Crediamo che Gesù morì e risuscitò... (1 Tessalonicesi 4:14)
TEORIA O VERITÀ (1)
Esaminiamo alcune teorie spacciate da coloro che hanno cercato di negare la resurrezione. Alcuni dicono che siccome i Vangeli furono scritti da due a tre secoli dopo gli eventi, i racconti furono falsificati o romanzati. Ma l’archeologia lo smentisce. Ora sappiamo che i Vangeli risalgono agli autori di cui recano il nome e che la testimonianza della resurrezione risale alla decade in cui questa ebbe luogo. Pertanto non ci fu il tempo per mettere in piedi una leggenda! Altri dicono che siccome Cristo promise di risorgere dai morti, i discepoli ebbero visioni o allucinazioni. Ma non esiste nella storia delle allucinazioni un episodio in cui cinquecento persone di diversa provenienza ebbero la stessa visione nello stesso momento. E che dire dei due discepoli sulla via di Emmaus, che camminarono e parlarono con Gesù dopo la Sua resurrezione e poi cenarono con Lui? (Vedi Luca 24:13). Anche quelle furono allucinazioni? Quando Pietro predicò nel giorno della Pentecoste a proposito della sua “grande allucinazione”, era a soli dieci minuti dalla tomba (Vedi Atti 2:24). Migliaia di persone credettero; altri udirono, ma non credettero. Nessuno pensò di andare lungo la strada e verificare? Di sicuro quei cospiratori dei Sadducei avrebbero colto qualsiasi opportunità per provare che tutto ciò fosse un’allucinazione. Sui litorali c’è un faro che illumina la notte e, attratti dalla luce, gli uccelli vi volano contro finendo feriti o morti. Questo non ci ricorda forse i critici della resurrezione di Cristo?
Vi farai un parapetto intorno alla terrazza... (Deuteronomio 22:8)
FAI ATTENZIONE A CIÒ CHE GUARDI
Su Internet si trovano centinaia di siti pornografici. L’idea è quella di farteli visitare, in maniera accidentale, attraverso della pubblicità subdola. Questo aiuta a spiegare come sia possibile che bambini di appena otto anni diventino dipendenti dalla pornografia e da siti web che si possono visitare nel bel mezzo della notte, quando i genitori dormono. Ma questi siti web sono visitati anche da adolescenti e adulti. Quindi la protezione non è richiesta solo da parte dei genitori, ma da tutti quelli che si battono in prima linea per la sana etica morale. Nel suo libro “Getting through the Tough Stuff” - (“Affrontare le cose difficili”), Chuck Swindoll scrive: “Un credente su due è direttamente coinvolto con la pornografia su Internet... Siete scioccati...? Nove bambini su dieci sono stati esposti ad essa, la maggior parte di loro in mondo accidentale mentre fa i compiti on-line. Il 37% dei pastori ammette che la pornografia su Internet è una lotta reale nella loro vita. La maggior parte di loro ne viene a contatto attraverso pop-up sullo schermo del computer, e-mail non richieste e collegamenti a siti web con nomi che sembrano innocenti. Quando un’immagine seducente lampeggia, è difficile vincere la tentazione, soprattutto per i maschi. Internet è diventato parte integrante della nostra vita. C’è molto di buono, ma c’è altrettanto materiale che può essere mortale. È quindi nostra responsabilità di cristiani proteggerci dai pericoli che sono insiti nell’utilizzo di Internet!”. Dio comandò agli Israeliti: “Farai un parapetto intorno alla terrazza. Così, se qualcuno cade di lassù, la tua casa non sarà responsabile del suo sangue.” Anche l’apostolo Paolo riconobbe che avrebbe potuto essere “disapprovato” come leader nell’opera di Dio (vedi 1 Corinzi 9:27). Quindi la parola per te oggi è: fai attenzione a ciò che guardi!
“Come avvenne ai giorni di Noè, così pure avverrà ai giorni del Figlio dell’uomo.” (Luca 17:26)
EVITATE LE DISPUTE STOLTE E INSENSATE
Se avessi un medico che sbaglia diagnosi tanto spesso quanto certi “esperti” di profezie bibliche sbagliano previsioni, ti fideresti di lui? Prenderesti le medicine che ti prescrive? Un noto autore vendette milioni di libri prevedendo il rapimento della Chiesa per il 1988. Quando non accadde, senza scusarsi, spostò la data al 2007. Un altro predicatore televisivo annunciò l’inizio del rapimento già dal 1975, sostenendo che entro il 1976 la bandiera sovietica sarebbe stata issata sulla Independence Hall di Filadelfia. Quando ciò non si verificò, cambiò la data al 1992, poi al 2012. La Bibbia ci avverte chiaramente: “Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese” (2 Timoteo 2:23). Perché? Perché queste speculazioni rendono la Chiesa ridicola agli occhi del mondo! Chi può prendere sul serio una comunità che continua a fare previsioni sbagliate, quando Cristo stesso ci ha detto di non farlo? Gesù dichiarò: “Come avvenne ai giorni di Noè, così pure avverrà ai giorni del Figlio dell’uomo… Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, si andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece perire tutti” (Luca 17:26-27). Dio non diede a Noè una data, ma un compito. E il giudizio non arrivò finché quel compito non fu portato a termine. Allo stesso modo, Gesù disse chiaramente: “Quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo” (Matteo 24:36). C’è ancora tanto da fare: il mondo ha bisogno del Vangelo. Quindi, invece di fissare date inutili, rimbocchiamoci le maniche e compiamo la missione che Cristo ci ha affidato!
Fate giustizia all'orfano. (Isaia 1:17)
ESSERE MENTORE DI UN ORFANO DI PADRE.
Nel libro "Madri e figli", Jean Lush esplora la sfida delle madri sole nel crescere i propri figli maschi, in particolare tra i quattro e i sei anni. In questo periodo, i bambini, pur amando la madre, avvertono la necessità di una figura maschile. Se il padre è presente, il figlio tende a trascorrere più tempo con lui, lontano da madre e sorelle. Quale consiglio si può dare a una madre single? Prima di tutto, deve riconoscere che ci sono bisogni che non può soddisfare da sola. La soluzione migliore è trovare un uomo che possa fungere da modello per il figlio. È vero, buone figure maschili sono rare. Le madri sole dovrebbero considerare amici, parenti o vicini disponibili anche solo per un paio d’ore al mese. Se fanno parte di una comunità, potrebbero rivolgersi agli uomini della chiesa. La Scrittura invita le persone di fede a prendersi cura dei bambini orfani: "Fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova!". Gesù, abbracciando i bambini, disse: "Chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me" (Matteo 18:5). Se sei un uomo e hai pregato per servire Dio, questo potrebbe diventare un ministero significativo. Considera il potenziale di un ragazzino e il privilegio di contribuire a formarlo come uomo di Dio.
Ci farà entrare in quel paese e ce lo darà. (Numeri 14:8)
ESCI DALLA SCATOLA!
Quando le persone videro i giganti nella Terra Promessa e vollero tornare in Egitto, Caleb esclamò: "Il Signore... ci farà entrare in quel paese e ce lo darà". A quel punto, accaddero due cose: "Allora tutta la comunità parlò di lapidarli; ma la gloria del Signore apparve sulla tenda di convegno a tutti i figli d'Israele" (Numeri 14:10). Quando gli altri dissero di no, Dio disse di sì; tutto ciò di cui hai bisogno è la Sua approvazione. Con essa, puoi ignorare chi ti ostacola e procedere. Se ti aspetti che tutti approvino e ti applaudano, non andrà lontano. Un tempo si credeva che la terra fosse piatta e che l'uomo non potesse camminare sulla luna. Nel 1899, l'ufficio brevetti statunitense stava per chiudere perché il commissario, Charles H. Duell, affermò: "Tutto ciò che poteva essere inventato è stato inventato". Oggi, questa frase sembra ridicola, ma molti di noi hanno una mentalità simile. Smettiamo di imparare, temiamo di cambiare carriera per non rischiare la pensione e non seguiamo i sogni per paura di fallire o essere ridicolizzati. Ci siamo autoimposti limiti e ci diciamo: "Non possiamo farlo". In realtà, siamo noi a costruire la nostra prigione. Dio non ti ha inscatolato; ora è il momento di prendere l'iniziativa e uscire. Oggi decidi di farlo; Dio benedirà i tuoi tentativi.
Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio... (Romani 8:28)
EGLI STA RISOLVENDO TUTTO PER IL TUO BENE
Paolo inizia questo versetto dicendo: “Or sappiamo". Ci sono tante cose nella vita che noi non sappiamo. Non sappiamo se l’economia affonderà o che cosa diventeranno i nostri figli. Non sappiamo nemmeno “per che cosa dovremmo pregare” (v 26). Tuttavia, possiamo “sapere” queste quattro cose: 1. “Dio opera”. Sebbene non Lo si possa vedere, Dio è indaffarato dietro le quinte, non ha lasciato e non è passato oltre. Egli è costante, instancabile e non smette mai di lavorare. 2. “Dio opera per il bene”. Non per il nostro agio, piacere o divertimento, ma per il nostro bene ultimo. Rifletti, Egli è il bene ultimo, perciò potresti aspettarti qualcosa di meno? 3. “Dio opera per il bene di quelli che Lo amano”. Guardate i benefici di un Dio d’amore! Fa’ che la Sua storia sia la tua storia e la tua storia finirà lietamente. Garantito! 4. Dio opera “in tutte le cose”. Dio non opera solo in alcune cose, nelle cose buone, nelle cose migliori o nelle cose semplici: Egli opera “in tutte le cose” e non pianifica cammin facendo. La Bibbia afferma: “In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà”. (Efesini 1:11) E la parte migliore è questa: Il piano di Dio include te! Perciò basta ingegnarsi, stressarsi e perdere il sonno. Rivolgiti a Dio e credi che Egli stia facendo funzionare “tutte le cose” per il tuo bene e la Sua gloria.
Tendiamo a quello [insegnamento] superiore... (Ebrei 6:1)
È ORA DI DIVENTARE MATURI
Paolo scrive: “Or il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l’intero essere vostro, lo spirito, l’anima e il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Fedele è colui che vi chiama, ed egli farà anche questo” (1 Tessalonicesi 5:24). Stai maturando spiritualmente? Prima di rispondere, leggi queste parole: “La maturità è la capacità di controllare la rabbia e appianare le divergenze senza violenza o risentimento. La maturità è paziente; è saper rinunciare a un piacere di breve durata per un guadagno a lungo termine. È saper “attendere con ansia”, nonostante pesanti opposizioni e contrattempi scoraggianti. È la capacità di affrontare dispiacere e frustrazione senza lamentarsi o capitolare. La maturità è umiltà. È essere grandi abbastanza da dire "avevo torto” e quando hai ragione non aver bisogno di rimarcare “te l’avevo detto”. La maturità è saper prendere decisioni e perseguirle, anziché esplorare infinite possibilità senza poi far nulla con nessuna di esse. Maturità significa essere affidabili e di parola e saper uscire dalle crisi. Gli immaturi sono maestri di alibi, sono persone confuse e disorganizzate. Le loro vite sono come labirinti di promesse non mantenute, ex amici, lavori incompiuti e buone intenzioni. La maturità è l’arte di accettare ciò che non si può cambiare; avere il coraggio di cambiare ciò che si può e il senno per discernere la differenza”. La Bibbia dice: “Lasciando l’insegnamento elementare... tendiamo a quello superiore”. La parola per te oggi è: è ora di diventare maturi!
“Perciò, lasciando l’insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore” (Ebrei 6:1)
È ORA DI ANDARE AVANTI
A volte ci troviamo a chiederci: quello che funzionava in passato funziona ancora oggi? Forse si tratta di un lavoro che ormai è superato, di una relazione che andrebbe rivalutata, o di un metodo che non è più efficace. Qualunque cosa sia, è importante non restare bloccati nella convinzione che non possiamo lasciarla andare. Per crescere, a volte, dobbiamo fare un passo avanti. Pensa all’aragosta: quando cresce, la sua corazza diventa troppo stretta, inizia a farle pressione e, per sopravvivere, si nasconde sotto le rocce per liberarsi del vecchio guscio. Durante questo processo, rimane vulnerabile finché non sviluppa un nuovo guscio, più grande e più forte. Sebbene doloroso, questo processo è essenziale. Allo stesso modo, quando ci attacchiamo a situazioni che ormai ci stanno “strette”, possiamo impedire la nostra crescita e il nostro progresso verso ciò che Dio ha preparato per noi. Davide disse: “Quand’ero in pericolo, tu m’hai liberato” (Salmi 4:1). Lasciare la propria zona di comfort può essere spaventoso, ma è l’unico modo per crescere. Pazienza e perseveranza sono qualità fondamentali, ma a volte, insistere su qualcosa che non ha più senso è inutile. Invece di forzare le cose, fermati e chiediti: “Questa situazione è ancora giusta per me?” Se non hai una risposta chiara, chiedi a Dio: “Da’ dunque al tuo servo un cuore intelligente perché io possa discernere il bene dal male” (1 Re 3:9). Quando Dio ti mostra la strada, seguila, anche se inizialmente può sembrare scomodo. Se Dio ti dice che è il momento di andare avanti, è perché ha preparato per te qualcosa di meglio.
Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente... (Luca 22:44)
AGONIA DEL GETSEMANI
Gesù prega con i suoi discepoli e si allontana un po' da loro. È notte; la luna spande una luce fredda e spettrale, cercando di farsi strada tra le chiome fruscianti degli ulivi. Prostrato a terra, Gesù prega, mentre un pallido raggio di luna penetra nell'oscurità dei cespugli, quasi celando il Suo Volto angosciato. Primo calice: il Sacrificio della Croce. Secondo calice: il caricarsi di tutti i mali. Terzo calice: l'abbandono di DIO. Le parole del Salmista Davide, scritte dieci secoli prima, profetizzano quel momento: “Porgi orecchio alla mia preghiera (...). Dentro di me palpita violentemente il mio cuore; una paura mortale mi è piombata addosso” (Salmo 55:1-4). “E, inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la Tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione»” (Luca 22:39-46).
Ma voi, che siete rimasti stretti al SIGNORE vostro Dio, siete oggi in vita. Io vi ho insegnato leggi e prescrizioni, come il SIGNORE mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nel paese in cui entrerete. Osservatele, perché saranno la vostra sapienza agli occhi dei popoli. (Deuteronomio 4:4-6)
Dove troveremo la vera sapienza?
La fede in Cristo rappresenta la più alta forma di conoscenza. Nell'Epistola di Giacomo si afferma che la sapienza "viene dall'alto" (Giacomo 3:17). Ma come possiamo ottenerla? Attraverso la Parola che proviene dal Cielo. Matteo 4:4 dice: "Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni Parola che proviene dalla bocca di Dio". In Deuteronomio 4:6 si legge: "Le osserverete e le metterete in pratica; quella sarà la vostra sapienza e intelligenza agli occhi dei popoli". La Parola di Dio ci insegna ciò che dobbiamo osservare e ciò che dobbiamo evitare. Conosciamo la Parola e chiediamo allo Spirito Santo di illuminare i nostri cuori. L’apostolo Paolo scrive: "Avendo udito parlare della vostra fede nel Signore Gesù, non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo vi dia uno spirito di sapienza e rivelazione per conoscerlo pienamente; egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati" (Efesini 1:17-19). Quando apriamo il cuore a Cristo e lo invitiamo a dimorare in noi, iniziamo a "conoscere questo Amore che sorpassa ogni conoscenza" (Efesini 3:19). Lo Spirito Santo scriverà la Parola nei nostri cuori, l'unica fonte della vera sapienza.
Altro...
“Fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne.” (1 Corinzi 1:26)
DIO USA PERSONE ORDINARIE (2)
Sarah Dunn Clarke non era una predicatrice né una donna di grande influenza nel mondo, ma la sua vita fu un esempio concreto di servizio cristiano. Nel 1865, insieme a suo marito Thomas Barnardo, iniziò a soccorrere gli orfani e i bambini poveri di Londra, accogliendoli nella loro casa, nutrendoli, vestendoli e insegnando loro la Parola di Dio. Sarah non si limitava a soddisfare i bisogni materiali di quei piccoli, ma si prendeva cura di loro con un amore autentico, riflesso della compassione di Cristo. Li trattava come figli, pregava per loro e testimoniava la grazia di Dio attraverso la sua vita quotidiana. Un giorno, accolse un bambino denutrito e malato, lo curò con pazienza e gli disse: “Dio ha un piano per la tua vita, e finché sarai qui, non sarai mai solo.” Quelle parole furono un seme di speranza nel cuore del ragazzo, che anni dopo riconobbe come l’amore cristiano avesse trasformato la sua esistenza. Sarah Dunn Clarke non cercò mai riconoscimenti, né operò per ottenere gloria personale, ma il suo servizio silenzioso fu una testimonianza potente del Vangelo vissuto nella semplicità e nella dedizione al prossimo. La sua storia ci ricorda che Dio non chiama i qualificati, ma qualifica coloro che chiama, rendendo straordinarie le loro azioni per mezzo della Sua grazia. E tu, vivrai il Vangelo in modo semplice, facendoti usare da Dio per fare cose straordinarie?
“Mi sarete testimoni.” (Atti 1:8)
DIO USA PERSONE ORDINARIE (1)
Un testimone è qualcuno che ha visto un evento con i propri occhi e ne parla con convinzione, magari persino in tribunale, per far conoscere la verità. Questo è esattamente ciò a cui sei chiamato! Forse pensi: “Non mi sento all’altezza.” Ma ricorda: Dio non chiama persone già qualificate, Lui qualifica chiunque risponda alla Sua chiamata. Non lasciare che il nemico ti faccia credere il contrario. Cercherà di convincerti che per servire Dio bisogna essere intelligenti, istruiti o avere una personalità forte. Ma non è così. Gesù disse ai discepoli: “Voi mi sarete testimoni… fino all’estremità della terra.” A chi stava parlando? A persone comuni: pescatori impulsivi, esattori delle tasse malvisti, uomini senza istruzione. Eppure, li ha scelti per cambiare il mondo. Il segreto non era nelle loro capacità, ma nella loro disponibilità. Quando Gesù disse “Seguimi!”, loro lasciarono tutto e Lo seguirono. Quindi, se sei più tuta da lavoro che cravatta, più jeans che sangue blu, sappi che Dio può usare proprio te! “Fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti.” (1 Corinzi 1:26-27) Fai questa preghiera: “Signore, mi hai chiamato a servirTi qui e ora, con un piano preciso. Anche se sono una persona ordinaria, io appartengo a Te, e Tu sei tutto tranne che ordinario! Aiutami a portare la Tua grazia e il Tuo amore agli altri, perché possano sperimentare la ricchezza della Tua presenza. Amen.”
Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità... (Abacuc 2:2)
DIO TI HA DATO UNA VISIONE?
Quando Dio ti dona una visione che riguarda la tua vita, allora scrivila, serbala nella tua mente e attieniti ad essa. Penserai: “non vedo come possa realizzarsi”; la Bibbia dice: “la visione è per un tempo già fissato... aspettala; poiché certamente verrà, non tarderà” (v.3). Anche se tu fossi in prigione come Giuseppe o all'interno di una mensa di un paese sperduto o a casa tua ad occuparti dei tuoi bambini, Dio porterà a compimento quello che ha messo nel tuo cuore. Più ti vedrai nella tua visione come responsabile in una sala di consiglio, mentre lanci la tua impresa, in un ministerio, a scrivere il tuo primo libro, ad aiutare gli altri con i tuoi talenti; prima questa si realizzerà. Prima che una visione diventi chiara Dio ci mostra dei segnali, come per una fotografia, che si sviluppa partendo da un foglio sfocato per diventare un’immagine ben definita. Allora non mollare la tua visione, tienitela stretta. Lascia che ti motivi in quello che stai già facendo per farlo al meglio e non interrompere la comunicazione con Colui che sa ogni cosa e ti ama più di ogni altro. Ti do un suggerimento, oggi prega così: “Signore, so che dove mi trovo ora non è il posto dove tu mi vuoi condurre. Dammi degli scorci della Tua visione per il mio futuro, in modo che la mia comprensione cresca di pari passo con i tuoi tempi. Dammi la pazienza lungo la strada e la fede per credere che Tu stai lavorando per il mio bene. Amen.”
Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono... (Genesi 1:31)
DIO TI ACCETTA "IN CRISTO", QUINDI ACCETTA TE STESSO
Non si può affrontare efficacemente qualcosa se prima non la si accetta per ciò che è; compreso te stesso! La definizione da dizionario di "accettare" include: 1. Ricevere volontariamente; 2. Vedere come giusto; 3. Essere d’accordo con. Primo, accettare è un atto di volontà. Puoi scegliere se accettare te stesso oppure no, dipende da te. Secondo, una cosa accettabile è vista come “giusta”. Tendiamo a rifiutare noi stessi perché vediamo solo le cose sbagliate in noi e raramente quelle giuste. Spesso questa attitudine è instillata in noi nell’infanzia, da chi si concentrava solo sui nostri aspetti negativi, trascurando quelli positivi e, in età adulta, siamo ancora condizionati da quelle opinioni. Terzo, “accettare” significa “essere d’accordo con”. Se non riesci ad accettare te stesso, hai bisogno di entrare in accordo con la Parola di Dio. Egli dice che sei “giusto”, quindi inizia a sostenere la stessa cosa (2 Corinzi 5:21). Ci vorrà del tempo per interiorizzarla, ma infine questa verità metterà le radici in te. La Bibbia dice: “Due uomini camminano forse insieme, se prima non si sono accordati?” (Amos 3:3). Per camminare con Dio devi essere d’accordo con Lui. Egli dice che ti ama e ti accetta “in Cristo”, quindi inizia ad essere d’accordo con Lui e smetti di buttarti giù. Quando Dio ci ha creato, disse: “Era molto buono” e non ha cambiato idea. Sii paziente. Non ha finito la Sua opera creativa nella tua vita e vuole che tu veda te stesso come Lui vede te e che impari ad amarti mentre sei ancora “in costruzione”.