“L’uomo è provato dalla bocca di chi lo loda” (Proverbi 27:21) (Proverbi 27:21)
ATTENTO ALLE LUSINGHE
La lusinga può sembrare un gesto di approvazione, come una pacca sulla spalla o parole che ci fanno sentire bene. Ma come dice Proverbi 29:5, “L’uomo che lusinga il prossimo gli tende una rete davanti ai piedi”. Chi lusinga spesso non ha buone intenzioni; la lusinga è un elogio vuoto, destinato a intrappolarci in un inganno. Mi viene alla mente la storia di quando Paolo e Sila erano a Filippi. Mentre predicavano, una donna li seguiva gridando a gran voce: “Questi uomini sono servi dell’Altissimo e vi annunciano la via della salvezza” (Atti 16:17). Sembrava una lode, una parola di riconoscimento per il loro ministero, ma in realtà era ispirata da Satana, per attirare l’attenzione su di loro e suscitare conflitti. La lusinga, anche quando sembra favorevole, può essere uno strumento per distogliere l’attenzione dal vero scopo di Dio nella nostra vita. Dobbiamo fare attenzione alle lusinghe, perché hanno lo scopo di alimentare l’orgoglio in noi. La Bibbia ci mette in guardia, poiché l’orgoglio precede la caduta, mentre l’umiltà precede la gloria (Proverbi 16:18). Rimani concentrato sul tuo obiettivo e cerca di camminare umilmente nelle vie di Dio, evitando le trappole delle lusinghe.
Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me... (Galati 2:20)
ARRENDERSI A DIO
Giovanni Calvino definì arrendersi a Dio con queste parole: “Non avere alcuna volontà, alcuna opinione propria e seguire il Signore dovunque Egli guida”. Per fare questo dovrai affrontare la tua paura maggiore: “Chi guiderà la mia vita?” Fa molto comodo avere Gesù sul sedile del passeggero quando vogliamo il Suo servizio. "Signore, ho un problema di salute e ho bisogno del Tuo aiuto. Sto attraversando delle difficoltà a lavoro e vorrei che ciò cambiasse. Mi sento ansioso e vorrei che Tu mi dessi tranquillità. Mi sento triste e vorrei un po’ di speranza. Sto per morire e vorrei la certezza del cielo”. Ma quando si tratta di lasciare il volante e far guidare Gesù, non siamo più così certi di volerlo fare, perché questo significa non avere più il controllo. Per esempio, se è Lui a guidare, non sei più tu il responsabile del portafogli. Non puoi dire: “Offrirò qualche volta, quando mi sento magnanimo, ma mi riservo il diritto di tenere quello che voglio”. Adesso sono soldi di Gesù. Quando lasci Gesù alla guida non sei più responsabile del tuo ego. Non hai più il diritto di soddisfare qualsiasi ambizione egocentrica. Adesso è la Sua vita. Non hai più diritti sulla tua lingua. Non puoi più metterti a fare pettegolezzi, adulare, plagiare, condannare, mentire, maledire, arrabbiarti, ingannare, intimidire, manipolare, esagerare e prevaricare. Non è più la tua bocca, è la Sua bocca. Dunque, ecco la domanda cruciale: Hai invitato Gesù per essere tuo compagno di viaggio o è Lui alla guida? La parola per te oggi è: arrenditi a Dio.
Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno avanti. (Filippesi 3:13)
ANNOTA; POI STRACCIA CIÒ CHE HAI SCRITTO!
Ci sarà sempre qualcuno che parlerà male di te, dicendo: "Non concluderà mai niente; i suoi genitori e nonni erano una nullità, lo sarà anche lui". A chi vuoi credere: a Dio o ai tuoi denigratori? La Scrittura afferma: "Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, sono diventate nuove" (2 Corinzi 5:17). Dio ti dice che, con la Sua grazia, dimostrerai ai critici che si sbagliano. Non dare retta alle loro previsioni negative. Smetti di farti influenzare da parenti, insegnanti, colleghi e "amici" che cercano di demoralizzarti. Rifiuta le critiche razziste e sessiste. Gesù disse: "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Giovanni 8:32). Rinnova ogni giorno la tua mente con la verità della Parola di Dio (Romani 12:1-2). Se sei stato insultato o trascurato, è tempo di lasciar tutto alle spalle e andare avanti. Quando Dio parla sulla tua vita, la Sua parola è già realizzata: "è cosa fatta!". Devi credere che sia già così, esprimerlo e vivere in questa nuova realtà ogni giorno. Se le parole di qualcuno lasciano cicatrici nel cuore e nella mente: (1) scrivile; (2) chiedi a Dio di aiutarti a perdonare; (3) straccia il foglio e butta i pezzi, "correndo verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù" (Filippesi 3:14).
Egli fece conoscere le sue vie a Mosè... (Salmo 103:7)
AMICI DI DIO (3)
Ascoltiamo ancora Mosè mentre parla con Dio: “Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, ti prego, fammi conoscere le tue vie, affinché io ti conosca... “ (Esodo 33:13). Il popolo d’Israele stava attraversando una crisi tale da mettere in discussione la propria relazione con Dio, e per che cosa pregò Mosè? Non disse: “Signore, devi risolvere la crisi per me!”, bensì “Fammi conoscere le tue vie affinché io ti conosca”. Aspirava a ben più di una conoscenza superficiale; voleva intimità con Dio: conoscere il Suo cuore e la Sua mente, ciò che Dio provava rispetto alla situazione e che cosa ne pensava. Perché mai? Perché conoscere Dio e avere il Suo favore avrebbe dato a Mosè tutto quello che gli serviva, compresa la soluzione della crisi. E Dio gli diede ciò che aveva domandato. “Egli fece conoscere le sue vie a Mosè e le sue opere ai figli d’Israele” (Salmo 103:13). Dio accolse la richiesta di Mosè dicendo: “La mia presenza andrà con te e Io ti darò riposo” (Esodo 33:14). Parla al singolare, Dio promise di accompagnare Mosè e dare riposo a lui soltanto. Chiunque altro avrebbe accettato di buon grado, non Mosè! La sua preghiera andava oltre la preoccupazione per sé stesso: “Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui” (v.15). In altre parole, stava dicendo: “Signore, non ti prego per me, ma per noi!” Prova a chiederti se le tue preghiere vanno oltre te stesso e i tuoi bisogni. Dice la Bibbia: “Perché Dio ha tanto amato il mondo” (Giovanni 3:16). Prega dunque che la tua famiglia, la tua città e il mondo perduto “non periscano, ma abbiano vita eterna”!
Io ti conosco personalmente e anche hai trovato grazia agli occhi miei... (Esodo 33:12)
AMICI DI DIO (2)
Abbiamo visto Mosè parlare a Dio come ad un amico, esprimendo sinceramente sentimenti e pensieri, e Dio voleva che fosse così. Ascoltiamo e cerchiamo di capire la loro conversazione. Quando Mosè disse: “Vedi, tu mi dici: “Fa salire questo popolo!” Però non mi fai conoscere chi manderai con me. Eppure mi hai detto: “lo ti conosco personalmente e hai anche trovato grazia agli occhi miei” (v.12), stava mettendo Dio di fronte alle Sue stesse parole. Forse ricordi qualche volta in cui hai detto al tuo sposo/a o amico/a: “Sei stato tu a dire di fare questo e quello”. Mosè stava esattamente ricordando a Dio ciò che aveva detto in precedenza. In verità Dio vuole che Gli ricordiamo in preghiera le Sue promesse. Non perché a Lui serva ricordare, ma perché serve a noi; inoltre la Sua Parola è l’unica che Dio è obbligato ad onorare (vedi Geremia 1:12). Quando pregando esprimi la Parola di Dio, preghi secondo la Sua volontà ed Egli ti ascolta. Memorizza la Scrittura in relazione ai tuoi bisogni e desideri. Esprimi le tue richieste rivestendole con le Sue promesse. Ad esempio, affermare: “Signore, hai detto che ogni cosa chiesta in preghiera, credendo di averla ricevuta, Tu la concederai” (vedi Marco 11:24), rafforza la tua preghiera. Più conosci la Parola di Dio, più la tua preghiera è conforme alla Sua volontà e tu ti sentirai più vicino a Lui. Tieni la Bibbia a portata di mano quando parli con Dio, cosi Egli può tradurre i tuoi pensieri nelle parole che vuole ascoltare in preghiera.
Or il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico... (Esodo 33:11)
AMICI DI DIO (1)
Se parli ad un amico sei rilassato e abbassi la guardia. Non servono formalità e buone maniere, puoi parlare liberamente senza temere di essere giudicato. Mosè e Dio parlavano cosi, due amici fidati e schietti. Esprimevano ciò che provavano e pensavano. Gli Israeliti avevano forgiato un vitello d’oro da adorare e Dio si adirò al punto da disconoscerli a favore di nuovi amici. Mosè era di fronte ad una situazione davvero critica e impegnò Dio in una conversazione molto seria. In parole povere gli disse: “Tu la vedi in un modo, io in un altro. E il tuo punto di vista mi mette a disagio”; uno scambio di battute franco tra amici. Non mancava di rispetto a Dio, gli stava aprendo il suo cuore. Mosè e Dio si conoscevano abbastanza bene da parlare “faccia a faccia, come col proprio amico”. Anche tu preghi così? Niente di impostato, solo una conversazione a cuore aperto con un amico fidato che ti conosce bene. È ciò che Dio voleva da Mosè, e anche da te! I clichès religiosi e la lista monotona delle richieste sono di ostacolo ad un incontro profondo e personale con Dio. Apriti a Lui, invece, parla nudo e crudo; sii onesto sul tuo passato, sui tuoi sentimenti, pensieri, desideri. Questo significa essere amici con Dio!
Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra... (2 Corinzi 4:7)
AMA LA TUA CHIESA (3)
I Cristiani non sono perfetti! Ecco perché: 1) Perché sono umani. Tuttavia, pienamente consapevole del nostro massimo potenziale e delle nostre inclinazioni meno elevate, Dio ci ama incondizionatamente. La Bibbia dice: “Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi.” (2 Corinzi 4:7). E indovina un pò? Ogni volta che incontri un tesoro stai urtando contro del vasi di terra. Un vaso di terra è solo un recipiente di terracotta e quando si rompe, è un vaso rotto! Questo non dovrebbe scoraggiarti, dovrebbe darti speranza e indurti a dire: “Se Dio può usare quel vecchio vaso di terracotta rotto, allora può usare anche me!" 2) Perché sono spiritualmente impoveriti. Si dice: "Quando le spese superano le entrate, il tuo stile di vita diventa la tua bancarotta". Succede alle persone meglio intenzionate tra noi. Nel Vecchio Testamento un soldato fu incaricato di portare un prigioniero a una certa destinazione. I suoi ordini furono chiari: “Perdi il prigioniero e perderai la tua vita”. Il soldato perse il prigioniero e pagò con la propria vita. Che cosa era successo? “Mentre il tuo servo era occupato qua e là, quell’uomo sparì” (1 Re 20:40). Quindi attenzione a non far impoverire la tua vita spirituale. 3) Perché spiritualmente dormono. Fu mentre Sansone dormiva che Dalila gli tagliò la ciocca di capelli e la consegnò ai suoi nemici. E fu quando i servi dormivano che un nemico seminò le zizzanie tra il grano e il raccolto si perse. Per due cose bisogna stare in guardia: il peccato e la giustizia. “Ridiventate sobri per davvero e non peccate” (1 Corinzi 15:34).
Se costoro non rimangono sulla nave. Voi non potete scampare... (Atti 27:31)
AMA LA TUA CHIESA (2)
Tutte le chiese hanno problemi e persone che li creano. È sempre stato così. Considera la chiesa dei Corinzi. Alcuni membri si ubriacavano durante la Santa Cena, altri non volevano frequentare se non c'era il loro predicatore preferito. Un giovane addirittura aveva un intrallazzo con la matrigna (Vedi 1 Corinzi 5:1). La domenica mattina accanto a te potrebbe sedersi gente molto disordinata e disadattata. Ma Dio continua a lavorarci perché vede il nostro potenziale valore nel Suo regno. Dopo avere scritto sui mormoratori, lamentosi, lussuriosi e su gli avidi, Giuda conclude la sua breve epistola con queste parole: “A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria” (Giuda 1:24). Noè non ha abbandonato l’arca per lo stesso motivo per cui tu non dovresti abbandonare la tua chiesa: non c’è alternativa migliore. Paolo e altri 276 uomini si trovarono in mezzo a una tempesta nella quale sembrava che nessuno potesse sopravvivere. Nonostante ciò egli disse loro: “Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potete scampare”. Questo significa che è sempre sbagliato lasciare una chiesa? No, ma assicuratevi che le motivazioni siano scritturali e non incentrate su motivi personali. Potresti dire: “Ma i sermoni del pastore sono troppo lunghi”. Paolo una volta predicò così a lungo che un ascoltatore seduto su una sedia al terzo piano si addormentò, piombò a terra e morì. E che cosa fece Paolo? Gli impose le mani, lo resuscitò, lo risistemò alla finestra e gli fece ascoltare il resto della predicazione! (Vedi Atti 20:9-11). Seriamente, se la tua chiesa ha problemi, non andartene, rimani là e prega. È così che le cose cambiano.
...Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei... (Efesini 5:25)
AMA LA TUA CHIESA (1)
Prima di criticare la tua chiesa, ricordati "...Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei.” Egli non ha abbandonato la Sua chiesa, perciò non abbandonarla nemmeno tu! E smettila di parlare così tanto di ciò che non ti piace. Se la tua chiesa fosse perfetta, saresti fuori luogo! Noè non navigò sulla Amerigo Vespucci, ma su una gloriosa nave da bestiame. Riesci a immaginare il rumore, la confusione e lo sballottamento di una nave durante una tempesta tanto grande da distruggere il mondo intero? E la puzza? Tutti quegli animali e solo una presa d’aria! Ma ecco il punto; tutti quelli dentro l’arca furono salvati, tutti quelli fuori morirono. Si racconta che un aristocratico si vantava del suo lignaggio e dei suoi antenati di sangue blu. Uno dei suoi ascoltatori, irritato sbottò; "Suppongo che i tuoi antenati fossero sull’arca con Noè!” “No”, replicò l’uomo, "La mia gente aveva la propria barca!” Fa sorridere, ma c’è solo un mezzo che ha garantito di entrare salvi nel porto del Cielo: la vecchia nave della salvezza. Qualche volta le cose ti danno la nausea in chiesa? Certo. Gesù rimproverò aspramente Pietro: “Vattene via da me. Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini." (Matteo 16:23). La cosa bella però è che quando vai in confusione, la stessa grazia che ha riabilitato Pietro ci sarà anche per te. Quindi la parola per te oggi è: ama la tua chiesa!
“Io mi alzerò e andrò da mio padre.” (Luca 15:18)
ALZATI!
Il giovane della parabola era attratto dalle luci ingannevoli di questo mondo. Desiderava il successo, cercava l’amicizia, sperava di trovare l’amore. Così, chiese al padre la sua parte di eredità e partì, convinto di poter costruire da solo la sua felicità. Ma presto si accorse che non tutto ciò che luccica è oro. Le sue ricchezze svanirono, le sue amicizie si rivelarono false, l’amore che cercava si trasformò in delusione. Ogni passo che faceva lo allontanava sempre di più da quel padre che lo amava davvero. E quando tutto crollò, quando si ritrovò sporco, affamato, solo, in mezzo ai maiali, qualcosa si accese dentro di lui: il ricordo della casa del padre. Fu allora che disse: “Io mi alzerò e andrò da mio padre.” Non aveva più nulla, se non la certezza che suo padre era l’unico che poteva accoglierlo. Forse anche tu hai inseguito sogni che si sono rivelati vuoti, hai cercato amore dove non c’era, hai investito in qualcosa che ti ha lasciato solo e deluso. Ma oggi Dio ti dice: alzati! Non restare lì dove sei, non lasciare che la vergogna ti tenga lontano. Il Padre ti aspetta a braccia aperte, pronto a rivestirti con una nuova veste, a metterti un anello al dito e sandali ai tuoi piedi. Vuole restituirti dignità, appartenenza, un futuro. Torna a Lui.
Altro...
Ma essi rifiutarono di fare attenzione... per non udire. (Zaccaria 7:11)
ALCUNI NON SI POSSONO AIUTARE (2)
Accettalo, alcuni non sono pronti per il cambiamento. Richiedono il tuo tempo e la tua energia, ma quando si arriva al dunque, non sono disposti a pagare il prezzo per migliorare. Chi sono queste persone? 1. Persone che vogliono parlare, ma non ascoltare. Giacomo presenta due tipi di persone: uditori e facitori. “Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi” (Giacomo 1:22). Invece di sforzarti senza sosta per rispondere ai bisogni degli altri, prova ad indirizzarli a Colui che può farlo. Dovrebbero dipendere da Dio, non da te. 2. Persone che non pensano che tu sia qualificato per aiutarli. Gesù non era rispettato nella Sua città natia, eppure la città avrebbe avuto bisogno proprio di Lui (vedi Giovanni 1:11-12). L’opportunità non sempre bussa alla porta; a volte rimane accanto, in attesa di essere riconosciuta! Quando le persone non vogliono accettare il tuo aiuto e il tuo consiglio, è probabile che non siano pronte per crescere e affrontare i loro problemi. 3. Persone che vogliono ciò che hai, ma non quello che sai. Queste persone vogliono essere salvate, ma non istruite; confortate, ma non corrette. E quando continui a lasciare perdere invece di insegnare loro come vivere, non le stai veramente aiutando. Davide disse: “è stata un bene per me l’afflizione subita, perché imparassi i tuoi statuti” (Salmi 119:71). Spesso le persone devono vivere il dolore che deriva da ciò che è sbagliato prima di comprendere la saggezza di ciò che è giusto. Quindi quando ti capita di aiutare le persone, abbi discernimento.
Essi non hanno dato ascolto (Geremia 32:33)
ALCUNI NON SI POSSONO AIUTARE (1)
Ci sono persone che non si possono aiutare, almeno non adesso. Nota cosa Dio disse degli Israeliti: “Sebbene io li abbia istruiti continuamente... essi non hanno dato ascolto per ricevere la correzione”. Ora, se alcuni non hanno seguito il consiglio di Dio, come seguiranno il nostro? Cerchiamo di capire chi di solito non può essere aiutato: 1. Le persone che cercano in continuazione delle scuse. Le scuse sono la stampella della mancanza di impegno e la copertura per l’auto-giustificazione. Non si può aiutare qualcuno fino a quando non è disposto a prendersi la responsabilità della propria vita e a mettere in pratica le soluzioni della Scrittura. Rifletti: se non ascoltano Dio, che pesò potrà mai avere la tua opinione? 2. Le persone che frequentano giri sbagliati. La Bibbia dice: “Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi” (1 Corinzi 15:33). Ci sono persone che semplicemente non appartengono alla tua vita e non puoi procedere finché non interrompi questi legami. Le compagnie che intrattieni influenzano la tua condotta e il tuo carattere, le due cose che determinano il tuo futuro. 3. Le persone che accusano Dio per i loro problemi. Di fronte alle difficoltà, la loro domanda è: “Perché Dio ha permesso che ciò accadesse a me?” In realtà non si può vedere Dio come la soluzione, fino a quando si continua a vederLo come il problema. Dio lo aveva espresso chiaramente al Suo popolo: “lo ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita” (Deuteronomio 30:19). Se non vuoi più essere scoraggiato, ama le persone e prega per loro, ma spendi il tuo tempo con coloro che vogliono essere aiutati.
Egli è stato manifestato per togliere i [nostri] peccati.... (1 Giovanni 3:5)
AFFRONTA IL TUO PECCATO
Quando rifiuti di affrontare i tuoi peccati, diventi un target ben evidente per il nemico. E se osservando altri concludi: "lo non farò mai una cosa del genere”, significa che non prepari alcuna protezione contro quel comportamento. “Chi pensa di stare in piedi guardi di non cadere” (1 Corinzi 10:12). Non avevi mai pensato di poterti arrabbiare così, o di avere l’amante, o di mentire al tuo capo, o di imbrogliare con le tue entrate, proprio perché non ritenevi di poterlo fare e non hai fatto nulla per proteggerti. Come è vero che i pesci nuotano e gli uccelli volano, la tua natura peccaminosa ti condurrà fuori rotta a meno che tu non la affronti con decisione e alla luce della Parola. Paolo scrisse: “Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balia della loro mente perversa, sì che facessero ciò che è sconveniente” (Romani 1:28). La cosa peggiore che Dio possa fare è lasciarti in bada dei tuoi istinti e dire: “Fai come vuoi!" è sorprendente come paragoniamo i nostri peccati ai peccati degli altri, concludendo che i nostri non sono poi così male. La Bibbia dice: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23). Se salti oltre un crepaccio profondo e non raggiungi il lato opposto per pochi centimetri o per tanti metri, vi cadrai comunque dentro e ti farai comunque male. C’è, però, una buona notizia: “Egli è stato manifestato per togliere i [nostri] peccati”. Oggi Gesù perdonerà i tuoi peccati, ti dichiarerà giusto e ti darà forza, se vai a Lui con il cuore pentito per ricevere la Sua misericordia e la Sua grazia.
Io... riprendo e correggo... (Apocalisse 3:19)
ACCETTA LA CORREZIONE DI DIO
La correzione di Dio ci rende umili dove è necessario. Possiamo rispondere in tre modi: 1) Ribellarci, 2) Razionalizzare e giustificarci, 3) Accettare la correzione e rimetterci in carreggiata. Un cambiamento reale può iniziare solo accettando questa verità: Dio ti ama incondizionatamente, per quello che sei. Senza questa premessa, continuerai a cercare di cambiare con le tue sole forze, nel vano tentativo di meritarti il Suo amore. In realtà, già possiedi questo amore, ma non ne sei consapevole. Molti pensano che accettare sé stessi significhi giustificare i propri difetti, ma non è così. Non puoi ricevere la correzione di Dio nel modo giusto senza riconoscere il Suo amore. Se manca questa consapevolezza, la correzione ti sembrerà un rifiuto e la disapprovazione del tuo comportamento sarà percepita come disapprovazione di te stesso. Per crescere spiritualmente, devi credere che Dio si impegni con te, specialmente quando ti guida in direzioni poco chiare. In quei momenti, è fondamentale avere fiducia nel Suo amore. L'apostolo Paolo era certo che nulla lo avrebbe separato dall'amore di Dio (Romani 8:39). Nell'Apocalisse, Dio afferma: "Tutti quelli che amo li riprendo e li correggo". La correzione è una chiara evidenza del Suo amore e della Sua approvazione. Preoccupati solo se non la ricevi! Se stai attraversando un periodo di correzione, rincuorati: Dio ha in serbo per te qualcosa di bello!