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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

"Vi prego... datemi un segno sicuro, che salverete la vita a mio padre e madre, ai miei fratelli e sorelle e a tutto quel che appartiene a loro". (Giosuè 2:12,13)

L'ESEMPIO DI RAHAB

Rahab, una meretrice, stava per soccombere con il popolo di Gerico, ma fu risparmiata con la sua famiglia grazie all'aiuto dato, a suo tempo, alle due spie d'Israele per averle nascoste e poi, fatte fuggire. Ora, trovandosi in grande pericolo di morte, la preghiera di Rahab non fu tanto per se stessa quanto per i membri della sua famiglia che citò uno ad uno, dal più grande al più piccolo e per tutto ciò che apparteneva loro. L'esempio di Rahab è da tenere in viva considerazione ogni volta che preghiamo, quando o per mancanza di tempo o per pigrizia, troppo spesso si prega solo per sé stessi e non per tutti gli uomini o coloro che sono in autorità (I Timoteo 2:1-4.): "Questo è buono e accettevole nel cospetto di Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità" ed ancora "affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità" perché dal loro bene dipende anche il nostro.

 

"Se ti perdi d'animo nel giorno dell'avversità, la tua forza è poca". (Proverbi 24:10)

L'AVVERSITA'

Perdersi d'animo «significa svenire». Se la realtà della crocifissione di Gesù è veramente il centro d'ogni manifestazione di una vita umana, se la consacrazione al servizio di Dio è totale e disinteressata, tale vita avrà sicuramente a che fare con l'avversità. Dio permette le difficoltà, ma subito assicura che Egli ha già pronto un atto della Sua grazia liberatrice. Egli userà l'avversità per fortificare la fede dei suoi figlioli affinché si accertino appieno del Suo aiuto e della Sua vittoria. Il cristiano sa che esiste il pericolo di «svenire» sotto il peso delle prove, ma resiste avendo fiducia nella grazia del Signore. Se i discepoli di Gesù svengono al momento dell'avversità, chi porterà l'ancora della salvezza a questo mondo perduto? Facciamoci animo perché "se Dio è per noi chi sarà contro di noi?" (Romani 8:31).

 

Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli.

(Filippesi 3:20)

L'ATTESA Viviamo in tempi particolarmente difficili, di realizzazioni delle profezie bibliche e, tutto, con forza, ci parla della prossima venuta del Signore. Nell'attesa del ritorno di Cristo, i credenti sono continua.mente messi alla prova, e noi dobbiamo sottometterci alla supre.ma volontà di Dio, sapendo che in ogni circostanza Egli continuerà a prendersi cura di noi. Il principale scopo della prova è quello, di distaccarci dalle cose di questo mondo ed avvicinarci di più al Signore, nell'attesa del Suo ritorno. Dio potrebbe anche esimerci dal dolore dei tempi che corriamo (ne verranno di peggiori), ma permette la prova (come l'attraversamento di un deserto dove non v'è una dimora fissa), per farci realizzare, più che mai, che siamo cittadini del cielo (Filippesi 3:20). Noi aspettiamo il momento in cui saremo trasformati in corpi incorruttibili per incontrare il Signore nell'aria, per essere nella sua patria celeste, dove il dolore, il pianto, la fame, le sofferenze, le paure cesseranno per sempre... e, realizzeremo le parole del salmista: "Beati quelli che abitano nella Tua casa e ti lodano del continuo" (Salmo 84:4).

 

"In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà diDio verso di voi".

(1Tessalonicesi 5:18)

L'ATTEGGIAMENTO DELLA GRATITUDINE Considerate questa domanda: "Possiedo l'atteggiamento della gratitudine?" La lode, il ringraziamento e la vera gratitudine glorificano sempre Dio, per tanto è uno dei doveri e delle occupazioni più importanti di ogni cristiano. Gli inventori con le loro scoperte ed invenzioni straordinarie hanno reso la nostra vita più facile e più felice. Gli scrittori hanno com. posto molti volumi di eccellente letteratura. Dei cantanti sono stati dotati per affascinare grandi folle con le loro voci piene di talento. Artisti di rara capacità hanno dipinto quadri magnifici e noi ci meravigliamo delle loro opere. Dei presidenti e dei re hanno pronunciato delle sentenze rivoluzionarie che hanno mutato il corso delle nazioni. Ma nessuno degli uomini e delle donne più grandi del mondo è mai riuscito a fare neanche la metà di quando può fare un figlio di Dio, quando loda, esalta e glorifica Gesù. Nessuno ha mai fatto qualcosa di così nobile come quando si loda e ringrazia Gesù per quello che Lui è e per quello che ha fatto.

 

Ah, Signore, eterno! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e con il tuo braccio disteso; non v'è nulla di troppo difficile per te. (Geremia 32:17)

L'ARTISTA DIVINO

In una notte chiara d'estate, con un bel vento soave, viene spontaneo volgere lo sguardo in alto, e fissare il cielo splendente per il chiarore della luna e delle stelle. Quei corpi celesti, di milioni di tonnellate sospe.se nel nulla come piccolissimi diamanti, non ti portano a pensare ad una mano onnipotente? A Dio? Al Creatore? Egli è onnipotente, grande, immenso, meraviglioso, creativo ed artista! Per Lui non c'è niente che sia difficile. I discepoli di Cristo, del tempo della primitiva chiesa, davano inizio alle loro preghiere enumerando le opere grandi di Dio (Atti 4:21). Dio è creatore e artista, non soltanto per le cose grandi che vediamo e tocchiamo, ma anche di quelle infinitamente piccole e invisibili... Il fisico e professore, Alfredo Kastler, ha detto: "Un solo atomo è così complicato, strutturato con tanta intelligenza, che l'universo materiale e fisico non ha senso. L'idea che l'universo si sia creato da solo mi sembra assurda. Concepisco il mondo soltanto con un Creatore, quindi un Dio". Permetti a Dio di entrare nella tua vita, e "Lui" sarà con te intera.mente, per sempre.

 

Non giudicate secondo l'apparenza. (Giovanni 7:24); L'uomo riguarda all'apparenza, ma l'Eterno riguarda il cuore. (1 Samuele 16:7)

L'APPARENZA INGANNA

Non bisogna credere che tutti quelli che ridono e scherzano siano felici. Spesso , sotto un'apparenza gioiosa, si nasconde un dolore profondo e lancinante. Si racconta di un tale che andò da un dottore e gli confidò di sentirsi tanto oppresso, al punto che la vita gli era divenuta insopportabile. Il dottore lo visitò con cura e non avendo trovato nulla di grave, gli disse che il suo organismo era sano e che aveva solo bisogno di un poco di distrazione. Il paziente dichiarò che quel rimedio non lo persuadeva. A questo punto il medico gli suggerì: «È qui in piazza da qualche giorno un baraccone, dove tutte le sere, un pagliaccio fa sbellicare dalle risate quanti vanno ad udirlo. Se un pagliaccio simile non riuscisse a distrarlo non saprei proprio che altro consigliarle». «Ahimè» esclamò allora il disgraziato «quel pagliaccio sono io!» Quanti potrebbero fare la stessa confessione! Ma Gesù solo ha il rimedio infallibile. Egli dichiara: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e aggravati, ed io vi darò riposo" (Matteo 11:28). Il riposo che Gesù offre è il migliore farmaco, per tutti i tipi di mali.

 

L'uomo guarda all'apparenza, ma il Signore guarda al cuore.

(I Samuele 16:7)

L'APPARENZA L'uomo guarda all'apparenza perché non può fare diversamente. Nessun uomo è in grado di sapere quello che c'è nel cuore del proprio simile. A volte è anche difficile sapere quello che c'è nel profondo del nostro cuore. Dio solo può comprendere quello che preoccupa il nostro essere e Lui solo può dare la soluzione. L'uomo si affatica invano e non si rende conto che basterebbe rivolgere i suoi pensieri a Dio per avere la risoluzione di tutti i suoi problemi. L'uomo continua a guardare all'apparenza delle cose e giudica in base a quello che vede o che pensa di vedere. Dio solo è la vera luce, Colui che conosce i pensieri del mio e del tuo cuore. Dio vede al di là di quello che noi pensiamo di vedere e sa già la soluzione. Non affidarti a te stesso, guarda a Gesù e Lui ti darà ciò che il tuo cuore desidera, quello che neppure tu stesso riesci forse a comprendere. Dio vuole darti una mano e desidera più d'ogni altra cosa risolvere ogni tuo Problema. Caro amico, non rifiutare il Suo aiuto!

 

"Siate sobri, vegliate: il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare".

(I Pietro 5:8 )

UN POSTO SICURO (II) Sarebbe una crudele presa in giro se il pastore dicesse semplicemente: "Piccolo agnello, sii sobrio e vigilante perché il vecchio leone gira qui attorno. Non essere ansioso di prendere i ranuncoli e le margherite prima di esserti guardato intorno con attenzione. Se il leone ti assale, resistergli con coraggio, ed esso fuggirà". Poi il pastore se ne va sui monti e torna nella sua casa. L'agnello, indifeso, non si avventura a brucare, preso com'è dalla paura. Ed ecco che dalle tenebre sbuca il leone. Era forse sufficiente vegliare e resistere con coraggio? Con una zampata del leone l'agnello è morto! No! Tu ed io, fratello mio, non possiamo competere con il vecchio leone. Sii sobrio, vigilante: non desiderare qualcosa che potrebbe far allontanare il Buon Pastore da te. Continua a guardare in alto, in modo da poterLo scorgere. La tua sicurezza è soltanto alla Sua presenza. Puoi riposare solamente alla Sua ombra. Getta su di Lui le preoccupazioni per la tua incolumità e indirizza tutti i tuoi pensieri, le tue preghiere e i tuoi sforzi nel farti restare accanto a Lui. L'unico pericolo sta nel seguire Gesù da lontano, come fece Pietro. Giovanni era troppo vicino al Suo Signore per essere tentato di rinnegarLo. Proprio sotto quella mano potente è il luogo più opportuno per fissare la nostra dimora.

 

"Siate sobri, vegliate: il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare". (I Pietro 5:8 )

UN POSTO SICURO (I)

Come interpretiamo questi versetti? Dobbiamo imporci risolutamente di resistere al diavolo per farlo fuggire da noi? Siamo proprio certi che, se prendiamo la risoluzione di restare fermi davanti a lui, il nemico non solo sarà senza forze, ma indietreggerà perplesso e sconfitto? Era questa la lezione che Pietro aveva appreso dopo l'incontro con quel vecchio leone? Aveva forse dimenticato le parole del Suo Maestro, che vegliava su di Lui: "Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano: ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno"? Torniamo al brano di oggi, e consideriamo cos'altro ci dice: "Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio". Questo è il concetto principale, vale a dire: non fidatevi di voi stessi, ma siate docili e umili al punto di cercare riparo sotto la mano potente di Dio, "gettando su di Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura di voi". Protetti e riparati da Cristo resisterete al diavolo, stando fermi nella fede. Questa è la mano che si tiene stretta al Signore.

 

"L'afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza e l'esperienza speranza." (Romani 5:3-4)

IMPARARE DALL'ESPERIENZA (II)

L'anziano signore rispose: "Figlio mio, ho due parole per te, solo due parole: giuste decisioni". Il giovane riflettè un istante e poi osservù: "Signore il consiglio è molto utile, ma quale mezzo usare per prendere le giuste decisioni?". "Una sola parola: esperienza!" Questo è ancora un buon consiglio ma come fare per acquistare esperienza?", chiese ancora il giovane. "Due parole - disse l'anziano - decisioni sbagliate!". Con questo non voglio dire che solo quando facciamo brutte esperienze possiamo imparare ciò che è giusto, ma se nella nostra vita non lasciassimo dietro di noi delle zone d'ombra, non potremmo apprezzare nuovamente la grazia e l'amore di Dio verso noi. Le conseguenze dei nostri peccati sono irrevocabili, nessuno potrà risparmiarcele, ma se da esse impariamo a consacrarci di nuovo a Dio, dalle esperienze del passato, avremo nuove speranze per il futuro.

 

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