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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

Chi salirà al monte del Signore? Chi potrà stare nel luogo Suo santo? L'uomo innocente di mani e puro di cuore, che non eleva l'animo a vanità e non giura con il proposito d'ingannare. Egli riceverà Benedizione dalSignore. (Salmo 24:3-5)

COME USARE LE TUE MANI

Possiamo usare le nostre mani per: lavorare, cucinare, accarezzare, accudire i familiari, scrivere a qualcuno, ma possiamo usarle anche per: rubare, firmare false dichiarazioni, picchiare, non svolgere il proprio lavoro, non cucinare, non aiutare i propri figli ecc. Dal modo con cui adoperi le tue mani dipende la tua innocenza o la tua colpevolezza. L'uomo, la donna o il ragazzo che vuole ricevere benedizione dal Signore non solo deve avere cura di purificare il suo cuore da ogni cattivo sentimento, ma deve proteggere anche le membra del suo corpo da ogni cattiva azione. Se così non è, in questo caso, le mani divengono causa di colpevolezza davanti a Dio. Per tanto non si potrebbe mai entrare nella comunione con Lui e nella vita eterna. "Se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te; poiché è meglio per te che uno delle tue membra perisca, piuttosto che vada nella geenna (castigo eterno) tutto il corpo". (Matteo 5:30)

 

Non deviare né a destra né a sinistra; ritira il tuo piede dal male. (Proverbi 4:27)

FUGGIRE IL PECCATO

Quando decidiamo di consegnare la nostra vita a Dio, Lui ci mette sulla strada giusta. Ma rimanere su quella strada richiede una continua scelta di fuggire il peccato. Con le nostre scelte erronee, propendiamo per delle deviazioni, delle scorciatoie, che ci conducono nella direzione sbagliata. Salomone ci ammonisce a ritirare il nostro piede dal male. In altre parole, quando vediamo il peccato o persino la remota possibilità di peccare, dovremmo voltarci nella direzione opposta. Che cosa facciamo invece? Flirtiamo, giochiamo col peccato. Vorremmo essere liberati dalla tentazione, ma in realtà vorremmo mantenere un contatto con essa. Preghiamo di "non essere indotti in tentazione", ma poi imbocchiamo noi stessi quella strada. Nella nostra arroganza, pensiamo di poter gestire da soli il peccato e la tentazione. Questo atteggiamento equivale a un aperto invito a peccare. Anche nell'ambito di situazioni come i colloqui privati fra un pastore e un membro di chiesa, soprattuto se donna, non si dovrebbe permettere che il pastore, o un membro del suo staff, incontri da solo una donna senza la presenza di un altro. Le porte di legno dell'ufficio del pastore andrebbero sostituite da porte di vetro trasparenti. Tutto ciò sembra ridicolo? Assurdo? Niente affatto! Queste sono semplici strategie per privare il nostro nemico delle munizioni che potrebbe usare contro di noi. E' veramente pericoloso flirtare col peccato! Non illudiamoci di vivere in una condizione di neutralità. Il cristiano può solo procedere o retrocede.re nel suo cammino. Possiamo essere rinnovati o consumati. Non vogliamo più concedere terreno al nostro nemico. Fuggiamo dal peccato!

 

Come ci giustificheremo? Dio ha ritrovato l'iniquità dei tuoi servitori. (Genesi 44:16)

IL TUO PECCATO TI RITROVERÀ (II)

"Presi posto sull'aereo e mi accinsi a leggere qualche versetto del "sacro libro" (La Bibbia), ecco arrivare una hostess che si soffermò vicino a me e, guardandomi con curiosità, mi chiese: «Scusi, è la Bibbia quella che sta leggendo?» e così dicendo la prese nelle sue mani ed iniziò a sfogliarla. Ad un tratto mi venne in mente il ritaglio di giornale con la mia foto, e, col fiato mozzato, più andava avanti, più mi sentivo morire; infine arrivò al ritaglio del giornale con la foto, mi fissò con stupore e poi rivolgendomi la parola disse: «No, non è possibile!». Mi porse la Bibbia scuotendo la testa... e aggiunse: «I giornali non la descrivevano proprio come uno che legge la Bibbia!» «Non era, lei, implicato in scandali politici per intercettazioni telefoniche?». Arrossii terribilmente... si sedette vicino a me e mi chiese: «Cosa è successo?» Sono cambiato, ho risposto! E così le diedi la mia testimonianza di convertito al Signore". Se non vi sarà una resa totale a Dio, non solo arrossiremo davanti ai nostri simili, ma come ci giustificheremo un giorno... davanti a Dio?

 

Come ci giustificheremo? Dio ha ritrovato l'iniquità dei tuoi servitori (Genesi 44:16)

IL TUO PECCATO TI RITROVERÀ (I)

La citazione odierna fa parte della storia di Giuseppe e dei suoi fratelli. Questa storia abbraccia circa dieci capitoli... (Genesi 37-46). La sto.ria di Giuseppe è il racconto drammatico, ma allo stesso tempo affascinante, di un uomo di Dio e si conclude con il trionfo del bene sul male. Dalla sua storia possiamo far nostro un grande insegnamento: Ogni nodo viene al pettine! Niente e nessuno può sfuggire all'occhio vigile di Dio. Vogliamo illustrare la storia di Giuseppe con un avvenimento più vicino al nostro tempo, a dimostrazione che Dio è sempre lo stesso ... Si racconta che un certo Jim Vaus, un tempo ricercato dalla polizia U.S.A., fu accompagnato da un amico all'aeroporto; mentre dialogavano, l'amico prese dalla tasca un ritaglio di giornale con una foto sopra e, porgendo.lo a Jim, gli disse: "Questa c'è l'hai per la tua collezione?" (Lasciamo raccontare il rimanente della storia a Jim). "Presi quel ritaglio di giornale, l'osservai e... non ci risi per nulla sopra, era una mia foto, vestito da carcerato, dall'aria losca... posso tenerla? <>, mi rispose. Le notizie e le foto delle mie imprese mondane e losche erano apparse su tutti i giornali più importati dell'America, in grossi titoli, su Life, su Time. Stavo per riporre il ritaglio nella tasca del soprabito, ma poi ripensandoci, per non rovinarla ed anche per nasconderla, la misi tra le pagine della mia Bibbia personale". (segue...)

 

"Pietro, voltatosi, vide che il discepolo che Gesù amava li seguiva" (Giovanni 21:20)

COLUI CHE CONOSCENDOTI, T'AMA

In genere se ci sentiamo amati siamo anche motivati ad amare gli altri. La nostra capacità d'amare è strettamente legata alla nostra esperienza; di solito amiamo gli altri in rapporto a come siamo stati amati dagli altri. Giovanni, il discepolo di Gesù, definì se stesso "Il discepolo che Gesù amava". Sebbene l'amore di Gesù sia chiaramente documentato in tutti i van. geli..., in quello di Giovanni ne è certamente il tema centrale. Poiché la sua esperienza dell'amore di Gesù era forte e personale, egli era particolarmente sensibile a quelle parole ed azioni di Gesù che mostravano come Colui che è "amore" amava gli altri. Gesù conosceva Giovanni a fondo e lo amava intensamente. Gesù si presenta a ciascuno di noi così come si presentò a Giovanni. Non possiamo conoscere la profondità del Suo amore se prima non siamo disposti a confrontarci col fatto che Egli ci conosce a fondo. Giovanni e tutti gli altri discepoli vogliono far capire che Dio ci accetta così come siamo. Hai tu riconosciuto e accettato tale amore?

 

"Io ascolterò quel che Dio dirà" (Salmo 85:8)

MANTENERSI IN COLLEGAMENTO (II)

Tutta questa scena, mi ha portato a riflettere che fra noi e Dio dovrebbe accadere la stessa cosa, noi dal basso dovremmo restare in collegamento per sapere ciò che il Signore vuole da noi. Ma come parla Dio? Egli lo fa attraverso la sua Parola. La voce dello Spirito Santo testimonia al nostro spirito, attraverso le circo.stanze della vita, attraverso le difficoltà in cui veniamo a trovarci. Ascoltare messaggi intelligenti provenienti dal cielo è un esercizio che il credente dovrebbe fare ogni giorno. Per questo non abbiamo bisogno né di antenne né di computer. Abbiamo la Parola di Dio scritta e l'assistenza dello Spirito Santo. Con questo mezzo, riceviamo comunicazioni provenienti dal Signore dell'universo. Da Harvard non hanno nessuna idea di quello che potrebbero sentire, ma il credente è familiare con queste comunicazioni dal cielo. In ogni modo, Egli parla... e se noi impariamo a restare in silenzio e ad ascoltare la Sua voce avremo una vita diretta dall'alto. Il segreto è posizionare al nostro orecchio un "ricevitore" che mi piace chiamare "pronto ad ascoltare" e cercare di sistemarlo sempre meglio perché il traffi.co della vita è così rumoroso che potrebbe facilmente distrarci. (1 Corinzi 7:35)

 

"Io ascolterò quel che Dio dirà, poiché egli parlerà di pace al suo popolo ed ai suoi fedeli". (Salmo 85:8)

MANTENERSI IN COLLEGAMENTO (I)

Mentre preparo il pranzo mi piace, appena posso, guardare fuori dalla finestra il via vai della gente, lo sfilare delle macchine, riuscendo così a distrarmi dalla quotidianità dei gesti, consentendomi di proiettarmi oltre. Ad un incrocio rumoroso, per l'intenso traffico, osservo che un uomo lavora in cima ad un palo telefonico. Di tanto in tanto, il suo aiutante che si trova giù mette in un secchio attrezzi e materiale che l'altro tira su; i due lavorano in perfetta armonia tanto da attirare il mio sguardo. Ma come fa l'uomo dal basso a sapere esattamente ciò che l'uomo sul pilone ha di bisogno? Il segreto è un piccolo ricevitore telefonico che l'uomo dal basso ha posizionato al suo orecchio, e spesso lo noto sistemarselo sempre meglio; così, il tutto si svolge alla perfezione e senza grida. Per l'ignaro, tutto ciò, rimane un segreto incomprensibile fino a tanto che non lo scopre o non l'ode. Gli increduli difendono la loro posizione dicendo: "perché Dio non parla facendo udire la sua voce? ... In oltre, se Dio esistesse perché non ha risposto a Gesù quando, nel Getsemani, gridò " Dio mio, Dio Mio perché mi hai abbandonato?" (Segue)

 

Subito dopo, Gesù costrinse i suoi discepoli a salire su una barca e a precederlo all'altra riva, mentre Egli licenziava le folle. (Matteo 14:22-23)

CIRCOSTANZE DIFFICILI

Il Signore si serve delle circostanze difficili che attraversiamo per dirigere i nostri sguardi verso il momento benedetto in cui Egli ci verrà incontro, ci prenderà con Sé, e noi saremo sempre con Lui. Notate che, quando il Signore si avvicina alla barca, i discepoli sono spaventati. Non lo sono tanto per la tempesta, quanto dalla vista del Signore Gesù. «Vedendolo camminare sul mare, si turbano...». Penso che da questo possiamo trarre un'utile lezione. Se siamo occupati dalle circostanze che attraversiamo, queste possono impadronirsi delle nostre anime. Invece di essere pieni di gioia al pensiero che Egli viene, e che saremo con Lui per sempre, i nostri cuori sono preoccupati e anche spaventati. Ogni volta che ci lasciamo distogliere dalla persona del Signore Gesù, preoccupati dai pericoli dei giorni attuali e in apprensione per l'avvenire, perdiamo di vista la Sua prossima venuta; essa sarà per noi come l'apparizione di un «fantasma». E ci capiterà di gridare di paura invece di rallegrarci.

 

"Allora Gionathan, figlio di Saul, si alzò e andò daDavide nella foresta. Egli fortificò la sua fiducia inDio". (1Samuele 23:16)

IL VALORE DI UN AMICO (II)

Ma Gionathan riconosceva che Davide era stato scelto da Dio per il trono e sarebbe stato sciocco da parte sua opporvisi, come invece fece per tutto il tempo suo padre, re Saul. Riflettendo sulle caratteristi.che dell'amico Gionathan nei confronti di Davide, possiamo notare che Gionathan si è sempre trovato al fianco di Davide nel momento del bisogno. La delicatezza del suo saper stare vicino a Davide e al tempo stesso la forza e il coraggio con cui lo faceva, mi possono aiutare a considerare che tipo di amico sono per il mio amico o amica: lo cerco o la cerco solo quando ho bisogno di una spalla su cui piangere? Quell'amico/a saprà essere disponibile anche se si sentirà usato! Gionathan correva dei rischi ogni volta che soccorreva Davide, vista la sua posizione di figlio del re, tuttavia non abbiamo mai avuto l'impressione, leggendo, che Gionathan facesse conti di convenienza! Se abbiamo avuto questo dono di un amico fidato, vogliamo essere per lui o lei un appoggio, un sostegno per fortificare la sua fiducia in Dio e non demolire, abbattere o primeggia.re.

 

"Allora Gionathan, figlio di Saul, si alzò e andò daDavide nella foresta. Egli fortificò la sua fiducia inDio". (1Samuele 23:16)

IL VALORE DI UN AMICO (I)

Tutti conosciamo il detto: "Chi trova un amico trova un tesoro." Quando pensiamo a un amico, pensiamo sempre a ciò che noi ci aspettiamo di ricevere da lui o lei, difficilmente facciamo il processo inverso: che tipo di amico sono per il mio amico? Sono un amico di valore? Sono un fratello nel momento della difficoltà? Se abbiamo un pò di familiarità con la storia biblica dell'amicizia fra Gionathan e Davide, sappiamo che Gionathan è stato più di un fratello per Davide, mentre dal poco che possiamo osservare della relazione di Davide con i suoi fratelli di sangue, comprendiamo che vi era molta rivalità. Nel rapporto d'amicizia, forse perché l'amico si sceglie e non si eredita con il legame di sangue, si instaura un rapporto di solidarietà, sostegno e mutuo soccorso. Eppure Gionathan avrebbe dovuto, da un punto di vista umano, allearsi a suo padre nel tentativo di eliminare questo rivale al trono.

 

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