Nell'anno della morte del re Uzzia, io vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio (Isaia 6:1)
VEDERE IL SIGNORE
Isaia fu in grado di parlare e scrivere da parte di Dio, assistette al dileguarsi di assedi militari nemici, vide malattie miracolosamente guarite. Eppure tali onori non dipesero dagli studi o dalle amicizie, né da un carattere forte o da favorevoli coincidenze. Qual è la fonte di tanta benedizione, come poté questo uomo realizzare tanta gloria di Dio nella sua vita? La risposta è alle radici, all’inizio della storia: Isaia incontrò il Signore! C’è ancora il modo per trasformare persone ordinarie in persone speciali. C’è bisogno, però, di un incontro personale con Dio. Cristo Gesù è venuto incontro all’umanità per permettere ai peccatori, privi della gloria di Dio, di riconciliarsi con Lui. Oggi Egli è a casa tua. Tu puoi svolgere un ruolo straordinario a casa, a scuola o sul lavoro. Se, aprendo gli occhi della fede, tu "vedi" il Signore ciò sarà possibile.
Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o avrà riguardo per l'uno e disprezzo per l'altro. Voi non potete servire Dio e Mammona (Matteo 6:24)
AMARE SOLO DIO
È, prima di tutto, questione di cuore. "Odierà o amerà", è questo il punto, "Infatti l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali" (I Timoteo 6:10). Oggi, più che al portafoglio, Dio parla al tuo cuore. Quando le ricchezze sono padrone del cuore non accettano condominio con alcuno: pretendono riguardo e cura, soffocando ogni altra priorità. Quante persone che posseggono modeste ricchezze hanno più riguardo per i loro miseri spiccioli che verso Colui che ha dato tutto per loro? Infine, è una questione di dipendenza. Dio vuole che i Suoi figli Lo servano e ciò è incompatibile con il materialismo. In Romani 6:16 è scritto: "Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite"? E tu oggi di chi sarai servo? Per chi avrai riguardo? A chi apparterrà il tuo cuore? Scegli Cristo, Egli è il tesoro più prezioso.
Mi ricordai allora della parola del Signore, che diceva: "Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo" (Atti 11:16)
UN’ESPERIENZA STRAORDINARIA
Pietro ricorda le parole di Gesù perché ode i nuovi credenti parlare in altre lingue. L’esperienza è riconoscibile da tale segno iniziale (cfr. Atti 10:44, 46). Qui non ci sono il vento che soffia o lingue di fuoco, come a Pentecoste, ma, come "al principio", vi è il "parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi". Ecco l’evidenza iniziale, un modello universale per la Chiesa (cfr. Atti 11:15). Il Signore aveva detto ai Suoi: "Rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza" (Luca 24:49). Se ciò fosse coinciso con esperienze soggettive in base a quale criterio essi avrebbero riconosciuto l’adempimento della promessa? Il battesimo nello Spirito Santo è per tutti i credenti, ma rimane un’esperienza definita: chi la realizza è certo di averlo ricevuto. La promessa è anche per te.
Poiché noi siamo senza forza, di fronte a questa gran moltitudine che avanza contro di noi; e non sappiamo che cosa fare, ma gli occhi nostri sono su di te! (2° Cronache 20:12)
NON SAPPIAMO CHE COSA FARE
Le parole del nostro testo sono una piccola parte della preghiera, ma molto indicative. Esaminando il proprio esercito e quello nemico, Giosafat dichiarò "siamo senza forze"; cercando possibili soluzioni aggiunse "non sappiamo cosa fare". Infine, confidando nell’Iddio di suo padre Davide disse: "Ma gli occhi nostri sono su te". Lo sguardo, cioè l’attenzione, l’attesa, la speranza del vero credente è sempre sul Signore. Spesso non abbiamo rimedi ai nostri affanni, ma possiamo presentarci con fiducia a Dio ed aspettare che Egli operi. Quando non sai che fare, prega il Signore. Quando sei assediato, non nasconderlo ai tuoi familiari per mostrarti forte, ma chiamali ad alzare con te lo sguardo verso il Signore per essere illuminati e fortificati dal Suo volto. Quando non sai cosa fare, confida nel tuo Redentore, non scappare dinanzi ai problemi, ma sappilo aspettare: Dio sa sempre come fare e quando intervenire!
C'è una via che all’uomo gli sembra diritta, ma essa conduce alla morte (Proverbi 14:12)
LA BUONA VIA
Per essere certi di non sbagliare direzione, ritrovandosi proprio in situazioni che si volevano evitare, bisogna procedere con attenzione e seguire il consiglio di Dio che dice: "Fermatevi sulle vie, e guardate, e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre!". Non angosciarti alla ricerca di un cammino piacevole ma studiati di conoscere dove conduce il sentiero che stai percorrendo. Alla conoscenza deve poi seguire l’azione: "…incamminatevi per essa"; qui è la vera saggezza, infatti, la Parola di Dio ci fa anche sapere che "Per l’uomo sagace la via della vita mena in alto, e gli fa evitare il soggiorno de' morti, in basso" (Proverbi 15:24). Caro amico, quale strada stai percorrendo? La buona via non è quella del piacere mondano, né delle rinunzie fini a sé stesse, ma è solo Gesù!
E voi, chi dite che io sia? Simon Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente (Matteo 16:15,16)
LA GIUSTA RISPOSTA
La risposta di Pietro esprime ben più di un punto di vista umano ed evidenzia la natura divina del Salvatore: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". Egli è l’eterno Figlio di Dio già prima della Sua miracolosa incarnazione. La Sua vita assolutamente pura da ogni presenza di peccato ha reso la Sua morte e risurrezione perfettamente efficaci ad espiare tutti i peccati degli uomini. Ma la domanda è rivolta anche a te: "Chi è Gesù?". La tua opinione su Lui è fondata sulla storia e sulla tradizione oppure è assimilata per fede dalla rivelazione biblica? L’opera di Cristo è per te soltanto un importante fatto storico o è una realtà spirituale che continua ad incidere nella tua vita? Dalla risposta che darai, dipende la tua sorte eterna. Non ridurre Gesù ad un maestro umano o ad un profeta del passato. Riconoscilo oggi quale Figlio di Dio, come tuo divino Signore e Salvatore. Credi in Lui e avrai la vita eterna.
Allora Lot uscì, parlò ai suoi generi… ma ai generi parve che volesse scherzare (Genesi 19:14)
NON ERA UNO SCHERZO
Ai generi di Lot giunse un messaggio di salvezza, ma gli sembrò inverosimile che Dio volesse distruggere delle pianure così fertili. Essi, quindi, prestando ascolto al loro senso comune, risero dell’avviso divino e non uscirono dalla città, finendo per condividerne la stessa sorte. Davanti alla giustizia di Dio sono colpevoli, sia chi L’offende con la condotta dissoluta e immorale, sia chi Lo schernisce con i ragionamenti presuntuosi della propria razionalità. I generi di Lot compresero troppo tardi che il suocero non aveva scherzato. Con la Parola di Dio, infatti, non si scherza… devi sempre prenderla sul serio. Dio, oggi, sta avvertendo anche te del giudizio imminente. Come reagirai? Rimanendo nel tuo quieto vivere, nel tuo pensiero ottimista o ritraendoti da tutto ciò che è sotto l’ira di Dio? Accetta la grazia di Dio. Egli ha dato il Suo Unigenito per la tua vita, non concentrarti su quel che devi lasciare, ma apprezza l’ineffabile dono divino.
L'infermo gli rispose: "Signore, io non ho nessuno che, quando l'acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me" (Giovanni 5:7)
SCONFIGGERE LA SOLITUDINE
"Io non ho nessuno…", è la malinconica dichiarazione di tanti che si ritrovano soli nei momenti in cui hanno più bisogno di avere qualcuno accanto. Si può vivere una solitudine spirituale, quando nessuno capisce le nostre crisi interiori né trova le parole per affrancarci dai sensi di colpa e riempire il vuoto della nostra anima. Vi è una solitudine morale, che genera un dolore inconsolabile e devasta l’umore, allontanando dagli altri ed ergendo barriere di incomunicabilità perfino tra i parenti più stretti. La solitudine è assaporata nel bisogno materiale, quando nessuno si prende cura di noi nelle nostre infermità e nessuno s’interessa ai nostri problemi. L’uomo paralitico giaceva nell’amara convinzione che sarebbe dovuto rimanere sempre da solo. Il Signore, però, è colui che infrange il muro della solitudine in ogni sua causa e forma. Oggi Gesù è venuto a te con lo stesso scopo. Invoca il Suo nome perché ti illumini con la Sua Parola e scaldi il tuo cuore con la Sua presenza.
Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebbe egli il Cristo? (Giovanni 4:29)
PAROLE CHE CONQUISTANO
I veri credenti pronunciano parole che conquistano, perché la grazia di Dio le accompagna e le rende più affilate di una spada per penetrare nell’intimo del cuore degli uomini. Esse convincono gli altri che la speranza di salvezza cui anelano è davanti a loro. Le parole che conquistano sono quelle dettate dallo Spirito Santo, quelle che tutti i credenti bramano pronunciare, perché sono le uniche che producono la salvezza delle anime. Queste dimorano in noi se stiamo nella presenza di Cristo dimenticando il ritmo frenetico di questo mondo infelice. Fermiamoci, lasciamo per un po’ la secchia (come fece la donna del nostro testo) dei nostri affari, dedicando del tempo ad ascoltare Gesù e saremo arricchiti da "parole che conquistano". Caro lettore, ascolta il messaggio dell'Evangelo, credi nel Signore Gesù, invoca la grazia e la misericordia di Dio ed Egli opererà nella tua vita conquistando il tuo cuore.
Confidate sempre nel Signore, poiché il Signore, sì il Signore, è la roccia dei secoli (Isaia 26:4)
LA ROCCIA DEI SECOLI
Inaccessibile per i nemici della fede, che s’arrampicano poggiando sui propri meriti e capacità, la Roccia dei secoli rimane un solido rifugio sempre pronto per chi confida nella grazia di Dio. Se il credente dovesse scivolare, potrebbe ancora sperimentare come il tempo non scalfisce l’efficacia del sacrificio di Cristo che non necessita di revisioni, poiché Egli "è lo stesso ieri, oggi, e in eterno" (Ebrei 13:8). Gli elementi del creato, anche i più solidi e imponenti, sono soggetti ad inevitabili trasformazioni; le rocce sono scavate da piogge, erose dai venti, polverizzate dal sole e dai ghiacci. La perfetta natura di Dio, però, non è limitata da fattori esterni. Egli non è soltanto Eterno, ma anche Immutabile. La Sua cura per noi non sarà mai invalidata da alcuna incognita. Chi confida in Lui non sarà mai deluso. Forse spieghi la tua sfiducia e il tuo crollo spirituale con l’aver subito colpi troppo violenti; se invece fossero state troppo deboli le fondamenta della tua fede?
Altro...
Signore, io non son degno che tu entri sotto al mio tetto ma dì soltanto una parola e il mio servitore sarà guarito (Matteo 8:8)
PROMESSA DI DIO
Si racconta che in Cina, i cristiani subivano delle dure persecuzioni. La polizia era autorizzata a sequestrare e bruciare le Bibbie. Un giorno furono bruciate le Bibbie e un credente riuscì a recuperare una pagina. Per molto tempo, la Chiesa di quella zona si trovò in possesso di quella sola pagina delle Scritture. La provvidenza di Dio permise che tra le parole contenute in quella pagina si trovasse la seguente promessa: "Io edificherò la mia Chiesa e le porte dell’Ades non la potranno vincere". La persecuzione continuò per anni, ma quell’affermazione divina fu sufficiente a rafforzare il cuore di quei fedeli, che grazie ad essa rimasero vittoriosi. Non lasciarti schiacciare da avversità che paiono forti e incessanti. Una sola parola pronunciata da Cristo basta a vincere innumerevoli voci nemiche. Il Signore ha una promessa adatta alla particolare situazione che stai vivendo: stendi la mano della fede e afferrala, strappandola al fuoco dell’incredulità che vuole distruggerla.
Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; (Efesini 6:18)
COMBATTERE IN GINOCCHIO
L’apostolo Paolo, chiudendo l’esortazione a fortificarsi nella potenza di Dio, esemplificata con le varie parti dell’armatura militare, non rappresenta la preghiera come uno degli elementi d’essa, ma la pone quale ulteriore sostegno, come la forza speciale utile ad indossarla efficacemente. Senza una quotidiana comunione con Dio, la cintura della verità scivolerà dai nostri fianchi, non trovando aderenza alla nostra condotta. Trascurando di confessare le nostre mancanze al Signore, la corazza della giustizia diverrà una pesante ferraglia per il cuore. Se non preghiamo che Dio guidi il nostro zelo, l’Evangelo che proclameremo recherà più confusione che pace. Privi della sincera ricerca della Luce divina per praticare la Sua perfetta volontà, la Scrittura sarà una spada spuntata nelle nostre mani. Chiudendo il cuore all’onniscienza divina, lo scudo della fede non potrà ripararci dai malvagi attacchi dell’avversario.
Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla, dopo averla purificata lavandola con l'acqua della Parola (Efesini 5:25, 26)
TI SEI LAVATO?
Pensiamo a quello che facciamo, per esempio, quando le nostre mani sono sporche: semplice, le laviamo. Certamente, puliamo le nostre mani più volte il giorno, anche quando non sono visibilmente sporche. Lo facciamo, quando le sentiamo unte, appiccicose o perché abbiamo toccato qualcosa che riteniamo poco pulito. La Bibbia ci accerta che ricevendo il Signore Gesù Cristo come nostro personale Salvatore, diveniamo puri ai Suoi occhi. L’efficacia espiatoria del Suo sacrificio ci lava da ogni peccato. La stessa Parola di Dio, non ci dice, tuttavia, che in seguito non potremo essere più macchiati dal peccato nella nostra vita. Il credente non è affetto da alcuna forma di mania per l’igiene. Egli è stato reso cosciente che durante il cammino della vita, la polvere fuligginosa di questo mondo potrebbe attaccarsi alla sua vita, tante cose potrebbero contaminare i suoi pensieri e la sua condotta. Una tale sporcizia non è facilmente rintracciabile dalla luce della coscienza umana.
Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini (1° Corinzi 15:19)
QUALE SPERANZA?
La speranza di molti uomini si basa esclusivamente su quello che vedono, che toccano con mano. Alcuni sperano in giorni o circostanze migliori è aspettano la svolta che purtroppo spesso si rivela un’amara delusione. Sono dei materialisti che affidano sé stessi e il proprio futuro all’incertezza delle ricchezze anziché a Dio che dona i Suoi beni gratuitamente. Altre persone nutrono una speranza superstiziosa nel Signore, nel senso che chiedono e s’aspettano i Suoi interventi, i miracoli e la Sua provvidenza, per soddisfare i propri desideri egoistici. Essi, quando le cose non vanno come desiderano, perdono ogni fiducia e le loro attese lasciano il posto al disincanto e all’amarezza. C’è una terza categoria di persone che, avendo fatto di Cristo il proprio Salvatore e Signore hanno trovato in lui la vera speranza. Il tesoro del vero credente è nel cielo, non qui sulla terra. Tu, da quale speranza sei animato?