Questo Gesù che è stato tolto da voi, verrà nella medesima maniera che l'avete veduto andare in cielo. (Atti 1:11)
IL RITORNO ATTESO
Ore 7.30, lunghi squilli di telefono, dall'altra parte del ricevitore, una voce, alquanto lontana dice: "Tutto confermato tornerò pre.sto!" Queste poche parole, furono sufficienti a mettere in moto tutta la famiglia Rossi. Si iniziò con la pitturazione di ogni stanza, con l'acquisto di nuove tende e tappezzerie, qualche mobiletto di gusto provenzale, proprio come era sempre piaciuto al misterioso ospite, e ancora, l'acquisto di un materasso ad acqua, ideale nel ridurre la pressione del peso corporeo, la credenza ripiena di ogni ben di Dio, l'argenteria rimessa a lucido, i servizi di fine porcellana pronti all'uso. Fuori, nel giardino, tutto in fiore, con l'aiuto di un artista del settore. Si! Ogni cosa sembra in ordine e con trepidazione, si aspetta il rumore del clacson. Quanta fatica, quanto impegno; quanta attenzione nei piccoli particolari, tutto ricompensato dall'arrivo del tanto amato figlio. Ma quando Gesù tornerà come Egli ha promesso, ci troverà così pronti? (Matteo 24:44).
E Gesù vedendo che egli aveva risposto avvedutamente, gli disse: "Tu non sei lontano dal Regno di Dio!" (Marco 12:34)
IL REGNO DI DIO
Dalle risposte alle domande della folla, con cui Gesù veniva a contatto, sono venuti fuori i discorsi più disparati con le varie dottrine del Vangelo. Qui il discorso cade sul "Regno di Dio". Una verità insegnata da Gesù anche nella preghiera del Padre Nostro. Nel "Padre Nostro..." è detto che dobbiamo pregare perché venga il Regno di Dio, il futuro Regno; ma al dottore della legge che aveva risposto a Gesù correttamente sulla questione dell'amore per il prossimo, dice: "Tu non sei lontano dal Regno." Il Regno viene a noi? Oppure, noi possiamo avvicinarci ad esso? Non dimentichiamo che Gesù ha detto anche che il regno di Dio è dentro di noi, quindi questo Regno è annunziato e interpretato dalla "Sacra Scrittura" stessa come un avvento futuro e presente. Chi si trova coll'essere nella conoscenza delle cose di Dio è vici.no e basta un passo per entrarvi, basta accettare il Re del Regno! Chi si trova lontano nel peccato, preghi... affinché il Regno venga stabilito nel suo cuore e venendo quel futuro Regno vi entrerà e farà festa per l'eternità.
"Poiché se qualcuno si stima essere qualcosa pur non essendo nulla, egli inganna se stesso". (Gal. 6:3)
ILLUSIONE DI GLORIA (II)
E un altro osservò: "Bene, sono felice di saperlo, perché ciò libera il Creatore da un'enorme responsabilità!" Niente e più sgradevole di una persona superba che egoisticamente si attribuisce il proprio riconoscimento e lo esige dagli altri, dimenticando di ammettere la sua dipendenza da Dio. A qualunque condizione sociale apparteniamo, tutto ciò che abbiamo ci viene da Dio, ed è per la Sua gloria. Prima di ingannare noi stessi e di offendere gli altri, prendiamo sul serio, l'ammonimento della Bibbia "Chi si gloria, si glori nel Signore" (1 Corinti 1:31). Ricordiamoci di quello che è scritto nella Parola di Dio, perché se è giunta fino a noi è per un nostro insegnamento. Ricordiamoci dove portò l'orgoglio a Nabukodonosor, che per sette anni mangiò erba e visse come una bestia feroce, finché non alzò gli occhi al cielo. Ecco qui il segreto, alzare gli occhi al cielo.
"Poiché se qualcuno si stima essere qualcosa pur non essendo nulla, egli inganna se stesso". (Gal. 6:3)
ILLUSIONE DI GLORIA (I)
Un giorno un picchio era intento a forare la corteccia di un' albero, quando il cielo si fece improvvisamente nero per l'avanzare di un temporale. Tuonava, ma il picchio continuava imperterrito il suo lavoro. Un fulmine colpì l'albero e lo ridusse in cento pezzi. L'orgoglioso uccello, rimasto in vita, volò dai suoi amici pennuti e gridò: "Salve amici, venite a vedere cosa sono stato capace di fare, come ho ridotto quell'albero"!. Questo picchio superbo mi fa pensare a quei tali che si gloriano più del dovuto. Generalmente costoro sono così occupati a vantarsi della loro grandezza e delle loro prestazioni, che non possono riconoscere la vera fonte della loro capacità. Essi sono schiavi di un inganno. Senza Dio nessuno è capace di qualcosa e con le nostre forze non possiamo piacere a Lui. Un uomo presuntuoso e superbo si vantava davanti ai suoi amici; dopo aver fatto il calcolo di tutte le sue risorse esclamò: "Sappiate che io mi sono fatto da solo". (Segue...)
Chi confida nelle sue ricchezze cadrà, ma i giusti rinverdiranno come le foglie. (Proverbi 11:28)
QUEL CHE SI PUÒ AVERE CON IL DENARO
Con i soldi si possono comprare: Un letto MA NON, IL sonno, Il cibo MA NON l'appetito, Gli adornamenti MA NON la bellezza, Una casa MA NON, UNA famiglia, Le medicine MA NON, LA salute, Il lusso MA NON, LA cultura, Il divertimento MA NON, LA felicità, Un crocifisso MA NON, UN salvatore, Una sedia in chiesa MA NON, Un posto in cielo. QUELLO CHE I SOLDI NON POSSONO COMPRARE, Gesù Cristo lo dona liberalmente a tutti. È Gesù il tuo Signore e Salvatore? Se la risposta è no, puoi ricevere La salvezza, ora! (Atti 16:31) Si profila davanti a noi una domanda molto importante, siamo salvati? Se la vostra risposta è affermativa, voi siete beati, per.ché avete la vita eterna: la vostra parte sarà nella felicità del cielo con Gesù. Se invece è negativa, oggi è ancora tempo di grazia... rivolgiamoci a Dio. "Questo è il dolce invito del Signore" (Isaia 45:22).
Perché chi vorrà salvare la sua vita la perderà; ma chi perderà la sua vita per causa mia, la salverà. (Luca 9:24)
LA VITA È UN VIAGGIO
La vita è un viaggio, un passaggio su questa terra. Molti sono coloro che viaggiano senza meta, senza obiettivo e senza aiuto. Molti non si rendono conto che il breve periodo terreno è solo un pellegrinaggio che porta all'eternità. Dio non vuole che questo viaggio lo facciamo da soli escludendoLo dalla nostra vita, come fosse un intruso. Egli vuole farlo con noi per accompagnarci, guidarci verso il cielo e vivere l'eternità con Lui. Dalla venuta di Cristo l'appello a camminare con Dio è rivolto a tutti gli uomini. Gesù ci ha fatto conoscere il Padre Celeste e ci ha insegnato a pregare (Matteo 6:9). Attraverso la morte di Gesù siamo stati perdonati e per la Sua resurrezione siamo stati giustificati (Romani 4:25). La nostra vita non deve più essere vissuta da noi stessi, ma con la mano nella Sua mano. Viaggiare con Gesù non significa esse.re soltanto religiosi... ma seguire il Suo esempio di mansuetudine e di umiltà (Matteo 11:29). Riguardando a Lui perché Egli è il nostro modello perfetto.
"Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l'eccellenza di questa potenza sia di Dio è non da noi". (2° Corinzi 4:7)
IL VERO TESORO
Un pellegrino si avvicinava ad un villaggio al tramontare del sole, e deposta la sua sacca per terra ai piedi di un albero si accingeva a dormire. Ad un tratto, dal villaggio, gli corse incontro un uomo tutto affannato e gli disse: "Io ti ho visto in sogno! Ho visto un pellegrino con una sacca che sarebbe venuto nei pressi del villaggio e mi avrebbe dato il tesoro più grande del mondo... devi essere tu!". Il pellegrino sorrise e rovistò nella sua sacca, traendone fuori un diamante enorme e dicendo: "Dev'essere questa pietra qui... prendila, è tua!". L'uomo sgranò gli occhi e afferrò il diamante pensando tra sé "meglio approfittarne prima che cambi idea!", così se ne andò soddisfatto alla sua casa; mentre il pellegrino si coricò per terra a dormire. Il giorno dopo, però, il pellegrino vide spuntare l'uomo che sembrava turbato e che gli riportava il diamante. "Prendilo! Non ho potuto dormire tutta la notte pensando a te!". "Vorrei sapere qual è il vero motivo che ti ha permesso di regalarmi, con tanta gioia, un così grosso diamante?" Il paragone del viandante è la figura di Gesù che dona il vero "tesoro" della vita a tutti quelli che credono in Lui e glielo chiedono.
Allora Isacco disse a Giacobbe: "Avvicinati, figliolo mio, che io ti palpi, per conoscere se sei, proprio, tu mio figlio Esaù, o no". (Genesi 27:21)
IL TOCCO DI DIO
Per Isacco non era sufficiente udire soltanto la voce per quel momento particolare (Impartire la benedizione della Primogenitura). Giacobbe sapeva che se suo Padre lo avesse Toccato, essendo di carnagione diversa da Esaù... lo avrebbe reputato un ingannatore (per questo motivo, rivestì gli abiti di Esaù e della pelle di un capretto), così solo, ricevette la benedizione. Isacco nel toccarlo, perché cieco, voleva verificare se era proprio il suo figliuolo Esaù, il primogenito, a cui aspettava per "diritto" quella speciale benedizione. Un altro importante punto da considerare fu quando Isacco sentì l'odore dei vestiti di Esaù che Giacobbe aveva indossato; solo allora si convinse e lo bene.disse dicendo: "Ecco, l'odore del mio figliuolo, (Esaù) è come l'odore di un campo, che L'Eterno ha benedetto". Noi siamo il buon odore di Cristo (2 Corinti 2:15). Le nostre vesti sono state lavate dal sangue "dell'Agnello", e grazie a questo vestito rinnovato, noi possiamo accedere alla presenza di Dio, nella comunione con Lui e alla benedizione che ci darà quando compariremo nel Suo cospetto per ereditare la vita eterna.
...E in nessun altro è la salvezza; poiché non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati. (Atti 4:12)
L'UNICO SALVATORE
Nella persona del suo Figliolo Gesù Cristo, Iddio ha dato al mondo l'unica speranza di salvezza. Forse avrete visto l'impressionante film: "L'ultimo scampo". Esso ci dipinge il terribile desti.no di un gruppo di rifugiati che per salvare la loro vita, valicarono le Alpi; «sono quasi arrivati alla meta, ma all'ultimo momento sono scoperti dal nemico». Non v'è che una sola speranza di salvezza, un'ultima opportunità; bisogna che uno di loro si sacri.fichi per gli altri. Un giovane si vota al sacrificio..., ed attira i nemici ad inseguirlo da un'altra parte. I suoi compagni hanno così il tempo per passare la frontiera protettrice. Ma il giovane è ucciso. Sacrificando la sua vita, egli ha salvato quella degli altri ed assicurato loro la libertà. Ecco l'immagine del grande sacrificio di Cristo, che per la Sua morte espiatoria sulla croce, è la nostra "ultima speranza". Egli è venuto quaggiù per dare la Sua vita per la salvezza di molti. Egli ha attirato su di se l'ira dell'Iddio Santo, perché noi fossimo salvati. Il Suo sacrificio è stato fatto anche per te caro amico che leggi, credi in Lui!
Il Signore non ritarda l'adempimento della sua pro.messa come alcuni reputano che faccia; ma Egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni perisco.no, ma che tutti giungono a ravvedersi. (2 Pietro 3:9)
IL SIGNORE VIENE
Se sapessimo con certezza che Egli viene la settimana prossima, come saremmo vigilanti! Quali esercizi di cuori, che desideri profondi sarebbero prodotti in noi! Non parleremmo più della Sua venuta come di una semplice dottrina; niente di tutto ciò che ci attacca a questa terra sarebbe considerato come importante, in paragone all'imminente venuta del Signore. Ricordiamoci che i santi d'un tempo hanno atteso ardentemente la venuta del Messia. Sebbene la quasi totalità della nazione che professava di aspettarLo avesse dimenticato la sua speranza a tal punto che è stata sorpresa per la sua venuta, vegliamo perché questa venuta non ci sorprenda come sorprenderà la cristianità dei nostri giorni. Ah! Se fossimo tutti come quell'uomo senza "nome" la cui condotta è riportata dalla Parola di Dio! Il mondo vive nell'incubo di una distruzione nucleare della nostra civiltà, Gesù ne ha parlato di questi tempi futuri che sarebbero sopraggiunti... dove gli uomini vivrebbero nella paurosa aspettativa di quello che avverrà...(Luca 21:25-26). Questo è un appello che il Signore fa al nostro amore per Lui: serviamoLo mentre Lo aspettiamo e mentre Lo aspettiamo dedichiamoci a Lui. Il Signore viene, il tempo stringe!
Altro...
Il Signore non ritarda l'adempimento della Sua pro.messa, come alcuni reputano che faccia; ma Egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni perisca.no, ma che tutti giungano a ravvedersi. (2 Pietro 3:9)
LA PROMESSA DI GESU'
Spesso sentiamo dire: "Cosa è cambiato con la venuta del Cristo? Il mondo è sempre andato peggiorando; il cristianesimo, eterno ritornello, non ha cambiato il mondo. Cristo ancora non è tornato secondo la Sua promessa... perché sperare ancora?"... Quanto più l'uomo è provato dal dolore e dall'ingiustizia, che regnano nel mondo, tanto più è tentato di cadere nel dubbio e di cercarsi un "messia" che promette per oggi e non per domani. Che rispondere? Che risposta diamo, come credenti che spera.no ancora, malgrado tutte le apparenze contrarie? La nostra risposta è che innanzi tutto bisogna accettare Gesù come Salvatore. Questo è il passaggio obbligatorio per ciascuno di noi; fino a quando non si passerà per questa Via (Gesù), non si potrà avere la certezza né la fede che ci sostiene nel credere al Suo ritorno. Per arrivare al mattino, bisogna passare per la notte profonda. Tanto più la notte è buia, tanto più è vicino il chiarore che ci annuncerà l'alba di un nuovo giorno.
...direte che il Signore ne ha bisogno. (Matteo 21:3)
IL MAESTRO NE HA BISOGNO
Il Signore è venuto in questo mondo. È stato visto, udito respinto. Nel versetto citato sopra ci troviamo in un momento in cui era venuta per Lui l'ora di essere elevato sulla croce. Il viaggio che faceva a Gerusalemme era l'ultimo, ed Egli dipendeva da un altro per avere un asinello su cui fare , secondo le profezie, il suo ingresso in città. L'evangelista Matteo cita il libro profetico: Zaccaria 9:9, ma nella sua citazione fa una omissione importante. Il profeta, infatti, non aveva soltanto detto « il Tuo re viene a te umile e montato sopra un asino», ma anche «Egli è giusto e vittorioso». Quest'ultima clausola non compare nell'Evangelo, perché attende ancora oggi il suo compimento. Ma il tempo verrà, e il Signore apparirà in tutto lo splendore della Sua gloria e della Sua potenza per la salvezza del suo popolo; ora è venuto in grazia e con umiltà, a tal punto che ha dovuto dipendere da un altro per avere una cavalcatura, stanco del cammino riposava sul pozzo di Giacobbe, utilizzava una barchetta di un altro per attraversare il mare, aveva bisogno di aiuto in preghiera nell'orto del Gettsemani. Noi pensiamo a Lui come il creatore dei cieli e della terra, colui a cui noi tutti dobbiamo la nostra esistenza. Egli è l'esempio per eccellenza Di umiltà e, noi, facciamo bene a rifletterci. Il Signore vuol vedere anche in noi ed in forma tangibile il nostro amore e la nostra disponibilità per Lui?. "Il Signore ne ha bisogno!"
"Poiché anche il Figliolo dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti". (Marco 10:45)
IL SERVO RE
I giudei aspettavano il capo che gli era stato promesso secoli prima da profeti e poeti ispirati. Essi credevano che questo Messia (l'unto di Dio) li avrebbe liberati dagli oppressori romani ed avrebbe stabilito un nuovo regno di giustizia. Molti giudei, tuttavia, avevano trascurato le profezie che invece lo presentavano come servitore sofferente, il quale sarebbe stato rigettato e ucciso (Isaia. 53). Ogni uomo vuole primeggiare e farsi servire, l'insegnamento e l'esempio di Gesù si pongono in netto contrasto con queste idee, Egli dice che chiunque vuole essere il primo deve diventare servo di tutti, Egli n'è stato un esempio pratico. Come avrebbe potuto essere il loro re quest'umile uomo di Nazaret? Ma Gesù è l'Essere Supremo, Dio incarnato, il nostro Messia, ma è entrato nella storia come il servitore dell'umanità. Gesù è il Re dell'universo! Alla sua seconda venuta Egli apparirà e regnerà nei secoli dei secoli.
"....e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi,prego con gioia". (Filippesi 1:4)
PREGARE CON GIOIA
Quante volte abbiamo visto persone pregare con lacrime. Un normale incontro di preghiera in qualunque chiesa contiene molte preghiere con lacrime. Troppi i problemi e i pesi che ci affliggono e ci portano a piangere, a supplicare Dio con pianti. Si sentono anche preghiere fredde, quasi di indifferenza; la preghiera del dovere, qualcuno deve pregare e prego io. Ma la preghiera con gioia cos'è? Ridere mentre si prega? Pregare con sentimento gioioso? Forse è qualcosa che dobbiamo imparare. Vediamo alcuni motivi per pregare con gioia. Preghiamo un Dio che ci ama, non un tiranno che dobbiamo implorare per. ché si degni di ascoltarci. Preghiamo nel nome di Gesù, e Gesù ci mostra la croce. Ci ama davvero tanto. Preghiamo Dio, l'Onnipotente che può fare molto di più di quel che pensiamo o chiediamo. Preghiamo Dio che può e vuole rispondere. Solo questo pensiero dovrebbe farci piangere di gioia! Preghiamo un Dio presente; Gesù ha promesso di essere presente quando due o tre sono radunati nel Suo nome. Inoltre Dio ha promesso di essere pre. sente nel segreto, quando un suo figlio lo prega nel segreto. Preghiamo in mezzo a fratelli e sorelle che pregano con noi, che dicono amen alla nostra preghiera. Paolo pregava con gioia pensando ai fratelli di Filippi, che avevano i loro problemi, ma erano salvati, redenti, del Signore, destinati al Cielo. Paolo pregherà con lacrime per quelli destinati all'inferno (Filippesi 3:18); per quelli destinati al Cielo, no. Preghiamo perché siamo il popolo di Dio, una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa. Siamo speciali per Dio, preziosi agli occhi suoi. E' un privilegio pregare Dio. La gioia dovrebbe caratterizzare il nostro rapporto con Dio e quindi la nostra preghiera. Impariamo oggi a pregare con gioia.