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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

Ho aperto all'amico mio, ma l'amico mio si era ritirato (Cantico dei cantici 5:6)

NON AGIRE IN RITARDO!

La frase è tratta dal più bel poema di amore scritto da Salomone, nel quale lo sposo che corteggia la sposa può anche rappresentare il grande amore di Cristo per la Chiesa. La sposa ha trovato delle scuse alla richiesta dello sposo di voler entrare in casa. Ora, finalmente, si decide ad aprire la porta, ma ormai lo sposo è partito. Gesù dice: "Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me" (Apocalisse 3:20). Per certo il Signore è paziente e continua ad insistere con mirabile perseveranza. Fino a quando? Non è profittevole temporeggiare in quanto il futuro è ignoto per tutti. La Scrittura ci ricorda che "oggi" è il giorno della grazia e della salvezza. Questo è il tempo propizio che non dobbiamo farci sfuggire. Le decisioni importanti non possono essere rimandate; non possiamo continuare ad ignorare Cristo che ha dato la Sua vita per la nostra redenzione, che desidera farci del bene e che aspetta la nostra decisione. Egli non forza la porta, ma continua a bussare ed a parlare ai nostri cuori. Aprirci a Cristo è urgente, è necessario farlo ora, per gustare i benefici della Sua presenza e della Sua opera amorevole.

Oh, sapessi dove trovarlo! Potessi arrivare fino al suo trono! Esporrei la mia causa davanti a lui (Giobbe Giobbe 23:3,4)

DOV'È DIO?

Quest'uomo, che si trova in momenti di grande sofferenza, vorrebbe discutere con Dio del suo problema, lo sta cercando in preghiera, ma sembra che Egli si nasconda. L'uomo, anche quando non lo ammette o non lo comprende pienamente, è alla ricerca di Dio. Anche ciò rivela la grande verità che Dio esiste e l'uomo ha costante bisogno di Lui. "Oh sapessi dove trovarlo" esclamava Giobbe. Dio non si nasconde e non è lontano da ciascuno di noi. Egli dice: "Io dimoro nel luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore degli oppressi" (Isaia 57:15). La Bibbia afferma che Dio si è rivelato all'umanità avendo parlato molte volte e in molti modi e "in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio" (Ebrei 1:1, 2). Chiunque tu sia, sappi che non sei solo nel tuo problema, ma puoi avere fiducia nel Signore che ha promesso di aiutarti. Egli vuole soprattutto risolvere il problema più grande, che è quello del peccato, cancellandolo, per darti una vita nuova in Cristo. Dove trovare Dio? Egli è proprio ora vicino a tutti coloro che Lo invocano sinceramente e con tutto il cuore. È accanto a te.

Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? (Luca 15:4)

CERCATI DAL BUON PASTORE

La parabola della pecora smarrita narra di un pastore che, avendo smarrito una pecora, lascia le altre novantanove in un luogo sicuro, per cercare una smarrita. Questa, incapace di ritrovare la strada, rappresenta l'uomo che si è allontanato da Dio e non è in grado da solo di riavvicinarsi a Lui. La Bibbia insegna: "Poiché eravate erranti come pecore; ma ora siete tornati al Pastore e Vescovo delle anime vostre" (I Pietro 2:25). Il pastore che cerca la pecora smarrita è Gesù, il quale afferma: "Il Figliolo dell'uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito" (Luca 19:10). Egli per riavvicinare l'uomo a Dio ha dato la Sua vita sulla croce quale prezzo per il perdono dei peccati di tutta l'umanità, subendo su di Sé il giudizio che spettava ad ogni peccatore. La ricerca paziente del pastore esprime l'amore che il Signore manifesta in favore dell'uomo e il Suo proposito di stapparlo al peccato, alle conseguenze eterne della ribellione alla Sua volontà. Caro lettore, Gesù il buon Pastore ti sta cercando e vuole preservarti da grandi sofferenze. Con pazienza, ti rinnova il Suo invito ad andare a Lui. Non indurire ulteriormente il tuo cuore. Arrenditi a Lui e troverai salvezza e ristoro.

Colui che nella nostra umiliazione si ricordò di noi, perché la sua bontà dura in eterno (Salmo 136:23)

NELLA MEMORIA DI DIO

Generalmente ricordiamo con facilità le persone con cui abbiamo contatto più frequente. Ma quando questi incontri si diradano dimentichiamo anche coloro con i quali abbiamo trascorso insieme molto del nostro tempo. Quanti compagni di scuola o di gioventù sono oramai dimenticati. Lo scrittore di questo salmo pone in evidenza la capacità di Dio di ricordarsi del Suo popolo nel momento dell'umiliazione, risultato del peccato che abbassa l'uomo, allontanandolo dal Suo Creatore e Signore. Il peccato crea una distanza abissale tra il peccatore e l'Iddio tre volte Santo. Dimenticherà Egli l'uomo peccatore così profondamente lontano? Dimenticherà Egli la Sua povera creatura caduta nella miseria? Il Signore si ricorda di te, nonostante il baratro del peccato nel quale vivi. Nonostante tutto, Dio si ricorda di noi e lo ha fatto mandandoci Gesù. È Lui che, accostandosi amorevolmente a ciascuno di noi, dice: "Non ti ho dimenticato, sono venuto proprio per te". Quand'anche tutti ci dimenticassero, Cristo sarà per noi la chiara dimostrazione che Dio non ci ha abbandonati a noi stessi, ma si ricorda della nostra vita! E ciò per un solo motivo: perché la Sua benignità dura in eterno.

Gli occhi di quelli che vedono non saranno più accecati (Isaia 32:3)

OCCHI APERTI

Il profeta Isaia descrisse i benefici che sarebbero scaturiti da un re la cui venuta avrebbe arrecato ogni sorta di bene per l'umanità. Questo Re, che Isaia intravide, è già venuto: è Gesù, il Cristo di Dio, il Re dei re e Signore dei signori. I nostri poveri occhi, accecati dal peccato e dalle lusinghe del nemico dell'uomo, satana, possono ora essere aperti alla realtà spirituale, alla luce del Signore. Ciò che l'antico profeta preannunciava è possibile realizzarlo oggi. Io e te possiamo avere occhi aperti, in grado di contemplare, per fede, ciò che l'occhio naturale non può scorgere: la gloria del Signore, ovvero la ricchezza della Sua grazia, della misericordia, potenza e compassione che Egli usa verso ogni essere umano. Se i tuoi occhi sono oggi accecati dal dubbio, dall'incredulità, da dolori e sofferenze della vita presente, rivolgi con fede a Colui che apre gli occhi dei ciechi questa preghiera: "Signore, apri i miei occhi affinché possa vedere, credere e vivere quella luce che illumina ogni uomo". Anche a te, Gesù dirà: "Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Giovanni 8:12).

Ma Rut rispose: "Non pregarmi di lasciarti, per andarmene via da te; perché dove andrai tu, andrò anch'io; e dove starai tu, io pure starò" (Rut 1:16)

FERMAMENTE DECISI

Naomi era una israelita emigrata con il marito ed i figli nel paese di Moab. Dopo aver patito il dolore per la loro morte decise di ritornare nel suo Paese. Le sue due nuore, Orpa e Rut, scelsero di seguirla, ma ella, le invitò a tornare indietro, non avendo nulla da offrire loro. Orpa, piangente, baciò la suocera e se ne andò. Rut, invece, ribadì il proposito di recarsi nel paese di Naomi, per diventare parte del suo popolo e servire fedelmente il suo Dio. A differenza della cognata, era fermamente decisa a non staccarsi dalla suocera. La determinazione di questa donna dovrebbe farci riflettere: siamo altrettanto decisi a seguire il Signore? Forse abbiamo dichiarato di voler vivere per Lui, ma poi abbiamo permesso a influenze umane, alle difficoltà o ai piaceri del mondo di farci perdere di vista l'obiettivo che ci eravamo prefissati. Rut fu risoluta. Né l'insistenza della suocera, né la decisione di Orpa le fecero cambiare idea. Seguiamo il suo esempio! Con risolutezza restiamo ancorati a Cristo, non permettiamo a nulla di separarci da Lui. AffidiamoGli la nostra vita e realizzeremo che, nella Sua fedeltà, Dio si prende meravigliosamente cura di tutti coloro che confidano in Lui.

Faranno questo perché non hanno conosciuto né il Padre né me (Giovanni 16:3)

CONOSCERE DIO

È veramente possibile conoscere Dio? Per alcuni Dio non esiste e quindi è inutile tentare di conoscerLo. Per altri c'è un Dio che ha dato origine al Creato, ma è troppo lontano, irraggiungibile dall'uomo. Certuni pensano che si possa conoscere Dio soltanto mediante studi approfonditi, che non sono alla portata di tutti. Sono tante le risposte date dall'uomo. Ma cosa dice la Bibbia? Essa insegna che non si può conoscere Dio attraverso la propria intelligenza. Egli si rivela a chiunque esclusivamente per mezzo di Gesù Cristo. Per conoscere Cristo è indispensabile rivolgersi alla Parola di Dio, la Bibbia, con totale fiducia in ciò che Essa dichiara e in completa sottomissione al suo messaggio. Le Sacre Scritture parlano di Gesù e attraverso di Lui possiamo conoscere la natura e i pensieri di Dio. Ciò implica, però, un radicale cambiamento del cuore, operato dallo Spirito Santo. Quando il Signore si rivela a un cuore, mutano i sentimenti, le aspirazioni e la condotta. L'opera di Dio è concreta e non passa inosservata a chi la sperimenta né a quanti gli stanno vicino. Conosci il Signore o hai soltanto sentito parlare di Lui? ChiediGli di rivelarsi e attraverso la Sua Parola. Lo farà.

Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni (Isaia 1:16)

UNA GIUSTA RELAZIONE CON DIO

Dio odia il peccato, ma ama il peccatore. Proprio per questo desidera vivere in comunione con l'uomo. Le Scritture dicono chiaramente cosa occorre per stabilire una giusta relazione con Lui. Prima di tutto, è necessario ravvedersi dei propri peccati. Il ravvedimento è indispensabile per vivere vicino a Dio e consiste nel riconoscere la propria condizione di peccato, nel provare un sincero dolore per averLo offeso con le proprie iniquità e nel decidere di abbandonarle chiedendo a Dio la forza necessaria per fare ciò che a Lui è gradito. Inoltre, occorre confidare nella grazia di Dio. In virtù dei propri meriti, nessuno può accostarsi a Dio e avere comunione con Lui. Soltanto per la Sua grazia i peccati possono essere perdonati e si può sperimentare la gioia della riconciliazione. Infine, occorre percorrere il sentiero dell'ubbidienza alla Parola di Dio. Egli si compiace di cuori che si dispongono a mettere in pratica la Sua Parola, motivati dall'amore per Lui. Rifletti! Ti sei ravveduto? Pensi di meritare il perdono di Dio o confidi nella Sua grazia? Hai deciso di ubbidire alla Sua Parola? Compi questi passi ed avrai oggi la gioiosa certezza di vivere con Lui per sempre.

A loro però la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l'avevano ascoltata (Ebrei 4:2)

ASSIMILARE LA PAROLA

Nonostante il Signore avesse dato prova di fedeltà e amore, intervenendo con la Sua potenza per sottrarre Israele alla dura schiavitù in Egitto, e avesse provveduto in modo abbondante ad ogni loro necessità, questo popolo continuò ostinatamente ad essere ingrato e ribelle. Come mai? Non avevano assimilato la Parola nel loro cuore. L'avevano udita, ma non l'avevano accolta. Non avevano permesso alla rivelazione divina di penetrare nel loro intimo, di radicarsi in modo profondo nel loro cuore e di diventare parte integrante del loro essere. E tu, stai assimilando la Parola di Dio? Chi le presta piena fiducia, riconoscendola quale ispirata e vivente Parola di Dio, sperimenta come essa illumina la mente e il cuore, trasforma radicalmente, dà una nuova speranza e conduce lungo il sentiero della benedizione divina. Tale fede verace genera il desiderio di conoscere sempre meglio la Sua volontà e le Sue promesse, il proposito di ubbidire al Signore per piacerGli in ogni cosa. Non indurire, come l'antico Israele, il tuo cuore alla Parola. Accoglila quotidianamente con il rispetto dovuto, essa ti rivelerà Dio e sarai da Lui trasformato.

Egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro (2° Corinzi 5:15)

VIVERE PER CRISTO

Ogni persona vive per qualcuno o qualcosa. Quanti genitori vivono esclusivamente per i loro figli! Tanti idolatrano il proprio coniuge, si danno, anima e corpo, per la loro attività lavorativa o per un ideale. Alcuni vivono per sé stessi, altri dedicano la loro esistenza alle persone derelitte. L'occupazione può essere egoistica o nobile, il punto è che non si vive per Cristo! La meta rimane la realizzazione umana. La Scrittura insegna che nessuna persona o cosa dovrebbe mai diventare la ragione della vita. Cristo si aspetta che ognuno viva per Lui, che non ha esitato a sacrificarsi, a dare Sé stesso per noi. Ciò implica essere pronti a spendere il fiore dei propri anni ed il meglio delle capacità, che Dio stesso ci ha donato, per Cristo. Ciò vuol dire offrirgli il tempo, le energie e ogni risorsa, essere disposti a sottomettersi interamente alla Sua Parola per imparare a dipendere da Lui, per sperimentare la potenza della Sua risurrezione. Vivere per il Signore implica la disponibilità a lasciare tutto ciò che Egli non approva, per ricercare sempre e in ogni cosa la Sua gloria, dando priorità all'edificazione del Suo regno. E tu per chi o cosa vivi?

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