L’altissimo domina sul regno degli uomini e lo dà a chi vuole... (Daniele 4:25)
HA IL MONDO INTERO NELLE SUE MANI
Come credente della Bibbia, queste tre parole non dovrebbero essere nel tuo vocabolario: fortuna, coincidenza e sorte. Sostituiscile con la parola provvidenza, che significa: “vedere in anticipo e provvedere". La Confessione di Fede di Westminster, scritta nel XVII secolo, dichiara: “Dio, grande Creatore di tutte le cose, sostiene, dirige, dispone e governa tutte le creature e tutte le cose, dalla più grande alla più piccola, con la Sua provvidenza assolutamente saggia e santa, secondo la Sua infallibile prescienza”. È Dio ad avere il controllo, non noi! Che ne è della volontà umana allora? Non possiamo agire indipendentemente? Il teologo Dr. R. C. Sproul scrisse: “La sovrana provvidenza di Dio è al di sopra delle nostre azioni. Egli esercita la Sua volontà attraverso le azioni scaturite dalla volontà umana, senza violare la libertà di quella stessa volontà”. Pensa a Giuseppe. I suoi fratelli cercarono di distruggerlo, ma i loro sforzi lo portarono sul trono d’Egitto, adempiendo la volontà di Dio. In seguito, Giuseppe disse: “Voi avete pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene” (Genesi 20:20). L'odioso atto di Giuda contribuì all’avverarsi di uno degli eventi più straordinari mai accaduti: l’espiazione da parte di Cristo dei nostri peccati sulla croce. Sei confuso per via di ciò che accade intorno? Uno dei motivi è perché utilizziamo circa il 10 per cento del nostro potenziale mentale. In più, Paolo specifica che ora “conosciamo in parte". (1 Corinzi 13:9) Quando andremo in cielo, Dio ci spiegherà ogni cosa, o forse no. Fino ad allora, fidati di Lui. Gioisci, ha il mondo intero nelle Sue mani, te compreso!
Non avrai da temere lo spavento improvviso (Proverbi 3:25)
GLI ATTACCHI DI PANICO
La Bibbia chiama gli attacchi di panico “spaventi improvvisi”. Il respiro si blocca, le mani sudano, il petto si stringe e ti senti sopraffatto, senza forze. È una sensazione che paralizza, spesso legata alla paura di ciò che potrebbe accadere, all’ansia per il futuro. Ma la Parola di Dio ci mostra una verità potente: il Suo amore perfetto scaccia via ogni paura. Non sei solo, perché le braccia eterne del Signore ti sorreggono sempre. “Il Dio eterno è il tuo rifugio e sotto di te stanno le braccia eterne” (Deuteronomio 33:27). Quando l’ansia prende il sopravvento, la cosa migliore da fare è fermarsi e riconoscere che Egli è Dio. Respirare profondamente aiuta, sì, ma il respiro migliore è la preghiera: gettare il nostro peso su Gesù, come ci insegna Pietro, e dichiarare con fede che per la grazia di Dio possiamo farcela. Paolo stesso diceva: “Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13). Quindi, quando arriva quel senso di paura improvvisa, ricorda questa promessa: “Quando ti coricherai non avrai paura, starai a letto e il tuo sonno sarà dolce. Non avrai da temere lo spavento improvviso… perché il Signore sarà la tua sicurezza” (Proverbi 3:24-26).
Siate pronti; perché all’ora che non pensate, il figlio dell’uomo verrà... (Matteo 24:44)
GESÙ RITORNA!
Gesù ci ha avvisato: “Molti falsi profeti sorgeranno, e sedurranno molti” (v.11). Ci sono stati predicatori d’alto profilo della nostra generazione che hanno fissato date per la seconda venuta di Gesù, e la stampa si è sempre buttata a capofitto. Ciò premesso, resta il fatto che davvero Gesù ritornerà! Ci sono oltre 300 riferimenti nella Scrittura. Scrive Charles Swindoll: “I critici l’hanno negato; i cinici deriso; gli studiosi ignorato; i teologi liberali hanno cercato di spiegarlo (lo definiscono “ri-pensarlo”); i fanatici lo hanno distorto. E motti hanno chiesto, sarcastici: “Dov’è la promessa della sua venuta? (vedi 2 Pietro 3:4)”. Il ritorno dì Gesù è sempre stato attaccato, usato impropriamente e negato. Eppure, esiste e resiste, solido come la roccia ed offre una speranza autentica nel bel mezzo di disperazione e incredulità. Ti chiederai: “Che cosa dovrei fare nell'attesa?" Innanzitutto, devi capire che cosa non fare. Non perdere tempo scrutando il cielo per scorgere la nuvola del rapimento o cercando di udire il suono della tromba. Non lasciare il tuo lavoro, non calcolare date, usa invece il tempo per comportarti in modo consono. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, ma lavora come se Gesù non dovesse tornare prima di almeno dieci anni. Spargi il tuo “sale” e rifletti la tua “luce" ovunque vai (vedi Matteo 5:13-16). Prevedendo il giorno del Suo ritorno, rimani equilibrato, allegro, avvincente, impegnato, fedele e saldo. Se non sei certo di essere pronto, acquista immediatamente il tuo biglietto! Finché sono disponibili, sono gratuiti. Sii saggio, non rimandare! A cosa serve il biglietto quando l’evento è finito? Accetta oggi Gesù come tuo Salvatore e sii pronto per il Suo ritorno.
Chi ha lo spirito leale tiene la cosa celata. (Proverbi 11:13)
GESTIRE LA RABBIA
Se desideri gestire seriamente la tua rabbia, ricorda due cose: 1) Non lavare i panni sporchi in pubblico. Fai ciò in privato. È naturale spettegolare sulla persona che ti ha offeso quando sei ferito e arrabbiato, ma non farlo. La Bibbia afferma: "Chi va sparlando svela i segreti, ma chi ha lo spirito leale tiene celata la cosa" (Proverbi 11:13). Lavare i panni sporchi in pubblico significa: a) Mettere in imbarazzo: parli sapendo che tutti ti possono sentire; b) Parlare in modo subdolo, con sottintesi e frecciatine, deridendo l'aspetto della persona, la sua famiglia e le sue abitudini. Questo crea imbarazzo e aumenta la distanza, rendendo la riconciliazione impossibile. Ricorda: "L'amore copre ogni colpa" (Proverbi 10:12). 2) Non agire in modo non cristiano. Evita frasi come: "Se l'è cercata, quindi si arrangi". Anche se può essere vero, come discepolo di Cristo, non puoi lasciare che le ferite peggiorino. "Perdonatevi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonati in Cristo" (Efesini 4:32). Dio ci perdona non perché lo meritiamo, ma per grazia. "Mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo" (Romani 5:10). Offri il tuo perdono, anche se non te lo chiedono. Solo così troverai pace e guarigione.
Gesù rispose: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté nei briganti... (Luca 10:29)
GERUSALEMME O GERICO? DOVE CI TROVIAMO?
"Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté nei briganti che lo spogliarono e lo ferirono... Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada, ma quando lo vide, passò oltre... Così pure un Levita... Ma un Samaritano, che era in viaggio, avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino...e si prese cura di lui" (Luca 10:29-37). Leggendo questo passo del Vangelo e, studiando la geografia dei luoghi in cui questa parabola è ambientata, scopriamo che Gerusalemme, simbolo di spiritualità, era situata a 818 metri sul livello del mare, mentre Gerico, nota all'epoca per le sue amenità e lo svago, era situata a meno 250 metri sotto il Mediterraneo. E' per me interessante che l'uomo che si imbatté nei briganti si stesse allontanando dalle mura di protezione che gli offriva il monte di Sion. Sebbene Dio talvolta possa usare alcune circostanze della vita perché desidera attraverso di esse correggerci con amore, tante volte siamo proprio noi, in cerca di chissà quale distrazione, ad imbatterci in "briganti" che ci derubano delle benedizioni. E forse abbiamo anche sperimentato, come quell'uomo ignorato sia dal Sacerdote che dal Levita che non si fermarono ad aiutarlo, che la religione non può soccorrerci. Solo Gesù, proprio come quel Samaritano che fasciò le piaghe dell'uomo ferito mortalmente, può ridarci vita. Mai disperare, doniamo il nostro cuore al SIGNORE. Egli ancora oggi ci invita:"Venite a me, voi tutti..." (Matteo 11:28)
E voi... non irritate i vostri figli... (Efesini 6:4)
GENITORI E LA BATTAGLIA PER IL CONTROLLO
Se ai tuoi figli adolescenti non piace che gli si dica cosa fare, rilassati: è normale. E non è una peculiarità degli adolescenti; inizia molto prima. Uno psicologo racconta della madre di una bambina difficile di quattro anni che chiedeva di andare per la sua strada. La madre le disse: “lo sono il tuo capo, ho la responsabilità di guidarti ed è quello che ho intenzione di fare!” La piccola Jenny pensò alle parole di sua madre per un minuto, poi disse: “Per quanto tempo deve essere così?". Già a quattro anni di età desiderava il giorno in cui nessuno avrebbe potuto dirle cosa fare. Questo è un istinto dato da Dio. Una delle prime cose che Dio disse ad Adamo ed Eva fu: “Prendete il controllo della terra”. Così il compito per te come genitore è quello di pendere in mano le redini fin dai primi giorni, e poco a poco, iniziare a concedere l’indipendenza quando ti viene dimostrata maturità. Questa è una delle responsabilità più delicate dei genitori. Il potere concesso troppo presto produce follia, ma il potere concesso troppo tardi porta ribellione. Sapere quando dare corda e quanta darne, richiede saggezza e Dio è il donatore di saggezza (vedi Giacomo 1:5). Se preghi, osservi e ascolti con attenzione, comincerai a vedere le tappe critiche nella vita di tuo figlio. L’apostolo Paolo scrive: “Non irritate i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’istruzione del Signore". E come genitore, è uno dei migliori consigli che potrai mai ricevere.
Forse il Signore agirà in nostro favore (1 Samuele 14:6)
Fidati di Dio e mettiti all’opera!
All’inizio del regno di Saul, i Filistei controllavano il confine ovest di Israele e la loro posizione era ben protetta al passo di Michmash. Saul sembrava essere riluttante ad andare in prima linea, mentre Jonathan, al contrario, voleva prendere l’iniziativa e affrontare il nemico: “Vieni, andiamo verso la guarnigione dei Filistei che è dall’altra parte” (v.1). Erano soli, Jonathan e il suo giovane scudiero, e la situazione non sembrava favorevole. Tuttavia, quando le tue azioni sono mosse dalla gloria di Dio, toccano il Suo cuore e attirano la Sua mano. Ci vuole un passo di fede: un passo lungo, difficile e pieno di incertezze. Di solito, i re d’Israele dichiaravano guerra solo dopo aver ricevuto da Dio la certezza della vittoria. Jonathan non aveva questa certezza, ma fece comunque il passo, dicendo: “Forse il Signore agirà in nostro favore.” La maggior parte di noi ragionerebbe al contrario: “Forse il Signore non agirà in nostro favore.” E così, la paura prende il sopravvento e ci ritroviamo a stare fermi, seduti nelle retrovie, come Saul. Ma qual è stato l’esito della battaglia per Jonathan e il suo scudiero? “In quei giorni il Signore salvò Israele” (v.23). È bastata una decisione audace, un passo di fede! E questo è tutto ciò che serve. Quando decidi di metterti in gioco, Dio agirà in tuo favore. Se non lo fai, ti ritroverai a chiederti continuamente “E se l’avessi fatto?”. I rimpianti più dolorosi sono quelli legati a ciò che avremmo voluto fare, ma non abbiamo fatto. Perciò, la parola per te oggi è: fidati di Dio e mettiti all’opera!
...siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio... (Romani 12:2)
FESTEGGIA I TUOI PROGRESSI!
Un cambiamento duraturo non viene dallo sforzo umano, dalla frustrazione, dall’odio di sé o punendosi per i propri fallimenti. Avviene se la mente si rinnova quotidianamente attraverso la Parola di Dio. Se sei un lettore costante della Bibbia, allora crescerai spiritualmente, credendo a ciò che Dio dice nella Sua Parola e gradualmente inizierai a cambiare. Succede da sé. Cominci a pensare diversamente, a parlare diversamente e ad agire diversamente. Ma devi essere paziente perché è un processo che si sviluppa per stadi. E devi imparare ad essere felice della vita che vivi mentre percorri questo processo di trasformazione. Molti sembrano camminare sul filo piuttosto che nella pace. Non farlo! Gioisci della tappa raggiunta nel tuo percorso di trasformazione. Non sprecare il tuo presente cercando di affrettare il futuro. Gesù disse che il domani avrà le sue sfide (vedi Matteo 6.34). Forse pensi: “Se solo non avessi questo problema, sarei felice”. Contro che cosa stai combattendo? Un desiderio fuori controllo? Risentimento? Paura? Dirai: “Se solo potessi controllare questa abitudine sarei a posto", Proprio come Israele conquistò la Terra Promessa una città alla volta, tu devi vincere le tue debolezze un giorno alla volta. Paolo stesso voleva “condurre a termine [con gioia] la [sua] corsa" (Atti 20:24). Egli voleva essere tutto ciò che Dio lo aveva chiamato ad essere, ma voleva gustare il cammino. Quindi invece di farti scoraggiare dalla strada ancora da percorrere, impara a festeggiare i tuoi progressi lungo il cammino.
L’odio provoca liti, ma l’amore copre ogni colpa... (Proverbi 10:12)
FERMA IL CONFLITTO ADESSO!
Quando serbi del risentimento, ti senti come se ci fosse una guerra in corso dentro di te, sei in lotta con te stesso e con altri. E più combatti, più terreno perdi. Litigare ti prosciuga le energie e ti lascia ferito ed arrabbiato. È una situazione grave, perderai in ogni caso. Lotti con chi ha ragione e con chi ha torto. Passi il tuo tempo a cercare di superare gli altri, a urlare più forte, a manovrare con astuzia, perdendo così la pace e la gioia. Ferma subito il conflitto! Rifiuta di vivere così un solo giorno ancora. Non permettere alle azioni degli altri di determinare le tue reazioni. “Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare". (1 Pietro 5:8) Non diventare il prossimo pasto di Satana. Lascia che l’amore e la pace di Dio riempiano la tua mente al punto da straripare su altri, inclusi coloro che ti hanno colpito e sconfitto. Fermati e rifletti: Vuoi davvero essere come la persona che ti ha ferito? Che cosa farebbe Gesù? Lo sai! "Porgi l’altra guancia” (Matteo 5:39). Dirai: "Ma non consideri tutto il male che mi è stato fatto?” Che cosa c’entra? Non spetta a te giudicare. C’è un solo giudice qualificato, lascia a Lui gestire la situazione (vedi Giacomo 4:12). Chiedi a Dio di aiutarti a lasciare andare la tua rabbia, a porgere l’altra guancia e a perdonare chi ti ha fatto male. Fai questa semplice preghiera: “Signore, sono arrabbiato. Aiutami a non esserlo. Scelgo di essere misericordioso. Grazie perché mi dai la grazia di perdonare chi mi ha ferito e di seguirli. Nel nome di Gesù: Amen".
Ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa... (Efesini 4:15)
FANNE UN'ESPERIENZA DI CRESCITA PERSONALE
Prima di fronteggiare qualcuno circa un problema, fermati ed esamina le tue motivazioni. Hai come obiettivo aiutare o umiliare? Gesù si occupava di sollevare e ristabilire le persone, e dovresti avere anche tu questo compito. Chiediti, affronteresti la questione diversamente se non fossi coinvolto in modo tanto personale? Fronteggi la tal persona per apparire migliore? Abbassare qualcuno per innalzarsi, è la forma più infima di gratificazione di sé. Il poeta Kahlil Gibran scrisse: “Per sminuire, devi essere piccolo”. Non farlo! è un segno di insicurezza. Ricordi la risposta di Neemia a coloro che cercarono di scoraggiarlo dal ricostruire delle mura di Gerusalemme? “lo sto facendo un gran lavoro e non posso scendere. Il lavoro rimarrebbe sospeso se lo lo lasciassi per scendere da voi" (Neemia 6: 3). Non permettere ai tuoi detrattori dl fermare i tuoi progressi. Non dare più credito all'opinione di chi ti critica di quanto non ne daresti all'incoraggiamento di un amico. Prima di scrutare al microscopio la vita di qualcun altro, fermati ad esaminare la tua. Sei alle prese con lo stesso problema o con uno altrettanto grave? Hai avuto successo lì dove accusi l'altro di aver fallito? In altre parole, ti sei guadagnato il diritto di essere ascoltato? Paolo scrive: 'Ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa". Prova a pensarci: forse la situazione che stai affrontando in questo momento è un'opportunità per valutare la tua maturità, facendone un'esperienza di crescita spirituale.
Altro...
Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse "Pace a voi! (Giovanni 20:19)
EGLI STA DICENDO LO STESSO A TE
Una delle prime cose che Gesù fece dopo la Sua risurrezione è stata quella di andare a cercare i discepoli che lo avevano tradito così miseramente. “La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre le porte del luogo in cui si trovavano i discepoli erano chiuse per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» E, detto questo, mostrò [loro] le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. Allora [Gesù] disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi»’’ (versi 19- 21). Tra il gruppo c’era Pietro, che aveva camminato sulle acque, le cui mani avevano distribuito cibo miracolato per cinquemila persone che soffrivano la fame, che aveva visto Mosè ed Elia in piedi accanto a Gesù sul monte della Trasfigurazione. Grande, fiero, coraggioso Pietro che aveva detto: "Quand’anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò.” (Matteo 26:35). E non era l’unico. "E lo stesso dissero pure tutti i discepoli.” (verso 35). Eppure si legge: “Allora tutti, lasciatolo, se ne fuggirono.” (Marco 14:50). Giovanni, Andrea e Giacomo, tutti ragazzi raffigurati sulle vetrate delle chiese di tutto il mondo, abbandonarono Gesù quando aveva più bisogno di loro. Eppure quando Egli risorse dai morti, non ne ha mai fatto menzione una sola volta. Invece “Mostrò [loro] le mani.” (Giovanni 20:20). Perché? Per far sapere loro che Li amava, nonostante il loro tradimento. Invece di rinnegarli, disse: “Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi.” (verso 21), e oggi sta dicendo lo stesso a te!
“come l’agnello condotto al mattatoio” (Isaia 53:7)
LA MERAVIGLIA DELLA PASQUA
La parola ebraica Pesach (Pasqua) significa “passare oltre” e si riferisce al momento in cui l’angelo della morte passò oltre le case degli israeliti che avevano segnato le loro porte con il sangue dell’agnello. In quel contesto, la Pasqua rappresentava la salvezza dalla morte e la liberazione dall’Egitto. Nel Nuovo Testamento, Cristo è l’Agnello senza difetti e senza macchia, il cui sangue è stato versato per noi. Come l’agnello della Pasqua ebraica, il Suo sacrificio ci protegge dalla morte eterna e ci libera dal potere del peccato. Gesù, consapevole del Suo ruolo, ha scelto di subire il supplizio della croce per noi. Nonostante avesse il potere di fermare la Sua sofferenza con una sola parola, ha scelto di sopportarla per amore di ciascuno di noi, per garantire la nostra salvezza. La scrittura in 1 Corinzi 5:7 ci ricorda chiaramente: “Poiché anche Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato per noi.” La Pasqua cristiana va oltre una celebrazione storica: è il riconoscimento che Cristo è il nostro Agnello Pasquale, che attraverso il Suo sangue ci protegge e ci libera dal peccato e dalla morte spirituale. Gesù ha dato la Sua vita affinché noi potessimo essere salvati e avere vita eterna. Oggi, la vera domanda è: hai fatto di Gesù Cristo la tua Pasqua personale? Se accogliamo il Suo sacrificio, permettiamo al Suo sangue di coprire la nostra vita, così la morte e il peccato passeranno oltre, e riceveremo la nuova vita che solo Lui può darci.
È stato risuscitato per la nostra giustificazione... (Romani 4:25)
TEORIA O VERITÀ (3)
Il grande Houdini promise che sarebbe tornato dai morti e che avrebbe parlato con i suoi amici. Alcuni individui in effetti consultarono dei medium per vedere se ci fosse stata qualche parola dall’oltretomba. Ma non ce n’erano! Solo un uomo che ha promesso che sarebbe risorto dai morti mantenne la Sua parola: Gesù! E lo fece per “giustificarci davanti a Dio”. Le transizioni commerciali ai tempi della Bibbia erano abbastanza semplici. Una volta che il venditore stabiliva un prezzo e l’acquirente lo accettava, l'affare era fatto. Gesù offrì se stesso come prezzo, Dio lo accolse, lo accettò, e la tua salvezza fu pagata. Ma la più grande prova della resurrezione si trova nelle vite trasformate delle persone di tutto il mondo. Un cantautore recita così: “Mi chiedete come faccio a sapere che Egli vive? Egli vive nel mio cuore!” In una delle Sue apparizioni finali testimoniata nel libro dell’Apocalisse, Gesù annunciò: “lo sono... il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli... e chiunque vive e crede in me, non morirà mai” (Apocalisse 1:18, Giovanni 11:26). Oggi Cristo bussa alla porta del tuo cuore e ti dice: “Se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui” (Apocalisse 3:20). A meno che tu non conosca Cristo come il tuo personale Salvatore, sei senza speranza in questo mondo e in quello a venire. La resurrezione di Cristo è la tua unica speranza. Senza di essa non hai nulla da aspettarti, se non un buco nella terra. Perciò oggi pentiti dei tuoi peccati e riponi la tua fiducia in Colui che è morto ed è risorto per te.
Gesù rispose loro: “distruggete questo tempio (il corpo), e in tre giorni lo farò risorgere! (Giovanni 2:19)
TEORIA O VERITÀ (2)
Esaminiamo un’altra teoria avanzata da chi prova a confutare la verità della resurrezione corporea di Cristo: la "Teoria dello svenimento.” Nel suo libro “The Passover Plot”, Hugh J. Schonfield teorizza che Gesù semplicemente svenne, fu tratto giù dalla croce e lo si credette morto. Poi nella frescura della tomba rinvenne, uscì e convinse i Suoi discepoli che effettivamente era risorto dai morti. Questo fa sorgere delle domande interessanti. Per esempio, come mai per diciotto secoli precedenti a questa teoria né i nemici e né gli amici del Cristianesimo non ne hanno mai parlato? E riguardo al centurione che trafisse il costato di Cristo con una lancia? Acqua e sangue uscirono, prova empirica che la vita era cessata, poiché il sangue sì era separato nei suoi elementi costituenti. E della testimonianza del centurione inviato da Pilato? Uomo che, avendo a che fare con la morte per mestiere, doveva saper riconoscere che Gesù fosse morto. E poi c’è la faccenda dei panni nella tomba. Era costume dei Giudei avvolgere i cadaveri nei panni funebri e usavano chili di spezie tra le pieghe, sigillando gli indumenti attorno al cadavere come una mummia. Anche il capo veniva avvolto. Come avrebbe potuto respirare Gesù? E come avrebbe potuto un uomo in condizioni di tale debolezza rimuovere una pietra di quelle dimensioni che sigillava la Sua tomba e superare le guardie romane? Occorre più fede a credere a questo che non a quello che è accaduto veramente! Cristo è risorto!