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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

“La moglie rispetti il marito” (Efesini 5:33)

IL PATTO DEL MATRIMONIO (3)

Paolo scrive: “La moglie rispetti il marito” (Efesini 5:33). Non è un consiglio, né un suggerimento: è un comando di Dio. Notate bene, la Bibbia non dice alla moglie di amare il marito, ma di rispettarlo. E voi mariti, prima di montare in cattedra e pretendere rispetto, chiedetevi: “Me lo sto guadagnando?” Rispettare il marito significa riconoscerlo come una persona di valore. In fondo, quello che una donna cerca in un uomo è nel cuore, mentre quello che un uomo cerca in una donna è nella testa. Si chiama ego! Forse pensi: “Ma io non voglio alimentare il suo ego!” Peccato che sia come se lui dicesse: “Non voglio dare amore a mia moglie”. Gli uomini hanno bisogno di sentirsi stimati, ed è la moglie che può dargli questa sicurezza. Se manca, potrebbero cercarla altrove. Dio ha dato alle mogli un dono speciale: quello di nutrire il carattere e la forza del marito attraverso il rispetto. E attenzione, perché la mancanza di rispetto è pericolosa: un uomo che non si sente rispettato può diventare ribelle, distaccato o apatico. Dio ha reso il matrimonio semplice: il marito deve amare sua moglie e la moglie deve rispettare suo marito. Vuoi la benedizione di Dio sulla tua casa? Segui le Sue regole!

“Anch’esse [le mogli] sono eredi con voi della grazia della vita” (1 Pietro 3:5)

IL PATTO DEL MATRIMONIO (2)

Un matrimonio solido si basa sul sacrificio reciproco. Adamo sacrificò una parte di sé stesso, una costola. Tua moglie saprà̀ che la ami quando capisce che per venirle incontro e farla stare bene sei disposto a sacrificare cose per te importanti. Purtroppo molti uomini sono sposati, ma continuano a pensare e comportarsi come se fossero single. Non considerano nemmeno l’idea di dedicare tempo, impegno, risorse a beneficio della propria moglie. Non vogliono una moglie; vogliono una cameriera. Si sposano per essere serviti ed accuditi. No! È l’esatto contrario! La Bibbia dice che moglie e marito sono eredi insieme. Ciò significa che sono partners di uguale valore. Le opinioni, i pensieri, il punto di vista di tua moglie sono importanti tanto quanto i tuoi. È vero, come capo della casa dovrai prendere la decisione finale, ma se escludi l’apporto di tua moglie e il suo punto di vista, il tuo matrimonio si trasformerà in un vicolo cieco che non ha nulla di santo. Tua moglie ti seguirà con gioia se si sente apprezzata e valorizzata (leggi Efesini 5:29). Qualcuno potrà obiettare: “Mia moglie però è fredda come il ghiaccio”. Come si è giunti a questa situazione? Il ghiaccio rimane tale solo in ambiente "ghiacciato”. I mariti sono i termostati, le mogli i termometri. Non polemizzare, ma impegnati a cambiare la temperatura della vostra relazione. I mariti determinano la temperatura, le mogli fioriranno o appassiranno di conseguenza. Se tua moglie è "fredda”, non è senza motivo. Ma tu puoi scaldare il suo cuore! Se inizierai ad amarla, valorizzarla, apprezzarla e proteggerla come Cristo fa con la sua chiesa, riscoprirai tra le tue braccia una donna dei tutto nuova. Prova, te ne accorgerai tu stesso!

Ai coniugi poi ordino, non io ma il Signore… (1 Corinzi 7:10)

IL PATTO DEL MATRIMONIO (1)

Perché tante coppie arrivano al divorzio? Perché si è perso di vista il vero significato dell’amore. Molti pensano che amare significhi trovare in un’altra persona tutto ciò che manca nella propria vita: bellezza, intelligenza, carattere. Si cercano soddisfazioni a livello emotivo, estetico e persino pratico. Ma quando queste cose vengono meno, anche l’amore sembra svanire, perché il concetto di base è sbagliato. Troppo spesso in una relazione vogliamo solo ricevere, dimenticando di dare. Ma il vero amore si fonda sul donarsi. Gesù, amando la Sua sposa, ha dato sé stesso per lei: “Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei.” (Efesini 5:25) Allo stesso modo, prima di ogni altra cosa, dobbiamo imparare a donarci al nostro partner: il nostro tempo, le nostre risorse, le nostre energie, la nostra giovinezza, la nostra bellezza, il nostro cuore. Amare significa essere disposti a sacrificarsi ogni giorno per mantenere viva la relazione. “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere.” (Atti 20:35) Quando il nostro unico desiderio è ricevere, arriverà il momento in cui non avremo più nulla da ottenere dall’altro, e allora penseremo di non amare più. È proprio questo atteggiamento che porta molte coppie a separarsi. Ma Dio ordina chiaramente: “Ai coniugi ordino, non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito (e se si fosse separata, rimanga senza sposarsi o si riconcili col marito); e che il marito non mandi via la moglie.” (1 Corinzi 7:10-11) L’amore vero non cerca la propria soddisfazione, ma si sacrifica per l’altro. Impara a donarti completamente e vedrai la tua relazione trasformarsi secondo il disegno di Dio.

“I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani.” (Salmo 19:1)

IL GRANDE PROGETTISTA

Che tu guardi l’universo attraverso un telescopio o un microscopio, troverai ovunque le impronte di un grande Architetto: Dio. Pensa alla temperatura della Terra. Il Sole ha una temperatura di circa 10.000 gradi Fahrenheit, e noi siamo posizionati a 93 milioni di miglia di distanza, il punto perfetto per la vita. Se fossimo anche solo 50 gradi più caldi o più freddi, la vita cesserebbe. Perché la Terra non è stata collocata due volte più vicina o due volte più lontana? Considera la rotazione terrestre: compiamo 365 giri attorno al Sole ogni anno. Se ne facessimo solo 36, i giorni e le notti sarebbero dieci volte più lunghi, con temperature insostenibili che renderebbero impossibile la vita. E poi c’è l’aria che respiriamo. L’ossigeno costituisce esattamente il 21% della nostra atmosfera, la quantità perfetta per sostenere la vita. Se fosse al 50%, basterebbe una scintilla per incendiare tutto il pianeta. Sembra un caso? O un progetto preciso? Se esiste un progetto, deve esserci anche un Autore. E la Bibbia ci dice chi è: Dio, il Creatore del cielo e della terra. Egli ha rivelato la Sua grande potenza nella creazione, ma il Suo grande amore l’ha mostrato sulla croce, attraverso Gesù Cristo (Giovanni 3:16). Vuoi conoscere il grande Progettista? Puoi farlo. La vita eterna è un dono che Egli offre a chi lo cerca. Scegli oggi di seguirlo, perché chi arriva in cielo non ci arriva per caso, ma per scelta.

Noi siamo infatti collaboratori di Dio (1 Corinzi 3:9)

IL FATTORE DIO NEL TUO LAVORO

Il maggiore elemento di forza che puoi avere nel tuo lavoro è il “fattore Dio”. Paolo scrive: “Noi siamo infatti collaboratori di Dio”. Considera queste tre potenti parole: “collaboratori di Dio”. Un chirurgo di un grande ospedale aveva l’abitudine di rimanere qualche minuto da solo prima di entrare in sala operatoria. La sua reputazione era eccezionale e uno dei suoi giovani collaboratori si chiese se ci fosse per caso una relazione tra questa abitudine di stare del tempo solo e il successo dell’uomo. Lo domandò al chirurgo stesso, che rispose: “Si. Prima di ogni operazione chiedo al Grande Dottore di guidare le mie mani durante il loro lavoro. Ci sono state delle volte in cui non sapevo come procedere nell’intervento; poi però arrivava la forza di andare avanti, una forza che viene da Dio. Non opererei mai senza chiedere il Suo aiuto”. Le parole del chirurgo si diffusero velocemente in ospedale e in tutto il Paese. Un giorno un padre portò la figlia in quell’ospedale, insistendo che avrebbe permesso solo al dottore “che lavora con Dio” di operare la figlia. Leggiamo nella Bibbia: "Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5-6). Nota che il versetto non dice “non usare” il tuo discernimento, ma “non ti appoggiare” su di esso. Appoggiati invece su Dio. “Riconoscilo, ed egli appianerà i tuoi sentieri”. Se vuoi successo nel lavoro, questo è un metodo provato per ottenerlo.

La buona notizia... che tutto il popolo avrà̀ (Luca 2:10)

IL DONO PIÙ BELLO

Un giudice conosciuto per la sua integrità si trovò davanti a un caso che gli spezzò il cuore: l’imputato era suo figlio. Le prove erano inconfutabili, e la legge era chiara. Il tribunale trattenne il respiro mentre il giudice, con voce ferma, pronunciò il verdetto: “Colpevole.” La pena era altissima, impossibile da pagare. Il figlio abbassò lo sguardo, sapendo di essere senza speranza. Ma proprio mentre le guardie stavano per portarlo via, il giudice fece qualcosa di impensabile: si tolse la toga, scese dal seggio e, con la mano tremante, pagò la pena con tutto ciò che aveva. Il prezzo della giustizia fu saldato dal padre, e il figlio fu libero. Questa è l’immagine di ciò che Dio ha fatto per noi. Siamo tutti colpevoli davanti a Lui, ma anziché lasciarci nella condanna, ha pagato il prezzo con il sacrificio di Gesù. La nascita di Cristo è l’inizio di questo incredibile dono d’amore, ma solo chi lo accetta è davvero salvato. “Non temete, perché vi porto una buona notizia, che sarà di grande gioia per tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 2:10-11) Accetterai il dono di Dio?

Mariti, amate le vostre mogli (Efesini 5:25)

IL CUCCHIAINO DI LEGNO

Dopo cinquant’anni di matrimonio, Carlo e Lucia erano ancora inseparabili. Tutti nel loro piccolo paese li conoscevano come la coppia che camminava sempre mano nella mano. Un giorno, durante una cena con la famiglia, il nipote più giovane chiese a Carlo: “Nonno, qual è il segreto del vostro amore?” Carlo sorrise e prese un vecchio cucchiaino di legno dalla credenza. Lo mostrò ai presenti e iniziò a raccontare. “Vedi questo cucchiaino? Lo usavo quando eravamo giovani sposi. Eravamo poveri, e il nostro primo set di posate era tutto spaiato. Ogni mattina, quando Lucia preparava il caffè, io prendevo questo cucchiaino e mescolavo lo zucchero nella sua tazza prima che lei potesse farlo. Era il mio modo per dirle: “Ti amo senza parole.” Il nipote rise. “Tutto qui? Un cucchiaino?” Carlo annuì. “L’amore non è fatto di grandi dichiarazioni, ma di piccole attenzioni quotidiane. Quando Lucia era stanca, le preparavo il tè. Quando era triste, restavo accanto a lei in silenzio. Quando litigavamo, cercavo sempre un modo per far pace prima di dormire. Ogni giorno ho scelto di amarla, anche quando era difficile.” Poi guardò Lucia con tenerezza. “E lei ha fatto lo stesso con me.” Lucia sorrise e tirò fuori dalla tasca un piccolo cucchiaino di legno. “L’ho conservato per tutti questi anni.” L’amore vero non è solo un sentimento, ma un impegno fatto di gesti semplici e costanti. È il cucchiaino che mescola il caffè ogni mattina, il sacrificio silenzioso, la scelta quotidiana di mettere l’altro al primo posto.

Non temete… perché il Signore, il tuo Dio, è colui che cammina con te. (Deuteronomio 31:6)

Il coraggio di fidarsi

C’era una volta un bambino che aveva paura del buio. Una sera, sua madre gli chiese di uscire nel portico sul retro a prendere il mocio, ma lui esitò. “Non voglio andare, ho paura,” disse. La madre sorrise e rispose: “Non ti ho sempre detto che non c’è nulla da temere nel buio?” “Sì, mamma,” annuì il bambino, “ma per favore non farmi uscire a prendere quel mocio.” Lei allora gli disse dolcemente: “Figlio mio, non sai che Gesù è sempre con te? Non sai che non sei mai solo? Non hai nulla da temere.” Il bambino fece un sospiro, poi aprì appena la porta sul retro, allungò la mano e sussurrò: “Gesù, per favore, mi passeresti quel mocio?” La paura è una reazione naturale quando ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo. È normale sentirsi insicuri quando ci viene affidato un compito per cui non ci sentiamo all’altezza. È normale temere di fallire di nuovo dopo una sconfitta. Ma è proprio affrontando quelle paure che cresciamo e, soprattutto, impariamo a fidarci di Dio. Oggi Dio ti dice: “Siate forti e coraggiosi, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore, il tuo Dio, è colui che cammina con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà.” (Deuteronomio 31:6) Dio è con te ovunque tu vada. Questa certezza dovrebbe darti il coraggio di andare ovunque Lui ti chiami. Perché la verità è che quando Dio dice di andare, non ti sta semplicemente mandando… ti sta accompagnando.

Fino al tempo in cui si avverò quanto aveva predetto, la parola del Signore lo affinò... [Giuseppe] (Salmo 105:19)

I SUOI TEMPI

Dio opera secondo i propri tempi. E quando accetti questo, sarai in grado di gioire di dove sei ora e di arrivare dove Egli vuole. Inoltre Dio può non rispondere a tutte le tue domande, o almeno non nel modo in cui tu vorresti che Lui facesse. Ma stai pur certo che Egli sta lavorando. E dal momento che quello a cui sta lavorando spesso è più grande di quanto tu possa comprendere, Egli non vuole disturbarti con dettagli che non sei in grado gestire. Pensa, se Dio ti avesse detto tutto quello che avresti dovuto attraversare per arrivare dove sei in questo momento, avresti saputo gestire il tutto? Lui sa quanto tempo ci vorrà e quanto sarà difficile, è per questo che sta in silenzio. Se Egli ti mostrasse tutta la tua vita in anticipo, a che ti servirebbe? Giuseppe durante il suo periodo in carcere scoprì che quando Dio ti dà una visione e tu t’impegni per essa, non c’è una "clausola di uscita”. Quindi smettila di proiettarti nel futuro. Quando vivi pensando a ieri finisci con i soliti “se solo”, e quando provi a vivere il domani ottieni i “e se...” Ricorda il cantico: “Un giorno alla volta, dolce Gesù, è tutto quello che ti chiedo. Basta che tu mi dia la forza di fare ogni giorno quello che devo fare. Ieri è passato, dolce Gesù, e il domani potrebbe non essere mai mio. Signore aiutami oggi, mostrami la via, un giorno alla volta." Che cosa dovresti fare? Fidati di Dio affinché Egli possa risolvere le cose per te, secondo quelli che sono i Suoi tempi.

A questo siete stati chiamati... perché seguiate le sue orme... (1 Pietro 2:21)

A QUESTO SIETE STATI CHIAMATI

In mezzo a tutti i suoi problemi, Giobbe disse: “Ma la via che io batto egli la conosce; se mi mettesse alla prova, ne uscirei come l’oro” (Giobbe 23:10). L’oro è nascosto nelle profondità della terra e servono ore di duro lavoro per rimuovere tutti quegli strati, pala dopo pala, per portarlo in superficie. Allo stesso modo, crocifiggere la carne è estenuante e richiede molto tempo e, quando segui Gesù, Gli dai il diritto di scavare dentro di te. Satana cerca di seppellire il tuo tesoro sotto ricordi di vecchi peccati e fallimenti, ma Dio continua a scavare perché sta cercando l’oro! Joni Eareckson Tada divenne tetraplegica dopo un incidente durante un’immersione. Scrive: “Spesso durante il giorno devo fare ventisei aggiustamenti nella mia sedia a rotelle... a volte penso che diventerò pazza e farò impazzire i miei amici. Ed è allora che ricordo: “Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio perché seguiate le sue orme”. La vita è dura. Gesù disse che in questo mondo avremmo avuto difficoltà (vedi Giovanni 16:33). il dono di Cristo è non solo di credere in Lui, ma anche di soffrire per Lui. A volte non voglio questo “dono" di sofferenza, ma se Gesù imparò l’ubbidienza attraverso le cose che soffrì, allora io posso imparare dai ventisei aggiustamenti della mia posizione seduta. Dio desidera avere intimità con noi, ma alle Sue condizioni e queste richiedono che noi soffriamo come Suo Figlio soffrì. Quindi la prossima volta che vieni duramente colpito da una violenta delusione, sappi che Dio ti sta chiedendo di seguire le Sue orme”.

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