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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

"C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma essa con.duce alla morte." (Proverbi 14:12)

LA VIA GIUSTA

La vita è simile ad un labirinto; c'è una sola strada giusta, molte sbagliate, molti vicoli ciechi. Se t'incammini nella direzione sbagliata, devi subito tornare indietro e intraprendere il giusto sentiero e stare attento finché non giungi alla meta: il Regno di Dio. Le strade impresse nella vita d'ogni uomo sono tante: politica, religione, idealismo, materialismo... Rino Di Lena era un giovane che diversi anni fa frequentava una delle nostre comunità. A fronte di un malinteso lasciò la comunità dandosi alla politica e alla bella vita. Ha tra.scorso i suoi anni migliori, l'intera gioventù a rincorrere ideali politici più o meno giusti, alla fine ha dovuto arrendersi e fare dietrofront. E' ritornato al Signore, al suo dolce maestro con la promessa di non lasciarlo più. Oggi testimonia della vita inutile spesa lontano dal Signore. La politica riesce a tirare il popolo verso destra o verso sinistra, ma difficilmente lo porterà avanti. Le religioni servo.no da airbag, pronte a salvarci quando ne abbiamo bisogno. Gli ideali servono a distaccarci dalla realtà. Che ci rimane dunque? Solo Gesù! Egli è l'unica strada che conduce ad una meta sicura, che ha come destinazione il Regno dei Cieli. Non preferisci anche tu la gioia e la pace vera che solo Dio può donarti?

 

"E Gesù gli rispose: «Sta scritto: non di pane soltanto vivrà l'uomo»". (Luca 4:4)

E' SCRITTO (II)

Questo racconto ci insegna due cose fondamentali: il diavolo conosce perfettamente la Bibbia; per fronteggiare le tentazioni dobbiamo conoscere anche noi la Bibbia. Quando Gesù risponde.va alle provocazioni del diavolo citava quanto insegnato diretta.mente da Dio, e tali insegnamenti sono presenti solo nella Parola di Dio, massima autorità della verità rivelata. Conosciamo noi la Bibbia? O semplicemente conosciamo qualche episodio in essa narrato, probabilmente i racconti dei miracoli e le parabole perché più volte uditi o visti in tv? Non è il giusto atteggiamento! Il diavolo è astuto e ci tenta in miliardi di modi: insinua dubbi nella nostra mente, distorce i comportamenti degli uomini, crea inutili timori, e tutto questo per tenerci lontani dalla volontà divina. Il Signore, però, ci pone davanti un'efficace arma: la sua Parola. Servitene per capire la Sua volontà, per togliere dubbi e timori dalla tua vita, per imparare a chiedere in preghiera, per esserGli gradito. Essa è alla tua portata, basta un semplice atto della tua volontà per appropriarti di tutto questo. Ora lo sai, il Signore te lo ripete ancor oggi, non hai scusanti. Non indugiare!

 

"E Gesù gli rispose: «Sta scritto: non di pane soltanto vivrà l'uomo»". (Luca 4:4)

E' SCRITTO (I)

Gesù fu tentato dal diavolo. Anch'Egli, come noi, dovette imparare a resistergli. Ogni volta che leggo questi versetti, ricordo di una bambina che all'udire il racconto della tentazione di Gesù nel deserto osservò: "Perché Gesù rispose al diavolo sta scritto, invece che sta zitto? Gesù aveva autorità per farlo!" Già, Gesù poteva semplicemente imporre al diavolo di tacere e di allontanarsi da Lui e questi sarebbe stato costretto a farlo. Gesù, però, ha voluto insegnarci qualcosa di ancor più grande. Le tentazioni non possono essere ignorate, non possiamo farle tacere come se non ci provo.cassero fastidi, ma dobbiamo fronteggiarle alla luce della Parola di Dio. Gesù, ascoltò quello che il diavolo Gli diceva; per ben tre volte lo tentò, prospettandogli cose allettanti. Cibo: Gesù non mangiava da giorni; potere e gloria: Gesù era osteggiato; vittoria sul mondo: Gesù non era riconosciuto quale il Figlio di Dio. E per ben tre volte Gesù gli risponde citando passi della Sacra Scrittura. Alla fine il diavolo, non avendo altro modo per tentarlo, si allontanò da Lui e la Bibbia ci dice: "Si partì fino ad altra occasione." Egli, dunque, non cede neanche di fronte alla fermezza di Gesù. (Continua)

 

"Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo,gira come un leone ruggente cercando chi possa divo.rare". (1° Pietro 5:8)

IL LEONE RUGGENTE (II)

Mirto e Bianca, due gatti persiani, cominciarono a gironzolare pericolosamente nei pressi del nido. Intuite bene le loro intenzioni tenemmo i due gatti in una terrazza separata dal balcone da una vetrata. Ciononostante il loro pensiero fisso erano i cardellini. Un giorno, purtroppo qualcuno dimenticò di chiudere la vetrata e questo bastò perché si compisse l'opera di distruzione: il nido e le nuove uova che esso conteneva erano ormai distrutti! Avremmo volentieri punito i gatti, ma avevano semplicemente agito secondo la loro natura. Il nostro nemico è più pericoloso di un gatto, è come un leone ruggente. Gira intorno alla nostra vita di tutti i giorni, aspettando con furbizia l'occasione propizia, ma noi possiamo e dobbiamo stare in guardia. Voglia Dio farci comprendere pienamente che nel nostro cuore non c'è posto per due padroni. Non si può servire insieme Dio e Mammona (Luca 16:13), così come in casa non possono convivere in libertà gatti e cardellini.

 

"Come gli uccelli spiegan le ali sulla loro nidiata, così l'Eterno degli eserciti proteggerà Gerusalemme..." (Isaia 31:5)

IL LEONE RUGGENTE (I)

Per alcune primavere abbiamo avuto sul balcone della nostra casa due graditi ospiti: una coppia di cardellini. E' stata una gioia guardarli mentre costruivano il loro nido. Cinguettando allegramente, hanno sistemato con ordine e diligenza tutto il materiale trasportato. Dopo la deposizione delle uova ha avuto inizio la covata: compito cui si sono alternati i due piccoli volatili. Non appena i due piccoli uscirono dal guscio, la mamma non lasciò più il nido, mentre il papà provvedeva al cibo. Se una pioggerellina raggiungeva il nido, la mamma spiegava le sue ali sui piccoli per ripararli. Spettacoli del genere durarono fino al giorno in cui i nuovi nati impararono a volare da soli, affrontando la vera vita, la realtà del cardellino. All'inizio della terza primavera dall'arrivo dei cardellini, la presenza del nido fu turbata da due nuove presenze: Mirto e Bianca. (Continua)

 

"Nel giorno in cui temerò, io confiderò in te. Coll'aiuto di Dio celebrerò la Sua Parola; in Dio confido e non temerò; che mi può fare il mortale?". (Salmi 56:3,4)

NON TEMERÒ

Nella vita di ciascuno di noi sono presenti dei timori, è inevitabile che ci siano, ma è importante imparare a fronteggiarli. L'autore di questo salmo precisa che nel giorno in cui egli temerà, si rivolgerà a Colui che di certo potrà aiutarlo: Dio. Il timore non scompare all'improvviso, ma chiedendo aiuto al Signore si può riuscire ad arginarlo. Di fronte a certi eventi la paura penetra nel nostro cuore, ma Dio ci invita a confidare in Lui. In fondo quand'anche tutti gli eventi risultassero avversi alla nostra persona e quand'anche la vita stessa fosse in pericolo, in Dio troveremo sicuro rifugio. Che ci può fare il mortale? Egli potrebbe minacciare solo la nostra esistenza terrena, ma nessuno potrebbe toglierci la vita eterna. Quel prezioso dono non può essere né rubato, né occultato. Tutti gli avversari della fede hanno sempre cercato di far tacere i cristiani togliendo loro la vita terrena. Un esempio biblico è Stefano, primo martire del cristianesimo. Egli fu messo a morte a causa della sua fede e poco prima di morire ebbe la gloriosa visione di Gesù in piedi, alla destra di Dio ed i cieli aperti. Tutto era pronto per accoglierlo. Dio non ci lascia nemmeno in punto di morte!

 

"Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro;se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell'albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro." (Apocalisse 22:18,19)

NÈ TOGLIERE, NÈ AGGIUNGERE (II)

Facciamo attenzione ad altri libri che tendono a "completare" la Bibbia. Essa è già completa da sé, contiene tutto ciò che l'uomo vuole sapere e tutti gli insegnamenti che i figliuoli di Dio devono osservare per piacere a Dio. Attenzione, infine, a coloro che mettono sullo stesso piano della Bibbia i propri insegnamenti, o proprie idee, apparizioni miracolose, profezie, sogni, esperienze mistiche, sedute spiritiche, indovini, e simili. Tutte queste cose tolgono non soltanto autorità alla Bibbia, ma spesso la contraddicono. La Parola di Dio è la massima autorità a cui dobbiamo rispetto e onore. D'altronde leggiamo bene, nei versetti dell'Apocalisse, che il Signore castigherà colui o coloro che aggiungono o tolgono qualcosa ai libri della Bibbia. Essa non ha bisogno di aggiustamenti per essere compresa, perché è adatta a chiunque. Usa un linguaggio comprensibile a tutti, all'adulto e al giovane; al colto e al poco istruito. Attenzione anche al nostro dire, valutiamo bene quando parliamo della Bibbia, non diciamo cose che essa non dice, per accaparrarci il favore di qualcuno, non semplifichiamo i suoi percorsi e non smentiamo i suoi avverti.menti, la posta in gioco è troppo alta, per rischiare!

 

"Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro;se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell'albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro." (Apocalisse 22:18,19)

NÈ TOGLIERE, NÈ AGGIUNGERE (I)

I versetti di cui sopra sono tratti dall'ultimo capitolo dell'ultimo libro della Bibbia. E sono molto chiari e inequivocabili. Facciamo perciò attenzione a quanti ci parlano delle cose di Dio, assicuriamoci che si riferiscano soltanto alla Bibbia, così come essa ci ammaestra. La Bibbia dovrebbe contenere 66 libri, ma alcune Bibbie contengono, nell'Antico Testamento altri 6 libri, ma ciò non è completamente esatto. E a conferma di ciò ci rifacciamo agli Ebrei, popolo a cui Dio diede la responsabilità di curare gli scritti dell'A.T., i quali non li hanno accettati, ritenendoli apocrifi, cioè non ispirati da Dio. Questi libri, altrove vengono chiamati deutero-canonici. Pertanto il "canone ebraico", cioè la Bibbia ebraica non li contempla. A riconferma di quanto già detto possiamo constatare che nemmeno quando Gesù e gli apostoli andavano nelle sinagoghe leggendo e meditando gli Scritti sacri, gli apocrifi erano presenti; né Gesù, né gli apostoli li hanno mai citati nei loro discorsi. Di essi non c'è alcun riferimento nel Nuovo Testamento. Tali apocrifi possono solo rappresentare buone opere letterarie. A parte questo, dobbiamo precisare che altri libri non possono essere considerati alla stregua della Bibbia. (Continua)

 

"V'è un corpo unico ed un unico Spirito, come pure siete stati chiamati ad un'unica speranza, quella della vostra vocazione." (Efesini 4:4)

UN UNICO CORPO

L'epistola agli Efesini ci ricorda per ben otto volte che la Chiesa è il corpo di Cristo e da questa immagine ci è facile dedurre come essa non sia un'organizzazione, ma un organismo. Ciò che unisce tutta la chiesa è lo Spirito Santo, ed è anche il mezzo attraverso il quale Cristo è unito alla Chiesa e ne è il Capo. La Chiesa, dunque, è un unico corpo formato da veri credenti, che, come membri di esso, esercitano la funzione loro affidata. Ognuno di essi si differenzia dagli altri per carattere, attitudini, abilità, funzioni, ma tutti sono utili per l'avanzamento della chiesa stessa. A questo punto sorge il seguente interrogativo: qual è la vera Chiesa? Ne esistono tante con diverse denominazioni e principi. Già Agostino da Ippona, nel 4°sec.d.C.,disse di vedere la "chiesa nella chiesa". In altre parole, egli voleva dire che non tutti quelli che si professavano cristiani erano realmente cristiani. Oggi il credente vede la "Chiesa nelle chiese", ossia nelle diverse denominazioni esistenti, ma coloro che sono "nati di nuovo"(Giov. 3:3) appartengono al Signore e Lo amano con fede. Sei fra questi? Ti senti membro del corpo di Cristo? Gli appartieni veramente?

 

"L'orgoglio abbassa l'uomo, ma chi è umile di spirito ottiene la gloria." (Proverbi 29:23)

L'UMILTÀ

Giovanni e i suoi fratelli, da ragazzini, erano soliti raccogliere radici di liquirizia per venderle e guadagnare qualche soldo. Insieme a loro c'era un uomo che per mestiere faceva questo e quindi sicuramente più esperto dei ragazzini. Un giorno, come tanti altri, men.tre il trattore scavava la terra con un grosso aratro e le radici veni.vano fuori, se ne scoprì una molto grossa e tutti i presenti fecero a gara per raccoglierla. Fu un attimo e tutti si avventarono su di essa come cani sopra un osso, ma era troppo grossa e ben radicata e nonostante gli sforzi non si sradicava. I ragazzi lasciarono stare e continuarono a raccogliere altre radici più piccole, ma la tentazione di quell'uomo fu troppo forte e continuò ad insistere tanto, finché rovinò le stesse radici già raccolte. A quel punto incominciò ad irritarsi molto. I ragazzini, un po' impietositi da quel ridicolo comporta.mento, cedettero parte dei loro mazzetti di liquirizia. Tutto questo dovrebbe insegnarci che l'ingordigia non dà buoni frutti. Non stanchiamoci, piuttosto, di pregare affinché il Signore ci aiuti ad essere prudenti e riflessivi per camminare verso la meta che conduce al Padre!

 

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