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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

Siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera che il tuo servo ti rivolge adesso... (Neemia 1:6)

DIO ASCOLTA

Chi non si rivolge a Dio in preghiera non troverà la risposta alle proprie necessità. I fattori che allontanano l’uomo dal rivolgere a Dio la propria supplica possono essere diversi: la mancanza di fede e la non conoscenza di Dio esimono le persone dal pregare il vero Dio. L’idea errata che la supplica possa essere rivolta attraverso degli intermediari impedisce chi prega di arrivare a Dio. L’illusione di poter fare da soli o con l’aiuto degli uomini produce dei grossi fallimenti. Chi invece si accosta a Dio per mezzo dell’unico Mediatore, Gesù Cristo il Figliolo di Dio, si rivolge a Colui che ascolta e risponde alle preghiere. Dio non è sordo o insensibile alla preghiera di chi si trova nella necessità e desidera conoscerLo. Egli aspetta che l’uomo si rivolga a Lui con sincerità di cuore presentandogli con fede e certezza ogni richiesta. La fede in Dio non sarà mai delusa e le suppliche rivolte al Signore saranno esaudite; Dio ascolta chi Lo prega e opera potentemente in loro favore.

Le Sue compassioni sono immense (1° Cronache 21:13)

COMPASSIONI IMMENSE

L’idea che l’uomo ha di Dio non sempre corrisponde alla realtà. Sono molti coloro che credono che Dio sia pronto a punire chi pecca senza possibilità di riscatto o che aspetti con piacere che l’uomo sbagli per colpirlo con qualche flagello. La Bibbia, invece, ci presenta un Dio compassionevole, pronto a perdonare chiunque si ravvede dei propri peccati, Gli chiede perdono per i meriti e l’opera compiuta da Gesù. Se riconosci di aver peccato e offeso Dio sappi che soltanto rivolgendoti a Lui per invocare la Sua grazia e il Suo perdono potrai essere perdonato da ogni peccato. Non basarti sulla tua giustizia, la Scrittura afferma che “non c’è nessun giusto, neppure uno”. Non sperare di essere gradito a Dio per le tue buone opere, la Bibbia dichiara che “non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti”. Ma rivolgiti a Dio per quello che Egli è: compassionevole. Le Sue compassioni sono immense, se ti rivolgi a Lui, Gli chiedi di perdonarti, Egli lo farà perché ti ama e ti manifesta la Sua bontà.

Torna indietro, e di' a Ezechia, principe del mio popolo: “Così parla il Signore, Dio di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera, ho visto le tue lacrime; ecco, io ti guarisco... (2° Re 20:5)

DIO VEDE E PROVVEDE

È bello e interessante sapere che il Signore è il Padre Celeste che si muove a compassione per i Suoi figli. Egli lo ha fatto per Ezechia, come abbiamo letto nel testo della meditazione, lo fa ancora oggi perché fedele alle Sue promesse. L’esperienza fatta dal re Ezechia evidenzia tre cose importanti. Prima di tutto possiamo considerare che il Signore udì la preghiera che il re Gli elevò con tutto il cuore. Andiamo con a Lui con fede perché Dio ascolta le preghiere che Gli rivolgiamo quando sono fatte con sincerità di cuore. Inoltre, possiamo considerare che Dio vide le lacrime che Ezechia versò. Chi soffre e nell’angoscia si presenta a Dio versando alla Sua presenza lacrime di dolore, troverà sempre la Sua compassione. Infine possiamo considerare che il Signore promise che avrebbe guarito Ezechia. Dio guarisce il corpo e l’anima di chi per fede si affida a Lui. qualunque dolore possiamo affrontare, Egli vede in quale condizione ci troviamo e provvede operando potentemente nella nostra vita.

Eliseo le disse: «Che devo fare per te?... (2° Re 4:2)

CHE DEVO FARE PER TE?

La storia dalla quale abbiamo tratto il versetto per la meditazione di oggi è particolarmente triste. Una donna, madre di due figli, rimase vedova e non sapeva come far fronte ai propri debiti perché il suo creditore le chiese di avere i figli come schiavi. La situazione era particolarmente difficile e la donna, non sapendo come risolvere il problema con le proprie poche risorse, si rivolse al profeta Eliseo per essere aiutata. Le sue aspettative non furono deluse, Dio operò un miracolo, la donna riuscì a far fronte ai suoi debiti e a non perdere i figli. La domanda che le venne rivolta è particolarmente incoraggiante per coloro che si trovano ad affrontare prove e difficoltà e non sanno come uscirne. Bisogna affidarsi al Signore, confidare in Lui con tutto il tuo cuore e alla domanda: “Che devo fare per te?”, chiedere a Lui ciò che desideriamo che Egli compia nella nostra; Egli opererà potentemente. Non avere dubbi, anche se la situazione nella quale ti trovi è particolarmente difficile: Dio può cambiare le cose.

...espresse il desiderio di morire, dicendo: «Basta! Prendi la mia anima, o Signore, poiché io non valgo più dei miei padri! (1° Re 19:4)

NON DIRE BASTA

Il profeta Elia era particolarmente scoraggiato. Era solo, indifeso, ricercato e in pericolo di morte, questo generò paura nel suo cuore e dubbi nella sua mente. Che cosa poteva fare in una condizione così difficile un uomo indifeso e solo? Preso dalla disperazione e dal terrore espresse il desiderio di morire. Egli non aveva le forze per andare avanti, per affrontare i nemici e reagire in quella situazione nella quale si trovava soltanto perché aveva onorato Dio. Quante volte anche noi, non perché abbiamo commesso degli errori, ma soltanto perché abbiamo agito secondo il volere di Dio, ci troviamo in situazioni particolarmente difficili e non sappiamo più cosa fare! Se tu come Elia ti trovi nello scoraggiamento e come il profeta, l’unica parola che riesci a pronunciare è “basta!” Alza lo sguardo verso Dio, Egli sa dove ti trovi, conosce la sofferenza del tuo cuore ed è pronto a soccorrerti. Non dire basta, ma chiedi che Dio operi ancora in tuo favore ed Egli ti soccorrerà come fece con Elia.

Solo temete il Signore e servitelo fedelmente, con tutto il vostro cuore... (1° Samuele 12:24)

PRINCIPIO CARDINE

Samuele era alla fine del suo compito di giudice di Israele. Prima di lasciare il suo incarico rivolse al popolo un importante messaggio da parte di Dio. Nel suo discorso egli indirizzò agli Israeliti un "principio biblico cardine" che se seguito avrebbe prodotto grande benedizione: temere il Signore. Il timore di Dio non deve essere confuso con la paura di Dio, ma è quel profondo e grande rispetto del Signore e della Sua volontà che ci induce a ricercare sempre la Sua guida per agire sempre con lo scopo di onorarLo. Chi si accosta a Dio con umiltà, si rende conto di non essere degno di stare alla Sua presenza e di essere mancante in tante cose. Questo però non lo allontanerà da Lui, ma lo spingerà a chiedere il perdono dei propri peccati, a invocare la Sua grazia per mezzo di Gesù Cristo, Unico Mediatore tra Dio e gli uomini. Tutti coloro che hanno conosciuto il Signore, hanno nel proprio cuore un profondo rispetto e timore per Lui; e ciò sarà per loro un "principio cardine" immutabile.

Benedetto il Signore, il quale non ha permesso che oggi ti mancasse uno con il diritto di riscatto (Rut 4:14)

COLUI CHE RISCATTA

L’espressione diritto di riscatto che troviamo nel testo della meditazione, indica un vindice, un redentore, chi riscatta la vita di un altro. Il redentore per eccellenza, è Cristo Gesù il Signore. Egli, quale nostro Redentore, ha pagato il nostro debito, prendendo il nostro posto sulla croce. Gesù, l’Agnello di Dio, ha riacquistato l’eredità divina che l’uomo aveva perduto a causa del peccato. Egli ha pagato per i peccati di tutto il mondo, ha sacrificato Sé stesso sostituendosi al peccatore che meritava la morte e l’eterna separazione da Dio. Non c’è peccato che non possa essere perdonato, non c’è peccatore troppo lontano da Dio che non possa essere riconciliato a Lui, non c’è condizione troppo grave che non possa essere cambiata dal Dio Onnipotente se soltanto l’uomo si rivolge a Lui per mezzo di Gesù e sperimenta la Sua grazia e il Suo perdono. Anche tu puoi essere riscattato dalla condizione nella quale ti trovi a causa del peccato; e attraverso l’opera di Gesù puoi essere riconciliato con Dio.

Anima mia, avanti, con forza! (Giudici 5:21)

AVANTI CON FORZA

Ciò che Debora pronunciò, potrebbe sembrare un incoraggiamento a sé stessi. In realtà la fiducia che ella aveva, era frutto della sua fede in Dio, nella certezza che il Signore era con lei e le avrebbe dato una grande vittoria. Nelle difficoltà della vita sono molti coloro che non hanno le forze per reagire e superare le avversità, trovandosi costretti a soccombere per poi cedere alla disperazione. Chi invece è convinto di avere in sé ha le forze e le risorse per farcela, può anche avere una reazione pronta e decisa nelle difficoltà incontrate, ma prima o poi dovrà ammettere che da solo non può farcela e la delusione del fallimento sarà grande. Abbiamo poi chi agisce come Debora che confida nel Signore con tutto il cuore, è certo del Suo aiuto, del Suo intervento e per questo motivo avanza con forza anche nelle difficoltà. Non facciamo mai affidamento su noi stessi, ma soltanto nel Signore, riceveremo il coraggio e la forza da Lui per avanzare anche nelle tante difficoltà che incontriamo sul nostro cammino.

E non appena i sacerdoti che portano l'arca di Dio, Signore di tutta la terra, avranno posato le piante dei piedi nelle acque del Giordano, le acque del Giordano, quelle che scendono dalla parte superiore, saranno tagliate e si fermeranno in un mucchio». (Giosuè 3:13)

CONDIZIONI INDISPENSABILI

Il versetto della meditazione di oggi ci presenta il comando che Dio aveva dato ai sacerdoti Israeliti: dovevano posare le piante dei piedi nel Giordano affinché le acque si potessero aprire per consentire al popolo di passare per l’asciutto. La richiesta poteva sembrare alquanto strana e illogica, ma Dio richiedeva la fede, l’ubbidienza a Lui e alla Sua Parola. L’opera che il Signore desidera compiere è sempre preceduta da una totale e incondizionata fiducia, sottomissione a Lui e alla Sua volontà. Nessuno può sperimentare un potente intervento da parte di Dio nella propria vita se manca di fede in Lui. Caro lettore, se ti trovi in una situazione particolarmente dolorosa, difficile e il tuo desiderio è di realizzare una potente liberazione da parte del Signore, rivolgiti a Lui con fiducia, ricerca le indicazioni da seguire nella Sua Parola, agisci come Egli ti chiede, affidati fiducioso a Lui, e anche tu vedrai il tuo "giordano" aprirsi, potrai così sperimentare la Sua benedizione.

Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore, il tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e con braccio steso... (Deuteronomio 5:15)

RICORDATI CHI ERI

Prima che Israele entrasse nella Terra Promessa doveva ricordarsi come aveva vissuto in Egitto e per quaranta anni nel deserto. Lo scopo di tale invito era quello di far apprezzare ciò che Dio aveva fatto per loro e gli sarebbe servito come incentivo per quello che Dio avrebbe fatto per il futuro. Chi ha realizzato l’opera di Dio nella propria vita deve ricordarsi chi era e soprattutto ciò che il Signore ha fatto per lui. Ricordarsi chi eravamo prima di sperimentare la liberazione divina nella nostra vita ci servirà a considerare la fedeltà di Dio e la Sua volontà di continuare ad operare in nostro favore. Ancora oggi è possibile sperimentare nella vita l’opera potente di Dio che tanto ci ama e desidera agire per il nostro bene. Se hai già gustato la bontà del Signore, ricordati che Lui non cambia e anche se sono cambiate le condizioni nelle quali ti trovi. Se invece non conosci il Signore, apri il tuo cuore a Lui e invocalo con fede, sarai libero dalla schiavitù del peccato ed Egli opererà in tuo favore.

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