"Io sono misero e povero, ma il Signore ha cura di me. Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore; o Dio mio, non tardare!" (Salmo 40:17)
DIO S'INTERESSA ANCHE DI TE
Queste parole furono dette da un uomo che umilmente sapeva riconoscere il suo stato non solo materiale ma anche spirituale. Ciò nonostante Davide non si autocommiserava per attirare su di sé la pietà degli uomini. La sua dichiarazione mette in luce con certezza la fiducia che egli aveva in Dio. È bello quando malgrado le nostre incapacità c'è sempre qualcuno che ci da conforto e coraggio, e quando i nostri sforzi sono vani e comprendiamo in un istante che da noi non possiamo fare nulla, è rincuorante poter ricorrere da qualcun altro più capace di noi, che con amore si fa carico del nostro affanno e ci alleggerisce dal peso. 'Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla' (Giovanni 15:5). Il Signore ha cura di noi, questo significa che noi siamo oggetto di costante interesse da parte sua. Riconosciamo dunque i nostri limiti e apprezziamo di più le amorevoli attenzioni e premure che il Signore ha verso di noi come un Padre affettuoso nei confronti dei suoi figli.
"Custodisci il tuo cuore più d'ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita." (Proverbi 4:23)
CUSTODISCI IL TUO CUORE
È scritto che il cuore è "pieno di male" (Ecclesiaste 9:3); che è ingannevole sopra ogni cosa ed insanabile" (Geremia 17:9); è sede del peccato e dei delitti (Matteo 15:19): come pure della fede (Romani 10:10). Il Signore "riguarda al cuore" anziché all'apparenza esterna; e a noi è stato ordinato di coltivarlo come la parte più importante del nostro essere, anziché prender cura solo delle apparenze esteriori (Proverbi 4:4). Per questo è detto che: 'Soltanto l'uomo puro di cuore può salire ed ha l'accesso al monte dell'Eterno': 'Chi salirà al monte del Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo?' (Salmi 24:3). Davanti a tutto questo comprendiamo chiaramente che è impossibile essere graditi a Dio. Il Signore, però, ci prescrive il modo col quale avvicinarci a Lui; non solo un impegno da parte nostra: desiderio, volontà e rimedi, ma un abbandono totale della nostra vita a Lui: 'Figlio mio, dammi il tuo cuore, e gli occhi tuoi prendano piacere nelle mie vie!' (Proverbi 23:26). Dio prenderà cura della nostra anima, la invaderà del Suo Spirito e l'ammaestrerà, "Egli m'insegnava dicendomi: Il tuo cuore conservi le mie parole; osserva i miei comandamenti e vivrai.' (Proverbi 4:4)
"Ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in sempiterno. Amen." (2° Pietro 3:18)
CRESCERE NELLA GRAZIA
Benché noi siamo salvati e nati di nuovo, ci vuole del tempo per arrivare ad una statura perfetta di vita cristiana. La giustificazione è istantanea, ma la santificazione è opera di una vita intera. Noi dobbiamo crescere in sapienza e conoscere per esperienza quale sia la perfetta volontà di Dio. L'Apostolo Paolo scrisse: 'Per questa stessa ragione, mettendo in ciò dal canto vostro ogni premura, aggiungete alla fede vostra la virtù; alla virtù la conoscenza; alla conoscenza la continenza; alla continenza la pazienza; alla pazienza la pietà; alla pietà l'amor fraterno; e all'amor fraterno la carità. Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né oziosi né sterili nella conoscenza del Signor nostro Gesù Cristo.' Osservate un albero: è perfetto già nel primo anno; ma non possiamo affermare che è nel pieno della maturità, così per il cristiano. L'apostolo Paolo, dice: 'poiché tutti quelli che son condotti dallo Spirito di Dio, son figliuoli di Dio' (Romani 8:14). Un soldato è guidato dal suo capitano, l'alunno dal suo maestro, così ogni figliolo di Dio deve essere guidato dallo Spirito Santo.
"Io vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio; il che è il vostro culto spirituale." (Romani 12:1)
VERO CULTO DA RENDERE A DIO
Il culto a Dio, che ci spetta di renderGli è semplicemente l'espressione sincera della nostra riconoscenza e presentare, come dice Paolo, i nostri corpi consacrati totalmente a Lui. "Cessate dal recare oblazioni vane; il profumo Io l'ho in abominio; e quanto ai noviluni, ai sabati, al convocare riunioni, Io non posso soffrire l'iniquità unita all'assemblea solenne' (Isaia 1:13). Il principio comune della maggior parte dei religiosi consiste nel compiere opere meritorie, cerimonie e sacrifici, che mirano a placare l'essere supremo e soddisfare la propria giustizia personale, ma anche i pagani usano tale pratica offrendo doni ai loro idoli per renderseli favorevoli; è scritto: 'Si santificano e si purificano per andar nei giardini dietro all'idolo' (Isaia 66:17). La Bibbia insiste su questa differenza fondamentale fra il vero culto e ciò che s'intende generalmente per religiosità. L'uomo vuol fare e portare qualcosa a Dio, pensando che Egli ne tenga conto. Quando capiremo che è Dio che ha fatto il primo passo col farci grazia, e che a noi spetta solo credere e renderGli grazie per ciò che lui è e per ciò che ha fatto?
"Ecco, io, stò alla porta e picchio; se uno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli meco." (Apocalisse 3:20)
UNA COMUNIONE PERENNE
Colui che apre la porta del cuore al Figliolo di Dio avrà la gioia di sentire la comunione della sua presenza. Gesù entrerà e cenerà con lui, per renderlo partecipe di una allegrezza perenne; rivelerà a lui i Suoi pensieri, gli comunicherà le Sue ricchezze, trasformerà la sua vita. Per chi non conoscesse ancora il Salvatore, Cristo Gesù, questo messaggio rappresenta una buona notizia, esso è indirizzato anche ai credenti che vivono l'ultima fase della storia della Sua Chiesa. Dio nel Suo amore mette ciascuno in guardia contro la propria autosufficienza, la propria giustizia, e lasciano, se non addirittura cacciano, Gesù fuori della propria vita. Nella Sua Parola, Gesù dice: 'Tutti quelli che Io amo li riprendo e li castigo; abbi dunque zelo e ravvediti'. (Apocalisse 3:19). Lasciamoci riprendere e convincere di tiepidezza e di cecità, se non di povertà. 'Io ti consiglio di comprare da me dell'oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e delle vesti bianche, affinché tu ti vesta e non appassisca la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungertene gli occhi, affinché tu vegga.' (Apocalisse 3:18).
"Gesù le disse: 'Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà'." (Giovanni 11:25)
NON È UN LUTTO
Quando si parla di morte c'è sempre un sussulto e un'impressione ineguale, perché? Perché per l'istinto di conservazione vogliamo vivere: la vita è bella, ma purtroppo, oltre la vita c'è la morte, di questo tutti ne sono convinti. Nulla eviterà questo "passaggio" e nessuno ne è escluso, ma il nostro testo riporta le parole di Gesù: 'Io sono la resurrezione e la vita'. Se la parola morte o la vista d'essa ci porta dolore, la fede in Cristo acquieta il dolore della morte, ne garantisce la vittoria su di essa. La morte per chi crede in Gesù è solo un assopirsi momentaneo; passaggio obbligato per un risveglio migliore. Così parlò Gesù in occasione della morte di Lazzaro. 'Poi disse loro: "Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo"' (Giovanni 11:11). Si può dire che il nostro divino Redentore ha potenzialmente distrutto la morte e liberato coloro, che, per il timor della morte, erano per tutta la vita sottoposti a schiavitù (Ebrei 2:14-15). 'Io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede, è passato dalla morte alla vita.' (Giovanni 5:24). Credi tu questo?
"Ma il Signore disse a Samuele: "Non badare al suo aspetto nè alla sua statura, perché io l'ho scartato. Infatti il Signore non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell'uomo: l'uomo guarda all'apparenza, ma il Signore guarda al cuore." (1° Samuele 16:7)
L'UOMO GUARDA ALL'APPARENZA, MA IL SIGNORE GUARDA AL CUORE
La caratteristica principale dell'uomo è quella di esprimere giudizi su tutto e su tutti. Troppe volte però il giudizio che viene espresso è falsato da preconcetti, pregiudizi, invidie, gelosie, controversie e altro. Una frase detta da una persona che ci è simpatica diventa per noi verità, mentre la stessa affermazione detta da una persona che ci sta antipatica diventa automaticamente una falsità. A questo punto l'unica cosa da fare sarebbe quella di non esprimere giudizi su nessuno e di guardare a noi stessi per cercare di migliorare il nostro atteggiamento verso Dio e verso gli altri. La nostra preghiera dovrebbe essere questa: 'Signore, fa che io guardi solo a Te e che non mi soffermi su quello che il mondo considera importante'. Spesso i nostri giudizi si basano su opinioni che il mondo fa diventare nostre. L'apparenza troppe volte confonde la verità. Dio solo conosce i cuori e quello che c'è dentro. Pensare di sapere quello che c'è nell' intimo di chi ci sta accanto vorrebbe dire sostituirsi a Dio. Signore aiutaci ad essere dei buoni osservatori di noi stessi e di lasciare a te il compito di guidare le nostre vite.
"Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: 'O Dio, abbi pietà di me, peccatore!'." (Luca 18:13)
QUEL PUBBLICANO FU CONSOLATO
Comprendiamo bene del perché quel pubblicano se ne stava in distanza e non ardiva alzare gli occhi al cielo. Egli si sentiva separato da Dio, il peccato lo faceva sentire perduto e cercava clemenza, non era soddisfatto di se stesso e quindi chiamava Dio per aiuto. Non fu respinto e concludendo la parabola, Gesù affermò: 'Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quel fariseo, che senza alcuna riverenza si giustificava ; perché chiunque s'innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato' (Luca 18:14). Invocare la Sua grazia ed essere come un 'mendicante' spirituale davanti a Dio, cosciente che senza la grazia di Dio che perdona, salva e concede la vita non è una vergogna. Che ne pensiamo del ladrone crocifisso al lato di Gesù, e della risposta con la promessa del paradiso? 'Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!' (Luca 23:42-43). Ascoltiamo le parole dell'apostolo Paolo: 'Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio' (Romani 3:23) 'La giustizia e la vita eterna, si ha per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore' (Romani 5:21).
"Gesù disse: In verità Io vi dico: Se non mutate e non diventate come i piccoli fanciulli, non entrerete punto nel regno dei cieli." (Matteo 18:3)
CHE COSA INTENDETE PER CONVERSIONE?
Molti immaginano che la conversione consiste in una riforma esteriore della condotta, in uno sforzo progressivo verso il bene e ogni giorno si applicano per migliorarsi. Tali tentativi sono lodevoli, ma destinati al fallimento come mezzo per meritare il favore di Dio. Il problema è sapere se l'uomo può uscire dalla sua miseria morale con le proprie risorse. Ora la Parola di Dio dichiara formalmente che noi siamo "senza forza" per fare il bene (Romani 5:6). Ma Dio ha provveduto la soluzione: "Mentre eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi" (Romani 5:6). Per beneficiare di quest'opera bisogna che uno prima si riconosca peccatore perduto e creda che la salvezza è unicamente in Gesù. Il credente è come un bambino che accetta con fiducia tutto ciò che i suoi genitori gli dicono. Le buone opere? Una condotta irreprensibile? Esse hanno un posto eminente nella vita cristiana, ma come conseguenza e non causa della salvezza. Il credente è esortato a condursi in modo degno di Dio, non per guadagnare il favore di Dio, ma per mostrare il suo amore a Colui che l'ha amato fino a morire per lui sulla croce del Calvario.
"Il principio della sapienza è il timor dell'Eterno, e conoscere il Santo è l'intelligenza." (Proverbi 9:10)
LA VERA SAPIENZA
Quando si parla di sapienza la nostra mente corre immediatamente a tutti quei personaggi della storia umana che si sono distinti per intelligenza geniale, invenzioni o scoperte o grande cultura: questi sono stati dei sapienti. Sapienza è il più alto grado di conoscenza delle cose, è il sapere profondo, pertanto essa è riservata solo ad alcuni dotati particolarmente, ma per la Parola di Dio non è così. La sapienza è qualcosa di molto più semplice e molto più importante ed essenziale per poter vivere la vita, rifugio e riparo per chi si affida ad essa. Ma dove trovarla? Ecco: temere il Signore questa è la sapienza! Intendere una volta per sempre che il male, il peccato come condizione e conseguenza allontana da Dio. 'Il timor di Dio' è vitale per accostarsi a Lui, il datore della sapienza, e scoprire la Sua meravigliosa presenza nel cuore e nell'anima. Questa sapienza non è certamente frutto di insegnamenti che vengono dalla nostra società, ma è rivelata per mezzo dell'Evangelo di Gesù che dice che gli uomini possono conoscere 'il Santo' per mezzo dell'amore e della Grazia di Dio e avere in se stessi questa sapienza e questa intelligenza che danno vita!
Altro...
"Poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entrano per essa." (Matteo 7:13)
NON CI SONO CHE DUE PORTE E DUE VIE
Il nostro testo è categorico. "Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entrano per essa" (Matteo 7:13) Il testo lascia intravedere che ci sono due possibilità soltanto: la prima indicata da Gesù, quella di entrare per la porta stretta e quindi essere salvati! La seconda, quella percorsa da innumerevoli peccatori, 'perduti!' Perché questa seconda alternativa porta alla perdizione. Un commento, della Bibbia, da parte del 'Martini' dice: "La via larga è quella dell'amore per il mondo (Mondanità); la via stretta è quella del Vangelo. Così Gesù Cristo distrugge lo storto pregiudizio degli uomini mondani; i quali si difendono, e si acquietano sull'esempio del maggior numero, benché lo stesso Cristo abbia predetto, che il gran numero non sarà di quelli, che seguiranno le vie della vita". L'Apostolo Paolo, inoltre, afferma: 'Noi siamo il buono odore per quelli che son sulla via della salvezza e quelli che son sulla via della perdizione' (2 Corinti 2:15). Non è il caso di domandarci: 'Su quale via ci si ritrova e in quale porta siamo entrati?'.
"Questa è la parola che Egli ha diretta ai figli d'Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti." (Atti 10:36)
VIENI A CRISTO
Amico, sei solo nell'angoscia e nel timore, dubiti del presente e temi l'avvenire. Ai tuoi occhi tutto è tetro forse ti lamenti dicendo: «In mezzo ai pericoli chi può soccorrermi?» All'anima angosciata e al cuore scoraggiato, Gesù dice: «Vieni a me; io conosco il tuo dolore». Gesù, Il Salvatore mansueto è disceso dal cielo in un mondo malvagio che per caricarsi di tutte le nostre miserie nacque come un umile bambino. Contemplalo morente sulla croce del Calvario, considera che cosa sofferse e sopportò per te! Egli pagò il salario dei tuoi numerosi peccati e subì tutti i colpi del giudizio divino. Nel suo amore per te e nella sua grazia inscrutabile, sparse il suo amore per lavare i tuoi peccati. Soltanto questo prezioso sangue giustifica il colpevole e dà il perdono, il riposo e la pace. Non rifiutare la salvezza che ti dà. Accetta ora il suo perdono e la sua pace. Questo Salvatore pieno d'amore non respinge nessuno, vuol riceverti, vuol salvarti per sempre. Portagli i tuoi mali, vieni a lui senza timore, digli i tuoi dolori con semplicità. Gusterai allora nella sua santa presenza la pura e la vera felicità che si trova nel suo amore.
"Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall'eternità." (2° Timoteo 1:9)
UNA SANTA CHIAMATA
L'Apostolo Paolo scrivendo a Timoteo, lo include nella meravigliosa opera della salvezza e chiamata, non per meriti, ma solo per il proposito e la grazia di Dio. 'Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te' (2 Timoteo 1:6). Questo proponimento e grazia di Dio si è pubblicamente e chiaramente manifestata nel mondo alla venuta di Gesù Cristo, il quale, ha cancellato il peccato ed ha distrutto la morte mettendo in luce la vita e l'immortalità mediante il Vangelo' (2 Timoteo 1:10). Siccome Dio volle la nostra salvezza, e così vuole ancora oggi, non per azioni lodevoli, ma per la via della grazia di Gesù Cristo, ha messo in effetto il suo piano di redenzione. (Efesini 3:9). Di proposito il divino Salvatore, col suo sacrificio, abolì l'impero della morte che gravava su di noi peccatori. La sua resurrezione ha ravvivato la speranza di quella vita immortale e incorruttibile. 'In nessun altro è la salvezza; non v'è altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati' (Atti 4: 12).
"Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. (Colossesi 1:13); In passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce." (Efesini 5:8)
LE TENEBRE E LA LUCE
Nel campo spirituale, si possono distinguere due regni, due contraddistinte realtà: quello delle tenebre, che esercita la sua influenza sull'umanità intera e che sarà distrutto; e quello della luce, che è il regno eterno di Dio. Nel regno delle tenebre vige un pensiero di massa: "Ognuno è libero di fare quello che vuole, cercando di non nuocere troppo agli altri", "Vivi come vuoi, fa' quello che ti piace, quello che ti conviene, quello che ti viene in mente!" Ma dove porta? Al fallimento, in un mondo in cui s'affrontano egoismi e gelosie. I frutti che si raccolgono alla fine sono l'amarezza e la disperazione. Dal lato opposto vi è il regno della luce, il regno di Dio. La sua legge fondamentale è: Gesù Cristo ha il potere e ognuno vive ricercando la sua volontà ed ubbidendoGli volontariamente. Questa legge attacca la naturale pretesa dell'uomo di vivere la sua vita in totale autonomia. Allora sorge la domanda: quale dei due regni regola la mia vita pratica? A quale regno appartengo? In che modo vivo? Come mi pare bene o come desidera Gesù Cristo? La mia volontà è sottomessa al Signore, a Colui che mi ama e vuole guidarmi mentre sono sulla terra e condurmi al cielo?.