Morte e vita sono in potere della lingua; chi l'ama ne mangerà i frutti. (Proverbi 19:21)
IL POTERE DELLE PAROLE (I)
Non so cosa ho fatto o come sia potuto succedere, ma è da un po' che mi accorgo di non avere più tanti amici. Non ho più gente di cui fidarmi, né questa si fida più di me. L'eremita si sporse per raccogliere un fiore appassito, che assomigliava, ad un leggero fiocco bianco. "Soffiaci sopra", disse, tendendolo alla donna venuta per consultarlo. Ella, obbedì esitando. Portati da filamenti quasi invisibili, le semenze leggere, volarono in tutti i sensi, per cadere a terra più avanti. "Adesso raccogli questi granuli",- disse l'anziano! - "È impossibile", disse la donna sorpresa. "Essi sembrano spariti, e chi può sapere, dove sono andati a cadere? In effetti, chi lo può sapere?". Disse l'eremita. Tu non puoi, nuovamente riprendere le parole, che hai lasciato cadere tra gli uomini. Nell'Epistola di San Giacomo (1:26), è così scritto: "Se uno pensa di essere religioso, e non tiene a freno la sua lingua ma seduce il cuor suo, la religione di quel tale è vana". (segue)
Dio, con la Sua potenza, ha fatto la terra. (Geremia 51:15)
DIO LA POTENZA CREATRICE
Queste parole sono state scritte dal profeta Geremia tantissimo tempo fa, in un periodo in cui non erano ancora state nemmeno lontanamente concepite le varie ipotesi scientifiche sull'origine della terra. Il suo compito era quello di opporsi ai fabbricanti di idoli fatti di sola materia e privi di qualsiasi potere. Allora come oggi gli uomini erano disposti a credere a qualunque cosa e a farsi ingannare da chiunque inventasse nuovi ragiona.menti, pur di non riconoscere semplicemente e umilmente la pre.senza del Creatore. È pur vero che tutti gli uomini si sono una volta o l'altra nella loro vita commossi ed entusiasmati davanti alla bellezza e alla perfezione del creato, ma non tutti sono poi disposti ad abbandonare i propri pensieri ed a essere coerenti, credendo nel Creatore. Il Signore è contento quando noi contempliamo la bellezza immutabile del suo creato, ma desidera anche che questa meraviglia ci trasporti più in alto per elevarci fino a Lui che è il Creatore.
"Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, del-l'ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza". (1° Pietro 2:1)
PORTAVOCE DI MALDICENZA
Il peccato della maldicenza, contrariamente a quanto si pensi, è invece proprio un peccato "grosso". La maggior parte di noi non ha intenzione di commettere adulterio, ma c'è un peccato che ferisce chiunque, più dell'adulterio: è il peccato della maldicenza, ossia del riferire ad altri le cose che dovrebbero rimanere riserva.te. Essere maldicenti non significa dire menzogne sul conto di un altro; quella è calunnia. Siamo maldicenti quando, venendo a conoscenza dei fatti personali altrui (probabilmente veri), li riferiamo, anche se sappiamo che sarebbe meglio non farli sapere ad altri. Questa tendenza è innata in tutti noi. C'è uno strano piacere nell'estrarre informazioni segrete agli altri per poi divulgarle. Alcune persone quando si tratta di spettegolare sono come calamite. Può darsi che anche tu hai un amico che si comporta così. È' molto difficile impedire agli altri di scaricarci addosso queste immondizie ed è ancora più difficile dimenticarle. Ma la Bibbia ci ammonisce di liberarci di questo peccato. Abbandonalo! Non l'accettare e non lo giustificare. È una cosa che deve essere confessata a Dio.
Gesù disse: "Vieni!". E Pietro, smontò dalla barca,camminò sulle acque e andò verso Gesù. (Matteo 14:29,31)
PIETRO È CHIAMATO
Questo racconto ci suggerisce una bella e reale figura della nostra vita quando siamo chiamati da Gesù a seguirLo. D'altra parte siamo chiamati, come Pietro, a camminare attraverso la tempesta davanti a Lui, e così siamo messi alla prova. Sono le onde e il vento ad occupare la nostra vista? È là che guardiamo? Oppure abbiamo un occhio semplice che è fissato sulla persona del Signor Gesù? L'apostolo Pietro è pieno di buoni propositi: più ancora dei suoi compagni, ha il desiderio di essere col Signore. Gli altri discepoli attendono che Gesù salga vicino a loro nella barca. La loro coscienza non è molto esercitata. È così che capita sovente... Se abbiamo il pensiero che il Signore stia per veni.re, sentiamo una gran gioia, a condizione di essere realmente di cuore con Lui. È quando si tratta di andarGli incontro che comincia l'esercizio di coscienza. È, quando Pietro cammina sul mare che impara a conoscere di fatto quel che c'è nel suo cuore; Impara che essere chiamato dal Signore non è tutto, ma che per fare questo cammi.no occorre la fede.
Dimorate in me , ed io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da se dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.(Giovanni 15:4-5)
PORTERETE MOLTO FRUTTO
Per portare frutto noi abbiamo bisogno di adoperarci, senza sosta, in quel.le attività che ci siamo proposti. Per produrre risultati spirituali o relativi al cielo, dobbiamo semplicemente dimorare in Gesù, come il tralcio dimora e assorbe la linfa dalla vite attraverso la "radice". Allora scaturiranno i frutti dello Spirito che sono: amore, allegrezza, pace, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza e temperanza. (Galati 5:22-23). Possiamo portare frutto alla gloria di Dio: aprendo la nostra bocca e confessando il Suo nome, (Ebrei 13:15). Gesù ha raccontato delle parabole: quella dei talenti e delle mine. Coloro che avevano avuto in consegna il danaro, lo fecero fruttare e, poi, lo mostrarono al loro padrone. Più siamo stretti a Gesù più noi produrremo quel genere di frutti fino all'ultimo. abbandona te stesso nelle mani di Cristo e non ti attiri il mondo affinché porti, nella tua vita, abbondante raccolto. L'autore di un noto inno cristiano dice: Non foglie, no, che il vento invola, Ma fiori e frutti io ti darò, Non i sospiri, non la parola Ma la mia vita offrirti vò.
Ci sono quattro animali fra i più piccoli della terra, e non dimeno pieni di sapienza... (Proverbi 30:24-28)
PICCOLE COSE (II)
Eppure una goccia può essere molto importante ed avere gravi conseguenze. Dipende tutto dal contenuto della goccia e da ciò che si trova nel secchio. Una goccia d'acqua che cade in un recipiente d'acido, può provocare un'esplosione. Una goccia con un bacillo, in un recipiente col latte, può farne una bevanda pericolo.sa. Il nostro influsso nell'ambiente in cui noi viviamo è più grande di quel che pensiamo o ci aspettiamo. In realtà coloro che il mondo considera insignificanti, esercitano invece un grande influsso per l'eternità. Hai mai riflettuto sul fatto che solo i piccoli uccelli cantano? Non ascolteremo mai il canto di un'aquila ma udremo meraviglio.se melodie dal piccolo canarino o da un pettirosso o da un'allodola. Così cristiani che si considerano piccoli e inutili sono grandi agli occhi di Dio
"Chi è fedele nelle cose minime, è pur fedele nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è pure ingiusto nelle grandi". (Luca 16:10)
PICCOLE COSE (I)
Le piccole cose spesso sono più importanti di quel che possiamo pensare. Abbiamo imparato che spesso sono le piccole cose che hanno mutato per secoli il corso degli eventi. Per esempio un re una volta constatò che i suoi soldati usavano le maniche della giacca per pulirsi il naso, così, ordinò che fossero strette al polso da un bottone, così nacque forse la camicia. Un altro monarca era calvo e questo indusse qualcuno a preparargli una parrucca. Nello stesso tempo tutti i giudici e gli uomini di corte lo imitarono e per secoli tutti coloro che ricoprivano una carica pubblica si tagliavano i capelli per indossare una parrucca. Così ognuno di noi oggi ha un influsso nel bene o nel male, sui suoi vicini. Un tale un giorno disse: "Quel che io dico o faccio non ha alcuna importanza"; tutto è come una goccia d'acqua in un secchio.
" Eppure non volete venire a me per avere la vita!" (Giovanni 5:40)
PERCHÈ GLI UOMINI SI PERDONO?
La vita eterna rappresenta il libero dono di Dio per gli uomini. Gesù è morto ed è risorto per liberare l'umanità dal peccato, ed ora Egli ti offre gratuitamente la salvezza. Un giorno un barbiere, che era ateo, con.versava con un evangelista mentre attraversavano le vie sporche di una grande città. L'incredulo disse: "Se ci fosse un Dio d'amore, come potrebbe permettere tutta questa povertà, la sporcizia, il dolore e il e il crimine tra questa gente? Perché non li libera da tutto ciò?" Proprio in quel momento passò davanti a loro un vagabondo trasandato, sporco, con la barba lunga e i lunghi capelli gli pende.vano dritti sul collo. L'evangelista glielo indicò e disse: "Tu sei un barbiere e ti vanti d'essere buono; perché lasci quest'uomo andare in giro spettinato e non rasato?" "Ma... ma", balbettò il barbiere che capì di ricevere la risposta alla sua domanda. "Egli non mi ha dato mai l'occasione di metterlo in ordine". "proprio così!" disse il servitore di Dio: "Sono, dunque, gli uomini che respingono l'aiuto di Dio". E' già stato fatto tutto... non ti resta altro che credere in Gesù e sarai salvato. (Atti 16:31)
...Ma Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori,Cristo è morto per noi. (Romani 5:8)
PERCHÈ LO FECE
Un colloquio tra un credente e un incredulo. L'incredulo affermava che era «troppo cattivo e che Cristo non poteva aver cura di lui», ma l'altro affermò che Egli morì per salvare i peccatori!. Difatti, il Vangelo afferma che quantunque noi abbiamo peccato contro di Lui, Egli ci ha tanto amato... che per noi è venuto dal cielo, ha sofferto ed è morto in vece nostra ed ora ci chiama. Egli vuole purificarci da ogni peccato e renderci puri alla Sua presenza; vuole che noi viviamo con Lui nella Sua gloria. Egli è stato ferito per le nostre trasgressioni; fiaccato per le nostre iniquità ed il castigo, per cui abbiamo pace , è stato sopra di Lui. Puoi tu resistere a tanto amore? Il Signor Gesù disse: " Chi ode la mia Parola e crede a Colui che mi ha mandato ha vita eterna e non viene in giudizio, anzi è passato dalla morte alla vita". Caro amico che leggi questo foglietto, non essere incredulo pensando di aver fatto troppo male e che per te non c'è speranza, considera che Cristo ha sofferto al tuo posto: "Egli giusto per gli ingiusti per condurci a Dio".
Dio, il quale ci ha liberato e ci libererà da un così gran pericolo di morte, e nel quale abbiamo la speranza che ci libererà ancora. (2 Corinzi 1:10)
LIBERAZIONI
Molto spesso, proprio come Israele (l'antico popolo di Dio), dinanzi al mar rosso anche noi ci scoraggiamo, poiché ogni cosa ci appare insormontabile: tutto ci sembra negativo e non sappiamo a chi rivolgerci; quando ci troviamo in situazioni simili... diciamo, anche noi, come Pietro: «A chi c'è n'andremo Signore? » Sappi, che solo Gesù ci può soccorrere. Egli apparirà per la nostra liberazione... come Colui che condusse Israele attraverso il Mar Rosso e attraverso il deserto di questa vita. Egli ha promesso ai suoi discepoli, prima di ascendere al cielo: "Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente!" ( Matteo 28:20). Cristo non è solo il nostro liberatore..., ma è anche il nostro Redentore, il che è qualcosa in "più" essendo anche Salvatore dell'anima. Egli ci ricondurrà sul retto sentiero. L'Apostolo Pietro dice: "Siete stati riscattati non con cose corruttibili... con argento e con oro ma col prezioso sangue di Cristo" (1 Pietro 1:18-19).
Altro...
"Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto: perché senza di me non potete fare nulla". (Giovanni 15:5)
A CHI CE NE ANDREMO?
Senza il Creatore cosa può fare la creatura se non (che) ricercare quello che appaga pienamente il suo spirito? Vagando nel tentativo di trovare pace alla propria anima, bussiamo a delle porte della vita che ci sfamano ma non ci saziano. Credere di poter sussiste. re convinti di non avere bisogno di Colui che è l'artefice della nostra stessa vita, è come dire che un neonato può cavarsela da solo durante tutto il suo processo di crescita. Eh... sappiamo bene che non è così! Le lacrime di un bimbo in difficoltà sono parole invisibili, un messaggio incisivo: "Ho bisogno di voi, mamma e papà mio!". Se ti riconosci in quel grido di bisogno, allora rivolgiti al tuo Creatore e Signore. Qualsiasi sia la tua condizione non importa, purché tu sappia che per mezzo di Gesù puoi rivolgerti a Dio. Se un genitore sa di poter placare il pianto del suo bambino; quanto più il Signore colmerà il vuoto che c'è dentro di te, sapendo che Lui solo lo può fare.
"Metterò le mie leggi nei loro cuori" (Geremia 31:33)
CUORI
Sto andando in auto, il panorama non è tra i più suggestivi, niente montagne, niente prati, niente alberi, nessuna distesa di fiori. L'aria calda e umida, tipica di queste parti, rende tutto più irreale, ogni cosa sembra trattenuta da un cellofan. Case, case e ancora case; a schiera, ammucchiate, alte, altissime. Qualche panno da bucato svolazza in quest'aria umida, segno che c'è vita. Dietro questi cancelli, case, dentro queste case uomini, dentro questi uomini, cuori. Dentro questi cuori, pensieri, d'amore e d'odio, di bene e di male. Sì! E' il nostro cuore che guida ogni nostra azione. La Bibbia afferma che è dal cuore che partono pensieri cattivi, iniqui, è dal cuore che nasce l'odio, l'orgoglio, il rancore, è dal di dentro che nascono omicidi. Il cuore dell'uomo è insanabilmente maligno. Forse più che curare l'esterno della nostra abitazione, dovremmo curare l'interno, ma il cuore non si può cambiare, occorre sostituirlo. Gesù ha detto Io toglierò il vostro cuore di pietra e metterò al suo posto un cuore di carne e lì scriverò la mia legge e i miei pensieri.
Perché cercate il vivente fra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato. (Luca: 24:5)
CRISTO E ? RISORTO
Il nostro Cristo Vive. Molti non hanno scoperto ancora che Gesù è risorto dalla tomba, e adorano un Salvatore morto, come Maria che disse: "Perché hanno tolto il mio Signore, e non so' dove l'abbiano posto" (Giovanni 20:13). Questa è l'angoscia che accompagna coloro che dubitano della divinità del nostro Signore. Leggiamo in Matteo 18:20 " Poiché dovunque due o tre sono radunati nel nome Mio, quivi sono Io in mezzo a loro". "Quivi sono Io". Bene, se Egli fosse un semplice uomo come potrebbe essere qui con noi? Questi sono davvero dei passi scritturali molto forti. Ancora in Matteo 28:18 leggiamo: Gesù disse: "Ogni podestà mi è stata data in cielo e sulla terra". Nello stesso capitolo, al verso 20, leggiamo: "Ed ecco Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente". Quindi in tutto ciò vediamo chiaramente la divinità del Signore e che Egli vive, cammina con noi ed è in mezzo a noi come il Potente che salva.
"...Cristo in voi, speranza di gloria" (Colossesi 1:27)
L'ULTIMA SPERANZA
Nella mia prima giovinezza, passeggiavo un giorno in uno dei par.chi di Londra, quando la mia attenzione fu attratta da uno strano personaggio che camminava lentamente. Non se ne vedevano che la testa ed i piedi. Tutto il suo corpo era ricoperto da un doppio cartello che si poteva leggere davanti e di dietro. Ma che cosa vi era scritto? Una réclame qualunque o un invito ad una partita di calcio? No, io vi lessi in lettere maiuscole enormi queste parole: "Senza Gesù Cristo, nessuna speranza"! Ricordo che cominciai col disapprovare questo genere d'evangelizzazione, che trovavo fuori luogo. Tuttavia, l'opposizione personale fece luogo alla voce interiore. "Si, è proprio così". Quest'uomo ha ragione, e senza alcun dubbio, queste parole sono vere. Senza Gesù Cristo non vi è speranza! Tutti gli sforzi fatti nel mondo per stabilire una pace vera ed equa sono vani. Senza Gesù Cristo, il mondo affonda in un caos. L'unica speranza per te che leggi e per tutti noi è solo Gesù Salvatore.