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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

Parole di Vita

Parole di Vita

Sabato, 10 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 10 gennaio 2026

...Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei... (Efesini 5:25)

AMA LA TUA CHIESA (1)

Prima di criticare la tua chiesa, ricordati "...Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei.” Egli non ha abbandonato la Sua chiesa, perciò non abbandonarla nemmeno tu! E smettila di parlare così tanto di ciò che non ti piace. Se la tua chiesa fosse perfetta, saresti fuori luogo! Noè non navigò sulla Amerigo Vespucci, ma su una gloriosa nave da bestiame. Riesci a immaginare il rumore, la confusione e lo sballottamento di una nave durante una tempesta tanto grande da distruggere il mondo intero? E la puzza? Tutti quegli animali e solo una presa d’aria! Ma ecco il punto; tutti quelli dentro l’arca furono salvati, tutti quelli fuori morirono. Si racconta che un aristocratico si vantava del suo lignaggio e dei suoi antenati di sangue blu. Uno dei suoi ascoltatori, irritato sbottò; "Suppongo che i tuoi antenati fossero sull’arca con Noè!” “No”, replicò l’uomo, "La mia gente aveva la propria barca!” Fa sorridere, ma c’è solo un mezzo che ha garantito di entrare salvi nel porto del Cielo: la vecchia nave della salvezza. Qualche volta le cose ti danno la nausea in chiesa? Certo. Gesù rimproverò aspramente Pietro: “Vattene via da me. Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini." (Matteo 16:23). La cosa bella però è che quando vai in confusione, la stessa grazia che ha riabilitato Pietro ci sarà anche per te. Quindi la parola per te oggi è: ama la tua chiesa!

Venerdì, 09 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 09 gennaio 2026

“Io mi alzerò e andrò da mio padre.” (Luca 15:18)

ALZATI!

Il giovane della parabola era attratto dalle luci ingannevoli di questo mondo. Desiderava il successo, cercava l’amicizia, sperava di trovare l’amore. Così, chiese al padre la sua parte di eredità e partì, convinto di poter costruire da solo la sua felicità. Ma presto si accorse che non tutto ciò che luccica è oro. Le sue ricchezze svanirono, le sue amicizie si rivelarono false, l’amore che cercava si trasformò in delusione. Ogni passo che faceva lo allontanava sempre di più da quel padre che lo amava davvero. E quando tutto crollò, quando si ritrovò sporco, affamato, solo, in mezzo ai maiali, qualcosa si accese dentro di lui: il ricordo della casa del padre. Fu allora che disse: “Io mi alzerò e andrò da mio padre.” Non aveva più nulla, se non la certezza che suo padre era l’unico che poteva accoglierlo. Forse anche tu hai inseguito sogni che si sono rivelati vuoti, hai cercato amore dove non c’era, hai investito in qualcosa che ti ha lasciato solo e deluso. Ma oggi Dio ti dice: alzati! Non restare lì dove sei, non lasciare che la vergogna ti tenga lontano. Il Padre ti aspetta a braccia aperte, pronto a rivestirti con una nuova veste, a metterti un anello al dito e sandali ai tuoi piedi. Vuole restituirti dignità, appartenenza, un futuro. Torna a Lui.

Giovedì, 08 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 08 gennaio 2026

Ma essi rifiutarono di fare attenzione... per non udire. (Zaccaria 7:11)

ALCUNI NON SI POSSONO AIUTARE (2)

Accettalo, alcuni non sono pronti per il cambiamento. Richiedono il tuo tempo e la tua energia, ma quando si arriva al dunque, non sono disposti a pagare il prezzo per migliorare. Chi sono queste persone? 1. Persone che vogliono parlare, ma non ascoltare. Giacomo presenta due tipi di persone: uditori e facitori. “Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi” (Giacomo 1:22). Invece di sforzarti senza sosta per rispondere ai bisogni degli altri, prova ad indirizzarli a Colui che può farlo. Dovrebbero dipendere da Dio, non da te. 2. Persone che non pensano che tu sia qualificato per aiutarli. Gesù non era rispettato nella Sua città natia, eppure la città avrebbe avuto bisogno proprio di Lui (vedi Giovanni 1:11-12). L’opportunità non sempre bussa alla porta; a volte rimane accanto, in attesa di essere riconosciuta! Quando le persone non vogliono accettare il tuo aiuto e il tuo consiglio, è probabile che non siano pronte per crescere e affrontare i loro problemi. 3. Persone che vogliono ciò che hai, ma non quello che sai. Queste persone vogliono essere salvate, ma non istruite; confortate, ma non corrette. E quando continui a lasciare perdere invece di insegnare loro come vivere, non le stai veramente aiutando. Davide disse: “è stata un bene per me l’afflizione subita, perché imparassi i tuoi statuti” (Salmi 119:71). Spesso le persone devono vivere il dolore che deriva da ciò che è sbagliato prima di comprendere la saggezza di ciò che è giusto. Quindi quando ti capita di aiutare le persone, abbi discernimento.

Mercoledì, 07 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 07 gennaio 2026

Essi non hanno dato ascolto (Geremia 32:33)

ALCUNI NON SI POSSONO AIUTARE (1)

Ci sono persone che non si possono aiutare, almeno non adesso. Nota cosa Dio disse degli Israeliti: “Sebbene io li abbia istruiti continuamente... essi non hanno dato ascolto per ricevere la correzione”. Ora, se alcuni non hanno seguito il consiglio di Dio, come seguiranno il nostro? Cerchiamo di capire chi di solito non può essere aiutato: 1. Le persone che cercano in continuazione delle scuse. Le scuse sono la stampella della mancanza di impegno e la copertura per l’auto-giustificazione. Non si può aiutare qualcuno fino a quando non è disposto a prendersi la responsabilità della propria vita e a mettere in pratica le soluzioni della Scrittura. Rifletti: se non ascoltano Dio, che pesò potrà mai avere la tua opinione? 2. Le persone che frequentano giri sbagliati. La Bibbia dice: “Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi” (1 Corinzi 15:33). Ci sono persone che semplicemente non appartengono alla tua vita e non puoi procedere finché non interrompi questi legami. Le compagnie che intrattieni influenzano la tua condotta e il tuo carattere, le due cose che determinano il tuo futuro. 3. Le persone che accusano Dio per i loro problemi. Di fronte alle difficoltà, la loro domanda è: “Perché Dio ha permesso che ciò accadesse a me?” In realtà non si può vedere Dio come la soluzione, fino a quando si continua a vederLo come il problema. Dio lo aveva espresso chiaramente al Suo popolo: “lo ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita” (Deuteronomio 30:19). Se non vuoi più essere scoraggiato, ama le persone e prega per loro, ma spendi il tuo tempo con coloro che vogliono essere aiutati.

Martedì, 06 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 06 gennaio 2026

Egli è stato manifestato per togliere i [nostri] peccati.... (1 Giovanni 3:5)

AFFRONTA IL TUO PECCATO

Quando rifiuti di affrontare i tuoi peccati, diventi un target ben evidente per il nemico. E se osservando altri concludi: "lo non farò mai una cosa del genere”, significa che non prepari alcuna protezione contro quel comportamento. “Chi pensa di stare in piedi guardi di non cadere” (1 Corinzi 10:12). Non avevi mai pensato di poterti arrabbiare così, o di avere l’amante, o di mentire al tuo capo, o di imbrogliare con le tue entrate, proprio perché non ritenevi di poterlo fare e non hai fatto nulla per proteggerti. Come è vero che i pesci nuotano e gli uccelli volano, la tua natura peccaminosa ti condurrà fuori rotta a meno che tu non la affronti con decisione e alla luce della Parola. Paolo scrisse: “Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balia della loro mente perversa, sì che facessero ciò che è sconveniente” (Romani 1:28). La cosa peggiore che Dio possa fare è lasciarti in bada dei tuoi istinti e dire: “Fai come vuoi!" è sorprendente come paragoniamo i nostri peccati ai peccati degli altri, concludendo che i nostri non sono poi così male. La Bibbia dice: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23). Se salti oltre un crepaccio profondo e non raggiungi il lato opposto per pochi centimetri o per tanti metri, vi cadrai comunque dentro e ti farai comunque male. C’è, però, una buona notizia: “Egli è stato manifestato per togliere i [nostri] peccati”. Oggi Gesù perdonerà i tuoi peccati, ti dichiarerà giusto e ti darà forza, se vai a Lui con il cuore pentito per ricevere la Sua misericordia e la Sua grazia.

Lunedì, 05 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 05 gennaio 2026

Io... riprendo e correggo... (Apocalisse 3:19)

ACCETTA LA CORREZIONE DI DIO

La correzione di Dio ci rende umili dove è necessario. Possiamo rispondere in tre modi: 1) Ribellarci, 2) Razionalizzare e giustificarci, 3) Accettare la correzione e rimetterci in carreggiata. Un cambiamento reale può iniziare solo accettando questa verità: Dio ti ama incondizionatamente, per quello che sei. Senza questa premessa, continuerai a cercare di cambiare con le tue sole forze, nel vano tentativo di meritarti il Suo amore. In realtà, già possiedi questo amore, ma non ne sei consapevole. Molti pensano che accettare sé stessi significhi giustificare i propri difetti, ma non è così. Non puoi ricevere la correzione di Dio nel modo giusto senza riconoscere il Suo amore. Se manca questa consapevolezza, la correzione ti sembrerà un rifiuto e la disapprovazione del tuo comportamento sarà percepita come disapprovazione di te stesso. Per crescere spiritualmente, devi credere che Dio si impegni con te, specialmente quando ti guida in direzioni poco chiare. In quei momenti, è fondamentale avere fiducia nel Suo amore. L'apostolo Paolo era certo che nulla lo avrebbe separato dall'amore di Dio (Romani 8:39). Nell'Apocalisse, Dio afferma: "Tutti quelli che amo li riprendo e li correggo". La correzione è una chiara evidenza del Suo amore e della Sua approvazione. Preoccupati solo se non la ricevi! Se stai attraversando un periodo di correzione, rincuorati: Dio ha in serbo per te qualcosa di bello!

Domenica, 04 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 04 gennaio 2026

l ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro... (Proverbi 27:17)

CRESCITA PERSONALE (3)

Quando smetti di crescere, smetti di apprezzare i tuoi colleghi e i tuoi collaboratori. Nella maggior parte dei casi si tratta di un altro sintomo della mancanza di crescita, ed è direttamente collegato alla tua mancanza di influenza. Quando sei “quello che risolve i problemi”, tutti ti cercano. Tutti richiedono i tuoi consigli e la tua competenza per una miriade di problemi e di questioni. Ma quando smetti di crescere, l’attenzione si sposta su qualcun altro. La crescita personale mantiene la tua attenzione sulle persone e mantiene la loro su di te. Che cosa si può fare per mantenere una mente fresca? Prova con “l’impollinazione incrociata”. Le api passano la vita spostandosi da un fiore all’altro, portando il polline da una fonte all’altra. E qual è il risultato? La crescita! Siccome le api diffondono continuamente polline nei giardini, crescono più fiori e si ha un ambiente più bello. Nella vita, “l’impollinazione incrociata” significa sapere individuare preziose informazioni da fonti multiple e passarle, in vari modi, a persone diverse. Quindi, inizia a cercare risposte in luoghi insoliti. Paolo scrive: "Ti ricordo di ravvivare il dono... che è in te” (2 Timoteo 1: 6), altrimenti esso rimarrà sopito e tu ti annoierai. Dedica del tempo ogni giorno alla tua crescita personale. Scopri dove riesci a pensare meglio e recati in quel luogo regolarmente. Alzati prima, usa la tua pausa pranzo, spegni la TV la sera. Non importa il tempo né il luogo, la cosa importante è che tu mantenga l’abitudine. Eugene S. Wilson disse: “Solo i curiosi impareranno, e solo chi è risoluto supererà gli ostacoli all’apprendimento. Il quoziente di curiosità mi ha sempre interessato più del quoziente di intelligenza." Spesso l’innata curiosità sarà più significativa dell’intelligenza. Il punto è che devi impegnarti nella crescita personale per avere successo.

Sabato, 03 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 03 gennaio 2026

L'uomo saggio e pieno di forza... (Proverbi 24:5)

CRESCITA PERSONALE (2)

Un altro indicatore della tua esigenza di crescita personale è l’aver perso interesse per la tua carriera. Molte persone pensano che questo derivi dall’essere rimasto in un posto di lavoro troppo a lungo, o ad una crisi di mezza età. La verità è che la maggior parte di noi perde interesse per il proprio lavoro, perché non siamo più interessati a crescere. Considera chi sperimenta i più alti livelli di produttività e creatività. In generale, essi sono appassionati del loro lavoro e non si preoccupano tanto dei dettagli quanto piuttosto del “quadro generale”. Mentre coloro che li circondano si soffermano sui piccoli aspetti della routine quotidiana, le persone orientate alla crescita sono occupate a calibrare il loro tiro per fare centro e raggiungere l'obiettivo. Queste sono persone che crescono, imparano e ampliano le loro esperienze, persone che non perdono mai interesse per il proprio lavoro o nella vita. Coltivare arachidi sembra una cosa piuttosto noiosa, vero? Non per George Washington Carver! Egli le studiò, le sviluppò e scoprì centinaia di usi diversi. Divenne così famoso da essere invitato a Washington per spiegare il segreto del suo successo ad una commissione del Congresso. Ecco cosa disse loro: “Dio ha creato le arachidi, lo gli ho semplicemente chiesto di dirmi che cosa si potesse fare con loro, ed Egli me lo ha mostrato!” È così semplice. Passa tanto tempo ad aumentare la tua conoscenza e la tua esperienza, quanto ne trascorri per le cose banali di tutti i giorni, e vedrai se il tuo livello di interesse e l’entusiasmo non cambiano in meglio. La Bibbia dice: ”L’ uomo saggio è pieno di forza, chi ha scienza accresce la sua potenza.”

Venerdì, 02 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 02 gennaio 2026

Perché la saggezza ti entrerà nel cuore, la scienza sarà la delizia dell’anima tua... (Proverbi 2:10)

CRESCITA PERSONALE (1)

La crescita personale porta ad una promozione. Fermati e guarda le persone nella tua chiesa, nella tua azienda o nella tua cerchia di amici. Il consulente aziendale W. Edwards Deming disse “L’apprendimento non è obbligatorio... come non lo è la sopravvivenza.” Nella cultura d’impresa, più alta è la tua posizione, meno dovrai “fare” e più dovrai usare il “pensiero critico". Pensa ad una sala conferenze aziendale durante una riunione importante. In genere, una squadra di “soldati semplici” siede attorno al tavolo con i computer portatili, ventiquattrore, cartelline di pratiche, mentre il presidente entra nella stanza portando molto poco con sé. Questo perché il manager non è stato assunto per usare un computer, rispettare delle scadenze o gestire dei file. È stato selezionato per la sua competenza e il potere delle sue idee. Le organizzazioni vogliono come leader le persone che hanno le idee migliori e di conseguenza le promozioni in genere vanno alle persone intraprendenti, uomini e donne che mostrano iniziativa e crescita. Allora inizia a creare nuove idee e vedrai che ti farai notare velocemente! Daniele iniziò come schiavo a Babilonia, sul gradino più basso della scala sociale. Ma fu presto promosso al servizio di Nabucodonosor. Questo perché il re era alla ricerca di persone con le seguenti qualifiche: “dotati di ogni saggezza, istruiti e intelligenti, capaci di stare nel palazzo reale per apprendere la scrittura e la lingua dei Caldei.” (Daniele 1: 4). Che sicurezza quel posto di lavoro!

Giovedì, 01 Gennaio 2026 00:00

Meditazione del 01 gennaio 2026

“Io risposi: ‘Eccomi, manda me!’” (Isaia 6:8)

“ECCOMI, MANDA ME!”

Quando Dio chiamò Adamo dicendo: “Dove sei?”, lui si nascose. Anche noi, a volte, facciamo lo stesso. Sentiamo la voce di Dio che ci chiama, ma il timore prende il sopravvento: ci sentiamo indegni, incapaci, bloccati dai nostri errori. Isaia si trovò nella stessa situazione. Nei versetti precedenti cercò ogni scusa per tirarsi indietro, ma poi si arrese alla chiamata e disse: “Eccomi, manda me!”. Quelle parole risuonavano come un’eco profetica delle parole di Cristo, che venne mandato per noi, aprendo la strada affinché potessimo avvicinarci al trono della grazia. Nella Bibbia vediamo tanti uomini e donne che si sentirono inadeguati: Abramo, Ester, Giacobbe, Mosè, Davide. Ognuno di loro aveva limiti, paure e mancanze, ma tutti hanno risposto con fede alla chiamata di Dio. E oggi tocca a te. Non importa quali siano le tue debolezze o difficoltà. Dio non ti chiama perché sei perfetto, ma perché vuole usarti per il Suo scopo. Non nasconderti più. Avvicinati al trono della grazia e dì con fiducia: “Eccomi, Signore. Fai di me ciò che vuoi e mandami dove vuoi”.

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