l ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro... (Proverbi 27:17)
CRESCITA PERSONALE (3)
Quando smetti di crescere, smetti di apprezzare i tuoi colleghi e i tuoi collaboratori. Nella maggior parte dei casi si tratta di un altro sintomo della mancanza di crescita, ed è direttamente collegato alla tua mancanza di influenza. Quando sei “quello che risolve i problemi”, tutti ti cercano. Tutti richiedono i tuoi consigli e la tua competenza per una miriade di problemi e di questioni. Ma quando smetti di crescere, l’attenzione si sposta su qualcun altro. La crescita personale mantiene la tua attenzione sulle persone e mantiene la loro su di te. Che cosa si può fare per mantenere una mente fresca? Prova con “l’impollinazione incrociata”. Le api passano la vita spostandosi da un fiore all’altro, portando il polline da una fonte all’altra. E qual è il risultato? La crescita! Siccome le api diffondono continuamente polline nei giardini, crescono più fiori e si ha un ambiente più bello. Nella vita, “l’impollinazione incrociata” significa sapere individuare preziose informazioni da fonti multiple e passarle, in vari modi, a persone diverse. Quindi, inizia a cercare risposte in luoghi insoliti. Paolo scrive: "Ti ricordo di ravvivare il dono... che è in te” (2 Timoteo 1: 6), altrimenti esso rimarrà sopito e tu ti annoierai. Dedica del tempo ogni giorno alla tua crescita personale. Scopri dove riesci a pensare meglio e recati in quel luogo regolarmente. Alzati prima, usa la tua pausa pranzo, spegni la TV la sera. Non importa il tempo né il luogo, la cosa importante è che tu mantenga l’abitudine. Eugene S. Wilson disse: “Solo i curiosi impareranno, e solo chi è risoluto supererà gli ostacoli all’apprendimento. Il quoziente di curiosità mi ha sempre interessato più del quoziente di intelligenza." Spesso l’innata curiosità sarà più significativa dell’intelligenza. Il punto è che devi impegnarti nella crescita personale per avere successo.
L'uomo saggio e pieno di forza... (Proverbi 24:5)
CRESCITA PERSONALE (2)
Un altro indicatore della tua esigenza di crescita personale è l’aver perso interesse per la tua carriera. Molte persone pensano che questo derivi dall’essere rimasto in un posto di lavoro troppo a lungo, o ad una crisi di mezza età. La verità è che la maggior parte di noi perde interesse per il proprio lavoro, perché non siamo più interessati a crescere. Considera chi sperimenta i più alti livelli di produttività e creatività. In generale, essi sono appassionati del loro lavoro e non si preoccupano tanto dei dettagli quanto piuttosto del “quadro generale”. Mentre coloro che li circondano si soffermano sui piccoli aspetti della routine quotidiana, le persone orientate alla crescita sono occupate a calibrare il loro tiro per fare centro e raggiungere l'obiettivo. Queste sono persone che crescono, imparano e ampliano le loro esperienze, persone che non perdono mai interesse per il proprio lavoro o nella vita. Coltivare arachidi sembra una cosa piuttosto noiosa, vero? Non per George Washington Carver! Egli le studiò, le sviluppò e scoprì centinaia di usi diversi. Divenne così famoso da essere invitato a Washington per spiegare il segreto del suo successo ad una commissione del Congresso. Ecco cosa disse loro: “Dio ha creato le arachidi, lo gli ho semplicemente chiesto di dirmi che cosa si potesse fare con loro, ed Egli me lo ha mostrato!” È così semplice. Passa tanto tempo ad aumentare la tua conoscenza e la tua esperienza, quanto ne trascorri per le cose banali di tutti i giorni, e vedrai se il tuo livello di interesse e l’entusiasmo non cambiano in meglio. La Bibbia dice: ”L’ uomo saggio è pieno di forza, chi ha scienza accresce la sua potenza.”
Perché la saggezza ti entrerà nel cuore, la scienza sarà la delizia dell’anima tua... (Proverbi 2:10)
CRESCITA PERSONALE (1)
La crescita personale porta ad una promozione. Fermati e guarda le persone nella tua chiesa, nella tua azienda o nella tua cerchia di amici. Il consulente aziendale W. Edwards Deming disse “L’apprendimento non è obbligatorio... come non lo è la sopravvivenza.” Nella cultura d’impresa, più alta è la tua posizione, meno dovrai “fare” e più dovrai usare il “pensiero critico". Pensa ad una sala conferenze aziendale durante una riunione importante. In genere, una squadra di “soldati semplici” siede attorno al tavolo con i computer portatili, ventiquattrore, cartelline di pratiche, mentre il presidente entra nella stanza portando molto poco con sé. Questo perché il manager non è stato assunto per usare un computer, rispettare delle scadenze o gestire dei file. È stato selezionato per la sua competenza e il potere delle sue idee. Le organizzazioni vogliono come leader le persone che hanno le idee migliori e di conseguenza le promozioni in genere vanno alle persone intraprendenti, uomini e donne che mostrano iniziativa e crescita. Allora inizia a creare nuove idee e vedrai che ti farai notare velocemente! Daniele iniziò come schiavo a Babilonia, sul gradino più basso della scala sociale. Ma fu presto promosso al servizio di Nabucodonosor. Questo perché il re era alla ricerca di persone con le seguenti qualifiche: “dotati di ogni saggezza, istruiti e intelligenti, capaci di stare nel palazzo reale per apprendere la scrittura e la lingua dei Caldei.” (Daniele 1: 4). Che sicurezza quel posto di lavoro!
“Io risposi: ‘Eccomi, manda me!’” (Isaia 6:8)
“ECCOMI, MANDA ME!”
Quando Dio chiamò Adamo dicendo: “Dove sei?”, lui si nascose. Anche noi, a volte, facciamo lo stesso. Sentiamo la voce di Dio che ci chiama, ma il timore prende il sopravvento: ci sentiamo indegni, incapaci, bloccati dai nostri errori. Isaia si trovò nella stessa situazione. Nei versetti precedenti cercò ogni scusa per tirarsi indietro, ma poi si arrese alla chiamata e disse: “Eccomi, manda me!”. Quelle parole risuonavano come un’eco profetica delle parole di Cristo, che venne mandato per noi, aprendo la strada affinché potessimo avvicinarci al trono della grazia. Nella Bibbia vediamo tanti uomini e donne che si sentirono inadeguati: Abramo, Ester, Giacobbe, Mosè, Davide. Ognuno di loro aveva limiti, paure e mancanze, ma tutti hanno risposto con fede alla chiamata di Dio. E oggi tocca a te. Non importa quali siano le tue debolezze o difficoltà. Dio non ti chiama perché sei perfetto, ma perché vuole usarti per il Suo scopo. Non nasconderti più. Avvicinati al trono della grazia e dì con fiducia: “Eccomi, Signore. Fai di me ciò che vuoi e mandami dove vuoi”.
Non temere (Genesi 15:1)
NESSUNA PAURA!
L’invito e l’esortazione che ci viene dalla Parola di Dio è prezioso e importante. Anche se siamo adulti possono essere tante le cose che ci spaventano: la preoccupazione di affrontare un nuovo giorno con le sue insidie, le varie difficoltà della vita, l’ansia per un problema che non si risolve, una risposta tanto attesa che non arriva, una malattia particolarmente grave, dei contrasti coniugali, un grosso problema famigliare. Anche oggi il Signore, attraverso la Sua Parola, quale Dio Onnipotente, rassicura dicendoti: “Non temere”. Caro lettore, anche se la situazione nella quale ti trovi è ingestibile e non sai che cosa fare, non avere paura, “non temere” di nulla perché è Dio che te lo dice, Lui è il Sovrano e si prenderà cura di te. Come sarà questo nuovo giorno? Ci saranno grossi problemi da dover affrontare? Ci troveremo sopra un letto di malattia? Noi non lo sappiamo! Dio, però, che conosce tutto, sarà sempre con noi, si prenderà cura della nostra vita e per la Sua grazia ci provvederà ciò che ci occorre operando per il nostro bene.
Al monte del Signore sarà provveduto (Genesi 22:14)
DIO PROVVEDERÀ!
Stilare una lista di quello che ci necessita ed elencare quelli che sono i desideri del nostro cuore richiederebbe sicuramente molto tempo e l’elenco sarebbe sicuramente incompleto. Quali sono in questo momento le tue necessità? Qual è il desiderio del tuo cuore? Certamente sono tante le cose di cui hai bisogno e alcune di esse sono urgenti, questo genera nella tua vita preoccupazione, ansia e sconforto. La certezza che ci viene dalla Parola di Dio è che Egli, il Padre celeste, conosce perfettamente chi siamo, che cosa ci necessita, quando e come operare per il nostro bene, provvedendo per ogni nostra necessità. Inizia questa nuova giornata chiedendo a Dio in preghiera quello che ti necessita, sottometti ogni cosa alla Sua volontà ed “Egli provvederà”. Anche in questo giorno “Dio provvederà” per te e la tua famiglia secondo le tue necessità in modo meraviglioso.
Ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annuncio (Atti 17:23)
LA RIVELAZIONE DI DIO
Ad Atene c’erano rappresentanti di diverse correnti filosofiche, tra gli altri epicurei e stoici. La città, inoltre, ospitava una sinagoga. Tuttavia, nonostante l’alto livello di cultura, gli Ateniesi confessavano la propria ignoranza e il desiderio di conoscenza, dedicando anche un altare “Al dio sconosciuto”. La risposta che l’apostolo Paolo diede, non fu un’altra corrente di pensiero, bensì la rivelazione di Dio. Egli, pur avendo dato testimonianza di Sé per mezzo della creazione, si è manifestato attraverso l’opera della redenzione, profetizzata nelle Scritture e compiuta dal Suo Figliuolo, Cristo Gesù. Il messaggio dell’Evangelo rivela un solo perfetto Creatore, un Redentore, un Mediatore fra Dio e gli uomini: Gesù Cristo. Non passare la vita ad ascoltare e investigare di tutto senza però mai cercare il vero Dio. Non puoi conoscerLo con la tua immaginazione o intelligenza, ma soltanto grazie al fatto che Egli stesso si rivela a chi veramente è assetato della verità. E tu lo sei?
Avendo fiducia in questo: che Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù (Filippesi 1:6)
AVERE FIDUCIA
Talvolta siamo presi dall’ansietà e cerchiamo di farcela da soli, ma sappiamo che con gli sforzi umani non si aggiungerà nulla di più alla nostra statura spirituale, anzi si perderà tempo prezioso. Se, invece, ogni giorno guardiamo al Signore ed a quello che Egli può fare, realizzeremo un continuo progresso nelle Sue vie. Il Signore stesso richiama l’attenzione del credente sul suo progresso, ma se alla fede subentra il desiderio di fare da soli, allora si scadrà nel fariseismo, che è il peggior nemico della santificazione. Il grosso rischio degli ansiosi è lo scoraggiamento, perché i tentativi umani sono, inevitabilmente, destinati a fallire e da questo allo scoraggiamento il passo è breve. Non è così per chi confida nel Signore, che cancella anche il vizio più incallito e toglie l’abitudine più assimilata. Il Signore ci aiuti a porre fiducia in Lui, così da permetterGli di portare a compimento l’opera Sua in noi.
Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano (Ebrei 11:6)
CERCARE DIO
Cercare è ben più che chiedere. Chi cerca Dio non è uno che si limita a "parlare" o a "piangere", ma è disposto all’azione. Chi s’accosta a Dio non si sente impoverito, interpretando i Suoi comandamenti come privazioni o insopportabili rinunce, ma è attirato dalla rimunerazione divina. Il vero credente che cerca Dio non mette in discussione la Sua esistenza; egli pone invece sotto esame la propria vita, studiandosi di realizzare la Sua presenza inestimabile. Caro lettore, forse questo è il tuo problema: non hai difficoltà a credere nell’esistenza di Dio, ma non riesci ad entrare in relazione personale con Lui né a sperimentare la Sua presenza nella tua vita. Se vuoi piacere a Dio, smetti di dubitare della Sua bontà, di volerlo sempre mettere alla prova chiedendo segni su segni. Se vuoi che Egli, metta la tua fede "in conto di giustizia" e ricompensi la tua ricerca, inizia a ringraziarlo per quello che ha già fatto per te, anzi per il dono ineffabile che il Padre ha provveduto per te: il Suo Figliolo Gesù Cristo!
Affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate (Luca 1:4)
CERTEZZE O OPINIONI?
Parlare di certezze oggi è sicuramente difficile, anche perché si è sempre meno disposti ad accettare verità oggettive che non lascino alcun margine ad interpretazioni. È ancora più difficile parlare di certezze, poi, nel campo delle esperienze religiose: esse sono viste piuttosto come degli "eventi soggettivi", molto personali e dunque non sottoposti a verifiche ulteriori. Questo atteggiamento, molto diffuso ai giorni nostri, tende a sottrarre le nostre esperienze dal controllo della verità della Parola di Dio. Tuttavia se si toglie alla Sacra Bibbia il ruolo di "sommo insegnante" in materia spirituale, si cadrà inevitabilmente nella confusione più inquietante. È necessario, soprattutto, per quanto riguarda le dottrine concernenti la fede cristiana, che siano fondate "unicamente" sulla Parola di Dio, così da sgomberare il terreno da ogni illusione e presunzione.
Altro...
Gesù rispose e le disse: Se tu conoscessi il dono di Dio (Giovanni 4:10)
IL DONO DI DIO
Ognuno di noi pensa di sapere quali sono i propri bisogni, e una volta soddisfatti tali bisogni, si pensa che tutto dovrebbe sicuramente andare per il verso giusto. La nostra società consumistica impone sempre nuove "necessità", tutte legate agli agi materiali. In realtà, il bisogno più profondo che abbiamo, è spirituale. Ciò che il Signore Gesù disse alla donna di Samaria lo dice, oggi, a ciascuno di noi: "Se tu conoscessi il dono di Dio!". Se ogni uomo avesse piena coscienza di ciò, non indugerebbe un solo istante per chiedere a Dio di essere dissetato. Non è un caso che Gesù oggi incrocia il tuo cammino; è questo il tuo tempo per essere salvato. Abbandona le "cisterne screpolate" della tua giustizia personale o della tua religione, ed apri la tua anima per ricevere l’acqua viva che sgorga dal Calvario e dalla croce. Essa produrrà in te una vita spirituale nuova ed abbondante, se soltanto sarai disposto a chiedere al Signore di dissetare l’anima tua.
Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo; perché è più forte di noi (Numeri 13:31)
CAPACI O FIDUCIOSI?
"Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo". Questa fu l'affermazione di dieci esploratori. Due di loro, invece, Giosuè e Caleb, dichiararono: "Il Signore è con noi; non abbiate paura" (Numeri 14:9). Il popolo, però, si lasciò condizionare dalla relazione della maggioranza, che anteponeva le avversità alle benedizioni divine e rifiutò di confidare nel Signore. L’errore di fondo fu di considerare la grandezza dell’impresa rispetto ai propri mezzi invece di valutarla alla luce della Parola e della potenza di Dio. Dipendere dalla ragione e dalle nostre forze, per realizzare le promesse del Signore rivela mancanza di fede nella capacità del Signore di adempierle. Persino i credenti più deboli possono compiere ciò che Dio ha preparato per loro, quando scelgono di confidare nella Sua potenza. Se vuoi onorare Dio, ricorda che Egli non cerca persone forti e capaci ma fiduciose e fedeli.
La parola del Signore era rara, a quei tempi, e le visioni non erano frequenti (1° Samuele 3:1)
ARIDITà SPIRITUALE
Samuele, trovò grazia agli occhi di Dio, perché aprì il cuore alla Sua Parola e fu attento nel compiere la Sua volontà (cfr. 3:9, 10). Si può usufruire di pari esposizione alla rivelazione divina, eppure sviluppare atteggiamenti opposti verso Dio ed il Suo volere. Dipende dalla disponibilità del cuore. In un tale contesto, infatti, Samuele rimase fedele al Signore, dimostrando che Egli parla, quando c’è chi L’ascolta. Il motivo per cui è raro trovare persone alle quali Dio parla quotidianamente non è mutato. La lettura della Bibbia è trascurata e la Sua volontà disattesa. Non hai diritto di reclamare che Dio non ti parla, se non sei disposto a concedergli la tua attenzione. Non vivere nell’aridità, ma ascolta il Suo invito: "Porgete l'orecchio e venite a me; ascoltate e voi vivrete; io farò con voi un patto eterno, vi largirò le grazie stabili promesse a Davide" (Isaia 55:3). Ascolta se vuoi vivere!
Felice, tutto spaventato, replicò: Per ora, vattene; e quando ne troverò l’opportunità, ti manderò a chiamare (Atti 24:25)
FELICE, L’INFELICE
Felice aveva un bel nome. I sinonimi sono: contento, beato, lieto, soddisfatto. Aveva un buon impiego, con uno stipendio invidiabile. Era procuratore romano della Giudea. La Scrittura però, lo presenta in ben altro modo: "Tutto spaventato". Perché era spaventato e agitato? Prima di tutto perché era soltanto curioso delle cose di Dio. Aveva chiamato l’apostolo Paolo per ascoltarlo, riguardo alla sua fede in Cristo, ma si era fermato lì. In secondo luogo, era avido e corrotto. Infatti, sperava di ricevere da lui del denaro (v. 26), e l’avido è condannato a perenne insoddisfazione. Infine, nella sua immoralità viveva una relazione illecita con una donna di nome Drusilla, avendola indotta a lasciare il legittimo marito. Caro lettore, sei veramente felice? Oppure, anche tu come il procuratore romano, continui a rimandare il tuo incontro con Cristo? Perché non apri con fede, oggi, il cuore all’Evangelo? Se lo farai sarai veramente felice!