Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono... (Genesi 1:31)
DIO TI ACCETTA "IN CRISTO", QUINDI ACCETTA TE STESSO
Non si può affrontare efficacemente qualcosa se prima non la si accetta per ciò che è; compreso te stesso! La definizione da dizionario di "accettare" include: 1. Ricevere volontariamente; 2. Vedere come giusto; 3. Essere d’accordo con. Primo, accettare è un atto di volontà. Puoi scegliere se accettare te stesso oppure no, dipende da te. Secondo, una cosa accettabile è vista come “giusta”. Tendiamo a rifiutare noi stessi perché vediamo solo le cose sbagliate in noi e raramente quelle giuste. Spesso questa attitudine è instillata in noi nell’infanzia, da chi si concentrava solo sui nostri aspetti negativi, trascurando quelli positivi e, in età adulta, siamo ancora condizionati da quelle opinioni. Terzo, “accettare” significa “essere d’accordo con”. Se non riesci ad accettare te stesso, hai bisogno di entrare in accordo con la Parola di Dio. Egli dice che sei “giusto”, quindi inizia a sostenere la stessa cosa (2 Corinzi 5:21). Ci vorrà del tempo per interiorizzarla, ma infine questa verità metterà le radici in te. La Bibbia dice: “Due uomini camminano forse insieme, se prima non si sono accordati?” (Amos 3:3). Per camminare con Dio devi essere d’accordo con Lui. Egli dice che ti ama e ti accetta “in Cristo”, quindi inizia ad essere d’accordo con Lui e smetti di buttarti giù. Quando Dio ci ha creato, disse: “Era molto buono” e non ha cambiato idea. Sii paziente. Non ha finito la Sua opera creativa nella tua vita e vuole che tu veda te stesso come Lui vede te e che impari ad amarti mentre sei ancora “in costruzione”.
Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre... (Matteo 19:5)
E IL MODO IN CUI DIO L'HA PIANIFICATO
Genitori, leggete questa lettera. “Caro papà: grazie per tutte le volte che mi hai tenuto in braccio per vedere la partita, per le volte che mi hai portato alle feste e comprato gli hot dog. Mi ricorderò sempre di quel giorno in cui mi hai aiutato ad uscire dalla neve perché avevo tanto freddo. Sei stato un bravissimo papà e non mi scorderò mai di te. L’altro giorno, Suzie ed io stavamo parlando e ci siamo chiesti come stai. Da quando ci siamo trasferiti non ci vediamo molto spesso. Ma uno di questi giorni verremo e ti faremo una sorpresa. Abbi cura di te. Ti voglio bene, tuo figlio”. Bella lettera, vero? Bella, se ti sei preparato per il momento in cui non servirà più fare quello che fai ora. Altrimenti, proverai risentimento verso coloro per cui ti sei tanto sacrificato e ti sentirai come se non fossi più importante per loro. Dio ti ha dato i figli in “prestito", con una data di scadenza. Il poeta Kahlil Gibran scrisse “Vengono attraverso di voi, ma non da voi... Siete gli archi da cui i vostri figli sono lanciati come frecce viventi”. (vedi Salmo 127:4) Essere genitori non è una questione di proprietà, ma di cura e responsabilità (amministrazione), il vostro primo compito è quello di amarli per farli sentire al sicuro, di dare limiti e regole per renderli saggi, luce in cui camminare ed uno stile di vita da seguire. Il compito successivo è prepararli ad andare nel mondo e mettere in pratica le cose che gli avete insegnato. Quindi lasciateli andare, festeggiate per l’investimento che avete fatto, pregate per loro e chiedete a Dio; “Che cosa c’è dopo?” Questo è il modo in cui Dio ha pianificato la vita familiare.
Non siate dunque in ansia... il padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose... (Matteo 6:31-32)
DIO SI PRENDERÀ CURA DI TE
Se Dio vive in te, non dovrebbe essere ovvio? Come puoi dire che ti fidi di Lui e poi ti preoccupi ossessivamente della tua salute, dei tuoi figli, del tuo lavoro e delle tue finanze? Preoccuparsi è una cosa, ma una preoccupazione angosciosa è un affronto ai Dio, che non ti ha mai abbandonato. Paolo scrive: “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Filippesi 4:6-7). Pregare o lasciarsi sopraffare dalla preoccupazione, queste sono le opzioni. Perché Gesù disse: “Non siate dunque in ansia per il domani”? (Matteo 6:34). Perché quando siamo in ansia cerchiamo di prendere il controllo. E quando questo accade la pace se ne va! La preoccupazione è come una palla di neve; inizialmente è piccola, ma man mano che rotola diventa grande abbastanza da seppellirti. Per ostacolare un treno in partenza bastano due tasselli di legno di 15 cm, ma la potenza che il treno poi genera gli permette di rompere un muro spesso 2 metri. Quindi, ferma il treno della preoccupazione ansiosa prima che lasci la stazione! Dio ci rassicura: "La mia grazia ti basta” (2 Corinzi 12:9). Dio ti darà solo quello di cui hai bisogno oggi; devi continuare a fidarti di Lui per il domani. La Bibbia ci dice che Gesù è il buon Pastore, Egli “chiama le proprie pecore per nome e... va davanti a loro” (Giovanni 10:3-4). Che meraviglia! è già andato avanti a preparare tutto, Dio avrà cura di te. Questa certezza dovrebbe aiutarti ad affrontare il domani.
Le cose occulte appartengono al Signore nostro Dio (Deuteronomio 29:28)
DIO SA!
Ci sono momenti in cui ci troviamo di fronte a situazioni difficili e ci chiediamo: Perché Dio sta permettendo questo? In quei momenti, è facile dubitare e cercare risposte immediate. Ma la Bibbia ci esorta a fidarci di Dio, anche quando non comprendiamo: “Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento” (Proverbi 3:5). Durante la Seconda Guerra Mondiale, un pilota americano fu abbattuto e si ritrovò disperso su un’isola controllata dal nemico. Sapeva che, se fosse stato scoperto, sarebbe stato catturato o peggio. Pregò chiedendo una via di fuga, ma non vedeva alcuna soluzione. Poi accadde qualcosa di inaspettato: alcuni abitanti del posto, a rischio della propria vita, lo aiutarono a nascondersi e a trovare una via di fuga. Solo più tardi capì che Dio aveva già provveduto alla sua salvezza, anche quando lui non riusciva a vedere come. Quante volte ci troviamo in situazioni simili? Cerchiamo risposte immediate, ma Dio ci chiama a fidarci di Lui. “Le cose occulte appartengono al Signore nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi” (Deuteronomio 29:28). Noi vediamo solo una parte della storia, mentre Dio vede il quadro completo. Anche l’apostolo Paolo, nonostante la sua rivelazione e conoscenza, dichiarò: “Noi conosciamo in parte” (1 Corinzi 13:9). Quando non capiamo il perché di una situazione, possiamo comunque avere certezza di una cosa: Dio sa. E non solo sa, ma sta già operando per il nostro bene: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio” (Romani 8:28). Se oggi ti trovi in un periodo di incertezza, ricorda: anche quando non vedi una soluzione, Dio ha già preparato la via. Non serve avere tutte le risposte per fidarsi di Lui. Dio sa, e questo è sufficiente.
La fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo ...Come vi siete convertiti dagli idoli ...Per servire il Dio vivente. (1 Tessalonicesi 1:8-9)
DIO NON TI LASCERÀ SFUGGIRE
Jack Eckerd, fondatore della seconda più grande catena di negozi in America, divenne amico di Chuck Colson, fondatore di Prison Fellowship. Jack presentò Colson a gruppi influenti in Florida per migliorare il sistema carcerario. Durante i loro viaggi, Chuck condivise la sua fede in Cristo con Jack, gli regalò alcuni libri e alla fine pregò con lui affinché accettasse Gesù. Poco dopo, mentre passeggiava tra gli scaffali dei suoi negozi, Jack notò due riviste pornografiche. Prima non gli avevano dato fastidio, ora sì! Chiamò il presidente della compagnia: “Togliete quelle riviste.” L’uomo obiettò: “Ma generano tre milioni di dollari all’anno!” Jack insistette: “Toglietele.” In un solo giorno, sparirono da tutti i suoi 1.700 negozi. Quando Colson gli chiese il motivo, Jack rispose: “Per quale altra ragione avrei rinunciato a tre milioni di dollari? Il Signore non mi avrebbe lasciato sfuggire.” Se segui Cristo e vivi secondo le Scritture, Dio non lascerà sfuggire nemmeno te. Fa’ in modo che si possa dire di te ciò che Paolo disse dei credenti di Tessalonica: "La fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo... come vi siete convertiti dagli idoli... per servire il Dio vivente.”
Io so i pensieri che medito per voi... (Geremia 29:11)
DIO HA ANCORA UN PROGETTO SU DI TE
Il popolo d’Israele finì esule a Babilonia per aver disubbidito a Dio e aver scelto di fare a modo suo. Il prezzo che pagò fu alto. Le persone persero abitazioni, lavoro, la loro libertà e il rispetto di se stessi. E’ forse successo anche a te? Allora ascolta questa buona notizia. Dio dice: “I pensieri che medito per voi... sono pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi mi invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore... vi farò tornare dalla vostra prigionia e vi raccoglierò da tutte le nazioni” (Geremia 29:11-14). Significa che Dio ha ancora un progetto per la tua vita. Se lo cercherai “con tutto il cuore.” Egli si rivelerà a te. Forse ti chiederai da dove viene la certezza che Dio abbia ancora progetti per te... Ne sono certo perché tu sei vivo! Dio ha un progetto per ognuno di noi, un progetto senza data di scadenza. Anche nel caso in cui tu ti sia perso per anni e abbia del tutto mancato il piano di Dio per te, quel piano inizierà a realizzarsi nel momento in cui ti arrenderai a Lui e metterai la tua vita nelle Sue mani, pronto a fare la Sua volontà. Il progetto di Dio avrà certamente delle modifiche rispetto a come sarebbe stato vent’anni prima, se allora tu avessi ascoltato. Ma ciò non fermerà Dio. Egli lo adatterà su misura per te, così come lo fa per la vita di ciascuno.
Tu mi hai istruito sin dalla mia infanzia (Salmo 71:17)
DICHIARA I TUOI FIGLI DI CRISTO
Quando un bambino è allevato da genitori che pregano e seguono la Parola di Dio, l'85% delle volte sviluppa una fede forte prima dei tredici anni. E se i vostri ragazzi sono già cresciuti? Dio è il "Redentore", capace di offrirti un'altra possibilità. Affida la tua vita a Cristo: è il modo per spezzare i cicli generazionali di fallimento. Sei preoccupato di far nascere un figlio in un mondo perverso? La Bibbia dice che i figli della luce respingono le tenebre (Matteo 5:14-16). Dio promette: "Il mio Spirito che riposa su di te e le mie Parole non si allontaneranno mai dalla tua bocca, né dalla bocca della tua discendenza" (Isaia 59:21). Ti chiedi come competere con le influenze negative? Ogni studio conferma che il genitore ha un'influenza maggiore rispetto ad amici, scuola o media nel plasmare il carattere di un figlio. Pensa a questo come a una gara di staffetta: il successo dipende non solo da quanto bene corri, ma anche da quanto bene passi il testimone. Solo raccontando la storia alle future generazioni saprai se hai vinto. Il salmista scrive: "Tu mi hai istruito sin dalla mia infanzia... ora che sono giunto alla vecchiaia... non abbandonarmi". (Salmo 71:17-18) Non lasciar cadere il testimone! Impegnati a allevare figli che porteranno avanti la tua eredità di fede. Quando lo farai, Dio opererà con te e attraverso di te.
Perché ci preoccupiamo di agire onestamente... (2 Corinzi 8:21)
DEVI ESSERE INTEGRO
In un cartone animato alcuni maiali si cibano mentre il contadino riempie in continuazione la loro mangiatoia. In alto si vede un cartello: “Premiata Ditta di Pancetta.” Un maiale dice all’altro: “Ti sei mai chiesto perché il contadino è così buono con noi?” Domanda: Le persone devono dubitare delle tue motivazioni? Non dovrebbero! L’apostolo Paolo definisce l’integrità in questo modo: “Quanto all’onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente" (Romani 12:10). L’integrità cerca sempre il bene degli altri: dà per assodato che se una cosa non va bene per entrambi, allora non va bene per nessuno. Salomone avverte: “Chi opprime il povero l’arricchisce; chi dona al ricco non fa che impoverirlo” (Proverbi 22:16). Se vuoi testare la profondità della tua integrità, considera queste domande: quanto sei trasparente con gli altri? Come tratti le persone dalle quali non hai nulla da guadagnare? Assumi personalità diverse a seconda di chi hai davanti? Metti gli altri al primo posto nella tua agenda? Ami le persone e usi le cose, o ami le cose e usi le persone? Prendi decisioni difficili anche quando ti costano personalmente? Sei responsabile di qualcun altro oltre che di te stesso? Sono domande importanti, quindi prendi del tempo in preghiera per riflettere su di esse. E ricorda, puoi avere successo momentaneamente grazie a quello che conosci o sai fare, ma il tuo successo sarà permanente solo grazie a quello che tu sei.
Le tue parole sono state la mia gioia, la delizia del mio cuore (Geremia 15:16)
DEPRESSIONE: COME AFFRONTARLA?
Anche le persone dei tempi biblici conoscevano la depressione. Elia pregò: “Basta, prendi la mia anima, Signore!” (1 Re 19:4). Giobbe disse: “Provo disgusto per la mia vita” (Giobbe 10:1), mentre Davide esprimeva: “L’anima mia è abbattuta dentro di me” (Salmo 42:6). Se hai una diagnosi di depressione clinica, è importante rivolgerti ai medici specialisti. Tuttavia, la depressione di cui parliamo oggi è quella in cui la motivazione che ti spingeva si è prosciugata, il desiderio di seguire Dio è svanito, ti senti amareggiato e negativo, non vedi più le tue benedizioni, l’entusiasmo è forzato e ti senti confuso riguardo al futuro. Le cause possono essere diverse: 1) Il peccato: Il peccato è come un sassolino nella scarpa; non troverai pace finché non lo rimuovi. Niente può cancellarlo: vacanze, un nuovo lavoro, nuove relazioni o una visita dal medico non saranno sufficienti. Solo il sangue di Gesù può purificarlo (vedi 1 Giovanni 1:7). 2) L’avidità: L’ossessione di Acab per la vigna di Nabot lo portò alla rovina, insieme a tutta la sua famiglia (vedi 1 Re 21:4). 3) I confronti: Paragonarti continuamente agli altri ti porterà alla depressione (vedi 2 Corinzi 10:12). 4) Parlare negativamente: “Morte e vita sono in potere della lingua; chi l’ama ne mangerà i frutti” (Proverbi 18:21). 5) L’affaticamento: Gesù chiamò a sé i Suoi discepoli per farli riposare. Perché? Perché sapeva che la stanchezza eccessiva indebolisce la fede (vedi Marco 6:31). 6) L’incapacità di perdonare: Quando non perdoni qualcuno, ti carichi di un peso che ti schiaccia. Allora, qual è il rimedio per la depressione? Spesso tutto inizia con la preghiera e la lettura della Bibbia. Geremia, in lotta con la depressione, scrisse: “Appena ho trovato le tue parole, le ho divorate; le tue parole sono state la mia gioia, la delizia del mio cuore” (Geremia 15:16).
Nessuno può porre altro fondamento... (1 Corinzi 3:11)
DATE DEI VALORI AI VOSTRI FIGLI
Un bambino senza valori è soggetto ai valori di chiunque incontri. Paolo scrive: “Noi siamo Infatti collaboratori di Dio... nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù” (vv 9-11). Quando i modelli adulti presenti nella vita dei vostri figli li deludono, indirizzateli a Gesù. Dite loro come Gesù ha gestito le cose e che cosa dice riguardo ai problemi che affronteranno nella vita. Gesù disse: “lo sono nato per questo’’ (Giovanni 18:37). Fate sapere ai vostri figli che sono nati per uno scopo specifico e nel camminare con Dio, Egli lo rivelerà loro. Qualsiasi cosa meno di questo scopo, indipendentemente da quanto li renda ricchi e famosi, non li appagherà. La pressione dei coetanei peserebbe meno se ai vostri figli fosse insegnato a tener stretti i propri valori e a rispettare le proprie idee. È assolutamente pericoloso se gli altri esercitano troppa influenza su di loro! E non limitatevi ad insegnare ai figli, sollecitate la loro opinione e rispettatela. La famiglia è il luogo dove i figli imparano ad esprimere i loro sentimenti e, se avete posto le fondamenta corrette, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Bisogna semplicemente guidarli nel formare le opinioni giuste. Se non lo fate, non impareranno ad essere autonomi né ad affrontare la vita con sicurezza. Mosè disse agli Israeliti: “Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai" (Deuteronomio 6:6). Ecco qui, mamme e papà; Il lavoro è vostro, portatelo avanti, e Dio benedirà voi e le vostre famiglie.
Altro...
L'amore è benevolo (1 Corinzi 13:4)
DARE SPAZIO L'UNO ALL'ALTRO
Per essere felici in una relazione, è fondamentale dare spazio all'altro. Qualcuno ha detto: "Se ami qualcosa, lasciala andare. Se torna, è tua per sempre; se non torna, non era mai tua." Quando desideri costantemente l'affetto di qualcuno e cerchi di aggrapparti a lui, rischi di creare la distanza che temi. Se forzi la situazione, allontani l'altra persona. Proprio come chi affoga si aggrappa a tutto, anche in amore ci si può aggrappare a chi cerca di scappare, ma questo non fa che spingerlo via. Si racconta di un ragazzo che, rifiutato da una bella ragazza, iniziò a scriverle lettere d'amore ogni giorno, aumentando a tre quando non ricevette risposta. Alla fine, scrisse oltre settecento lettere in un'estate, ma lei sposò il postino! Essere troppo ansiosi e disponibili allontana piuttosto che attrarre. L'amore è come una pianta: se la soffochi, muore; se le dai aria, cresce. Solo Dio può "aggiustarti". Crescendo spiritualmente, migliorano anche le tue emozioni e soddisfi meglio i tuoi bisogni. Paolo conclude dicendo che l'amore si prende cura più degli altri che di sé: "l'amore è benevolo".
Insegnaci dunque a contare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio (Salmo 90:12)
DAI VALORE AD OGNI TUO GIORNO
Il salmista scrive: "I giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni; o, per i più forti, a ottant'anni" (Salmo 90:10). Supponendo tu abbia sessant'anni e viva fino a ottant'anni, hai ancora duecentoquaranta mesi a disposizione! Questo ti fa comprendere quanto il tempo sia un bene prezioso e limitato, spingendoti a dare valore a ogni giorno. Ogni volta che dici: "Me ne occuperò domani", perdi una giornata che non riavrai mai più. Ecco alcune domande su cui riflettere: hai scoperto la volontà di Dio per la tua vita e ti stai impegnando a realizzarla? Se no, perché? Rifletti su tre aspetti: 1) Dio ha programmato la tua nascita. "I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano scritti i giorni che mi erano destinati" (Salmo 139:16). 2) Dio ha tracciato un percorso per te. "... Corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta" (Ebrei 12:1). 3) Dio ti ricompenserà per come hai vissuto (vedi 1 Corinzi 3:14-15). Quindi, dai valore a ogni singolo giorno!
Io vado a prepararvi un luogo... (Giovanni 14:2)
"CONGRATULAZIONI PER LA TUA SEDE!"
Una donna ordinò due mazzi di fiori, uno per un amico che stava spostando la sua azienda in una nuova sede e uno per il funerale di un amico appena morto. Il fiorista accidentalmente invertì i mazzi. Di conseguenza, l’amico che stava traslocando ricevette un mazzo con il biglietto: “Le mie più sentite condoglianze”; mentre al funerale arrivò il mazzo con scritto: “Congratulazioni per la tua nuova sede". Caro figlio di Dio, un giorno sentirai le parole: “Congratulazioni per la tua nuova sede”. Il Paradiso non è “uno stato d’animo” o un cyber-spazio celeste. È un luogo preparato per un popolo preparato. La Bibbia parla di “ogni famiglia nei cieli e sulla terra” (Efesini 3:15). Forse qualcuno che hai amato e perso ti sta aspettando là e non vedi l’ora di vederlo di nuovo. Forse ti chiedi se ci riconosceremo. Certo! Conosceremo meno in paradiso che qui sulla Terra? No. Paolo dice; “Allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto” (1 Corinzi 13:12). Non solo ci riconosceremo, ma mangeremo assieme e gioiremo assieme per l’eternità. Immagina cibo succulento senza colesterolo! Nessuna malattia. E soprattutto, nessun dolore al cuore, perché “Egli asciugherà ogni lacrima... e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21:4). Hai la certezza che se tu morissi oggi andresti in paradiso? Puoi avere questa certezza mettendo la tua fiducia in Colui che ha pagato per i tuoi peccati e ti dà la vita eterna in dono.
Io comprerò da te queste cose per il loro prezzo e non offrirò al Signore, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla... (2 Samuele 24:24)
DAI A DIO IL MEGLIO CHE POSSIEDI
Invece di fidarsi di Dio per la vittoria sui suoi nemici, Davide decise di sua volontà di contare il numero delle truppe del suo esercito per vedere quanto era forte. Dio lo considerò come uno “schiaffo in faccia”, e una piaga colpì Israele che annientò settantamila persone. Per fermare la piaga, a Davide fu detto: “Sali, erigi un altare al Signore nell’aia di Arauna, il Gebuseo” (2 Samuele 24:28). Quando Arauna realizzò quello che stava succedendo, offrì la sua aia e i suoi buoi gratuitamente. Ma Davide disse: “’No, io comprerò da te queste cose per il loro prezzo e non offrirò al Signore, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla’. Davide comprò l’aia e i buoi per cinquanta sicli d’argento; costruì là un altare al Signore e offrì olocausti e sacrifici di riconoscenza. Così il Signore fu placato verso il paese, e il flagello cessò d’infierire sul popolo” (2 Samuele 24:24-25). L’antica parola anglosassone per adorazione è “worthship”, che è l’atto di assegnare valore a una persona o un oggetto. Qual è il punto? è questo: quando si tratta di servire Dio, se non costa nulla, non vale nulla! Dio sa che non possiamo dare tutti la stessa quantità. Ma quello che Egli chiede non equivale al dare, ma equivale al sacrificio! La Bibbia dice: “Onora il Signore con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita” (Proverbi 3:9). Quindi sia che tu stia adorando, servendo, o dando, fai in modo che tu stia dando a Dio il meglio che possiedi.