...a quelli che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo (2° Pietro 1:1)
UNA FEDE PREZIOSA
Nessuna retorica. Pietro è assolutamente certo che chiunque crede nel Signore Gesù quale proprio Salvatore è giustificato per fede, al pari di lui, pur non avendo visto Gesù e assistito a tanti Suoi prodigi. I miracoli, infatti, sono segni che attirano l’attenzione verso il Signore, tuttavia non comunicano la fede che salva. Questa non viene neppure dal vedere fisicamente Cristo, ma dalla Sua ispirata Parola che suscita la fede ed opera efficacemente in chi crede. Perciò la fede menzionata da Pietro è preziosa, perché ci fa realizzare la salvezza, le promesse di Dio e ci fa superare le difficoltà della vita. I destinatari della lettera non vivono accanto al Signore come gli apostoli, ma essi godono la stessa comunione con Lui. In virtù dello Spirito Santo, mandato nel Suo nome, Cristo abita per fede nei credenti. Non disprezzare la tua fede, anche se pare orfana di eclatanti manifestazioni, ringrazia il Padre per averti donato un Salvatore in cui credere. La fede in Lui è preziosa perché fa accedere all’inestimabile comunione divina e alle insondabili ricchezze della benedizione celeste.
…Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Romani 5:8)
L'IMMENSO AMORE DI DIO
È davvero strano che si accusi Dio di insensibilità verso l’umanità, quando il Suo amore è stato dimostrato in modo impareggiabile. Dio non ama perché è amato, ma perché “Dio è amore”, è la Sua stessa natura. Gesù ama tutti, nonostante tutto. Egli non amò perché fu amato, né perché fu accolto ed onorato. Cristo ci ha amati, mentre eravamo lontani da Lui, quando eravamo peccatori e Lo offendevamo con la nostra condotta. Fu il Suo grande amore che Lo indusse a cercarci, mentre eravamo perduti. Fu il Suo grande amore che Lo portò a dare volontariamente la Sua vita al posto tuo e mio. È ancora l’immenso amore che ha per noi che Lo fa essere Mediatore Unico in nostro favore presso il Padre. L’amore del Signore ci stupisce e ci avvince. Se sei in cerca del grande amore della tua vita, è arrivato il momento di fermarti e considerare che nessun altro all’infuori di Cristo è in grado di offrirti un tale bene prezioso. Grande in misericordia, il Suo amore è grande anche in purezza, poiché non ti lascia nel peccato, ma santifica la tua vita, rivelandoti chiaramente tutto ciò che in te non Lo glorifica. È tu come rispondi a questo amore?
…A chi vince io darò a mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio (Apocalisse 2:7)
VINCITORI IN CRISTO
Ogni credente, quale buon “soldato” di Cristo non dimentichi di essere ancora in “guerra” e continui a conquistare terreno contro i nemici spirituali. I nemici non sono uomini, né nazioni. Siamo chiamati a vincere contro il diavolo. Alcuni pensano che egli sia soltanto un personaggio mitologico. La Bibbia lo descrive come l’avversario di Dio e dell’uomo ed invita i credenti a combattere “contro le forze spirituali della malvagità”. Dobbiamo lottare contro di lui, prima di tutto per conquistare anime a Cristo. Inoltre, siamo chiamati a prevalere sul mondo. Un famoso predicatore una volta disse: “Per me il mondo è tutto quello che riesce a raffreddare il mio amore per il Signore”. Ora, “…questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede” (I Giovanni 5:4). Infine, per la grazia di Dio, dobbiamo dominare il nemico più pericoloso: noi stessi! Occorre “sbaragliare” il “vecchio uomo” affinché possiamo dire come l’apostolo Paolo: “…non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Galati 2:20). Non vogliamo soltanto partecipare alla “guerra” ma vincerla con l’aiuto possente del Signore.
…Allora Eliseo tagliò un pezzo di legno, lo gettò in quel medesimo luogo, fece venire a galla il ferro, e disse: ‘Prendilo’ (2° Re 6:6)
AFFERRA LA GRAZIA DI DIO
“Ah, signor mio! e l’avevo presa ad imprestito!”, fu il grido del discepolo che, tagliando la legna per costruire un locale più ampio in cui imparare la Parola di Dio, s’accorse che il ferro della scure si era sfilato dal manico, affondando nell’acqua. Avendola ricevuta in prestito, si era assunto la responsabilità di restituirla. Quante volte nella vita, inaspettatamente, si perdono le forze necessarie per affrontarla, si perde l’entusiasmo, la motivazione e perfino la ragione di vita. La vita è un bene prezioso che ci è stato affidato da Dio. Dovremo rendere conto a Lui di come la usiamo: ignorando la Sua volontà o ubbidendo alla Sua Parola? Quando qualcosa viene a mancare o va perduto e non sei più in grado di recuperarlo, c’è Qualcuno che ti può aiutare a ritrovare la gioia di vivere, di utilizzare al meglio le energie di una vita veramente cristiana. Egli è ben più grande di Eliseo che, mediante un legno, fece galleggiare il ferro. È il Signore Gesù che è sceso fino a noi per essere la Via che conduce al cielo. È Colui che mediante il legno della croce ci fa risalire a nuova vita. Vuoi recuperare ciò che hai perduto? Afferra ciò che Cristo ha compiuto per te!
O Signore, al mattino tu ascolti la mia voce; al mattino ti offro la mia preghiera e attendo un tuo cenno (Salmo 5:3)
INIZIA BENE LA GIORNATA
Il Signore, in questo brano della Scrittura, c’insegna un principio fondamentale per iniziare nel migliore dei modi la giornata: presentare ogni cosa in preghiera a Dio. Il salmista “offre” a Dio la preghiera, quale primo appassionato impegno di ogni nuova alba. Al mattino, per impostare bene il giorno che abbiamo davanti, è fondamentale che ci rivolgiamo al Signore in preghiera per dargli la lode che Gli appartiene e ricevere la forza e la guida che soltanto Lui può dare. Inoltre, è importante che la Bibbia sia la nostra guida e che seguiamo le Sue indicazioni. Le parole di Davide, rendono evidente la sua certezza su come Dio lo avrebbe ascoltato e come, da parte sua, si sarebbe impegnato a sottomettersi a Lui con fede. La speranza dei credenti è il risultato della loro conoscenza del Signore. Tutti coloro che hanno creduto in Lui, che Gli hanno arreso la vita e si lasciano condurre dalla Sua mano, sono al sicuro e affrontano il presente ed il futuro in maniera più che serena. Caro lettore, inizia anche tu la giornata rivolgendoti a Dio e partirai “con il piede giusto”. E andrai lontano.
…il Maestro è qui, e ti chiama (Giovanni 11:28)
CORRI DA GESU'
Maria stava vivendo un momento doloroso, aveva perso il suo amato fratello e sembrava inconsolabile. Gesù la mandò a chiamare per incontrarla da sola, in disparte, per confortarla. Come per lei allora, oggi, il Maestro è qui e chiama te. Se, come lei, sei disposto ad accogliere il Suo invito, tu potrai avere un’esperienza simile allla sua e vedere la gloria del Signore. Osserviamo Maria: Corse da Lui senza alcun indugio. Non solo, ma Gli si gettò ai piedi! Esempio di amorevole sottomissione ma anche di tremenda sofferenza in cui è impossibile giacere senza alcun aiuto. Infine, la devota di Betania, Gli aprì tutto il cuore: sfogando l’amarezza per l’assenza del Signore. “Se tu fossi stato qui!”, ella disse, non celando il disagio per l’inspiegabile mancanza. Anche se piccola, la fede di Maria sopravviveva, e perciò fu premiata: alla fine vide con i suoi occhi la vittoria di Cristo sulla morte. E tu, oggi, come reagirai alla chiamata di Gesù? Egli è qui e ti chiama, per aiutarti. Perché non vai a Lui, non ti getti ai Suoi piedi e non Gli dici tutto ciò che t’addolora? Fallo, umilmente e con fede, e vedrai la Sua gloria. Perché non metterLo alla prova?
Figliuoli, ascoltate l’istruzione di un padre… (Proverbi 4:1)
PORTA A DIO LA TUA FAMIGLIA
Salomone ricorda alcuni consigli che suo padre, il re Davide, soleva rivolgergli nella sua fanciullezza. Non v’è cosa migliore che inculcare nei bambini gli insegnamenti della Parola di Dio. Essi rimangono i più adeguati per un corretto sviluppo della persona e, se messi in pratica, rendono l’esistenza felice e sicura. Il focolare domestico, insidiato da ogni lato, è la fucina dove il carattere e le convinzioni più profonde possono essere formate. Poni la famiglia al centro delle tue attenzioni, investi il tuo tempo, i talenti ed anche il denaro cui forse dovrai rinunziare, per curare i tuoi ragazzi. Non affidare alla “cattedra televisiva” la crescita dei tuoi figli. Non scoraggiarti, ma confida in Colui che ha promesso di salvare te e la tua famiglia. Essere genitore significa collaborare con il Creatore per il bene delle loro anime! Sia la redenzione dei tuoi figliuoli fra le tue priorità. Fin dalla fanciullezza tieni i tuoi figli stretti al tuo cuore e, nell’adolescenza, non perderli di vista. Non delegare ad altri ciò che invece deve essere “il maggiore impegno della tua vita”. Conduci i tuoi figli a Cristo, Egli si prenderà cura di loro.
Le mosche morte fanno puzzare e imputridire l’olio del profumiere; un po’ di follia guasta il pregio della sapienza e della gloria (Ecclesiaste 10:1)
SII SCRUPOLOSO
La scrupolosità è la volontà di porre attenzione anche alla cura dei particolari, non essere grossolani e superficiali. Si è sempre più portati a tollerare un vivere approssimativo, superficiale, in cui poco o nulla è davvero come dovrebbe essere: le mezze verità, l’infedeltà e l’illegalità costituiscono quasi la prassi. La Bibbia ci sprona a riflettere sulle conseguenze che la trascuratezza, qui paragonata alle “mosche morte”, può avere sul “profumo” che emana dalla nostra persona. Il guasto prodotto dalla negligenza è testimoniato dal “cattivo odore” che sale alle narici dal recipiente che doveva diffondere un “profumo di vita”. L’olio, prima comincia a “puzzare” e poi “imputridisce”, assumendo l’odore caratteristico della morte. L’appello è a prendere la decisione profonda di imitare Cristo in tutta la tua esistenza e in ogni aspetto della tua vita. Non è qualcosa che puoi fare da solo. Prega che il Signore ti dia grazia di trasformare, per mezzo del Suo Spirito, la tua vita, per realizzare una condotta scrupolosa ed integra, benedetta da Dio e di benedizione per chi s’accosta a te.
…Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna (Giovanni 6:68)
PAROLE DI VITA ETERNA
Intorno al 1436, a Costantinopoli fu ritrovata quella che è nota come la “lettera a Diogneto”, in essa un cristiano scrive ad un certo Diogneto, il quale voleva saperne di più intorno alla fede, con l’intento di rivolgere al suo interlocutore “le parole più adatte a renderlo migliore”. Chi scriveva sapeva che soltanto alcune parole conferiscono grazia a chi ascolta: esse sono quelle che procedono da Dio. I discepoli amavano le “Parole” di Gesù perché illuminavano e scaldavano il cuore, essi si erano legati a Gesù non per i miracoli che gli avevano visto operare, ma per la bellezza e la potenza delle sue “Parole”. Noi uomini sappiamo ben discernere il valore delle cose e siamo pronti a dare a ciascuna di esse la giusta importanza. Nel campo delle parole vale lo stesso principio, dobbiamo distinguere tra parole e “Parole”, quelle cioè che provengono unicamente dalla bocca di Dio, le sole “veramente preziose” che possono donare la vita eterna a quanti le accettano per fede. Anche noi come Pietro, conquistati dalle “Parole di Gesù”, vogliamo distoglierci dai mille ciarlatani di questo mondo, per poter dire: “Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna”.
Nell'anno della morte del re Uzzia, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio (Isaia 6:1)
VEDERE IL SIGNORE
A chi non piacerebbe “passare alla storia” come Isaia, profeta potentemente usato per descrivere Cristo e la Sua opera secoli prima della sua realizzazione? Isaia fu sostegno valido e guida affidabile per molti suoi contemporanei. Egli fu in grado di parlare e scrivere da parte di Dio, assistette al dileguarsi di assedi militari nemici, vide malattie miracolosamente guarite. Eppure tali onori non dipesero dagli studi o dalle amicizie, né da un carattere forte o da favorevoli coincidenze. Qual è la fonte di tanta benedizione, come poté questo uomo realizzare tanta gloria di Dio nella sua vita? La risposta è alle radici, all’inizio della storia: Isaia incontrò il Signore! C’è ancora il modo per trasformare persone ordinarie in persone speciali. C’è bisogno, però, di un incontro personale con Dio. Cristo Gesù è venuto incontro all’umanità per permettere ai peccatori, privi della gloria di Dio, di riconciliarsi con Lui. Stamani, Egli è a casa tua. Tu puoi svolgere un ruolo straordinario a casa, a scuola o sul lavoro. Se, aprendo gli occhi della fede, tu “vedi” il Signore ciò sarà possibile. Oggi.
Altro...
Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o avrà riguardo per l'uno e disprezzo per l'altro... (Matteo 6:24)
DIO AL PRIMO POSTO
Qui il problema non sta nel “possesso” delle ricchezze, ma nel rapporto che con esse s’instaura. In sostanza, esse possono divenire tanto centrali nei nostri pensieri da governarli o, se spiritualmente ben gestite, possono concorrere a farci servire Dio. È, prima di tutto, questione di cuore. “Odierà o amerà”, è questo il punto, “Infatti l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali”. Oggi, più che al portafoglio, Dio parla al tuo cuore. È, poi, una questione di riguardo. Quando le ricchezze sono padrone del cuore non accettano condominio con alcuno: pretendono riguardo e cura, soffocando ogni altra priorità. Quante persone che posseggono modeste ricchezze hanno più riguardo per i loro miseri spiccioli che verso Colui che ha dato tutto per loro? Infine, è una questione di dipendenza. Dio vuole che i Suoi figli Lo servano e ciò è incompatibile con il materialismo. In Romani 6:16 è scritto: “Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite…”? E tu oggi di chi sarai servo? Per chi avrai riguardo? A chi apparterrà il tuo cuore? Scegli Cristo, Egli è il tesoro più prezioso.
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo (Matteo 11:28)
GESU' TI INVITA A SE
Ancora oggi qualcuno che ci rivolge un invito e ci chiama a Se: Gesù Cristo il Signore. L’invito sarà poi apprezzato in base al momento in cui giunge. Guardandoci intorno ed osservando soprattutto la condizione della nostra vita, possiamo ben dire che mai una parola è giunta così propizia. Quando ci sentiamo affaticati e oppressi o stanchi e carichi vorremmo trovare riposo, ma dove trovarlo? Non certo nella società in cui viviamo, dove la violenza, la cattiveria, il male in ogni sua forma sembrano prevalere. Forse neanche in famiglia, dove le difficoltà di vario genere non fanno altro che appesantire il nostro cuore. Allora possiamo dare fiducia a Colui che, essendo Dio, si è fatto uomo e pertanto può comprendere appieno i nostri affanni quotidiani. Inoltre, Gesù è stato esaltato dalla destra di Dio ed oggi si rivolge agli uomini quale Signore del cielo e della terra. Egli non è limitato dalle circostanze ed è in grado di prendersi cura di chi, con fede, gli affida la propria esistenza. Il riposo che il Signore dona è profondo e duraturo perché riguarda l’anima, che, liberata dal peso del peccato, trova la vera pace con Dio. Non perdere tempo, vai oggi a Lui.
Dio ha fatto ogni cosa bella a suo tempo; egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità… (Ecclesiaste 3:11)
L'ETERNITA' CON DIO
Il Creatore ha pensato veramente a tutto. Egli ha creato l’uomo a Sua immagine, cioè con uno spirito immortale in grado di avere comunione con Lui ed ha messo nel profondo della sua coscienza la consapevolezza che dopo la morte ci sarà un’altra vita. Questo “pensiero dell’eternità” resta una prospettiva percepibile ma non perfettamente comprensibile alla mente umana. Cristo, però, permette alla fede di tradurlo in certezza della vita eterna. Dinanzi alla caduta di Adamo, Dio non rigettò la Sua creatura: il Creatore è divenuto anche il Redentore, manifestando il Suo proposito di riscattarla col prezioso sangue di Gesù, ben preordinato prima della fondazione del mondo. Chi rimarrà ostile al pensiero ed all’opera di Dio dovrà rendere conto dinanzi al Suo trono, al momento del Giudizio. Caro amico, tu hai uno spirito che aspetta di essere vivificato e nel tuo cuore c’è il pensiero dell’eternità. Come sarai introdotto in essa? Non è una domanda cui dare una risposta evasiva. Considera che Dio, per mezzo di Gesù Cristo il Salvatore del mondo, ti offre la possibilità di godere l’eternità alla Sua gioiosa presenza, non rifiutarla. Qual è la tua scelta oggi?
Or v'era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de' capi de' Giudei. Egli venne di notte a Gesù… (Giovanni 3:1-2)
LUCE NELLA NOTTE
La notte è sinonimo di “tempi oscuri, difficili”. Il giorno, invece, ben raffigura una situazione serena e positiva. Due realtà che quindi si contrappongono e si contendono i nostri stati d’animo. Consideriamo l’esperienza di Nicodemo: egli andò da Colui che anche di notte riceve chiunque è alla ricerca della verità, tutti quelli che si rivolgono a Lui bisognosi di luce riguardo alla Sua Persona e alle cose spirituali. Il Signore l’accolse e gli diede risposte che restano memorabili per noi e che segnarono la sua vita. Quando vai a Gesù, la notte per Lui è chiara come il giorno! C’è sempre una parola di conforto. Potresti arroccarti sulle tue certezze umane e restare nelle tenebre spirituali. È preferibile lasciare le tue convinzioni consolidate, ma non basate sul giusto fondamento, illuminate più dalla coscienza che dalla Scrittura. Vai al Signore anche tu, disposto a rimettere in discussione le tue convinzioni religiose, entra nel raggio di luce della Sua benedetta e chiara Parola. AscoltaLo, mentre ti dice: “Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”, e la tua notte risplenderà della Sua luce!