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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

Su tutte le tue imprese (Deuteronomio 28:8)

BENEDETTO NEL LAVORO

Il capitolo 28 di Deuteronomio si divide in due parti: le benedizioni e le maledizioni. Una delle benedizioni che derivano dall’ubbidienza alla voce del Signore riguarda proprio il lavoro: “Il SIGNORE ordinerà, e la benedizione verrà su di te, sui tuoi granai e su tutte le tue imprese; ti benedirà nel paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.” (Deuteronomio 28:8) Dio benedice l’opera delle nostre mani quando scegliamo di obbedire alla Sua voce. L’ubbidienza alla Sua Parola porta sempre benedizione, perché la Parola di Dio è benedetta, e tutto ciò che è in linea con essa riceve la Sua approvazione. Un esempio potente di questo principio lo vediamo nella vita di Simon Pietro. Dopo una notte intera di fatica senza risultati, Gesù gli disse di gettare le reti sul lato destro della barca. Simon Pietro avrebbe potuto rispondere con incredulità, ma invece dichiarò: “Ma secondo la tua parola io getterò le reti.” (Luca 5:5) E fu proprio quell’atto di ubbidienza che portò una pesca straordinariamente abbondante. Questo ci insegna che la differenza nella nostra vita, anche nel lavoro, non la fanno solo gli sforzi umani, ma l’ubbidienza alla Parola di Dio. Dobbiamo imparare ad essere fedeli in ogni area della nostra vita, incluso il lavoro. Anche il modo in cui svolgiamo la nostra professione è una testimonianza di chi siamo in Cristo. Un credente non è chiamato solo a lavorare, ma a farlo in modo onesto, con integrità e trasparenza, affinché Dio sia glorificato anche attraverso il nostro impegno quotidiano. Se scegliamo di mettere Dio al primo posto, confidando nella Sua guida e nelle Sue promesse, la Sua benedizione accompagnerà ogni nostro passo, proprio come accadde a Simon Pietro.

Dopo questo, se ne partiranno con grandi ricchezze... (Genesi 15:14)

BENEDETTI PER UNO SCOPO!

Quando il popolo d’Israele lasciò l’Egitto, Dio trasferì la ricchezza di una nazione ad un’altra. E lo fece nel giro di una notte. Questo perché il Suo popolo fu chiamato ad adempiere ai Suoi scopi sulla terra. Dopo 400 anni (10 generazioni) trascorsi a costruire mattoni, a lucidare ottoni e a spazzare i pavimenti, in sostanza Dio disse: “E’ il giorno di paga! Tutto quello che avete lucidato sarà vostro”. Maggiore è l’afflizione, maggiore sarà la ricchezza! Siamo onesti, la Bibbia insegna che il denaro non offende Dio, è l’uso sbagliato a farlo! Un pastore disse: “Il denaro parla. Alla terra dice: ‘Posso possederti’. Agli edifici: 'Posso costruirvi’. Alle visioni: ‘Posso adempiervi’. Ai missionari: ’Posso supportarvi’. Alla povertà: ‘Posso nutrirti’. E all’opportunità dice: ‘Posso accettarti’.” Perché il faraone seguì gli Israeliti? Per riavere la ricchezza dell’Egitto. Fermati e pensaci! Al diavolo non importa chi guadagna, basta che non siano le persone di Dio e che il denaro non serva per l’opera di Dio. Satana è spaventato dal pensiero che una generazione di credenti prosperosi sia dedita a raggiungere il mondo con il Vangelo. E ci manterrà legati all’ignoranza finché riuscirà. “Ma non sono schiavo", dirai. Che cosa pensi della schiavitù dei debiti, della disperazione, della paura o delle vecchie abitudini? Dio vuole liberarti da qualsiasi cosa ti ostacoli dall’adempiere alla sua volontà, Una volta che lo comprendi, comincerai a pregare seriamente ed a credere che Dio ti darà le risorse necessarie per farlo!

Per quale via saliremo? Ieroam rispose: per la via del deserto... (2 Re 3:8)

ATTRAVERSO IL DESERTO

Gli Israeliti scoprirono che per loro, la via verso la Terra Promessa era il deserto. Un insegnante di Sacre Scritture spiega: “Nei periodi di deserto, ciò che ostacola il tuo cammino con Dio può morire. Nel deserto il Signore estirpa coloro che desiderano solo un rapporto superficiale con Lui da chi desidera conoscerlo intimamente. È dove impari a vivere per fede ed affidarti totalmente a Lui, perché non c’è nessun altro a cui rivolgersi. È dove Dio dice: ‘Finalmente sei dove volevo che fossi’. A volte ti condurrà bruscamente nel deserto. Questo accade soprattutto quando cerca di attirare la tua attenzione e di parlarti di una chiamata che ha posto nella tua vita e fino ad ora non hai avuto it tempo di ascoltare. All’improvviso ti rendi conto che Dio è l’unico che può farti superare la situazione in cui ti trovi. Ti permette di essere spogliato dell’orgoglio per essere rivestito di umiltà; spogliato dall’autosufficienza per essere condotto alla totale dipendenza da Lui.” Se stai attraversando un periodo di deserto, non pensare che Dio ti stia punendo o che ti abbia abbandonato. Sta solo permettendo che alcune cose muoiano perché altre possano nascere in te e diventare feconde. Coraggio, supererai tutto questo! Per grazia di Dio arriverai a destinazione. La verità è che l'unico modo per raggiungere la destinazione stabilita da Dio per te, è attraverso il deserto.

Chi ha lo spirito leale tiene celata la cosa... (Proverbi 11:13)

ATTENTO CON CHI TI CONFIDI

Se hai bisogno di un consiglio ed un aiuto per un problema personale, familiare o lavorativo, tieni ben presente queste considerazioni: (1) Un fatto negativo rimane in memoria con forza e più a lungo di uno positivo. Anche quando il problema sarà risolto e tu sarai andato oltre, proseguendo la tua vita, le persone sbagliate continueranno a concentrarsi su di esso e a parlarne. Per questo la Bibbia afferma: “Chi ha lo spirito leale tiene celata la cosa.” (2) Decidi con cautela a chi rivolgerti per un consiglio. “I pensieri dei giusti sono equità, ma i disegni degli empi sono frode” (Proverbi 12:5). Stai attento a scegliere la persona giusta. Esistono al mondo molte sorgenti di saggezza, ma "la saggezza che viene dall'alto anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza Ipocrisia” (Giacomo 3:17). Sottolineo: “la saggezza che viene dall’alto”. Dà fiducia solo a chi cammina secondo la Parola di Dio. (3) Verifica che la persona di cui hai fiducia non si affidi a qualcuno di cui tu non ti fideresti. Un proverbio dice: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. E’ vero! Nella Bibbia è scritto: “Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi” (Salmo 1:1) (4) “Parlare dei propri problemi" può farti apparire come una vittima anziché un vincitore. Nessuno vuole sostenere un perdente. Quando Giobbe perse ogni cosa, quasi tutti lo abbandonarono. Solo più tardi, dopo che Dio ebbe nuovamente benedetto Giobbe con abbondanza, ritornarono da lui e portarono i loro doni. È sempre saggio controllare ciò che dici, i tuoi pensieri e le tue priorità. Ricorda che il silenzio non può mai essere distorto e manipolato.

“L’uomo è provato dalla bocca di chi lo loda” (Proverbi 27:21) (Proverbi 27:21)

ATTENTO ALLE LUSINGHE

La lusinga può sembrare un gesto di approvazione, come una pacca sulla spalla o parole che ci fanno sentire bene. Ma come dice Proverbi 29:5, “L’uomo che lusinga il prossimo gli tende una rete davanti ai piedi”. Chi lusinga spesso non ha buone intenzioni; la lusinga è un elogio vuoto, destinato a intrappolarci in un inganno. Mi viene alla mente la storia di quando Paolo e Sila erano a Filippi. Mentre predicavano, una donna li seguiva gridando a gran voce: “Questi uomini sono servi dell’Altissimo e vi annunciano la via della salvezza” (Atti 16:17). Sembrava una lode, una parola di riconoscimento per il loro ministero, ma in realtà era ispirata da Satana, per attirare l’attenzione su di loro e suscitare conflitti. La lusinga, anche quando sembra favorevole, può essere uno strumento per distogliere l’attenzione dal vero scopo di Dio nella nostra vita. Dobbiamo fare attenzione alle lusinghe, perché hanno lo scopo di alimentare l’orgoglio in noi. La Bibbia ci mette in guardia, poiché l’orgoglio precede la caduta, mentre l’umiltà precede la gloria (Proverbi 16:18). Rimani concentrato sul tuo obiettivo e cerca di camminare umilmente nelle vie di Dio, evitando le trappole delle lusinghe.

Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me... (Galati 2:20)

ARRENDERSI A DIO

Giovanni Calvino definì arrendersi a Dio con queste parole: “Non avere alcuna volontà, alcuna opinione propria e seguire il Signore dovunque Egli guida”. Per fare questo dovrai affrontare la tua paura maggiore: “Chi guiderà la mia vita?” Fa molto comodo avere Gesù sul sedile del passeggero quando vogliamo il Suo servizio. "Signore, ho un problema di salute e ho bisogno del Tuo aiuto. Sto attraversando delle difficoltà a lavoro e vorrei che ciò cambiasse. Mi sento ansioso e vorrei che Tu mi dessi tranquillità. Mi sento triste e vorrei un po’ di speranza. Sto per morire e vorrei la certezza del cielo”. Ma quando si tratta di lasciare il volante e far guidare Gesù, non siamo più così certi di volerlo fare, perché questo significa non avere più il controllo. Per esempio, se è Lui a guidare, non sei più tu il responsabile del portafogli. Non puoi dire: “Offrirò qualche volta, quando mi sento magnanimo, ma mi riservo il diritto di tenere quello che voglio”. Adesso sono soldi di Gesù. Quando lasci Gesù alla guida non sei più responsabile del tuo ego. Non hai più il diritto di soddisfare qualsiasi ambizione egocentrica. Adesso è la Sua vita. Non hai più diritti sulla tua lingua. Non puoi più metterti a fare pettegolezzi, adulare, plagiare, condannare, mentire, maledire, arrabbiarti, ingannare, intimidire, manipolare, esagerare e prevaricare. Non è più la tua bocca, è la Sua bocca. Dunque, ecco la domanda cruciale: Hai invitato Gesù per essere tuo compagno di viaggio o è Lui alla guida? La parola per te oggi è: arrenditi a Dio.

Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno avanti. (Filippesi 3:13)

ANNOTA; POI STRACCIA CIÒ CHE HAI SCRITTO!

Ci sarà sempre qualcuno che parlerà male di te, dicendo: "Non concluderà mai niente; i suoi genitori e nonni erano una nullità, lo sarà anche lui". A chi vuoi credere: a Dio o ai tuoi denigratori? La Scrittura afferma: "Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, sono diventate nuove" (2 Corinzi 5:17). Dio ti dice che, con la Sua grazia, dimostrerai ai critici che si sbagliano. Non dare retta alle loro previsioni negative. Smetti di farti influenzare da parenti, insegnanti, colleghi e "amici" che cercano di demoralizzarti. Rifiuta le critiche razziste e sessiste. Gesù disse: "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Giovanni 8:32). Rinnova ogni giorno la tua mente con la verità della Parola di Dio (Romani 12:1-2). Se sei stato insultato o trascurato, è tempo di lasciar tutto alle spalle e andare avanti. Quando Dio parla sulla tua vita, la Sua parola è già realizzata: "è cosa fatta!". Devi credere che sia già così, esprimerlo e vivere in questa nuova realtà ogni giorno. Se le parole di qualcuno lasciano cicatrici nel cuore e nella mente: (1) scrivile; (2) chiedi a Dio di aiutarti a perdonare; (3) straccia il foglio e butta i pezzi, "correndo verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù" (Filippesi 3:14).

Egli fece conoscere le sue vie a Mosè... (Salmo 103:7)

AMICI DI DIO (3)

Ascoltiamo ancora Mosè mentre parla con Dio: “Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, ti prego, fammi conoscere le tue vie, affinché io ti conosca... “ (Esodo 33:13). Il popolo d’Israele stava attraversando una crisi tale da mettere in discussione la propria relazione con Dio, e per che cosa pregò Mosè? Non disse: “Signore, devi risolvere la crisi per me!”, bensì “Fammi conoscere le tue vie affinché io ti conosca”. Aspirava a ben più di una conoscenza superficiale; voleva intimità con Dio: conoscere il Suo cuore e la Sua mente, ciò che Dio provava rispetto alla situazione e che cosa ne pensava. Perché mai? Perché conoscere Dio e avere il Suo favore avrebbe dato a Mosè tutto quello che gli serviva, compresa la soluzione della crisi. E Dio gli diede ciò che aveva domandato. “Egli fece conoscere le sue vie a Mosè e le sue opere ai figli d’Israele” (Salmo 103:13). Dio accolse la richiesta di Mosè dicendo: “La mia presenza andrà con te e Io ti darò riposo” (Esodo 33:14). Parla al singolare, Dio promise di accompagnare Mosè e dare riposo a lui soltanto. Chiunque altro avrebbe accettato di buon grado, non Mosè! La sua preghiera andava oltre la preoccupazione per sé stesso: “Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui” (v.15). In altre parole, stava dicendo: “Signore, non ti prego per me, ma per noi!” Prova a chiederti se le tue preghiere vanno oltre te stesso e i tuoi bisogni. Dice la Bibbia: “Perché Dio ha tanto amato il mondo” (Giovanni 3:16). Prega dunque che la tua famiglia, la tua città e il mondo perduto “non periscano, ma abbiano vita eterna”!

Io ti conosco personalmente e anche hai trovato grazia agli occhi miei... (Esodo 33:12)

AMICI DI DIO (2)

Abbiamo visto Mosè parlare a Dio come ad un amico, esprimendo sinceramente sentimenti e pensieri, e Dio voleva che fosse così. Ascoltiamo e cerchiamo di capire la loro conversazione. Quando Mosè disse: “Vedi, tu mi dici: “Fa salire questo popolo!” Però non mi fai conoscere chi manderai con me. Eppure mi hai detto: “lo ti conosco personalmente e hai anche trovato grazia agli occhi miei” (v.12), stava mettendo Dio di fronte alle Sue stesse parole. Forse ricordi qualche volta in cui hai detto al tuo sposo/a o amico/a: “Sei stato tu a dire di fare questo e quello”. Mosè stava esattamente ricordando a Dio ciò che aveva detto in precedenza. In verità Dio vuole che Gli ricordiamo in preghiera le Sue promesse. Non perché a Lui serva ricordare, ma perché serve a noi; inoltre la Sua Parola è l’unica che Dio è obbligato ad onorare (vedi Geremia 1:12). Quando pregando esprimi la Parola di Dio, preghi secondo la Sua volontà ed Egli ti ascolta. Memorizza la Scrittura in relazione ai tuoi bisogni e desideri. Esprimi le tue richieste rivestendole con le Sue promesse. Ad esempio, affermare: “Signore, hai detto che ogni cosa chiesta in preghiera, credendo di averla ricevuta, Tu la concederai” (vedi Marco 11:24), rafforza la tua preghiera. Più conosci la Parola di Dio, più la tua preghiera è conforme alla Sua volontà e tu ti sentirai più vicino a Lui. Tieni la Bibbia a portata di mano quando parli con Dio, cosi Egli può tradurre i tuoi pensieri nelle parole che vuole ascoltare in preghiera.

Or il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico... (Esodo 33:11)

AMICI DI DIO (1)

Se parli ad un amico sei rilassato e abbassi la guardia. Non servono formalità e buone maniere, puoi parlare liberamente senza temere di essere giudicato. Mosè e Dio parlavano cosi, due amici fidati e schietti. Esprimevano ciò che provavano e pensavano. Gli Israeliti avevano forgiato un vitello d’oro da adorare e Dio si adirò al punto da disconoscerli a favore di nuovi amici. Mosè era di fronte ad una situazione davvero critica e impegnò Dio in una conversazione molto seria. In parole povere gli disse: “Tu la vedi in un modo, io in un altro. E il tuo punto di vista mi mette a disagio”; uno scambio di battute franco tra amici. Non mancava di rispetto a Dio, gli stava aprendo il suo cuore. Mosè e Dio si conoscevano abbastanza bene da parlare “faccia a faccia, come col proprio amico”. Anche tu preghi così? Niente di impostato, solo una conversazione a cuore aperto con un amico fidato che ti conosce bene. È ciò che Dio voleva da Mosè, e anche da te! I clichès religiosi e la lista monotona delle richieste sono di ostacolo ad un incontro profondo e personale con Dio. Apriti a Lui, invece, parla nudo e crudo; sii onesto sul tuo passato, sui tuoi sentimenti, pensieri, desideri. Questo significa essere amici con Dio!

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