Glorificate dunque Dio nel vostro corpo... (1 Corinzi 6:20)
CURA MAGGIORMENTE IL TUO CORPO
A meno che tu non ti metta in forma fisicamente, andrai in cielo prima del previsto. La Bibbia dice: “Glorificate dunque Dio nel vostro corpo”. Come farlo? 1) Cambia la tua dieta. Molti di noi mangiano per le ragioni sbagliate come lo stress, la noia, la fatica, la rabbia, la depressione e una bassa autostima. Cerca di arrivare alla radice del tuo problema. La mancanza di frutta, verdure, fibre e troppo fast food può creare scompiglio alla tua salute. Pratica l’autocontrollo. “Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Galati 5:24). 2) Fai esercizio fisico. Il segreto è iniziare lentamente. Fai le scale invece che prendere l’ascensore, parcheggia l’auto e cammina, gioca a palla con i tuoi bambini invece di guardare la TV. Dio ha designato il tuo corpo per muoverti e ciò non vuol dire fare due passi dalla tua macchina alla tua scrivania ogni mattina. Fare esercizio fisico tre volte alla settimana per trenta minuti riduce la pressione e lo stress e aumenta il tuo benessere. Forza, muoviti! 3) Vai a letto presto. Il pastore Tony Jenkins consultò il suo dottore per via del russare della moglie. "Ti dà veramente così fastidio?" gli chiese il dottore. "Non sono solo io che lo dico" Jenkins rispose. "Dà fastidio a tutta la comunità!". Davvero, hai proprio bisogno di otto ore di sonno. Probabilmente riusciresti anche a tirare avanti con meno, ma vuoi solo "tirare avanti"? Il salmista disse: "Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare... egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono." (Salmo 127:2). Quindi spegni la televisione e il computer e vai a dormire a un'ora ragionevole. La parola per te oggi è: cura maggiormente II tuo corpo!
Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. (Efesini 2:10)
ABBRACCIA LE OPERE DI DIO
Le opere di Dio per la nostra vita sono state stabilite fin dall’eternità: le sfide da affrontare, le conquiste da ottenere e le vittorie, sia spirituali che materiali, sono già pronte per noi, proprio come la Terra Promessa attendeva Israele. Ma la differenza tra chi le vede realizzarsi e chi no, sta nella fede. Quando Mosè inviò dodici esploratori a osservare la terra che Dio aveva promesso, dopo quaranta giorni tornarono con due visioni opposte. Dieci di loro dissero: “Non possiamo salire contro questo popolo, perché è più forte di noi” (Numeri 13:31), mentre solo Giosuè e Caleb risposero con fede: “Saliamo pure e conquistiamo il paese, perché possiamo riuscirci benissimo” (Numeri 13:30). Anche noi ci troviamo davanti a questa scelta: abbracciare il piano di Dio con fede o lasciarci paralizzare dai nostri timori e dai ragionamenti umani. Se scegliamo la fede, non solo vedremo Dio all’opera nella nostra vita, ma saremo anche strumenti di benedizione per gli altri. Se invece ci lasciamo guidare dai dubbi, rischiamo di perdere di vista la bellezza e la grandezza di tutto ciò che Dio ha preparato per noi.
Una cosa faccio. (Filippesi 3:13)
ABBI IL CORAGGIO DI SOGNARE
Per avanzare con fiducia nella vita, hai bisogno di una direzione chiara. La Bibbia la chiama sogno o visione. Per Mosè, significava guidare il popolo fuori dalla schiavitù verso la Terra Promessa. Per Florence Nightingale, era portare guarigione e speranza ai soldati feriti. Per Thomas Edison, illuminare il mondo con la lampadina. Ogni persona che ha lasciato il segno ha iniziato con un sogno che è diventato la passione della sua vita. Come capire se la tua visione viene da Dio? Non riguarda solo te, ma benedice anche gli altri. Se il tuo unico obiettivo è vivere nel lusso e accumulare ricchezze, non aspettarti l’approvazione di Dio. Inoltre, un sogno vale tanto quanto sei disposto a investirci. L’ispirazione senza impegno è solo un’illusione. Il 40% delle persone ha grandi idee, ma si limita a parlarne. Un altro 40% lavora sodo, ma senza una visione chiara. Solo il restante 20% ha un sogno e la fede per realizzarlo. E anche in questo gruppo, il successo non è garantito, ma le probabilità sono dalla tua parte. Quindi vai avanti, sogna in grande e abbi il coraggio di crederci. “Una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti.” (Filippesi 3:13)
Crescete nella grazia (2 Pietro 3:18)
CRESCERE NELLA GRAZIA
C’era una donna che, il giorno del suo matrimonio, decise di fare una lista con dieci difetti del marito ai quali, per amore, avrebbe scelto di non dare peso. Ma col passare degli anni si rese conto di non aver mai scritto quella lista. Ogni volta che suo marito faceva qualcosa di irritante, si diceva: “Pazienza, questo lo metto tra quei dieci difetti che ho scelto di ignorare!” Alla fine, però, capì che non era stata la lista a mantenere saldo il suo matrimonio, ma la grazia: quel perdono quotidiano che aveva scelto di donare. Allo stesso modo, l’apostolo Pietro ci esorta a “crescere nella grazia” (2 Pietro 3:18). La grazia non è solo il favore immeritato di Dio che ci ha salvati, ma è anche qualcosa in cui dobbiamo maturare. Significa conoscerla più profondamente, sperimentarla nella nostra vita e, inevitabilmente, offrirla agli altri. Dio non ci ha scelti perché avevamo qualcosa di buono da presentargli, ma per il Suo immenso amore. “Egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la Sua misericordia” (Tito 3:5). Gesù ci ha insegnato a perdonare, perché solo chi perdona può continuare a vivere nel perdono di Dio (Matteo 6:14-15). Quindi, invece di esplodere quando qualcuno ci irrita, proviamo a usare la stessa grazia che Dio ha avuto con noi. Scopriremo che è davvero più gioioso donare grazia che riceverla (Atti 20:35). Oggi scegli di crescere nella grazia: lascia andare il risentimento, impara a coprire con amore le mancanze degli altri e vivi con il cuore libero.
Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza... (Romani 15:13)
CREDERE IN DIO PORTA GIOIA E PACE
Credere in Dio è più facile che non doverci credere. Se hai un dubbio su di Lui, sulla Sua Parola e nelle Sue promesse, quando si tratterà di agire sarai abbandonato a te stesso. Il risultato sarà la tua frustrazione. Prenditi un momento e leggi questi versi, poi pensa con calma al loro significato: “...a loro però la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l’avevano ascoltata. Noi che abbiamo creduto, infatti, entriamo in quel riposo...” (Ebrei 4:2- 3). “...infatti chi entra nel riposo di Dio si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue.” (Ebrei 4:10). “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:28). Come pensi di approcciare Dio se non con la fede? La Bibbia dice “senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6). Questo significa che quando ti accosti a Dio devi credere. E se credi riceverai la Sua gioia e la Sua pace. Queste due cose sono quelle che Dio vuole per te e le ha comprate e pagate sulla croce, il lavoro di Gesù è già finito, ciò che rimane da completare è che tu creda. Se lo farai, Dio ti risponderà e benedirà in ogni tempo!
Ma c’è un amico che e più affezionato di un fratello... (Proverbi 18:24)
COSTRUIRE RELAZIONI SANE ED APPAGANTI
Per adempiere al piano di Dio per la tua vita, hai bisogno di relazionarti con le persone giuste, quelle che rimangono al tuo fianco qualunque cosa succeda. Ricordi Gionathan, che amò Davide anche a costo della sua vita? E Rut, che amò sua suocera e le diede di nuovo una ragione per cui vivere? Dio può farti conoscere persone del genere e può aiutarti a costruire una relazione con loro. Pensaci: Dio il Signore disse: “Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui” (Genesi 2:18). A volte quando sei solo, sei nella peggior compagnia che tu possa avere! Ma probabilmente avrai bisogno di guarire dentro prima di costruire relazioni sane e fare scelte altrettanto sane! Questo significa imparare a distinguere tra relazioni di “convenienza”, strumentali e i “legami di cuore”. I legami di sangue non sono come quelli di cuore. Permetti a Dio di lavorare su di te e quando sarai pronto, Egli ti aiuterà ad instaurare nuove conoscenze. Nel frattempo, conoscilo meglio perché Lui è la fonte della vera autostima. Se la tua ultima relazione ti ha spogliato della tua sicurezza e ti ha prosciugato spiritualmente, utilizza questo tempo per tornare in pista. Potresti non avere mai più questa opportunità! Comincia ad amare come Dio ama. Lui vede le nostre imperfezioni, sa gestire i nostri rifiuti e ci ama incondizionatamente. Ti aiuterà a non scartare una buona persona perché ha commesso un errore. Butteresti la tua auto per un pezzo guasto? “Se tieni conto delle colpe, Signore, chi potrà resistere?”. (Salmo 130:3) Oggi chiedigli di mostrarti come costruire relazioni sane e soddisfacenti. Lo farà!
“Il giusto dona senza mai rifiutare” (Proverbi 21:26)
COSA STAI OFFRENDO?
Gesù osserva una vedova che dona due spiccioli nella cassetta delle offerte, mentre gli altri davano dal loro superfluo. Ma Gesù, guardando il suo cuore, dice: “Questa donna ha dato più di tutti, perché ha dato tutto ciò che aveva per vivere” (Marco 12:41-44). Ci insegna che, agli occhi di Dio, non è tanto la quantità che conta, ma la disposizione del cuore. Il vero sacrificio non sta nel dare facilmente, ma nel dare ciò che ci costa. Un esempio simile lo vediamo quando Davide rifiutò di ricevere gratuitamente il campo e l’occorrente per il sacrificio, affermando: “Non offrirò al Signore qualcosa che non mi costi nulla” (2 Samuele 24:24). Davide sapeva che solo ciò che ci costa veramente ha valore agli occhi di Dio. Spesso ci troviamo in case con risorse limitate, dove il poco che viene offerto, fatto con amore, ha più valore di grandi banchetti in case lussuose. La generosità autentica non è nel dare ciò che ci è facile, ma nel sacrificare qualcosa per amore di Dio. Oggi, fermiamoci a riflettere: stiamo dando il superfluo dei nostri sforzi, del nostro tempo e delle nostre energie, o ci stiamo sacrificando veramente per amore del Signore? Se desideriamo offrire qualcosa di davvero prezioso agli occhi di Dio, la nostra generosità deve venire dal cuore, costandoci qualcosa che, per amore, siamo disposti a dare.
Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti... (Matteo 25:28)
CORRI IL RISCHIO!
Ricordi i tre servi a ciascuno dei quali era stata affidata una somma di denaro da investire? I primi due raddoppiarono quello che avevano ricevuto; il terzo seppellì la sua parte nel terreno. I primi due furono promossi; Il terzo fu licenziato. “E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori... “(v. 30). Ci potrebbe mai essere un incentivo più efficace a correre un rischio per fede delle promesse di Dio? Tu dici: “Ma cosa succede se fallisco?” Il fallimento ti allena per il successo! Esso ti può mostrare ciò che devi cambiare per andare avanti. Vedilo in questo modo: come figlio di Dio riscattato, hai una rete di sicurezza che ti permette di fallire in modo sicuro. Ma se la tua reputazione e autostima sono strettamente legate a qualche impresa fallita, non sarai certamente motivato a provare di nuovo. Il voler stare bene, voler avere successo, voler vincere il premio e voler progredire sono insiti nella natura umana. Ma proprio come un atleta professionista si protende all’indietro per ottenere lo slancio necessario a correre più veloce, può accadere che un paio di passi indietro ora riescano ad aumentare il tuo progresso in seguito. Ed ecco un’altra cosa da tenere a mente: Dio valuta i nostri successi in modo diverso dalle persone. Un fallimento agli occhi degli uomini è spesso un successo agli occhi di Dio. Ti ricordi di Noè? Prima del diluvio sembrava un perdente, in seguito divenne l’uomo di maggior successo al mondo. La tua ricompensa più appagante non sta nell’approvazione umana, ma in quella di Dio (Matteo 25:21) “Va bene, servo buono e fedele!”. Quindi corri il rischio!
“Tutte le cose vere… siano oggetto dei vostri pensieri” (Filippesi 4:8)
CONTROLLA I TUOI PENSIERI!
Non possiamo sperare di controllare la nostra vita se non impariamo a controllare i nostri pensieri. Tutto parte da lì. I pensieri che si formano nella nostra mente si collegano l’uno all’altro, diventano concetti, e questi concetti si strutturano in ragionamenti. Quando i ragionamenti prendono piede, non è più difficile fare il passo successivo: l’azione. Pertanto, se vogliamo veramente governare le nostre azioni, dobbiamo prima imparare a dominare i nostri pensieri. L’apostolo Paolo ci dà una guida chiara su come dovremmo controllare i nostri pensieri: “Tutte le cose buone, onorevoli, vere, tutte le cose nelle quali vi è qualche virtù, siano oggetto dei vostri pensieri” (Filippesi 4:8). Questo significa che dobbiamo riempire la nostra mente con pensieri che provengono dall’alto, pensieri che riflettono la verità di Dio, che sono nobili e puri, perché come dice Giacomo, “ogni buon dono viene dall’alto” (Giacomo 1:17). Gesù ci insegna lo stesso principio quando ordina a Giosuè: “Questo libro della legge non si allontanerà mai dalla tua bocca, ma mediterai su di esso giorno e notte” (Giosuè 1:8). Meditare sulla Parola di Dio riempie i nostri pensieri di saggezza divina, che ci orienta verso azioni giuste e onorevoli. Quando la nostra mente è saturata di verità celesti, la nostra vita comincerà a riflettere quella verità, portando ordine e pace alle nostre azioni.
“Protendendomi verso le cose che stanno davanti, corro verso la meta.” (Filippesi 3:13)
CONTINUA A PERSEVERARE!
L’apostolo Paolo scrive: “Una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno avanti, corro verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.” (Filippesi 3:13-14) Ciò che spesso ci impedisce di perseverare è proprio questo: ci fermiamo e ci voltiamo indietro. E quando guardiamo indietro, cosa vediamo? I nostri errori, il nostro passato, il mondo con le sue attrazioni e le sue illusioni. Vi ricordate la moglie di Lot? Guardò indietro e si trasformò in una statua di sale. Questo è ciò che succede anche a noi: ci paralizziamo, smettiamo di avanzare, e la nostra fede smette di portare frutto. A poco a poco, qualcosa dentro di noi inizia a corrodersi. (Genesi 19:26) Ma Paolo ci indica la strada: in quei momenti di stallo, dobbiamo fare una cosa sola: Dimenticare ciò che è dietro. Questo non significa negare il nostro passato, ma non lasciare che ci trattenga. Protenderci verso ciò che è avanti. “Protendersi” significa spingersi con forza verso il futuro, verso il piano che Dio ha preparato per noi. Davanti a noi ci sono le sue opere da compiere, le sue promesse da afferrare, la sua grazia che ci sostiene. Non restiamo fermi a guardare indietro! Spingiamoci in avanti, con tutto il cuore, con tutte le forze, verso Cristo Gesù. Lui ci precede, ci chiama, ci aspetta al traguardo. Gesù ha detto: “Con la vostra perseveranza salverete le anime vostre.” (Luca 21:19) Quindi, non mollare, non fermarti e non voltarti indietro. Continua a correre, perché davanti a te c’è il premio!
Altro...
“Non avvenga che… io stesso sia squalificato.” (1 Corinzi 9:27)
CONTINUA A MIGLIORARE
“Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio, corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo.” (1 Corinzi 9:24) Non basta iscriversi a una gara per vincere. Bisogna correre secondo le regole, con costanza e disciplina. Gli atleti si allenano ogni giorno, trattano duramente il loro corpo, lo spingono oltre i limiti per guadagnare anche solo un centimetro di vantaggio sugli avversari e raggiungere il traguardo. Lo stesso vale per un pugile: non può combattere alla cieca, lanciando pugni a caso nel vuoto. Deve vedere il suo avversario, studiarlo, colpirlo con precisione per non sprecare energie inutilmente. E così è anche la nostra vita spirituale. Non possiamo permetterci di vivere senza uno scopo chiaro, senza una direzione. Dobbiamo concentrarci sull’obiettivo, disciplinarci nelle cose di Dio, esercitarci ogni giorno nella lettura della Parola, nella preghiera e nell’ubbidienza alla Sua voce. Solo così potremo crescere e assomigliare sempre di più a Cristo. Non si vince per caso. Si vince scegliendo, ogni giorno, di avanzare con determinazione verso il Signore.
Il saggio ascolterà e accrescerà il suo sapere... (Proverbi 1:5)
CONTINUA A CRESCERE
Per continuare a crescere devi comprendere tre principi: (1) Tu cresci nella misura in cui dai. Dando ad altri, fai più spazio in te stesso per la crescita. Quindi dai fino a che non ti farà male, e continua a dare finché non ti sentirai bene. Sforzati di lasciare le persone meglio di come le hai trovate e anche tu starai meglio. Salomone diceva: “Chi è benefico sarà nell’abbondanza! Chi annaffia sarà egli pure annaffiato” (Proverbi 11:25). Questo epitaffio su una tomba lo riassume bene: “Quello che ho dato, l’ho ricevuto. Quello che ho speso, l'ho avuto. Quello che ho trattenuto, l’ho perso”. (2) Per raggiungere mete più alte, devi crescere di più. Ti senti bloccato nella tua vita spirituale, relazionale, lavorativa e familiare? Non ti sbloccherai facendo dei cambiamenti esteriori, come intraprendere una nuova carriera, lasciare la tua famiglia o cambiare chiesa. Nessuno ti sta trattenendo se non tu stesso. La limitazione alla tua vita sei tu! Quindi se vuoi davvero uscire dal pantano, invece di cercare aggiustamenti veloci esamina a lungo e in profondità te stesso, ammetti responsabilmente quello che vedi, prega e decidi di fare qualcosa a riguardo. (3) Non basta sognare; devi fare. Si ritiene che le tribù tartare dell’Asia centrale abbiano usato una particolare maledizione contro i loro nemici. Non hanno richiesto che le loro spade diventassero arrugginite o che la loro gente morisse per una malattia. Avevano semplicemente detto: “Possa tu rimanere nello stesso posto per sempre.” Se non t’impegni ogni giorno a migliorare, quello sarà il tuo destino. Finirai per rimanere bloccato nello stesso posto, facendo le stesse cose, continuando a sognare gli stessi sogni e non andando mai da nessuna parte. Quindi continua a crescere!
Santificatevi, perché domani il Signore farà meraviglie in mezzo a voi... (Giosuè 3:5)
CONSACRA TE STESSO A DIO
Sulla soglia della Terra Promessa, Dio disse al Suo popolo: “Santificatevi, poiché domani il Signore farà meraviglie in mezzo a voi" Quando ti consacri a Dio, Egli opererà in te, con te, per te e attraverso di te in modo sorprendente. Vogliamo fare cose straordinarie per Dio e ciò sembra nobile. In realtà, però, vediamo la cosa al contrario, perché è Dio a voler fare cose straordinarie per noi. Questo è il Suo lavoro, non il nostro. Il nostro lavoro è la consacrazione. E consacrazione è più che andare in chiesa, ubbidire ai Dieci Comandamenti, dare la decima, condividere la propria fede, pregare, servire nelle attività, alzare le mani in adorazione o partecipare ad una visita missionaria. Tutte queste sono buone cose, ma non costituiscono la consacrazione. Gli strumenti che venivano usati nel tempio erano considerati “consacrati”. In altre parole, erano messi in disparte per uso esclusivo di Dio. Erano fatti per essere a Suo servizio. Consacrazione significa togliere te stesso dal trono e porre Gesù come Signore della tua vita. È una completa spoliazione dall’interesse personale. È dare a Dio il potere decisionale. È arrendersi totalmente a Lui. È riconoscere semplicemente che ogni secondo del tuo tempo, ogni briciolo della tua energia, ogni centesimo dei tuoi soldi sono un dono da Dio e per Dio. La consacrazione è un amore sempre più profondo per Gesù, la fiducia di un bambino nel Padre celeste, l’ubbidienza cieca allo Spirito Santo. Quindi la parola per te oggi è: consacrati a Dio.
Io ho detto a me stesso, confesserò la mia ribellione al Signore. E lui mi ha perdonato! (Salmo 32:5)
CONFESSARE I NOSTRI PECCATI
Quando pecchi deliberatamente, ti stai ribellando alla legge di Dio nella tua vita e ti sentirai male per quello. E il fatto che ti senta male è una dimostrazione che sei un vero figlio di Dio, redento; altrimenti il tuo peccato non ti darebbe fastidio. Immagina un adolescente che dice a suo padre, “Mi dispiace davvero, ho preso la tua carta di credito e ho comprato della birra per i miei amici.” Ora, è possibile che il padre non l’avrebbe mai scoperto, specialmente se non tiene i conti rigorosamente. Ma la coscienza turbata del figlio lo ha portato allo scoperto e ha detto: “Papà, non avrei dovuto comprare la birra, non avrei dovuto mentire sulla mia età, non avrei dovuto usare la tua carta di credito per farlo. Tu ti fidavi di me e io ti ho deluso. Mi dispiace, non lo farò più”. Questa è la confessione. Questo è ciò che dobbiamo fare nelle nostre preghiere. La parola greca con cui traduciamo confessione significa “essere d’accordo con Dio”. Quando confessiamo i nostri peccati, noi accettiamo il pensiero di Dio sul peccato nella nostra vita così come ci viene rivelato nella Sua Parola e attraverso lo Spirito Santo. Quando confessiamo, diciamo il nostro peccato e riceviamo purificazione e perdono. Sì, confessare spesso è doloroso, ma mantiene la comunione con il nostro Padre celeste limpida, aperta e intima. Non è che Dio smetta di amarci, ma siamo noi che non ci sentiamo più in grado di accostarci a Lui con fiducia. Hai un peccato da confessare? “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9).