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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

Guarda, Signore, vedi in che misero stato sono ridotta! (Lamentazioni 1:11)

LO SFOGO DELLA FEDE

Il libro delle Lamentazioni, scritto da Geremia, ci riporta al tempo della distruzione di Gerusalemme e alla deportazione di molti israeliti in Babilonia. Questo libro è una raccolta di preghiere fatte in tempo di dura prova, di disfatta, di perdita della casa, della città e del santuario. Esso è una vera e propria "lamentela" nei confronti di Dio per ciò che è accaduto, ma senza che diventi una protesta contro di Lui. La preghiera qui riportata è dettata da un cuore afflitto che non si ammutolisce di fronte alla difficoltà e al male, ma indirizza con fede la sua richiesta a un Dio che può intervenire. Non c'è rassegnazione in queste parole, bensì fiducia in un "Dio giusto". C'è malcontento, ma anche confessione del proprio peccato. C'è invocazione insieme all'accettazione della superiore volontà divina. Chi non sa gridare il proprio dolore e narrarlo apertamente dinanzi a Dio, come Gesù nel Getsemani, non sa "lottare" con Dio, che è caratteristica della vera fede. Il Signore non opprime l'uomo impedendo che apra la bocca, ma è sempre attento al grido del misero. Questa è vera preghiera, quando la fede non è soffocata né sconfina nell'irriverenza, ma trova in Dio il giusto sfogo!

Enoc camminò con Dio; poi scomparve, perché Dio lo prese (Genesi 5:24)

CAMMINARE CON DIO

C'è stato un tempo in cui Enoc ha cominciato a camminare con Dio, dopo aver generato il suo primogenito Metusela. La sua vita è divisa in un periodo di sessantacinque anni antecedente alla sua scelta e un periodo di trecento anni nei quali ha camminato con Dio, per un totale di trecentosessantacinque anni. Il cammino con Dio ha avuto un inizio preciso sulla Terra, è stato segnato da una precisa esperienza, quando quest'uomo ha incontrato il suo Creatore e ha stabilito un patto con Lui. Dopo Metusela, Enoc generò altri figli, dimostrando così di non aver vissuto come eremita nel mondo, ma con tutte le responsabilità di una famiglia. Lo scrittore dell'epistola agli Ebrei afferma che durante la sua esistenza egli fu gradito a Dio e poi, ribadendo il nostro versetto, afferma che Enoc per fede fu rapito senza che vedesse la morte. La sua vita e il suo rapimento costituiscono nella Bibbia il tipo del vero credente in Dio: un peccatore che incontra il suo Salvatore e da quel momento comincia a camminare con Dio, manifestando chiaramente i segni di una nuova vita. Infine, verrà il giorno in cui Gesù ritornerà dal cielo e prenderà tutti quelli che hanno creduto in Lui.

Io non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede (Romani 1:16)

LA POTENZA DI DIO

Tantissime persone non sono ancora salvate e non sanno di essere perdute per l'eternità. L'ateismo teorico conquista le menti delle nuove generazioni, quello pratico, costituito dalle persone che affermano di credere in Dio ma vivono come se non esistesse, è notevolmente maggiore. Se poi aggiungiamo gli individui che hanno idee errate intorno alla redenzione, allora il numero di chi non è salvato è veramente impressionante. Eppure, per essere sottratti alla morte spirituale occorre soltanto credere al Vangelo di Dio! In esso è rivelato l'amore di Dio verso tutti gli uomini, l'opera di Dio che ha dato Suo Figlio a morire per i nostri peccati è la condizione per essere salvati, la fede in Gesù Cristo. Caro lettore, non andare incontro all'eternità senza avere la certezza della tua personale redenzione, perché ciò corrisponderebbe ad essere perduto per sempre. Se non sei ancora salvato, perirai eternamente nelle sofferenze della condanna divina. Leggi il Vangelo, credi in Gesù, confessa i tuoi peccati, chiedi in Dio ché ha pietà della tua anima e sperimenta la salvezza.

Questa potente efficacia della sua forza egli l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo (Efesini 1:20)

L'IMMENSITÀ DELLA POTENZA DI DIO

L'apostolo Paolo prega accoratamente per i cristiani di Efeso affinché essi possano conoscere l'immensità della potenza di Dio. Questa conoscenza che l'apostolo desidera per gli efesini non si riduce a delle nozioni che si aggiungono al sapere dell'uomo, ma è profonda consapevolezza di ciò che Dio può fare nella vita dei credenti. La creazione è certamente una manifestazione della potenza di Dio visibile a tutti, eppure è alla risurrezione e all'esaltazione del Suo Figlio Gesù che Dio ha manifestata tutta la Sua potenza. Paolo esprime questo nei termini più forti che il linguaggio può trovare, parlando della Sua impareggiabile misura e usando tutti i possibili sinonimi. Il fatto straordinario, però, è l'uso di tutta questa forza nella vita dei credenti di Efeso, morti nei loro falli e nei loro peccati, che sono stati risuscitati spiritualmente e hanno ricevuto una vita nuova. Così tutti quelli che credono nel nome di Gesù realizzeranno la stessa potenza dello Spirito Santo che ha risuscitato Gesù Cristo dalla morte e saranno delle persone nuove.

Dio è la mia salvezza; io avrò fiducia, e non avrò paura di nulla (Isaia 12:2)

DIO È LA MIA SALVEZZA

È un canto di lode che il profeta Isaia mette sulle labbra del popolo d'Israele quando il Messia lo libererà da ogni oppressione e instaurerà il Suo regno. Il testo, però, interpretato alla luce del Nuovo Testamento, non ci parla soltanto dell'avvenire glorioso d'Israele, ma anche della salvezza meravigliosa che Dio ha provveduto per ogni uomo attraverso il Suo Figlio Gesù. La salvezza è presentata come liberazione dai nemici d'Israele, diventa quindi liberazione dai tanti nemici spirituali dell'uomo. Le tossicodipendenze, le fobie, i vizi sono appena alcune delle forme esteriori dei legami spirituali che tengono l'uomo schiavo. Cristo Gesù è il grande Salvatore che libera e dona gioia a quelli che credono in Lui, il Suo nome è: Dio che salva. Puoi dichiarare anche tu, Dio è la mia salvezza? Se non puoi farlo, Gesù è potente a salvarti, a liberarti da ogni nemico, da ogni paura o ansietà che può opprimere la tua anima; abbi fiducia in Lui e accettaLo come tuo personale Salvatore.

Metti la tua vita al sicuro: non guardare indietro e non ti fermare in alcun luogo della pianura; cerca scampo sul monte (Genesi 19:17)

METTI LA TUA VITA AL SICURO

Lot andò ad abitare a Sodoma dopo la lite tra i suoi pastori e quelli dello zio Abramo. La scelta di abitare prima nella pianura di Sodoma e in seguito nella città fu sbagliata, perché il peccato e l'immoralità erano molto diffusi in quella comunità. Dio decise la distruzione dell'intero territorio: oltre alle città di Sodoma e Gomorra, tutti gli abitanti, gli animali, l'intera vegetazione della pianura, affinché nei secoli rimanesse la testimonianza del giudizio divino sul peccato di queste città. I nostri giorni sono come quelli di tali città e un terribile giudizio sta per abbattersi su tutto il mondo corrotto. La visita degli angeli a Sodoma è la testimonianza dell'amore di Dio, il quale vuole che i peccatori si ravvedano e non periscano. Gli abitanti di quella città però non si pentirono del loro peccato, anzi, nella più completa cecità spirituale, non compresero che quelli erano messaggeri divini. Lot invece capì l'urgenza di quell'invito e cercò di convincere tutti i familiari a uscire fuori da Sodoma per salvarsi, ma, ahimè, ai generi parve che volesse scherzare. Come Lot, prendi sul serio la Parola di Dio, metti la tua vita al sicuro e corri verso il monte della salvezza.

I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori (Giovanni 4:23)

I VERI ADORATORI DI DIO

Gesù un giorno incontrò una donna samaritana al pozzo di Giacobbe. Certamente qualcosa di insolito per l'ora e la circostanza. Ma Colui che è venuto nel mondo per salvare i perduti, conosceva il bisogno spirituale di quella donna e non lasciò cadere quell'opportunità: parlò al suo cuore e mise in evidenza il suo stato spirituale. La samaritana riconobbe che aveva dinanzi un profeta, per la potenza della Sua Parola d'investigare i cuori e rivelare i peccati, e chiese di conoscere l'esatto luogo per adorare Dio, forse desiderosa da quel momento di avvicinarsi a Lui. Cristo rivelò che da quel momento non ci sarebbe stato alcun luogo speciale per rendere il culto a Dio. Ancora oggi, in qualsiasi luogo gli uomini possono farlo a condizione di adorare Dio in spirito, cioè in modo intelligente, senza riti o cerimonie irrazionali, con sincerità, come veri adoratori e non come persone che ripetono pratiche religiose per essere visti semplicemente dagli altri. Avvicinati anche tu con un cuore sincero al Signore e scoprirai che l'adorazione non è un peso opprimente o una vana litania meccanica, bensì un gioioso privilegio che permette di essere in comunione con Dio.

Ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione (Genesi 12:2)

LA CHIAMATA DI DIO

Dio chiamò Abramo, quando era in Mesopotamia, a uscire fuori dalla propria terra d'origine per farlo abitare nella terra promessa, per realizzare un piano glorioso. L'avventura di Abramo non è soltanto storia di un uomo benedetto dal Signore, ma l'inizio di un piano di redenzione universale. Da Abramo è nato Gesù, il Salvatore del mondo. Con Lui il piano di salvezza per tutti gli uomini si è adempiuto e la benedizione promessa al nostro patriarca è offerta a tutti quelli che credono che Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare l'uomo dal peccato e dalla morte eterna. La chiamata a salvezza è la stessa che Dio rivolge indistintamente a tutti gli uomini mediante l'Evangelo. Uscire dalla propria terra d'origine significa uscire fuori da un sistema di vita che rifiuta Dio; incamminarsi verso la terra promessa significa andare verso la salvezza e la vita eterna. C'è un disegno divino anche per la tua vita, perciò se oggi ascolti la Parola di Dio non indurire il cuore, ubbidisci alla Sua voce e troverai un avvenire glorioso ed eterno.

Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete fede, le otterrete (Matteo 21:22)

PREGARE CON FEDE

La Bibbia è piena di testimonianze di persone che hanno pregato e ottenuto quanto chiesto. Bisogna altresì asserire che tanti hanno chiesto senza ricevere. Il versetto di oggi ci da una risposta: se avete fede. L'incredulità è la causa principale del mancato ottenimento. Senza esaurire l'argomento, facciamo alcune considerazioni. Innanzitutto, dobbiamo domandare in preghiera, nessuna richiesta può essere disgiunta dalla personale comunione con Dio. In tale relazione con il Signore, non dovremo scervellarci per capire come Egli potrà compiere quanto gli chiediamo, ma riconosceremo quali cose rientrano nella Sua volontà. La lettura della Bibbia ci aiuta molto a discernere quel che torna alla gloria di Dio. Inoltre, dobbiamo avere fede e questa è un dono di Dio. Più ci accostiamo a Lui, più Lo conosciamo e più ci è facile credere che Egli può fare ogni cosa. Infine, dobbiamo realizzare di aver definitivamente ottenuto le cose che Dio ci ha donate, senza dubitare appena un pensiero o una circostanza sembrano dirci il contrario. Chiediamo tutte le cose di cui abbiamo bisogno credendo in Gesù e afferriamole insieme a tutta l'immensa grazia che Egli ci ha elargito!

Beato l'uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto (Salmo 32:1)

LA FELICITÀ DEL PERDONO

Il re Davide dichiara la beatitudine dell'uomo che ha ottenuto il perdono dei propri peccati. Il termine beato descrive la condizione di una persona felice, piena di gioia, che ha una perfetta pace interiore. In questo salmo Davide descrive un'esperienza molto infelice della sua vita: non è una grave malattia, la perdita di un congiunto, una grande sconfitta militare, bensì un dolore profondo che opprime la sua anima, che non lo fa riposare e agita la sua mente. Non sappiamo quanto tempo sia durata questa sofferenza però, a un certo punto, Davide comprende che la causa del suo malessere è il peccato e decide di confessarlo a Dio. Allora realizza il perdono e improvvisamente tutto cambia nella sua vita. La pace, il canto e il giubilo prendono il posto del dolore, dell'angoscia e della disperazione. Forse mentre leggi questa meditazione ti rispecchi nell'esperienza triste e dolorosa di Davide. Non rimanere prigioniero di questa condizione, chiedi perdono a Dio dei tuoi peccati ed Egli te lo darà e potrai realizzare in questo giorno stesso la vera pace e la vera felicità.

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