"Non vi è più alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù." (Romani 8:1)
LA MIA NUOVA NASCITA (II)
Leggendo la Bibbia cresceva in me l'incessante desiderio di non smettere di leggerla, volevo conoscere l'infinito amore di Dio di cui leggevo. E' stato tutto molto semplice: ho riconosciuto la mia incapacità di fare e sono andata a Gesù così com'ero. Ho chiesto a Lui di aiutarmi a capire quale fosse la Sua volontà e quella ho voluto fare. Le cose sono subito cambiate perché mi sono sentita subito amata e non avevo più nessuna paura per la morte, anzi Dio mi ha concesso la certezza della vita Eterna, non perché lo meritassi, ma perché Gesù ha portato sulla croce tutti i miei peccati ed ogni giorno di più sento la Sua presenza nella mia vita. Tante difficoltà ho attraversato e tante ce ne saranno, ma niente e nessuno può togliermi la gioia che Gesù mette continua.mente nel mio cuore. Egli mi ha dato una nuova vita ed io sono felice di aver donato a Lui tutto il mio cuore. Non c'è più alcun timore nella mia vita, c'è Gesù che mi aiuta e lo farà sempre, fino all'ultimo istante della mia vita, quando mi prenderà fra le Sue braccia e sarò con Lui per tutta L'Eternità.
"Non vi è più alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù." (Romani 8:1)
LA MIA NUOVA NASCITA (I)
Sono una donna ripiena dell'amore del Signore, oggi posso dire di conoscere il vero Dio. Sin dalla mia fanciullezza sono stata innamorata di Gesù. Frequentavo con piacere la Chiesa Cattolica e sono andata per monti e valli, ho visitato tanti Santuari ricercando la pace e la gioia che potesse riempire il mio cuore. Volevo fare tante cose per meritare il paradiso ed avevo paura della morte in quanto non avevo la certezza della vita eterna anche se mi reputavo una brava ragazza. Vedevo Gesù lontano, sulla croce, e mi sentivo inadeguata, pensavo che non stessi facendo abbastanza sacrifici con le mie capacità per avvicinarmi a Lui. Mi era stato insegnato ad osservare fioretti ed io ne facevo tanti, proprio per ottenere l'approvazione di Dio, ma nonostante questo nulla cambiava nella mia vita. Un gior.no, però, mi è stata regalata una Bibbia che ho cominciato subito a leggere. La leggevo con cuore umile, chiedevo a Dio di parlarmi ed Egli lo ha fatto. Ha iniziato a concedermi una profonda gioia e la certezza del Suo infinito amore. Leggendo la Bibbia ho conosciuto il vero Dio, Colui che si prende cura di noi, anche quando siamo lontani da Lui e per mancanza di conoscenza facciamo le cose che Lui non approva. (Continua)
"Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si schiantarono." (Matteo 27:51)
LA CORTINA DI SEPARAZIONE (II)
La morte di Gesù segna una svolta drastica tra tutto ciò che era stato e quello che doveva essere in futuro. Fino ad allora gli uomini non potevano presentarsi direttamente a Dio, ma solo attraverso il Sommo Sacerdote, quale unico mediatore. Nel momento in cui Gesù, in croce, emette il suo ultimo respiro la cortina, il velo che separa Dio e gli uomini, si squarcia dall'alto in basso: era l'immagine del corpo dilaniato di Cristo, attraverso il quale noi abbiamo libero accesso nel luogo santissimo, alla pre.senza immediata di Dio (Ebrei 10:19-20). Gesù ha rotto anche quest'ultimo impedimento. Non c'è più bisogno del Sommo Sacerdote per espiare i peccati, Gesù è divenuto peccato per ciascuno di noi, espiandoli definitivamente. Non vi è più nessuna cortina di separazione: Gesù è divenuto il nostro grande e santo mediatore. Possiamo presentarci così come siamo davanti a Dio, con le nostre mancanze e i nostri difetti, ma con un cuore sinceramente teso a fare la volontà del Padre. Gesù, entrato al di là del velo, nel cielo stesso, col Suo sangue intercede ora in nostro favore davanti al Padre. Di là tornerà ben presto per portarci la benedizione eterna.
"Metterai il velo sotto i fermagli; e lì, di là dal velo,introdurrai l'arca della testimonianza; quel velo sarà per voi la separazione del luogo santo dal santissimo." (Esodo 26:33)
LA CORTINA DI SEPARAZIONE (I)
Nel Tempio esisteva una netta separazione tra il luogo santissimo e tutto il resto. Qui poteva entrarvi soltanto il Sommo Sacerdote e solo una volta all'anno. Il Sommo Sacerdote era il più alto dignitario religioso rappresentante della nazione dinanzi all'Eterno. La sua funzione più importante era quella di compiere, una volta all'anno, l'espiazione di tutti i peccati del popolo. Portando il sangue dell'espiazione, protetto dalla nuvola del profumo intorno a lui, egli entrava da solo oltre il velo, dinanzi al propiziatorio. Egli faceva l'espiazione per se stesso, per la sua casa, il santuario e l'intero popolo. Poi confessava sulla testa del capro espiatorio tutte le iniquità d'Israele e l'animale, cacciato nel deserto, le portava lontano dalla faccia dell'Eterno. Nel luogo Santissimo veniva conservata l'Arca del Patto. Essa era una cassa di legno d'acacia ricoperta d'oro che conteneva prima di tutto le Tavole della Legge, poi un vaso di manna e la verga di Aronne che era fiorita. Il coperchio dell'Arca si chiamava propizia.torio. Questo luogo era l'unico luogo di incontro tra Dio e gli uomini, prima del grande sacrificio di Cristo. (Continua)
"? Amatevi intensamente a vicenda di vero cuore,perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile,ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio." (1 Pietro 1:22-23)
UN CARO RICORDO
Tutti noi portiamo nel cuore un caro ricordo di persone che non ci sono più! Persone che abbiamo amato e che ci hanno amato, che ci hanno sostenuto nei momenti difficili, che hanno gioito con noi negli istanti felici della vita. Persone a cui vorremmo ora dire tutto ciò che abbiamo taciuto quando ci erano accanto. A volte, a causa delle nostre mancanze, dello scoraggiamento e della poca fede non le abbiamo apprezzate quando erano in mezzo a noi, non le abbiamo valutate abbastanza se non quando era ormai già tardi! Voglia il Signore aiutarci a capire il valore delle persone che ci circondano. Impariamo a vivere il presente con tutto l'amore di cui siamo capaci. Amiamoci gli uni gli altri senza riguardi personali (Giacomo 2:9), domani potrebbe essere troppo tardi!
"Già fin d'ora, ecco, il mio testimone è in cielo, il mio Garante è in alto." (Giobbe 16:19)
L'UNICO AMICO SICURO
E' un grande conforto sapere che c'è Qualcuno al di sopra di tutto, Qualcuno che può tutto, Qualcuno che risponde, un unico e vero Dio, Onnipotente, Onnipresente, Onnisciente. Coloro che si comportano in maniera ostile alla Parola di Dio, coloro che si ribellano, che si oppongono alla verità, hanno probabilmente paura del Signore, si sentono a disagio come un trasgressore di fronte ad un rappresentante della legge. Dio vuole invece che tu ti senta libero, che ti senta giustificato, che non abbia timori. Egli è Colui che ti perdona, che ti sostiene, che ti aiuta nei momenti difficili e che è in grado di rimuovere qualsiasi problema. Abbi fede nelle Sue promesse! Il Signore non è mai venuto meno alle Sue Parole. Egli ti sta aspettando: la porta del cielo è aperta anche per te, ma tu solo puoi decidere se entrarvi o meno, tu solo puoi decidere se accettare veramente Gesù nella tua vita come unico Signore e Creatore o ricordarLo semplicemente come un grande, vissuto 2000 anni fa. Egli non è morto, è risorto e ora vive in mezzo a noi. Decidi se farLo vivere anche in te!
"E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere giù dal cielo d'appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo." (Apocalisse 21:2)
LA SPOSA E LO SPOSO
Tutti, sposati o no, sappiamo che nella vita matrimoniale esistono dei dissensi. I motivi che li causano possono essere diversi, ma il risultato è spesso uguale: uno screzio. A volte è lo stress, il carattere, o le preoccupazioni a creare situazioni di tensione in famiglia. Basta poco, però, per ritrovare la serenità sfuggita: una parola di riconciliazione, cedere all'orgoglio, agire con dolcezza. Il comportamento della sposa e dello sposo, sono usati biblicamente per rappresentare il rapporto di Dio con la sua chiesa, intesa come insieme di tutti i credenti. Il Signore è amorevole nei confronti della chiesa, è paziente nei confronti dei suoi membri, è disposto a perdonare quando i suoi sbagliano, ma come in ogni rapporto, la volontà d'accordo deve essere manifesta da entrambe le parti. Troppe volte manca perfino l'umiltà di ammettere i propri sbagli! E non mi riferisco soltanto al rapporto di coppia, ma soprattutto al rapporto personale con Dio. Pieghiamoci davanti alla Sua maestà e riconosciamoci grati per il privilegio che il Signore ci concede di essere amati come uno sposo ama la sposa.
"Chi cammina in fretta sbaglia strada." (Proverbi 19:2)
IL GIUSTO MOMENTO
Sarà capitato a molti di noi di dover fare qualcosa in fretta, perché il tempo mancava. Proprio la fretta e la mancanza di concentrazione sono state la causa di un fallimento. Probabilmente il tempo per rimediare al mal fatto o la ricerca di un'alternativa hanno condotto ad un ulteriore dispendio di tempo. Lo stesso accade quando non riflettiamo sulle parole: produciamo più danni che bene. Non è buono essere precipitosi nel parlare tanto quanto nel fare. Dovremmo sempre riflettere ed essere in piena coscienza prima di dire o fare qualsiasi cosa. Rimediare non potrebbe essere sempre molto agevole! Si dice che la fretta sia una cattiva consigliera; ed è proprio vero! Impariamo ad avere calma e a fare ogni cosa con ordine e con rispetto nel giusto momento. Si dice anche che la calma sia la virtù dei forti; infatti la calma riesce a farci attendere il tempo opportuno perché da ogni nostro agire risulti il bene. Riflettere, attendere il momento giusto prima di agire o di reagire, è la formula per evitare molti sbagli!
"Difatti, che profitto trae l'uomo da tutto il suo lavoro,dalle preoccupazioni del suo cuore, da tutto quello che gli è costato tanta fatica sotto il sole?." (Ecclesiaste 2:22)
IL SOLE MALATO
L'uomo non è mai contento. Se piove si lamenta, se non piove anche. Se fa caldo si arrabbia, se fa freddo lo stesso. Se il sole picchia si lagna e si lamenta che fa male. Se fa freddo allora il il sole... è malato! Ma ci siamo mai chiesti se non siamo noi i "malati"? Ci siamo mai chiesti perché la luce di Dio non brilla nella nostra vita come vorremmo? Ci preoccupiamo del sole che è mala.to, ma spesso dimentichiamo che la causa della sua malattia siamo proprio noi! Non è Dio che si è allontanato da noi, ma siamo noi a starcene distanti. Se solo accettassimo il Suo smisurato e incondizionato amore! Il sole, malato o no, continua ogni dì ad illuminare le nostre giornate e a riscaldarci con i suoi raggi. Lo stesso fa il Signore! Egli è sempre presente, per tutti, e soprattutto per i "malati"! Egli bussa al nostro cuore, apriamoGli e lasciamoci inondare dal Suo caldo amore!
"Se dunque, uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco sono diventate nuove." (2 Corinzi 5:17)
IL CAMBIAMENTO
Spesso si ha la convinzione che il cambiamento di una perso.na che diventa cristiana sia nel modo di muoversi, nello sguardo, nella voce e così via. Ma il vero cambiamento avviene nel cuore, nell'anima e nella mente. La voce sarà sempre la stessa, ma sarà usata senza volgarità, senza parole cattive, ma per glorificare il Signore. L'occhio è sempre lo stesso, ma ora vede secondo la benignità di Dio. Anche il cuore è sempre quello, con le stesse reazioni emotive, ma non spinge più verso il male, non cova più il rancore, bensì spinge verso la giustizia e la buona testimonianza. Così anche l'anima di un cristiano brillerà nella luce di Cristo, facitore di grandi meraviglie. E' un vero cambiamento, come una nuova nascita che porta una "nuova creatura".
Altro...
"Non cessate mai di pregare." (1 Tessalonicesi 5:17)
COMUNIONE CON DIO
Ci sono frasi nella Parola di Dio che a volte sembrano incomprensibili o troppo esasperate per poterle mettere in pratica. Quando l'apostolo Paolo ci dice di non cessare mai di pregare, sembrerebbe quasi che dobbiamo stare tutto il tempo della nostra vita in preghiera, in ginocchio a chiedere a Dio quello di cui abbiamo bisogno, sempre con gli occhi chiusi per non perde.re la concentrazione, sempre con le mani giunte perché così ci è stato insegnato. Forse non è proprio così! E allora cosa significa questa frase? Il significato va ricercato nella vita cristiana che ciascuno di noi ha deciso di vivere davanti alla presenza di Dio. Non cessare mai di pregare significa non smettere mai di essere in comunione con Dio, nel senso che mai possiamo ritenerci sufficienti senza il Suo aiuto e la Sua protezione. Il cristiano sa che tutto è nelle mani del Signore e che ogni cosa è sotto la Sua giurisdizione. RiconoscerLo nella propria vita vuol dire accettarLo come Creatore e Signore di ogni cosa che ci circonda. Avere comunione con Lui vuol dire farLo partecipe della nostra vita e confidarGli ogni minima ansia del nostro cuore.
"... Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!" (Genesi 4:7)
CIÒ CHE SEMINI RACCOGLI (II)
La semina sbagliata delle margherite è un esempio di come un piccolo sbaglio può causare gravi danni con conseguenze irreparabili. Il peccato, a volte, attrae. E non parliamo di grandi trasgressioni, di eventi da telegiornale, ma di piccoli peccati, picco.le disubbidienze. In fondo si inizia sempre con poco! I piccoli peccati possono anche far gioire, dare delle momentanee soddisfazioni, ma quando esso aumenta e ti accorgi che soffoca quanto di buono c'è nel tuo cuore, non resta che umiliarsi e chiede.re sinceramente perdono a Dio. Forse, però, il peccato commesso, agli occhi del Signore, ha già determinato delle pesanti conseguenze. E' difficile e faticoso estirpare il male alla radice, ma è necessario per essere completamente liberati. Dominiamo il peccato, non lasciamoci tentare nemmeno dalle piccole cose, ma confidiamo in Gesù. Solo Lui dona pace e amore. Siano benvenute le gialle margherite che abbelliscono e colorano la vita, ma lasciamole crescere nel posto loro assegnato da Dio.
"Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; poiché quello che l'uomo avrà seminato quello pure mieterà." (Galati 6:7)
CIÒ CHE SEMINI RACCOGLI (I)
Nei mesi che vanno da Aprile a Giugno, in molte zone di campagna, ma anche agli argini delle strade, in Sicilia, fioriscono delle belle margherite gialle. Marco, possedendo un pezzetto di terreno in cui sono piantati diversi alberi da frutta, degli ulivi e un roseto, pensò che sarebbe stato bello far crescere sotto gli alberi qualcuna di queste margherite. Era certo che avrebbe fatto presa su ogni tipo di terreno vista la loro natura selvatica; così ne raccolse una e la piantò. Il primo anno si rallegrò di quel giallo che rasserenava i cuori, il secondo anno un po? meno, il terzo cominciò a preoccuparsi e il quarto si pentì seriamente di aver piantato i fiori. Forse impiegò un po? di tempo prima di accorgersi del danno; le margherite avevano preso il sopravvento sopra ogni tipo di erba. Il loro gambo si era irrobustito così tanto da soffocare anche le piantine di buona verdura. Inoltre impiegò gran tempo e fatica ad estirparle perché fu necessario fare attenzione a non lasciare traccia di radici nella terra. Che semina sbagliata! (Continua)
"Io vi ho amati?, dice il Signore, ?e voi dite: «In che modo ci hai amati?».? (Malachia 1:2)
L'AMORE DI DIO
"Io vi ho amati!", questo dice ancora oggi il Signore a tutti gli uomini! La croce di Cristo ci parla di tutto l'amore di Dio, che ha donato Suo Figlio, affinché fosse ucciso al posto di tutti gli uomini peccatori. Ma oggi, chi riconosce che Dio ha amato il mondo? In questi giorni tutto il mondo è indaffarato, corre di qua e di là e non ha tempo per soffermarsi a riflettere sull?amo.re di Dio: "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). Proprio come in Israele, nel passato, Dio ci ricorda: "Io vi ho amati" e noi rispondiamo "In che modo ci hai amati?". Certamente il moltiplicarsi delle calamità naturali, il caos provocato dall'uomo, le malattie dovrebbero farci riflettere. Purtroppo l'uomo si pone solo la domanda: "Dov'è Dio, se permette queste catastrofi?" L'uomo con il suo agire è egli stesso causa di tante tragedie! L'amore di Dio per l'uomo, invece, non è mutato, continua ancora oggi ad offrire a ciascuno di noi la salvezza dell'anima in maniera gratuita. Ancora oggi Egli vuole prendersi cura di me e di te, se solo glielo permettiamo. Ancora oggi vuole donarci pace e gioia. Questo non è un grande amore?