Se un uomo pecca contro un altro uomo, Iddio lo giudi.ca; ma, se uno pecca contro l'Eterno, chi intercederà per lui? (1° Samuele 2:25)
CRISTO IL MEDIATORE
Di Eli, l'alto sacerdote sotto cui il profeta Samuele crebbe, è detto: "Se uno pecca contro un altro uomo Dio può intercedere per lui, ma se un uomo pecca contro Dio chi intercederà per lui??. La Bibbia dice: "Dio non può essere beffato. Un uomo miete quello che lui semina? (Gal.6:7). La realtà triste, comunque è che, come l'Apostolo Paolo nel. l'epistola ai Romani 3:23 dichiara: "...tutti hanno peccato...? contro Dio. Ne diviene che l'unico rimedio è Cristo, il quale è il solo mediatore tra noi e Dio. V'è un solo Dio ed anche un solo mediato.re (1° Timoteo 2:5). Nell'epistola ai Romani 3:25 è scritto: "Dio lo ha prestabilito come propiziazione... per i nostri peccati?. Quindi l'uomo che pecca contro Dio non potrà trovare rimedio attraverso la mediazione di un uomo, un santo o attraverso sacrifici cruenti, cambiamento di vita, offerte ed opere sociali. Saremo perdonati, mediante la fede nel sangue sparso sulla croce dal Figliolo di Dio Gesù Cristo, agnello immolato per noi come un sacrificio di riparazione, affinché possiamo avere pace con Dio.
Chiunque s'innalzerà sarà abbassato, chiunque si abbasserà sarà innalzato. (Matteo 23:12)
L'UMILTÀ: L'ATTITUDINE CHE DIO GRADISCE
La superbia e l'arroganza danno fastidio a tutti, ma a Dio in primo luogo. Egli, infatti, non tollera assolutamente chi s'innalza, perché significa che non mette Dio al primo posto nella sua vita. Da questo atteggiamento hanno origine tutti gli altri mali. Chi teme Dio, si umilia, perché riconosce la propria miseria e il proprio bisogno di sottomettersi costantemente a Lui sapendo che le promesse divine sono vere, e si realizzano sempre, anche se non nei momenti che vorremmo noi. Non preoccupiamoci, perciò, per i superbi che ci stanno attorno: Dio li vede, e sa come agire con loro. Impegniamoci, piuttosto, a non essere superbi noi, altrimenti saremo abbassati, come Dio ha promesso. E non sarà affatto piacevole. La Scrittura dice: "Iddio resiste ai superbi e da grazia agli umili? (Giacomo 4:6).
"L'ubbidienza vale meglio che il sacrificio?. (I Samuele 15:22)
L'UBBIDIENZA
Un missionario che stava traducendo il Nuovo Testamento nella lingua del popolo presso cui predicava il vangelo, stava cercando di trovare la parola per tradurre il termine ubbidienza. Quel popolo mostrava ben di rado questo pregio, perciò il missionario era in difficoltà. Durante una pausa del suo lavoro, il missionario andò a fare due passi col suo cane che, ad un certo punto della passeggiata, cominciò ad allontanarsi dal padrone. Questi lo richiamò con un fischio, il cane tornò di corsa, vicino al padrone. Un indigeno che aveva visto la scena commentò: "Il tuo cane è tutto orecchio?. Quella era la frase di cui il missionario aveva bisogno. Purtroppo, dobbiamo dire, specie sulle cose religiose, molta gente è più "tutta bocca? che "tutto orecchio?. Non hanno tempo per ascoltare e ubbidire; piuttosto vogliono che gli altri stiano ad ascoltare loro. Tu, che leggi questo paragone, sei libero di ascoltare e ubbidire, oppure di ribellarti. Dio ti dà questa libertà! Però, la scelta che farai determinerà il corso della tua vita. C'è una promessa per l'ubbidiente ed un prezzo da pagare per il disubbidiente. Dio vuole il tuo bene perciò sta a te assumere l'atteggiamento giusto.
Egli ti renda eccelso per gloria, rinomanza e splendo.re su tutte le nazioni che ha fatto, e tu sia un popolo consacrato all'Eterno, al tuo Dio, com'Egli ti ha detto. (Deuteronomio 26:19)
L'OPALE
Due amici visitano una gioielleria; dopo aver visto dei diamanti e pietre preziose, uno dei due, mostra all'altro una strana pietra senza luce: "Io non vedo alcuna bellezza in questa pietra!" Il suo amico, la prende nella mano e la tiene al caldo qualche minuto, riscaldandola col suo calore. Quando la mostra, con sorpresa, tutta la superficie risplende dei colori dell'arcobaleno. Com'è possibile questo? Questa è un "opale". Essa ha bisogno del calore della mano per sprigionare tutta la sua bellezza. Ci sono nel mondo, tanti esseri perduti, imprigionati, che non attendono che il contatto di una mano, per poter tornare a brillare. Che sicurezza sapere che due mani si sono stese e sono state inchiodate per noi, a dimostrarci il grande amore del Padre. Le mani di Dio sono sopra tutti coloro che cercano il Suo nome. Nel Suo abbraccio e nel Suo calore la tua vita brillerà come le stelle del cielo in sempiterno (Daniele 12:3).
"Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto". (Geremia 1:5) "La conoscenza che hai di me è meravigliosa". (Salmo 139:6)
L'ONNISCIENZA DI DIO
Noi del mondo occidentale siamo divenuti estremamente abili a vivere dietro ad una facciata artificiale. Portiamo una maschera sul viso; rara.mente riveliamo la nostra vera identit'. Cerchiamo di presentare al mondo un'apparenza coraggiosa, anche se, nella nostra realt' interna, siamo atterriti ed abbattuti. Spesso ci inganniamo l'uno con l'altro, basandoci sulla supposizione che la maggior parte della gente non ci conosce veramente, n' si cura di conoscerci. Di conseguenza, per moltissimi, la vita diventa una finzione, quasi una rappresentazione teatrale, una commedia, in cui tutti recitano piccole parti, ingannandosi a vicenda. L'esistenza umana, quindi, manca di profondit', onest' e sincerit'. La gente diventa 'ambigua' e vive in preda allo scetticismo ed al cinismo. Molti non sanno come uscire dal vicolo cieco in cui si trovano. In una tale situazione caotica, entra in scena Dio, che dichiara categoricamente, senza dubbi e senza incertezze: 'Io ti conosco, io ti capisco, Io ti ho conosciuto da sempre'. Quando una persona si sente conosciuta da Dio, allora diventa veramente seria nei Suoi riguardi.
E la Parola ' sta fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verit'... (Giovanni 1:14)
L'INCARNAZIONE DI CRISTO
L'incarnazione di Cristo ' una manifestazione velata della gloria di Dio. Come alcuni 'Padri' hanno affermato: 'La forma umana assunta da Cristo ha nascosto la gloria di Dio all'uomo privo d'intendimento spirituale'. Ma d'altro canto la 'Chiesa' non si stanca di proclamare che Cristo ' venuto, Dio ' veramente disceso tra noi, o come dice Giovanni nel suo Vangelo, usando un'espressione orientale: 'Il Verbo ' venuto a piazzare la sua tenda in mezzo a noi'. Ma chi ' questo Dio, gi' preannunziato dagli antichi profeti, che si manifesta? Gli uomini si erano fatti un'idea di Dio, e se la fanno ancora oggi. Tale figura (rappresentazione) della divinit' veniva e viene deformata, umanizzata o idoleggiata in tanti volti che stranamente assomigliano al volto dell'uomo decaduto. La stessa rivelazione ebraica del tempo suggeriva l'esperienza di un Dio Creatore, legislatore, vendicatore. Non ' nulla di tutto questo... Il Dio che si rivela in Ges', ' venuto come un uomo tra noi, come nostro Salvatore. Il Dio dei cristiani ' misericordia, liberazione, salvezza, pace. Il Padre che viene con Ges' a radunare i figli dispersi, a fare di tutte le 'genti' un popolo solo, il Suo popolo, per sempre.
Allora Pietro si avvicinò e gli disse: "Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me?Fino a sette volte?" E Gesù a lui: "Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette." (Matteo 18: 21, 22)
LA VITTORIA DELL'IMPERATORE
Gesù qui richiama la nostra attenzione sulla necessità di perdonare sempre. Il perdono non deve essere solamente cordiale e sincero, ma richiede anche che dopo non pensiamo più al peccato del nostro fratello. Un giorno Ottone il grande, andò nella cattedrale di Francoforte per partecipare ad un servizio religioso. Mentre entrava, un uomo vestito di sacco, con le braccia alzate, supplicando, si avvicinò e cadde ai suoi piedi. L'imperatore riconobbe subito che era suo fratello Enrico, da cui aveva ricevuto molto male. La funzione religiosa era già cominciata; improvvisamente Ottone udì il predicatore che leggeva le parole di Gesù riguardo al perdono. L'imperatore, colpito nell'animo, si voltò ed andò verso il posto dove stava il fratello. Lo sollevò in piedi e gli diede un bacio fraterno sulla fronte in segno di rinnovata amicizia e di perdono. Il generoso perdono dell'imperatore Ottone fu la sua più gran vittoria sull'odio e sull'orgoglio! Chi ubbidisce in ogni cosa alla Parola di Dio non sarà mai deluso.
"I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani". (Salmo 19:1)
L'IDDIO DELLA CREAZIONE (II)
L'affermazione fatta, all'amico, da Isaac Newton fu una battuta per col.pire la sua incredulità. "Tutte le sfere, i supporti, le cinghie e gli ingranaggi si sono messi insie.me per caso e, meraviglia, dopo meraviglia, improvvisamente hanno cominciato a girare nelle loro orbite, in tempi perfetti". L'incredulo, com.prese il messaggio! Era stupido ammettere, che il modellino si fosse formato per caso. Ma era ancora più insensato, credere alla teoria che la terra e tutto l'universo siano venuti all'esistenza occasionalmente. Quanto è più logico, credere a ciò che dice la bibbia: "Nel principio Iddio creò i cieli e la terra". E la scrittura dice ancora: "lo stolto ha detto nel suo cuore: non c'è Dio" (Salmo 14:1). La sana intelligenza basterebbe da sola a far riconoscere che è assurdo negare l'Iddio della creazione, che formò i cieli e la terra e tutto l'esercito loro. Il settimo giorno, Iddio terminata l'opera che aveva fatto si riposò e lo benedisse e lo santificò perché in esso si riposò.
"I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani". (Salmo 19:1)
L'IDDIO DELLA CREAZIONE (I)
L'astronomo e matematico Isaac Newton aveva allestito un'esatta riproduzione in miniatura, del nostro sistema solare. Al centro, c'era una grande palla dorata, che rappresentava il sole, e tutt'in.torno, sulla punta di bastoni di varie lunghezze, i corpi celesti pi' piccoli. Questi, rappresentavano Mercurio, Venere, la Terra, Marte e gli altri pianeti. Per mezzo di ruote dentate e di cinghie, essi erano collegati ad un meccanismo, che faceva girare il tutto in perfetta armonia intorno al sole. Un giorno, mentre Newton studiava e provava il modellino, venne a fargli visita un amico, che non credeva al racconto bibli.co della creazione. Pieno d'ammirazione, egli osservava l'installazione. Quando lo scienziato mise in moto i corpi celesti, l'uomo esclam': 'Newton, ' straordinario! Ma chi l'ha costruito?' Senza guardare in faccia l'amico, Isaac rispose: 'Nessuno'. 'Nessuno?' chiese l'altro. 'Si nessuno'! Spesso sentiamo dire, dagli increduli, che il tutto ' frutto del caso o dell'evoluzione. (Segue...)
...Gesù si recò in Galilea, predicando l'Evangelo di Dio e dicendo: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino;Ravvedetevi e credete all'Evangelo". (Marco 1:14-15)
L'EVANGELO DI DIO
C'è chi predica, chi ascolta e chi legge il Vangelo. In tempi passati, ad esempio, leggere la Bibbia era proibito, il Vangelo era conosciuto in una edizione molto ridotta, i quattro Vangeli. Oggi si conosce un poco di più... Grazie a Dio per questo! Capire, però, lo spirito del Vangelo non è così facile! Non si tratta di sapere o avere una conoscenza cerebrale; tutto questo non ci aiuterà a capire veramente il Vangelo. Mi direte... allora?.. Per leggere e capire il Vangelo abbiamo bisogno della grazia di Dio. Usando un'espressione biblica, abbiamo bisogno di ricevere un "nuovo cuore"! Il cuore nuovo è la condizione necessaria per vivere una vita diversa: capiremo il Vangelo, saremo delle nuove creature, potremo imitare Gesù Cristo, saremo veramente cristiani a fatti e non solo a parole. Dio ci aiuti e ci assista per mostrare a chi ci circonda la nostra testimonianza di cristiani!
Altro...
Abbiate dunque cura di far ciò che l'Eterno, l'Iddio vostro, vi ha comandato, non ve ne sviate né a destra né a sinistra; affinché viviate e siate felici.
(Deutoronomio 5:32,33)
L'ETERNO HA COMANDATO Ecco quanto il Signore ci dice ancora: "Abbi cura di fare ciò che l'Eterno, l'Iddio tuo, ti ha comandato. Non te né sviare, ma cammina in tutto per la via che Dio ti ha prescritto, affinché tu viva e sii felice e prolunghi i tuoi giorni. Cosa vogliamo di più della prosperità, della longevità e della felicità terrena ed eterna? Tutto questo il Signore ci promette, se osserviamo la Sua legge, la Sua Parola, se viviamo conformemente a quello che è scritto nella Bibbia. Amico, che stai leggendo, possiedi tu la Bibbia, o almeno il Vangelo? Se sì, leggi e medita quotidianamente quanto di meraviglioso è contenuto in quei libri. Anche tu, come Gesù, potrai vincere le tentazioni e spegnere i dardi infocati del nemico nei momenti della prova, se ricorderai l'insegnamento del Vangelo e ripeterai a te stesso quel che sta scritto. In questo modo ti fortificherai e vincerai tutte le difficoltà che incontrerai sul tuo sentiero, perché, illuminato dalla luce della Parola di Dio, sarai reso capace di affrontare con serenità ogni prova.
Prendi il tuo diletto nell'Eterno, ed Egli ti darà quel che il tuo cuore domanda.
(Salmo 37:4)
L'ETERNO È DEGNO DI LODE Notate bene in questa frase, la priorità e l'importanza di prendere prima il proprio diletto nel Signore e, poi, presentare a Dio le nostre richieste. I nostri desideri hanno, molto spesso, lo scopo unico di ottenere risposte di benessere materiale; se ciò rientras.se nella volontà di Dio, si potrebbe avere, anche, quel che abbiamo domandato. Proviamo, però, prima la nostra gioia in Dio solo, quando avremo in Lui tutta la nostra soddisfazione, non tarderemo a scoprire che il resto diviene secondario. Tuttavia, Dio vuole sempre esaudire i nostri desideri perché tale è la Sua volontà e il Suo piano per noi! Oh, se potessimo imparare a far prima e sempre del Signore la nostra gioia! Lodare Dio è ritrovare tutta la nostra allegrezza nel Signore. La vita allora non sarà più un peso a volte insopportabile, com'è per molti, ma un diletto tanto meraviglioso, sapendo che il Signore ci concede le domande del nostro cuore e molto di più.
Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
(Romani 5:8)
L'ETERNO AMORE DI DIO Anni fa un intero paese fu messo in agitazione per il caso di Charlie Ross, un bambino di quattro anni rapito da due uomini. Costoro erano a bordo di una carrozza, e chiesero al piccolo ed a suo fratello maggiore se volessero dei canditi e con tale scusa riuscirono ad afferrare il bimbo lasciando solo il ragazzo maggiore. Molti anni durò la ricerca per ogni dove; si raggiunse la Gran Bretagna, la Francia e la Germania ma ogni ricerca fu vana. La madre ancora vive nella speranza di vedere il suo perduto Charlie. Immaginate che la madre si trovasse per caso in un luogo dove c'è tanta gente, per una certa riunione e scorgesse tra la folla il suo figliolo sporco, povero, coi vestiti a brandelli; cosa pensate che faccia? Attenderà che suo figlio si lavi e si vesta decente.mente prima di abbracciarlo? No! Ella si lancerebbe subito, pur di raggiungere suo figlio e stringerlo nelle sue braccia! Così ha fatto Dio. Egli ci ha amato e ci ha lavato. Qualcuno pensa, "se Dio mi ama, perché non mi fa buono?" Mentre eravamo peccatori Dio ha fatto questo... ora vuole che restiamo con Lui perché Egli ci vuole come figliuoli nel cielo, non macchine o schiavi. Egli desidera che noi andiamo a Lui coi vincoli dell'amore.
Avendo in Dio la speranza che nutrono anche costoro che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti. (Atti 24:15)
... l'ora viene in cui tutti quelli che sono nei sepolcri,udranno la sua voce e ne verranno fuori: quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; e quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio. (Giovanni 5:28,29)
L'ETERNITA' Molte persone tremano davanti ad una piccola parola: "morte". Io credo invece che si dovrebbe meditare un'altra parola: "eternità"; questa parola deve attirare la nostra attenzione. Dove passeremo l'eternità? Dopo la morte, che è solo un passaggio, ci sarà la risurrezione e da quel momento inizierà l'eternità. Il problema è che a quel punto non potremo fare più nulla, perché come ci afferma il testo, la nostra eternità sarà condizionata da ciò che abbiamo fatto quando eravamo in vita e non ci sarà nessuna possibilità di modificare la nostra condizione. La Bibbia, però, oltre a metterci in guardia riguardo a questo problema, ci rivela anche la soluzione che è in Cristo Gesù, Lui che è stato la primizia della resurrezione ha lasciato anche l'esempio che noi possiamo seguire e soprattutto accettare il Suo sacrificio per la nostra salvezza. Se noi facciamo questa decisione oggi, allora, né la parola morte né l'eternità ci faranno paura, sarà per noi come scrive l'apostolo Paolo: "Poiché per me il vivere è Cristo, e il morire m'è guadagno" (Filippesi 1:21).