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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

O fate l'albero buono e buono pure il suo frutto; o fate l'albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; per.ché dal frutto si conosce l'albero. (Matteo 12:33)

L'ALBERO E IL SUO FRUTTO

Invano si cerca di riabilitare la natura umana. Senza dubbio, gli uomini che sono stati fatti a somiglianza di Dio, conservano dei tratti di tale origine. Ma il peccato ha profondamente rovinato la creatura umana. L'albero può avere una bella apparenza, se il suo frutto è cattivo è perché l'albero è cattivo. L'uomo non manca di pretese, e, d'altronde, talvolta è capace di manifestare della nobiltà e della generosità, del coraggio e della devozione. Ma queste qualità hanno sovente come conseguenza di dare a colui che le manifesta una buona opinione di se stesso. Apriamo gli occhi sullo stato morale della società. Da ogni parte vediamo l'ingiustizia, il regno del più forte o del più astuto, il denaro che domina, i desideri malsani che animano in segreto esistenze apparentemente rette, altrove vediamo il vizio sfrontato. Si compete in cose vane, e, per soddisfare l'orgoglio, delle famiglie e delle società sono lacerate. Conflitti, guerre, battaglie, tutto questo non viene forse dal cuore umano? Ciascuno concupisce ciò che possie.de l'altro, e l'invidia porta alla violenza. Quanto alla corruzione dei costumi, vi è forse un campo in cui non imperversi? I frutti sono cattivi. Il fatto è che l'albero è cattivo. Non c'è rimedio, se non un innesto che comunicherà una nuova linfa, una nuova natura. E' per questo motivo che Gesù diceva: "Bisogna che nasciate di nuovo"(Giovanni 3:7).

 

Io ho fatto sparire le tue trasgressioni come una densa nube. (Isaia 44:22) Il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. (1 Giovanni 1:7)

ALBUM DI FOTOGRAFIE

Vi piace guardare i vostri vecchi album di fotografie? L'altro gior.no ne ho sfogliati parecchi; questo mi ha ricordato molti bei momenti passati in famiglia, i paesaggi della mia infanzia, tanti visi amati. In generale, amiamo conservare un ricordo fotografico dei migliori istanti della vita, ma nessuno avrebbe mai l'idea di farsi fare una fotografia quando ciò non risulta vantaggioso e di conservare traccia dei propri momenti negativi; un accesso d?ira, per esempio. Vi piacerebbe che un album vi rimettesse sotto gli occhi tutti i peccati che avete commesso? Non lo guardereste spesso e ancora meno lo mostrereste agli altri. Ebbene, Dio registra le nostre vite per intero. Conosce tutte le nostre azioni, le nostre parole e persino i nostri pensieri. Si ricorda di ogni dettaglio e giudicherà ogni vita umana. Fortunatamente tutto il nostro passato può essere cancellato. Quelle colpe che abbiamo dimenticato, ma che pesano sulla nostra coscienza, come quella il cui ricordo affligge per tanto tempo dopo, possono essere tolte completamente. Dio non si ricorderà più di nessuna di esse. Com'è possibile questo? Mediante il sangue di Cristo. Eravamo condannati, ma il Figliuolo di Dio è morto sulla croce al posto di coloro che si confidano in Lui. La sua vita offerta ha risposto alla giustizia e alla santità di Dio. "Egli ha fatto la pace mediante il sangue della sua croce". Ora Dio perdona e riceve tutti coloro che vengono a Lui mediante Gesù Cristo.

 

Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c'è nessu.no che faccia il bene, neppure uno. (Salmo 53:3) Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. (Romani 3:23)

BENE E MALE

Come sapere ciò che è bene e ciò che è male? Qual è il riferimento? Questo riferimento è lo stesso dappertutto? Oggi come ieri? Qual è l'autorità che possa decidere ciò che è bene e ciò che è male? Nei nostri paesi, non tanto tempo fa, si insegnavano i principi morali; oggi non si fa più. Fino a dieci o vent'anni fa certi comportamenti erano ancora considerati anormali; erano puniti. Oggi sono scusati, spiegandoli con delle cause organiche o biochimiche. I risultati? I fondamenti morali sono distrutti, il sentimento di colpevolezza si diluisce; la coscienza s'indurisce; gli ideali svaniscono. La generazione educata secondo questo sistema non è più felice né più equilibrata delle precedenti; a detta dei medici e dei sociologi, essa è in preda all'incertezza e all'angoscia, cerca disperatamente un fonda.mento e una ragione di vita nelle filosofie orientali, ne le sette o nell'occultismo; si sfoga nei piaceri impuri o nella violenza. Il ragionamento umano non ci ragguaglia, ci fuorvia! E' Dio che ci fa conoscere la nostra strada in mezzo al bene e al male, con tutta la sua autorità, nella Bibbia. Ecco il riferimento, universale e invariabile.

 

Appena ho trovate le tue parole, io le ho divorate; le tue parole sono state la mia gioia, la delizia del mio cuore. (Geremia 15:16) Dio... ha parlato a noi per mezzo del suo Figlio. (Ebrei 1:1-2)

DIO M'HA PARLATO

Ancora pochi anni fa, in Unione Sovietica, erano rari i credenti che possedevano una Bibbia. I fedeli d?una chiesa avevano pregato a lungo a questo riguardo. Un giorno, un visitatore dell'Ovest, arrivò in quella città e lasciò una Bibbia al pastore. La domenica successiva, quale gioia fra quei credenti e quali ringraziamenti a Dio quando il loro pastore mostrò loro la sua Bibbia. Finalmente potevano udire e leggere la parola di Dio. Ma, all'uscita dalla riunione, nuova sorpresa: il pastore distribuì a tutti una pagina di quella Bibbia tanto attesa. Egli voleva condividere il suo tesoro perché tutti potessero leggere personal-mente. Qualche giorno dopo, il pastore incontra un parrocchiano che lo saluta con un gran sorriso: "Sono tanto contento della pagina del profeta Geremia che mi ha dato", esclama. "L'ha trovata incoraggiante??, risponde il pastore - Eppure il profeta Geremia non ha avuto una vita facile. E' stato arrestato, battuto, gettato in una fossa e, probabilmente, ucciso in esilio". "Ebbene, proprio quella pagina mi ha fatto del bene, perché comincia così: ?La parola dell'Eterno fu rivolta per la seconda volta a Geremia, mentr'egli era ancora rinchiuso nel cortile della prigione (Geremia 33.1). Dio, poiché in tempi così oscuri s'è rivolto al suo profeta provato, può ugualmente par.lare a me e questo mi ha tanto rallegrato".

 

Ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio. (Giovanni 1:12) Lo Spirito stesso attesta che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo. (Romani 8:16,17)

CHI SONO GLI EREDI?

E' una delle prime domande che si sentono porre quando muore una persona facoltosa. Per rispondervi bisognerà consultare il suo testamento. Tutti sanno che la Bibbia si compone di due parti chiamate: Antico Testamento e Nuovo Testamento. Poiché c'è un testamento questo presuppone che da una parte ci sia una persona ricca e dall'altra degli eredi. Il ricco donatore è Dio, colui che possiede tutte le cose perché è Lui stesso che le ha create. Tutto gli appartiene sulla terra e nel cielo. Chi sono allora gli eredi? L'Antico Testamento aveva stabilito come legatario il popolo d'Israele. E a lui che Dio aveva fatto delle promesse e aveva dato un paese, Canaan, in eredità. Ora, Israele ha disprezzato il paese, trasgredito la legge; si è distolto dal-l'insegnamento dei profeti e ha messo a morte il suo Messia. Da allora è caduto sotto il giudizio divino. Ma Dio è amore. Egli si compiace nel donare. Poiché i Giudei hanno disprezzato l'eredita, egli redige un Nuovo Testamento, in favore di altri eredi. Che cosa donerà loro? Non delle benedizioni terrene ma delle benedizioni spirituali: il perdono, la vita eterna (Giovanni 10:28), la gloria (Giovanni 17:22). Chi sono i nuovi eredi? I suoi figli, in altre parole, sono coloro che fanno parte della grande famiglia della fede (Romani 8:16,17).

 

Poiché tutti cercano i loro propri interessi, e non quelli di Cristo Gesù. (Filippesi 2:21) Gli uomini saranno egoisti... (2 Timoteo 3:2)

L'IO E LE SUE ESIGENZE

"Io" è una piccola parola di due lettere, ma ciò che rappresenta è enorme; piantato solidamente su tre pilastri che si chiamano: egoismo, orgoglio, volontà propria. L'io, negli altri, è facile da identificare e noi lo condanniamo volentieri. Credenti, impariamo a riconoscerlo anche ogni volta che si manifesta in noi e rifiutiamo le sue esigenze affinché lasci il posto al Signore Gesù Cristo, al Suo amore e ai Suoi diritti. Il ritratto morale dell'uomo degli ultimi tempi è tracciato dall'apostolo Paolo con una verità inequivocabile in 2 Timoteo 3:2-7. Il primo tratto menzionato è l'egoismo, sorgente di tutte le tristi tendenze enumerate in seguito, quali l'avarizia, la vanagloria ecc. Quant'è umiliante, per i credenti, mostrare così sovente questo spaventoso egoismo, invece del vero amore divino che non pensa a sé e non aspetta risposta o contropartita dagli altri! Non una sola volta la Sacra Scrittura ci lascia supporre che io debba aspettarmi dal mio prossimo delle manifestazioni d'amore; invece essa mi esorta a testimoniargliene. L'amore si mette al servizio degli altri, mentre l'egoismo vuol essere servito. Invece, in Cristo, non troviamo un atto, una parola dettati dall'egoismo. In Lui l'io non aveva posto. Imitare Gesù, invece di essere occupato di me stesso, è il solo rimedio efficace al mio terribile egoismo.

 

Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi. (Giovanni 8:36) Cristo morì per noi, affinché quelli che vivono non vivano più per loro stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. (2 Corinzi 5:15)

MONDO MODERNO

Alexis Carrel (1873-1944), il celebre chirurgo e fisiologo che aprì la strada alle operazioni a cuore aperto, ha scritto: "Si direbbe che la vita moderna si sia avviata verso un vicolo cieco. L'intelligenza, nel suo sviluppo egoistico, isolata dal campo spirituale, è una mostruosità. Sull'albero della Scienza l'uomo moderno ha colto, per la seconda volta, il frutto proibito. La difficoltà deriva dal fatto che conosce le leggi della meccanica, della fisica, della chimica, ma non conosce se stesso. Dunque, ha creato un paradiso che non gli conviene, un mondo duro, geometrico, tecnico". Queste riflessioni sono più che mai attuali; l'uomo, che ha creduto di fare a meno di Dio, s'accorge che in se stesso sussiste un vuoto immenso che non può essere colmato da nulla. Ha voluto liberarsi da qualsiasi controllo, ed è caduto in nuove schiavitù. La tecnica, il benessere, le possibilità, il denaro, i piaceri; ecco ciò che lo incatena. Non si elimina Dio dalla propria strada senza subirne i danni più gran.di. Ma questo Dio, di cui non si vuol saperne, è sempre presente e aspetta il peccatore che si pente. Bisogna che ciascuno riconosca la propria colpevolezza personale e il valore del sacrificio di Gesù. Si viene a Dio solo passando attraverso la croce.

 

La legge del Signore è perfetta, essa ristora l'ani.ma la testimonianza del Signore è veritiera, rende saggio il semplice. I precetti del Signore sono giusti,rallegrano il cuore. (Salmo 19:7-8)

QUADRICROMIA

La stampa di un'immagine a colori si fa generalmente secondo un processo chiamato quadricromia. Apriamo una periodico qualunque. Una lente a forte ingrandimento ci permetterà, forse, di verificare che le illustrazioni, in realtà, sono composte dalla sovrapposizione di una moltitudine di puntini di colori detti primari: giallo, rosso, blu, quali s'aggiunge il nero. Il tipografo si è servito di quattro pelli.cole dello stesso soggetto, ottenute attraverso le selezioni corrispondenti. Ripartiti e mescolati in modo disuguale, questi punti minuscoli ricostituiscono la pellicola originale. Questa tecnica ci aiuta a capire perché lo Spirito Santo ci ha dato quattro evangeli. Anche nelle biografie umane noi notiamo questo. Di due autori diversi che raccontano la vita d'una persona, uno parlerà maggiormente della sua vita familiare, mentre l'altro presenterà soprattutto la sua attività professionale. Ci saranno necessarie entrambe le opere per avere un ritratto preciso della persona descritta. Che Gesù passi davanti a noi nella dignità di Figliuolo di Dio (evangelo di Giovanni) o nella sua umanità (Luca), che ci sia presentato come il Re d'Israele (Matteo), come il Servitore degli svariati bisogni dei peccatori (Marco), tutto è sempre perfetto, ed il lettore alla fine dei racconti evangelici non può fare a meno di esclamare: "Le tue testimonianze sono meravigliose". Questa diversità fa risaltare la ricchezza della Sacra Scrittura e noi ammiriamo la sapienza di Dio.

 

Dai dunque al tuo servo un cuore intelligente. (1 Re 3:9)

ASCOLTARE IL NOSTRO DIO

Dio chiede solo una cosa, molto semplice: che lo si ascolti. Il tempo che impieghiamo per avvicinarci a Dio e studiare la sua Parola è quello meglio utilizzato e più proficuo. Bisogna leggere la Bibbia di seguito e non a caso, avere un piano, un metodo, dedicarvi un'ora prefissata, leggere con attenzione, con preghiera, con umiltà. Dio parla nel silenzio all'anima umana. Esercitiamo il nostro spirito a stare in silenzio davanti a Lui. Dio vuole benedirvi. Egli cerca di farlo, ma non sa dove trovarvi: voi siete tanto occupati che non avete mai tempo. Non avete tempo per avvicinarvi a Lui! Non avete tempo per ascoltare la Sua voce! Niente tempo per nutrire la vostra anima, niente tempo per ricevere la grazia di Dio! Non pensate che sia necessario capire tutto e spiegare tutto nella Bibbia. La Sacra Scrittura ci supera come Dio stesso. E' in proporzione alla nostra ubbidienza, alla nostra sottomissione e alla nostra fede che lo Spirito Santo ci condurrà in tutta la verità. Basta abbandonarsi nelle mani di Cristo ed Egli farà il resto nella nostra vita. Non abbiamo bisogno di sforzi o di compiere imprese eccezionali. Tutto quello che c'è di eccezionale nella nostra vita lo ha compiuto Cristo Gesù morendo sulla croce per ciascuno di noi. A noi non resta da fare altro che contemplare quella croce e accettare quel meraviglioso sacrificio.

 

Poi vidi un gran trono bianco? e vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono? e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. (Apocalisse 20:11-12) Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli. (Luca 10:20)

UN FILM SENZA TRUCCO

Il capo locale d?una banda portoricana, Hubert C., era stato giudicato da qualche mese. Durante il processo era stato ben presto confuso da registrazioni compromettenti della sua voce e, mal. grado i suoi dinieghi condannato ad una pena detentiva molto pesante. Si senti.va molto solo, la sua famiglia lo aveva rinnegato da molto tempo e i suoi parenti lo avevano abbandonato per non compromettersi. Così, nonostante il disprezzo che provava per quei credenti che visitavano i prigionieri, per distrarsi un po' aveva accettato la visita regolare di uno di loro . Un giorno, poiché Hubert si lamentava della propria sorte e accusava il giudice di averlo condannato senza una vera prova, il suo visitatore gli rispose: "Ciò che le è capitato non è nulla in confronto al giudizio finale davanti al gran trono di Dio. L'intero film della sua vita scorrerà, senza nascondere nulla dei pensieri più condannabili, né degli atti più segreti?. Hubert non lasciò trasparire nulla ma, fu perseguitato da questo pensiero del Giudice supremo che un giorno avrebbe preso conoscenza della sua vita in tutti i dettagli. Questo fu l'inizio di un ripensamento su se stesso e sulla sua vita colpevole. Finì con l'aprire quella Bibbia. In essa trovò la pace, la salvezza e il perdono, e ben presto, nella sua misera cella, fu più felice di quanto non lo fosse mai stato.

 

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