Parole di Vita
Meditazione del 03 agosto 2025
Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! (Giovanni 1:29)
L'AGNELLO DI DIO
Nella scrittura cinese, la parola "giustizia" è formata da un simbolo che sta per agnello, posto sopra un altro simbolo che sta per io. L’ideogramma è un’immagine appropriata per descrivere la giustizia che Dio offre ai peccatori attraverso la fede in Cristo, "l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!". La verità è semplice: per ottenere salvezza e vita eterna il nostro io deve essere posto sotto l’espiazione compiuta dall’Agnello. La nostra natura peccatrice, infatti, impedisce di essere in regola con la giustizia di Dio, ma Egli ci giustifica coprendoci con il sacrificio del Suo Figliuolo. Molte brave persone, specie se religiose, si sentono "offese" dalla necessità della croce di Cristo per ottenere la grazia di Dio, così come proclamata nell’Evangelo. Essi, infatti, pensano di possedere una giustizia fondata su opere o meriti personali. Questo, però, serve soltanto ad esaltare il proprio io. Secondo la Scrittura, infatti, la salvezza deve essere ricevuta per fede, non meritata per le opere.
Meditazione del 02 agosto 2025
Badate e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall'abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita (Luca 12:15)
IL PERICOLO DELL'AVARIZIA
Le parole di Gesù, sebbene espresse quasi duemila anni fa, sono quanto mai attuali. L’avaro, infatti, s’affanna ad ammassare beni nell’ansietà del futuro incerto e, assorbito completamente da questa brama di sicurezza, trascura completamente le necessità spirituali. Così, una preoccupazione legittima (il futuro) affrontata senza fede, genera una certezza illusoria (le ricchezze). V’è forse dannazione peggiore? Diversamente, chi si riconosce povero in spirito dinanzi a Dio, trova nel sacrificio di Cristo la certezza della salvezza eterna e la promessa del Suo sostegno quotidiano, ottenendo così ricchezza e serenità. Le vere ricchezze nessuno le potrà rubare e nulla le può intaccare: “Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano, ma fatevi tesori in cielo, ove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sconficcano né rubano” (Matteo 6:19, 20).
Meditazione del 01 agosto 2025
L'uomo riguarda all'apparenza, ma il Signore riguarda al cuore (1° Samuele 16:7)
APPARIRE O ESSERE?
Viviamo in una società che dà molta importanza all’apparenza, alla "visibilità". Nell’immaginario collettivo, destano ammirazione i corpi statuari, le promesse di chi assicura grandi mutamenti, o le fortune di chi viaggia sull’onda del successo. Dio, però, non è impressionato da tali cose e neanche dalle tante opere che l’uomo può compiere. La Sua attenzione non si ferma su ciò che appare; il Signore scorge i sentimenti ed i pensieri più profondi di ogni uomo. Caro lettore, anche tu sei affascinato dalle illusioni, attratto da ciò che sembra, ma non è? Dio vuole illuminare il tuo cuore per evitarti un triste ritorno alla realtà. L’occhio dell’anima è sano soltanto se è rivolto a Gesù Cristo con il desiderio di conoscerlo, amarlo e ubbidirgli. Allora vedrai le cose come sono realmente. Forse tu stesso cerchi di apparire quello che non sei, pur di raggiungere i tuoi obiettivi. Quale immagine di te stai cercando di riflettere negli altri? Dinanzi a Dio siamo tutti dei libri aperti. Niente è nascosto a Colui che ha gli occhi come fiamma di fuoco.
Meditazione del 31 luglio 2025
Quando ero turbato da grandi preoccupazioni, il tuo conforto ha alleviato l'anima mia (Salmo 94:19)
CONFORTO EFFICACE
Il salmista era turbato da eventi che si erano abbattuti sulla sua vita. La sua preoccupazione era talmente grande da privarlo della pace e della tranquillità. Mentre si trovava in quella condizione, però, confidò in Dio. Il Signore, che è sorgente d’ogni compassione, intervenne in suo favore, lo confortò efficacemente, alleggerendo il peso del suo cuore e rinnovando in lui la speranza. Il Signore può compiere la stessa opera anche in te, oggi. Non importa quanto grandi sono le tue ansietà. In Cristo è possibile trovare la pace ed il riposo tanto anelati. Raccontagli ogni tua preoccupazione; con piena fiducia, deponi ai Suoi piedi le ingiustizie e i problemi che turbano il tuo cuore; Egli non rimarrà indifferente. La presenza di Dio riempirà la tua vita e, ancora prima di vedere la soluzione ai problemi, la Sua benedizione rallegrerà la tua anima, ridonandoti forze morali e fisiche.
Meditazione del 30 luglio 2025
E Samuele rispose: "Come andrò io? Saul lo verrà a sapere, e mi ucciderà" (1° Samuele 16:2)
MOMENTI D’ESITAZIONE
Quando Mosè fu chiamato a comparire dinanzi a Faraone, si scusò dicendo di non essere qualificato per quella missione. Come nel caso di Samuele, il motivo della riluttanza fu la consapevolezza dei propri limiti che appannò, per un po’, la sua fiducia nell’Onnipotente. Questi, ed altri uomini, tuttavia resero noto a Dio, con estrema sincerità, i loro timori e le ragioni della loro perplessità verso la chiamata divina che li vedeva protagonisti. In entrambi i casi, il risultato fu lo stesso: la loro fede fu rafforzata. Anche i servitori di Dio più onorati hanno avuto i loro momenti d’esitazione. Mantenere un sobrio concetto di sé è salutare e non è errato essere consapevoli dei propri limiti; ciò che invece diventa dannoso nel servizio al Signore, è il trasferire su di Lui le nostre debolezze.
Meditazione del 29 luglio 2025
Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo (2° Corinzi 2:14)
IL VERO TRIONFO
Cristo ha trionfato sacrificando Sé Stesso, Egli ha vinto i peggiori nemici dell’uomo: l’Avversario, il peccato, l’io, il male, la morte. Mentre eravamo lontani da Dio, schiacciati dal peso del peccato, Egli non ha voluto dominarci ma ci ha piuttosto liberati dai nostri nemici, rendendoci vittoriosi con Lui. È scritto che: "Avendo spogliato i principati e le potestà ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce" (Colossesi 2:15). Il Signore vuole dare vittoria anche a te, facendoti gioire della redenzione in Cristo, di una festa celeste per il tuo ravvedimento. Egli sta preparando un tripudio glorioso, ineffabile, al di sopra di ogni lotta ed avversità: "Nel suo regno celeste". Non guardare alla prova che oggi stai soffrendo come ad una sconfitta; non combattere per allori effimeri. Lasciati condurre da Cristo di trionfo in trionfo, verso la corona eterna, glorificando Dio.
Meditazione del 28 luglio 2025
E Gesù lo condusse fuori dalla folla... e gli disse: Effatà! che vuol dire: Apriti! E gli si aprirono gli orecchi (Marco 7:33-35)
EFFATà
"Effatà", ossia "apriti", è quanto Gesù pronuncia per donare la guarigione ad un sordomuto. Gesù gli aveva messo le dita negli orecchi e con la saliva gli aveva toccato la lingua, ma il miracolo non si adempì finché non pronunciò quella parola. Come mai? Perché La Sua Parola è autorevole ed insostituibile. La Bibbia ci insegna che per essa la materia è stata formata, i mondi sono stati creati. Forse hai udito più volte la Parola di Dio, ma non ti sei mai veramente aperto all’opera che il Signore vuole compiere iniziando dalla fede nelle Scritture. La sordità del cuore scompare, la lingua può magnificare Dio parlando delle Sue grandi cose. "Apriti!", esclama anche a te il Signore, spalanca il tuo cuore senza remore: se oggi odi la Sua voce non soffocarla con altri pensieri, non temere per quanto Egli possa dirti di fare, ma ringrazialo per quello che nella Sua grazia vuole compiere in te e per te!
Meditazione del 27 luglio 2025
Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce (Giacomo 4:14)
REALTà FUGACI E BENI ETERNI
Tutto passa sulla terra, pure quelle cose che, per la loro pregiata qualità, sembrano intramontabili. L’uomo anela alla certezza che la vita continui, anzi si perfezioni, dopo la morte fisica e, al contempo, che le cose di cui gode siano transitabili nella sua eterna dimora. Dio stesso ha posto nell’uomo "il pensiero della eternità" (Ecclesiaste 3:11). Una profonda ed arcana aspirazione che diviene sicura eredità di fede in Gesù, calatosi nella nostra dimensione storica per donarci la vita eterna. La vita eterna in Cristo non si limita ad un’infinita durata dell’esistenza, ma abbraccia la qualità di un’inalterabile comunione con Dio. I beni che corredano questa vita, come la pace del perdono, la gioia della presenza di Dio, il frutto del nostro servizio al Signore, non saranno sepolti dalla sabbia d’alcuna clessidra, ma ci accompagneranno per l’eternità.
Meditazione del 26 luglio 2025
Ricordati di Gesù Cristo, risorto dai morti (2° Timoteo 2:8)
OGNI GIORNO CON NOI
Sono le parole dell’anziano apostolo Paolo al giovane pastore Timoteo. Il primo sapeva del poco tempo rimastogli da vivere e che la sua dipartita avrebbe causato dolore a molti suoi amici, tutti cristiani dell’epoca. In maniera particolare avrebbero potuto sentire la sua mancanza, proprio quei giovani servitori di Dio che tanto avevano imparato da lui. Ecco il senso dell’esortazione: Timoteo, tra un po’ non ci sarò più. Io ero per te come un fratello maggiore, come un padre che ti dava consigli. Ma Gesù è sempre con te e ti darà intelligenza per sapere come ti devi comportare, perciò ricordati di Lui. Anche per noi è una necessità ricordarsi di chi è Gesù, è una gioia sapere che è risorto e vivente. Egli è una risorsa vitale per noi. Il Signore Gesù ci ha fatto una promessa: "Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente" (Matteo 28:20).
Meditazione del 25 luglio 2025
Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà (Salmo 37:5)
UNA SORTE BEN RIPOSTA
Riporre la nostra sorte nel Signore significa riposare serenamente nella Sua sovranità sulle circostanze, anche quando subiamo eventi che sembrano danneggiarci. Riporre la nostra vita in Cristo vuol dire continuare a fare la Sua volontà, lasciando che sia Lui a prendersi cura di noi, anche quando potremmo risolvere dei problemi trascurando la Sua Parola. Se ti sei affidato a Dio per qualcosa, continua fino alla fine: non andare nella direzione opposta alla preghiera, non aprire tu le porte e non chiuderle, ma lascia che sia Dio ad operare. Mettere la propria vita nelle mani del Signore non significa perderla, ma vederla, giorno per giorno, arricchita dalle Sue grandi benedizioni. In chi, o in che cosa stai rimettendo la tua sorte stamattina? Rimetti sia il tuo destino eterno sia la tua sorte terrena nelle mani del Signore ed Egli agirà.