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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

Prendetemi e gettatemi in mare, e il mare si calmerà.... (Giona 1:12)

CHI È IL TUO "GIONA"?

Quando Giona si imbarcò su una nave diretta nella direzione opposta alla volontà di Dio, l’equipaggio scoprì che c’è un alto prezzo da pagare se si permette alla persona sbagliata di entrare nella propria vita. Qual è il punto? Il punto è che Dio non ti autorizza a mantenere artificialmente in vita nessuno, soprattutto se stanno scappando da Lui e usano te per farlo! Con Gesù sulla barca supererai ogni tempesta. Ma quando permetti a Giona di salire a bordo, egli sconvolgerà la tua vita e, prima che scenda, rischi di perdere tutto. Pensi davvero di riuscire a correggere il tuo Giona? No. “Il Signore... fece venire un gran pesce per inghiottire Giona” (Giona 2:1). In certi casi, la cosa migliore è svegliare quelle persone e gettarle in mare. Finché continui a salvarle, impedisci la volontà di Dio. È orgoglio pensare di poter fare ciò che solo Dio può fare! Guarda Giona: mentre l’equipaggio getta disperatamente II carico in mare, lui dorme! Non voleva essere corretto, voleva starsene comodo! Conosci qualcuno così? Non sono cambiati perché non sono ancora pronti! Giona era così cocciuto che rimase nel ventre di quel grosso pesce per ben tre giorni prima di pregare. Se fosse accaduto a te, il solo affacciarsi “sull’abisso” ti avrebbe fatto inginocchiare ad invocare il Signore, non è vero? Questo è forse un messaggio duro, ma a volte la cosa migliore che puoi fare per il tuo Giona, e per te stesso, è gettarlo in mare e lasciare che Dio lo salvi.

Ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio (Filippesi 1:23)

CHE COSA FAREMO IN PARADISO

Immagina di imbarcarti su un aereo per la vacanza dei tuoi sogni quando improvvisamente il pilota annuncia: “Benvenuti a bordo. Dopo il decollo vi serviremo un fantastico pasto e faremo il possibile per rendere piacevole il vostro volo. Devo comunicarvi, però, che non abbiamo una destinazione. Proprio così, continueremo a volare fino a quando il carburante non si esaurirà e poi precipiteremo nell’oceano”. Non importa quanto sia bello il viaggio: che senso ha senza una destinazione? La Parola di Dio dice: “Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini” (1 Corinzi 15:19). Grazie a Dio c’è di più! Si chiama Paradiso ed è “molto meglio” di qualsiasi cosa in questa vita. Se chiedi che cosa faremo lì, la Bibbia dice che serviremo il Signore (vedi Apocalisse 22:3). Non riceveremo un’aureola, una lunga veste di lana o un’arpa e non ci siederemo su una nuvola a strimpellare per l’eternità. No, ognuno di noi servirà il Signore con diverse capacità. Pensaci: nessuna crisi di mezza età, nessun licenziamento, nessun crollo nervoso. Sulla terra veniamo meno, ci stanchiamo, siamo frustrati e le nostre motivazioni sono contrastanti. Ma non lassù! Riesci ad immaginare? Servire Colui che ami più di chiunque altro, fare ciò che più ti piace e farlo in un corpo incorruttibile. Questo è il paradiso! E la gioia massima sarà vedere Gesù faccia a faccia. “Quanto a me, per la mia giustizia, contemplerò il tuo volto; mi sazierò, al mio risveglio, della tua presenza” (Salmi 17:15).

L’anima mia è assetata di Dio... (Salmo 42:2)

CHE COS'È LA DEVOZIONE A DIO?

Cosa ti viene in mente quando pensi alla parola “devozione”? Regole religiose? Cristiani che ti puntano il dito dicendo: “questo non si fa”? Non c’è da stupirsi se le persone ci evitano. È possibile essere devoti nella nostra società contemporanea? Oppure bisognerebbe tornare ai giorni de “La Casa nella Prateria” per essere devoti? Il fatto è che la devozione non è una cultura, è un’attitudine interiore. Ha poco a che fare con l’aspetto di una persona (anche se è spesso difficile andare oltre le apparenze) o con l’auto che guida. Non ha niente a che fare con le nostre preferenze personali o con gli standard che alcuni di noi vorrebbero imporre agli altri. La Bibbia dice: “L’uomo guarda all’apparenza, ma il Signore guarda al cuore” (1 Samuele 16:7). La devozione è un lavoro interiore. E più ci pensi, più ti convinci che una persona veramente devota è quella il cui cuore è sensibile a Dio, che prende Dio e la Sua Parola sul serio e che desidera più di Lui. Davide gridava: “L’anima mia è assetata di Dio”. Ecco, puoi essere ricco o povero, giovane o vecchio, di città o di provincia, un leader o un seguace, estroverso o silenzioso, sposato o single, di destra o di sinistra. Niente di ciò conta davvero. Quello che conta è il desiderio di conoscere Dio intimamente, obbedirGli, e camminare con Lui. Quindi fatti questa domanda: “Voglio essere devoto?” E se non ti piace la risposta, scendi sulle tue ginocchia e chiedi a Dio di cambiare il tuo cuore e la tua attitudine.

Io cerco il tuo volto, o Signore (Salmo 27:8)

CERCARE IL SIGNORE

L'immagine di un genitore e suo figlio chiarisce ciò che avviene in preghiera. Immagina un bambino di un anno che ti fissa, inizialmente timido, poi curioso. Gira la testa e ti guarda di sottecchi, tu ricambi. Quando un rumore improvviso lo sorprende, anche tu copi la sua espressione. È così sorpreso da voler piangere, ma tu sorridi e lui fa lo stesso, cominciando a ridere. In quel contatto visivo, quando qualcuno dimostra di comprendere le sue emozioni, si attivano connessioni cruciali nel suo cervello e sistema nervoso, un processo noto come "integrazione neuronale". Giocando con le espressioni, stai dando al bambino una sensazione di pace e gioia. La preghiera funziona in modo simile. Nel Vecchio Testamento, Dio disse a Mosè di benedire gli Israeliti: "Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia risplendere il Suo volto su di te e ti sia propizio!" (Numeri 6:24-26). In preghiera, "cercare il volto di Dio" significa anche ascoltare, ma include un terzo aspetto: la sicurezza che deriva dal sorriso d’amore e approvazione di Dio.

La moglie [rimasta vedova, NDR] è libera di sposarsi con chiunque purché lo faccia nel Signore... (1 Corinzi 7:39)

CERCA L'INTIMITÀ NEL TUO MATRIMONIO

La Bibbia insegna che la base di un buon matrimonio non è solo condividere lo stesso letto ogni notte, ma gli stessi valori e obiettivi ogni giorno. Senza quelli, sarebbe come parlarsi in una lingua straniera. Ora, non andrete sempre d’accordo e dovete accettare questo fatto, ma se vuoi raggiungere la stessa destinazione del tuo coniuge, dovete seguire lo stesso percorso. È come costruire una casa: bisogna lavorare sullo stesso progetto. Dopo un po’ scopri che l’intimità fisica da sola non basta. Ti potrà fare superare la notte, ma serve un’amicizia genuina ed una fede in Dio condivisa per superare gli anni. Stiamo parlando di mariti e mogli che comunicano senza dire una parola, perché le loro vite sono governate dagli stessi principi e obiettivi. E quando sorgono i problemi, come succede sempre, cercano la soluzione nella stessa fonte: Dio! Quando la vita di Adamo ed Eva andò in frantumi nel Giardino dell’Eden, essi andarono a Dio assieme perché entrambi avevano una relazione con Lui. Dopotutto, come sì fa a risolvere un problema se uno dei due non pensa che ci sia un problema? La vera intimità arriva quando il sesso è finito e la dedizione è più forte che mai. Ti permette di stare con qualcuno senza avere sempre bisogno di fare colpo. Un autore scrive: “Quando sappiamo di essere amati per chi siamo, diventiamo mentalmente più in forma e più intimi nell’espressione. Siamo liberati dalla paura del rifiuto e sciolti dall’ansia di doverci mettere in mostra”.

Perché la saggezza ti entrerà nel cuore, la scienza sarà la delizia dell’anima tua... (Proverbi 2:10)

CERCA DI IMPARARE QUALCOSA OGNI GIORNO

Un venerdì mattina un giovane ed entusiasta studente della Stanford University era di fronte a Louis Janin, noto ingegnere minerario. Cercava un impiego. Janin lo informò: “Tutto quello di cui ho bisogno al momento è uno stenografo”. Il giovane disse con entusiasmo: “Bene, accetto il lavoro”. Poi aggiunse: “Ma non posso Iniziare prima di martedì”. Janin accettò e il martedì successivo il giovane si presentò puntuale. Janin gli chiese: “Perché non poteva iniziare prima di martedì?” "Perché dovevo affittare una macchina da scrivere e imparare ad usarla”, fu la risposta. Il giovane dattilografo era Herbert Hoover, il cui atteggiamento alla fine lo condusse fino alle porte della Casa Bianca, per diventare uno dei presidenti americani. Prendendo scorciatoie, rischi di perdere il tuo futuro. La tua riluttanza a imparare oggi ti lascerà impreparato per le opportunità di domani. Nessuna abilità che impari andrà mai persa. Conoscenza e apprendimento di nuove abilità costruiscono fiducia in se stessi e acuiscono la mente. Le persone di successo hanno una cosa in comune: non smettono mai di imparare! Inoltre, Dio chiama persone pronte, quindi preparati. La Bibbia afferma: “[Se presti] orecchio alla saggezza e [inclini] il cuore all’intelligenza; sì, se chiami il discernimento e rivolgi la tua voce all'intelligenza, se la cerchi come l’argento... Allora comprenderai la giustizia, l’equità, la rettitudine, tutte le vie del bene. Perché la saggezza ti entrerà nel cuore, la scienza sarà la delizia dell’anima tua” (Proverbi 2:2-10).

Fate tutto alla gloria di Dio (1 Corinzi 10:31)

CERCA DI GLORIFICARE DIO (3)

Gesù, nel Vangelo di Giovanni, dice: “Padre, io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai dato da fare” (Giovanni 17:4). Questo ci invita a riflettere sul vero significato di glorificare Dio. Se non è compiere ciò che Lui ci ha chiesto, cosa vuol dire glorificarlo? La nostra vita, nel suo quotidiano, è una chiamata a servire Dio in ogni cosa che facciamo. Ogni azione, anche la più semplice, può diventare un atto di gloria per il Signore se compiuto con un cuore dedicato a Lui. Paolo, scrivendo ai Corinzi, ci esorta: “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” (1 Corinzi 10:31). Questo versetto ci ricorda che ogni gesto, ogni respiro, ogni piccolo atto della nostra vita quotidiana può diventare un’opportunità per onorare Dio. In effetti, in un giorno facciamo circa 23.000 respiri. Quanti di questi respiri sono dedicati a pregare, ringraziare, lodare, e testimoniare della grandezza del nostro Signore Gesù? La vera gloria a Dio non è limitata ai momenti di culto o alle occasioni speciali, ma si riflette nelle piccole cose di ogni giorno. Quanto siamo consapevoli che anche nel respiro che ci sostiene, nel lavoro che svolgiamo, nelle parole che diciamo, possiamo essere testimoni viventi del Suo amore e della Sua maestà? Se viviamo con questa consapevolezza, ogni attimo diventa un atto di adorazione, una testimonianza vivente della Sua gloria.

Tutta la Terra è piena della sua gloria. (Isaia 6:3)

CERCA DI GLORIFICARE DIO (2)

La creazione stessa canta la gloria di Dio. Ogni suono, ogni colore, ogni sapore racconta di Lui. Persino gli atomi vibrano alla sua frequenza: un singolo atomo di idrogeno emette cento frequenze sonore, più di un pianoforte, come se ogni particella dell’universo fosse parte di una sinfonia divina. Lewis Thomas scrisse: “Se potessimo udire il canto degli uccelli marini, il ritmo delle creature del mare e persino il ronzio delle mosche nei campi, quel suono ci solleverebbe da terra”. Ogni cosa, dalla più piccola alla più grande, vibra della presenza di Dio. Ma non solo la Terra deve essere piena della sua gloria: anche la nostra vita. Noi stessi siamo chiamati a diventare una dolce melodia, suonata per una sola persona: il nostro Padre celeste! La vera adorazione non si trova nei canti o negli strumenti, ma in un cuore spalancato a Gesù Cristo. Quando gli permettiamo di riempire i nostri pensieri, le nostre parole, la nostra volontà e le nostre azioni, diventiamo la più straordinaria opera musicale mai scritta. Lascia che la tua vita risuoni della frequenza di Dio, e diventerai una lode vivente alla sua gloria.

Il nome del nostro Signore Gesù [Cristo] sia glorificato in voi. (2 Tessalonicesi 1:12)

CERCA DI GLORIFICARE DIO (1)

Johann Sebastian Bach compose 256 cantate, e tra queste Jesu, Joy of Man’s Desiring (cantata 147) è probabilmente la più famosa. Ancora oggi, dopo quattro secoli, è una delle melodie più utilizzate per l’ingresso della sposa in chiesa, nel momento in cui incontra il suo sposo. Questa musica tocca l’anima perché nasce dall’anima di chi l’ha scritta. Ma sapevi che, prima di essere musica, le sue cantate erano preghiere? Bach iniziava ogni composizione con la sigla JJ (Jesu, Juya), che significa: Gesù, aiutami. E alla fine, su ogni spartito, incideva le lettere SDG—Soli Deo Gloria, ovvero: Alla gloria di Dio solo. La sua musica non era solo arte, era un atto di adorazione. E lo stesso vale per la tua vita. Nessuno può glorificare Dio al posto tuo, perché la tua storia è una colonna sonora originale. Vivere Soli Deo Gloria significa vivere per un solo pubblico: Cristo. Significa fare la cosa giusta per la giusta ragione, cercando non l’applauso degli uomini, ma quello di mani segnate dai chiodi. È dichiarare con la propria vita che Gesù è tutto. Solo Gesù. Niente di più, niente di meno, nient’altro. L’apostolo Paolo lo dice chiaramente: “Preghiamo continuamente per voi, affinché il nostro Dio vi ritenga degni della vocazione e compia con potenza ogni vostro buon desiderio e l’opera della vostra fede, in modo che il nome del nostro Signore Gesù [Cristo] sia glorificato in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e Signore Gesù Cristo” (2 Tessalonicesi 1:11-12).

Riconciliati dunque con Dio; avrai pace, ti sarà resa la prosperità... (Giobbe 22:21)

CERCA DI CONOSCERE MEGLIO DIO

Due cose accadono quando riconosci la grandezza di Dio: 1. Non sei tentato di analizzarLo e ridurLo a termini più gestibili» 2. Sei meno propenso a manipolare Dio e la Sua volontà, o a spiegarLo, così come il Suo modo d’agire. Pensaci attentamente per un momento! Quante volte Dio ci deve ripetere: “Le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri” (Isaia 55:9), prima che lo capiamo davvero? Quante volte deve spiegarci che Lui è il buon pastore e noi siamo le Sue pecore; che Lui è il vignaiuolo e noi i tralci, prima che ci inginocchiamo arresi e diciamo: “Sia fatta la tua volontà, Signore”? Se Gesù, il Figlio di Dio, ha ritenuto necessario pregare: “Sia fatta la tua volontà, non la mia”, non sarebbe saggio anche per noi pregare ogni giorno le stesse parole? (Matteo 26:39). Quanto tempo è passato da quando ti sei seduto in silenzio alla Sua presenza, per cogliere un barlume di Colui che è davvero meraviglioso e incomprensibile? Giobbe 22:21 esorta: “Riconciliati dunque con Dio; avrai pace, ti sarà resa la prosperità.” Conosci Dio? Se è così, quanto lo conosci? Vorresti conoscerlo meglio? Sì certo, risponderai. Sappi allora che questa conoscenza non si svilupperà da sola. Devi mettere questo desiderio in cima alla lista delle tue priorità e perseguirlo ogni giorno. Se lo fai, non sarai deluso perché la Sua Parola te lo garantisce: “Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi” (Giacomo 4:8).

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