“...Questo è stato il tuo modo di fare sin dalla tua adolescenza...” (Geremia 22:21)
L'IMPORTANZA DELLE ABITUDINI
Un giovane pianista sognava di diventare un grande musicista, ma ogni giorno rimandava lo studio per dedicarsi ad altro. Diceva: “Quando avrò più tempo, mi allenerò seriamente”. Anni dopo, assistette a un concerto di un pianista famoso e rimase incantato dalla sua bravura. Dopo l’esibizione, gli si avvicinò e disse: “Darei la mia vita per suonare come te!”. Il maestro lo guardò e rispose: “Io l’ho fatto”. Le grandi conquiste non avvengono per caso, ma sono il frutto di una disciplina costante. Questo vale anche nella vita spirituale. Se persino Gesù, pur essendo Dio, disciplinava Sé stesso nella preghiera, quanto più dobbiamo farlo noi? La Bibbia ci dice che Gesù “si ritirava in luoghi solitari a pregare” (Luca 5:16) e che alcune volte passava intere notti sul monte a cercare il Padre. Non perché ne avesse bisogno in quanto Dio, ma perché, come uomo, ci ha lasciato l’esempio di una vita radicata nella comunione con Dio. Pregare ogni giorno, leggere la Bibbia con costanza e digiunare non sono semplici abitudini religiose, ma strumenti che rafforzano la nostra fede e ci trasformano. Molti vogliono una relazione profonda con Dio, ma senza mai coltivarla. La verità è che la tua crescita spirituale dipende dalle abitudini che scegli di mantenere. Se vuoi una fede solida, non aspettare il momento perfetto: inizia oggi, perché il tuo carattere spirituale si costruisce giorno dopo giorno, con piccole scelte che, nel tempo, porteranno grandi frutti.
Perché possiate distinguere sempre il meglio (Filippesi 1:10)
L’IMPORTANTE DELL’AUTODISCIPLINA
Un celebre ufficiale della Marina militare una volta disse: “Se vuoi avere successo nella vita, impara a rifarti il letto.” Sembra una frase semplice, ma racchiude in sé un principio fondamentale di autodisciplina. Cominciare la giornata con un piccolo gesto di ordine e cura non solo segna un inizio positivo, ma stabilisce il tono per tutto ciò che seguirà. Allo stesso modo, nella nostra vita spirituale, l’autodisciplina è la chiave per accedere alle benedizioni più grandi che Dio ha preparato per noi. Come afferma Isaia 1:19: “Se siete disposti a ubbidire, mangerete i frutti migliori del paese.” L’abbondanza spirituale che desideriamo dipende dalla nostra capacità di disciplinarci nell’applicare la Sua parola. Il nostro cammino verso il meglio che Dio ha in serbo per noi passa attraverso la dedizione quotidiana alla Sua volontà. Paolo stesso ci esorta: “Tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù” (1 Corinzi 9:27), ricordandoci che, per raggiungere le vette spirituali, è necessario un impegno costante e una disciplina ferma. Ecco che la vera crescita non arriva solo dall’aspirare a ciò che è celeste, ma dal mettere in pratica con determinazione e amore la parola di Dio, in ogni momento della nostra vita.
L’uomo buono lascia un’eredità ai figli dei suoi figli... (Proverbi 13:22)
L’EREDITÀ CHE BISOGNA LASCIARE.
Nel testo originale, la parola ebraica per “eredità” è נַחֲלָה (nachalá), che non indica solo un patrimonio materiale, ma anche una trasmissione di benedizioni e valori. Non si tratta soltanto di beni terreni, ma di un lascito più profondo: una porzione che ha valore eterno, assegnata da Dio stesso. Un uomo saggio e timorato di Dio si preoccupa di lasciare ai propri figli un’eredità solida. È certamente un bene provvedere per loro dal punto di vista materiale, trasmettendo case, proprietà e risorse che possano garantirgli una vita prospera e dignitosa. Tuttavia, c’è un’eredità ancora più preziosa di quella materiale: l’eredità spirituale. Se le due eredità possono coesistere, è una grande benedizione. Ma se dovessero entrare in conflitto, la priorità dev’essere sempre quella spirituale. Le ricchezze terrene sono necessarie solo per il sostentamento fisico, mentre l’eredità spirituale riguarda la salvezza dell’anima e apre le porte alle benedizioni e alla provvidenza di Dio. Quando un padre lascia ai figli la conoscenza del Signore, la Sua Parola e l’insegnamento della fede, sta consegnando loro qualcosa di eterno, che non si esaurisce con il tempo. E attraverso questa eredità, Dio stesso provvederà anche ai bisogni materiali, secondo le Sue promesse. Quale patrimonio stai costruendo per le generazioni future?
L’uomo buono lascia un’eredità ai figli dei suoi figli... (Proverbi 13:22)
L'AMMINISTRAZIONE DEI TUOI AVERI NON TERMINA ALLA MORTE
Molte persone non voglio scrivere il proprio testamento. A livello inconscio temono di morire non appena lo faranno. Ma questo non è in accordo con la Bibbia. Nelle Scritture, una lunga vita è una delle promesse di Dio per noi: “Il timore del Signore accresce i giorni” (Proverbi 10:27). Con questo in mente, ecco per te una domanda a cui rispondere con sollecitudine. Se dovessi morire domani, i tuoi soldi, la casa, i mobili, i vestiti e gli oggetti di valore andrebbero alle persone a cui avresti voluto? Sei sicuro? Il miglior modo per esserne sicuro è quello di sederti ora, mentre sei in buona salute e, a mente lucida, scrivere che cosa vuoi lasciare e a chi. Pensa anche alle tue liquidità. Vuoi lasciare una certa somma alla tua famiglia, alla chiesa, ad un ministero o ad una organizzazione benefica in cui credi? Se sì, contatta un avvocato ed assicurati di specificarlo in un documento legale. Non lasciare disordine, ciò significherà più lavoro legale, più tasse ed un lascito di delusione e confusione per i tuoi cari. La Bibbia dice, “L’uomo buono lascia un'eredità ai figli dei suoi figli”. L’amministrazione dei tuoi averi non finisce alla morte. Infatti, la parabola dei talenti che Gesù ci ha insegnato ci dice che saremo giudicati secondo come abbiamo impiegato ciò che ci era stato affidato in questa vita (vedi Matteo 25:15). Non tralasciare questa questione, occupatene subito!
Chi va con i saggi diventa saggio, ma il compagno degli insensati diventa cattivo. (Proverbi 13:20)
L'AMICIZIA (3)
Si racconta di un contadino tormentato ogni giorno da uno stormo di corvi nel suo campo di grano. Stanco della situazione, caricò il fucile e si avvicinò di nascosto, deciso a sparare. Il contadino aveva anche un pappagallo socievole, che, vedendo i corvi, volò verso di loro nel tentativo di fare amicizia. Ignaro della presenza del pappagallo, il contadino prese la mira e sparò. Corse poi per controllare quanti corvi avesse colpito, ma trovò il suo pappagallo a terra, con un'ala spezzata e il becco scheggiato, ma ancora vivo. Lo raccolse teneramente e lo portò a casa, dove i figli accorsero per vederlo. Vedendo il pappagallo ferito, chiesero in lacrime: "Papà, cosa è successo?". Prima che potesse rispondere, il pappagallo esclamò: "Ecco cosa succede se vai in giro con la gente sbagliata". Non si può essere nel posto giusto, al momento giusto, a fare la cosa giusta se si è con le persone sbagliate. In qualità di genitori, è fondamentale insegnare questo ai propri figli. Monitora l'uso di internet e proteggili dai predatori che cercano “amici” online. Se non sai nemmeno accendere un computer, impara! Le storie di bambini feriti e traviati online si moltiplicano. Se questo ti sembra urgente, è perché lo è!
Ma c'è un amico che è più affezionato di un fratello. (Proverbi 18:24)
L'AMICIZIA (2)
Per avere un buon amico, bisogna essere un buon amico. Un poeta anonimo scrisse: "Uscii per trovare un amico, ma non riuscii a trovarlo; uscii per essere un amico e gli amici erano ovunque". L'amicizia non richiede una personalità dinamica; anche le persone timide e riservate possono essere amichevoli. È quasi impossibile non avere amici se si è aperti. E l'opposto è vero: chi detesta molte persone è spesso il più detestato. Più si è piacevoli, più si è inclini ad apprezzare gli altri e a essere apprezzati. Ecco cinque modi per fare amicizia: (1) Mantieni il contatto visivo; quando parli, guarda negli occhi. (2) Sorridi! Occorrono settantadue muscoli per il cipiglio, solo quattordici per sorridere, e un sorriso scalda i cuori e incoraggia la conversazione. (3) Chiama le persone per nome; gli sconosciuti sono tali, ma gli amici sono conosciuti. (4) Parla degli argomenti preferiti degli altri: loro stessi. (5) Offri un incoraggiamento, un complimento o un gesto di cortesia. Se trovi una persona con questi tratti, hai trovato qualcuno di amichevole.
Chi ha molti amici può esserne sopraffatto. (Proverbi 18:24)
L'AMICIZIA
Il tuo successo nella vita dipende principalmente dalla capacità di stabilire e mantenere relazioni con le persone giuste. Secondo un rapporto dell'American Management Association, duecento dirigenti concordano che l'abilità più importante per chi guida è quella di andare d'accordo con gli altri, ritenendo questa qualità più significativa dell'intelligenza, delle decisioni e della preparazione professionale. Pochi di noi riescono ad avere amici sinceri; Salomone ci avverte: "Chi ha molti amici può esserne sopraffatto". L'amicizia richiede tempo, energia e sacrificio, e non tutti i cosiddetti amici si rivelano tali. Geremia avvisava il re Ezechia: "I tuoi amici ti hanno incitato e ti hanno vinto; i tuoi piedi sono affondati nel fango" (Geremia 38:22). I falsi amici possono tradirti, come fece Giuda con Gesù. Una buona regola è: "Sii amico di tutti, ma non avere tutti come amici". Salomone afferma: "Il giusto indica la strada al suo compagno, ma la via degli empi li fa smarrire" (Proverbi 12:26). Charles Spurgeon sottolinea che un uomo si riconosce dalle compagnie che evita e da quelle che mantiene. La parola ebraica per 'scegliere' è tur, che nel Vecchio Testamento indica un esperto che esplora. Quindi, esplora e valuta le tue amicizie. Se ti senti solo, ricorda le parole di George Washington: "Meglio soli che male accompagnati".
Un libro è stato scritto. (Malachia 3:16)
L'ALBO D'ONORE DELLE MADRI
È possibile che in cielo ci sia un "albo d'onore delle madri", che elenchi le madri fedeli che hanno pregato giorno e notte per i loro figli e nipoti? Forse, ma sappiamo che Dio onora le madri che onorano Lui! Egli rispose alle preghiere di Anna, donandole un figlio che divenne profeta e guida della nazione d'Israele. L'apostolo Paolo scrive a Timoteo: "Ricordo la tua fede sincera, che abitò prima in tua nonna Loide e in tua madre Eunice, e sono convinto abiti anche in te" (2 Timoteo 1:5). La Bibbia afferma che Dio tiene traccia: "Allora quelli che temono il Signore si parlano l'un l'altro; il Signore ascolta e un libro è stato scritto per conservare il ricordo di coloro che temono il Signore e rispettano il Suo nome." Giovanni scrive: "E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro, il libro della vita; e i morti furono giudicati secondo le loro opere" (Apocalisse 20:12). Susanna Wesley ebbe diciannove figli (nove morirono da piccoli) e pregava un'ora al giorno per ciascuno di loro. Le sue preghiere furono esaudite: uno dei suoi figli, John, portò un risveglio spirituale in Inghilterra e fondò la Chiesa Metodista. Non sappiamo se ci sarà un albo d'onore per le madri in cielo, ma una cosa è certa: quando le madri pregano, Dio ascolta e le vite vengono cambiate. Quindi, non smettere di pregare per i tuoi figli, mamma.
Dio... chiama all’esistenza le cose che non sono. (Romani 4:17)
KILLERS DI SOGNI (3)
Quando osi sognare, Dio, che "chiama all’esistenza le cose che non sono”, è all’opera dentro di te. Ma c’è un terzo killer di sogni che devi sconfiggere: la mediocrità. Un sogno donato da Dio ti spingerà sempre oltre; non puoi realizzarlo restando nella tua zona di comfort. Le due cose sono incompatibili. Quando accetti la mediocrità, tendi a giustificarti dando la colpa agli altri, alle circostanze o al sistema. Ma la verità è che la mediocrità è sempre una scelta personale. Senza un sogno che ti spinga avanti, rischi di lasciare che la vita ti scorra via senza significato. L’autore Kenneth Hildebrand scrive: "Il più povero di tutti gli uomini non è colui che non ha un soldo, ma colui che non ha un sogno. È come una grande nave fatta per l’oceano, ma che prova a navigare in un laghetto. Non ha porti lontani da raggiungere, nessun orizzonte, nessun carico prezioso da trasportare. Le sue giornate sono riempite da routine e piccolezze. Non c’è da stupirsi se si sente insoddisfatto, frustrato e senza direzione. Una delle più grandi tragedie della vita è una persona con un grande potenziale, ma che si accontenta di vivere al di sotto delle sue possibilità.” Se senti che la tua vita è più vicina alla mediocrità di quanto vorresti, sogna di più! Niente ti sbloccherà dalle abitudini come un sogno ispirato da Dio. Se non ne hai ancora uno, chiedilo a Lui: può dartelo in un istante o nel tempo, ma lo farà.
[Abraamo] sperando contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni. (Romani 4:18)
KILLERS DI SOGNI (2)
Il secondo killer di sogni è la delusione, il divario tra aspettative e realtà. Sicuramente lo hai vissuto: desideri insoddisfatti, speranze infrante, dolore. Mark Twain disse: “Dovremmo estrarre da un’esperienza solo la saggezza in essa contenuta e fermarci lì.” Quando qualcosa va storto, spesso diciamo: “Non lo farò mai più!” Errore! Specialmente per i sogni. Il fallimento è spesso il prezzo del successo. A volte devi affrontarlo più volte prima di realizzare il tuo sogno. Abramo fu chiamato a far nascere una nazione, ma nell’attesa generò Ismaele, creando una situazione difficile. Tuttavia, non smise mai di credere. La Bibbia dice: “Davanti alla promessa di Dio non vacillò... ma fu fortificato nella fede” (Romani 4:20-21). Devi fortificare la tua fede ogni giorno leggendo la Parola, pregando e ricordando che nulla è troppo difficile per Dio (Geremia 32:17).
Altro...
Il sognatore arriva! ... Uccidiamolo (Genesi 37:19-20)
KILLERS DI SOGNI (1)
Nei prossimi giorni esamineremo alcuni "uccisori di sogni", iniziando con lo scoraggiamento. Un esperimento condotto con delle scimmie lo illustra bene. Quattro scimmie furono messe in una stanza con un palo al centro, in cima al quale c'era un mucchio di banane. Ogni volta che una scimmia cercava di arrampicarsi, veniva colpita da una secchiata d’acqua fredda. Dopo vari tentativi, tutte rinunciarono. Successivamente, una scimmia fu sostituita con una nuova. Appena provò a scalare il palo, le altre la trascinarono giù. Dopo alcuni tentativi falliti, smise di provarci. Una dopo l'altra, tutte le scimmie iniziali furono sostituite, ma ogni nuova arrivata veniva tirata giù dalle altre. Alla fine, nessuna delle scimmie presenti aveva mai ricevuto l'acqua fredda, ma nessuna provava a scalare il palo. Seguivano semplicemente ciò che avevano visto fare agli altri, senza sapere il perché. Quando Dio diede a Giuseppe un sogno di grandezza, i suoi fratelli si risentirono e dissero: "Il sognatore arriva! Uccidiamolo." Ti è mai capitato che qualcuno tentasse di spegnere il tuo sogno? Non arrenderti. Con Dio non è mai troppo tardi per iniziare a sognare o per realizzare ciò che Lui ti ha dato.
“Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche.” (Filippesi 4:6)
INVECE DI PREOCCUPARTI, PREGA
Un insegnante della Bibbia scrive: “Oggi le pressioni della vita ci hanno intrappolati in uno dei peccati più accettati, ma anche più logoranti: l’ansia. Probabilmente ti svegli al mattino, ti alzi dal letto e, prima ancora di fare qualsiasi cosa, ti carichi sulle spalle quello zaino pesante fatto di preoccupazioni. Non hai ancora rivolto una preghiera a Dio, ma hai già addosso il peso dell’ansia. Che pessima abitudine! Marta viveva la stessa frenesia. Presa dai suoi impegni, correva avanti e indietro, convinta che tutto dipendesse da lei. Ma Gesù le disse: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma una sola cosa è necessaria.” (Luca 10:41-42). Quante volte siamo come Marta? Ci affanniamo, ci riempiamo di pensieri, cerchiamo di tenere tutto sotto controllo, dimenticando che la vera soluzione è stare ai piedi di Gesù. L’ansia non risolve nulla. Ci toglie pace, ci prosciuga di energie e, se la lasciamo crescere, ci travolge. Gesù ci ricorda: “E chi di voi può, con la propria ansietà, aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?” (Matteo 6:27). Allora, qual è la soluzione? La Bibbia è chiara: “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche.” (Filippesi 4:6). Non sprecare energie preoccupandoti. Prega.
Ti ho supplicato con tutto il cuore... (Salmo 119:58)
INIZIA A SUPPLICARE DIO PER RICEVERE IL SUO FAVORE
Ricevere l’aiuto e l’approvazione di Dio per un breve istante vale più di una vita intera trascorsa a lottare. È stato il favore di Dio a far diventare Ruth, vedova indigente, la moglie del ricco Boaz. Il favore di Dio rese Ester una regina, in grado di salvare il popolo Ebraico. Camminando col favore di Dio, vedrai nuove opportunità aprirsi davanti a te, le persone giuste ti verranno incontro, scoprirai idee, strategie e risorse in luoghi inaspettati. Significa forse anche che non incontrerai opposizione? No, la incontrerai. Se fai qualcosa che vale, devi aspettarti critiche severe da parte di chi non conosce i segreti del progetto di Dio per la tua vita. Ma è scritto nella Bibbia: "Il cuore del re, nella mano del Signore, è come un corso d’acqua; Egli lo dirige dovunque gli piace" (Proverbi 21:1). Così come cambia la direzione di un corso d’acqua, Dio dirige il cuore delle persone in tuo favore, persone che avrebbero potuto respingerti o non notarti nemmeno. Salomone scrive: "Quando il Signore gradisce le vie di un uomo, riconcilia con lui anche i suoi nemici” (Proverbi 16:7). Di conseguenza, se qualcuno è in disaccordo con te o si oppone, tu concentrati esclusivamente sulla decisione di piacere a Dio e lascia che sia Lui ad occuparsi dei cattivi risultati. Ricorda che Dio continua l’opera da dove l’hai abbandonata. Può riversare su di te benedizioni che, umanamente parlando, non meriti e non sei qualificato a ricevere. Proprio come lo Spirito Santo ha reso Gesù in grado di compiere la missione della Sua vita, così ti darà le capacità per compiere il Suo progetto per la tua vita (leggi Luca 4:18-19). Smetti di fare il possibile per ottenere risultati secondo la tua volontà e inizia a supplicare Dio per ricevere il Suo favore. Te lo ha promesso, Egli mantiene le promesse.
Il paese che il Signore, il vostro Dio, vi dà perché lo possediate... (Giosuè 1:11)
INIZIA A RINGRAZIARE DIO
Quando Dio dice di averti “dato” qualcosa, significa che il tuo nome è sul titolo di proprietà. Quando ti dice di “prenderne possesso”, potrebbe significare che devi combattere per quella cosa. Se non lo fai, non riceverai quello che ti ha promesso. Proprio ora, forse, molti vivono “nella casa dei tuoi sogni” o hanno “il lavoro dei tuoi sogni”. Non averne a male! Rallegrati! Dio può fare la stessa cosa per te! Se sei stanco di parlare delle cose che non hai, alzati e perseguile. E quando saranno tue, ricordati che non è perché sei stato saggio e straordinario, ma perché Dio te le ha donate (Deuteronomio 8:18). La Bibbia scrive che Egli ci dona “tutto ciò che riguarda la vita” (2 Pietro 1:3). Ma si deve ricevere la promessa interiormente, prima di sperimentarla esteriormente. La tua sfida, ad esempio, potrebbe essere di credere in spirito di essere stato guarito prima di vedere fisicamente la guarigione. Solo perché una cosa non è Immediatamente evidente, non significa che non accadrà. Per esempio se noi chiediamo a Dio una quercia, Egli ci dà una ghianda. A questo punto pensiamo che Dio non abbia udito e risposto alla preghiera. No, la quercia è nella ghianda; è solo una questione di tempo prima che ciò che è all’interno sbocci. Qualsiasi cosa Dio ti abbia promesso, il seme è già dentro di te. Innaffialo, nutrilo e non permettere a nessuno di sradicarlo con scetticismo. In altre parole, inizia a ringraziare Dio per ciò che sta per fare nella tua vita.