie romane? Occorre più fede a credere a questo che non a quello che è accaduto veramente! Cristo è risorto!
Altro...
Crediamo che Gesù morì e risuscitò... (1 Tessalonicesi 4:14)
TEORIA O VERITÀ (1)
Esaminiamo alcune teorie spacciate da coloro che hanno cercato di negare la resurrezione. Alcuni dicono che siccome i Vangeli furono scritti da due a tre secoli dopo gli eventi, i racconti furono falsificati o romanzati. Ma l’archeologia lo smentisce. Ora sappiamo che i Vangeli risalgono agli autori di cui recano il nome e che la testimonianza della resurrezione risale alla decade in cui questa ebbe luogo. Pertanto non ci fu il tempo per mettere in piedi una leggenda! Altri dicono che siccome Cristo promise di risorgere dai morti, i discepoli ebbero visioni o allucinazioni. Ma non esiste nella storia delle allucinazioni un episodio in cui cinquecento persone di diversa provenienza ebbero la stessa visione nello stesso momento. E che dire dei due discepoli sulla via di Emmaus, che camminarono e parlarono con Gesù dopo la Sua resurrezione e poi cenarono con Lui? (Vedi Luca 24:13). Anche quelle furono allucinazioni? Quando Pietro predicò nel giorno della Pentecoste a proposito della sua “grande allucinazione”, era a soli dieci minuti dalla tomba (Vedi Atti 2:24). Migliaia di persone credettero; altri udirono, ma non credettero. Nessuno pensò di andare lungo la strada e verificare? Di sicuro quei cospiratori dei Sadducei avrebbero colto qualsiasi opportunità per provare che tutto ciò fosse un’allucinazione. Sui litorali c’è un faro che illumina la notte e, attratti dalla luce, gli uccelli vi volano contro finendo feriti o morti. Questo non ci ricorda forse i critici della resurrezione di Cristo?
Vi farai un parapetto intorno alla terrazza... (Deuteronomio 22:8)
FAI ATTENZIONE A CIÒ CHE GUARDI
Su Internet si trovano centinaia di siti pornografici. L’idea è quella di farteli visitare, in maniera accidentale, attraverso della pubblicità subdola. Questo aiuta a spiegare come sia possibile che bambini di appena otto anni diventino dipendenti dalla pornografia e da siti web che si possono visitare nel bel mezzo della notte, quando i genitori dormono. Ma questi siti web sono visitati anche da adolescenti e adulti. Quindi la protezione non è richiesta solo da parte dei genitori, ma da tutti quelli che si battono in prima linea per la sana etica morale. Nel suo libro “Getting through the Tough Stuff” - (“Affrontare le cose difficili”), Chuck Swindoll scrive: “Un credente su due è direttamente coinvolto con la pornografia su Internet... Siete scioccati...? Nove bambini su dieci sono stati esposti ad essa, la maggior parte di loro in mondo accidentale mentre fa i compiti on-line. Il 37% dei pastori ammette che la pornografia su Internet è una lotta reale nella loro vita. La maggior parte di loro ne viene a contatto attraverso pop-up sullo schermo del computer, e-mail non richieste e collegamenti a siti web con nomi che sembrano innocenti. Quando un’immagine seducente lampeggia, è difficile vincere la tentazione, soprattutto per i maschi. Internet è diventato parte integrante della nostra vita. C’è molto di buono, ma c’è altrettanto materiale che può essere mortale. È quindi nostra responsabilità di cristiani proteggerci dai pericoli che sono insiti nell’utilizzo di Internet!”. Dio comandò agli Israeliti: “Farai un parapetto intorno alla terrazza. Così, se qualcuno cade di lassù, la tua casa non sarà responsabile del suo sangue.” Anche l’apostolo Paolo riconobbe che avrebbe potuto essere “disapprovato” come leader nell’opera di Dio (vedi 1 Corinzi 9:27). Quindi la parola per te oggi è: fai attenzione a ciò che guardi!
“Come avvenne ai giorni di Noè, così pure avverrà ai giorni del Figlio dell’uomo.” (Luca 17:26)
EVITATE LE DISPUTE STOLTE E INSENSATE
Se avessi un medico che sbaglia diagnosi tanto spesso quanto certi “esperti” di profezie bibliche sbagliano previsioni, ti fideresti di lui? Prenderesti le medicine che ti prescrive? Un noto autore vendette milioni di libri prevedendo il rapimento della Chiesa per il 1988. Quando non accadde, senza scusarsi, spostò la data al 2007. Un altro predicatore televisivo annunciò l’inizio del rapimento già dal 1975, sostenendo che entro il 1976 la bandiera sovietica sarebbe stata issata sulla Independence Hall di Filadelfia. Quando ciò non si verificò, cambiò la data al 1992, poi al 2012. La Bibbia ci avverte chiaramente: “Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese” (2 Timoteo 2:23). Perché? Perché queste speculazioni rendono la Chiesa ridicola agli occhi del mondo! Chi può prendere sul serio una comunità che continua a fare previsioni sbagliate, quando Cristo stesso ci ha detto di non farlo? Gesù dichiarò: “Come avvenne ai giorni di Noè, così pure avverrà ai giorni del Figlio dell’uomo… Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, si andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece perire tutti” (Luca 17:26-27). Dio non diede a Noè una data, ma un compito. E il giudizio non arrivò finché quel compito non fu portato a termine. Allo stesso modo, Gesù disse chiaramente: “Quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo” (Matteo 24:36). C’è ancora tanto da fare: il mondo ha bisogno del Vangelo. Quindi, invece di fissare date inutili, rimbocchiamoci le maniche e compiamo la missione che Cristo ci ha affidato!
Fate giustizia all'orfano. (Isaia 1:17)
ESSERE MENTORE DI UN ORFANO DI PADRE.
Nel libro "Madri e figli", Jean Lush esplora la sfida delle madri sole nel crescere i propri figli maschi, in particolare tra i quattro e i sei anni. In questo periodo, i bambini, pur amando la madre, avvertono la necessità di una figura maschile. Se il padre è presente, il figlio tende a trascorrere più tempo con lui, lontano da madre e sorelle. Quale consiglio si può dare a una madre single? Prima di tutto, deve riconoscere che ci sono bisogni che non può soddisfare da sola. La soluzione migliore è trovare un uomo che possa fungere da modello per il figlio. È vero, buone figure maschili sono rare. Le madri sole dovrebbero considerare amici, parenti o vicini disponibili anche solo per un paio d’ore al mese. Se fanno parte di una comunità, potrebbero rivolgersi agli uomini della chiesa. La Scrittura invita le persone di fede a prendersi cura dei bambini orfani: "Fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova!". Gesù, abbracciando i bambini, disse: "Chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me" (Matteo 18:5). Se sei un uomo e hai pregato per servire Dio, questo potrebbe diventare un ministero significativo. Considera il potenziale di un ragazzino e il privilegio di contribuire a formarlo come uomo di Dio.