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la meditazione del giorno

MEDITAZIONE GIORNALIERA

tratta dal calendario "Parole di Vita". Buona meditazione.

A chi vince io darò a mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio (Apocalisse 2:7)

L’IMPORTANTE è VINCERE

Ogni credente, quale buon "soldato" di Cristo, non dimentichi di essere ancora in "guerra" e continui a conquistare terreno contro i nemici spirituali. Essi non sono uomini, né nazioni. Siamo chiamati a vincere contro il diavolo. Alcuni pensano che egli sia soltanto un personaggio mitologico; mentre La Bibbia lo descrive come l’avversario di Dio e dell’uomo, ed invita i credenti a combattere "contro le forze spirituali della malvagità". Dobbiamo lottare contro di lui, prima di tutto per conquistare anime a Cristo. Inoltre, siamo chiamati a prevalere sul mondo. Un famoso predicatore una volta disse: "Per me il mondo è tutto quello che riesce a raffreddare il mio amore per il Signore". Ora, "…questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede" (I Giovanni 5:4). Infine, per la grazia di Dio, dobbiamo dominare il nemico più pericoloso: noi stessi! Non vogliamo soltanto partecipare alla "guerra", ma vincerla con l’aiuto possente del Signore.

Allora Eliseo tagliò un pezzo di legno, lo gettò in quel medesimo luogo, fece venire a galla il ferro, e disse: "Prendilo" (2° Re 6:6)

RECUPERARE I BENI PERDUTI

Quante volte nella vita, inaspettatamente, si perdono le forze necessarie per affrontarla, per costruire un futuro con maggiori prospettive. Si perde l’entusiasmo, la motivazione e perfino la ragione di vita. La vita è un bene prezioso che ci è stato affidato da Dio. Dovremo rendere conto a Lui di come la usiamo: ignorando la Sua volontà o ubbidendo alla Sua Parola. Quando qualcosa viene a mancare o va perduto e non sei più in grado di recuperarlo, c’è qualcuno che ti può aiutare a ritrovare la gioia di vivere, di utilizzare al meglio le energie di una vita veramente cristiana. Egli è ben più grande di Eliseo che, mediante un legno, fece galleggiare il ferro. È il Signore Gesù che è sceso fino a noi per essere la Via che conduce al cielo. È Colui che mediante il legno della croce ci fa risalire a nuova vita. Vuoi recuperare ciò che hai perduto? Sei tu che devi afferrare ciò che Cristo ha compiuto per te!

Oh se il mio popolo volesse ascoltarmi, se Israele volesse camminare nelle mie vie! (Salmo 81:13)

DIO PARLA ANCORA

Il Signore ci parla attraverso la Bibbia, la Sua completa rivelazione, ma il nostro udito potrebbe essere volutamente "sintonizzato" altrove. Dio sa che altre voci: il mondo, il nostro io e l’avversario cercano di attrarci lontano dalla Sua perfetta volontà. Per questo, attraverso le Scritture, Egli ci parla offrendoci direttive buone per la nostra vita, per darci la sicurezza di cui abbiamo bisogno e sapienza per prendere delle decisioni corrette. Lo Spirito Santo ci aiuta ad intendere quello che dice, ma se non prestiamo attenzione alla Parola di Dio, abbiamo smesso di ascoltarlo. Se, invece, aprendo le Scritture apriamo anche il cuore per accettarla con fiducia, allora potremo comprendere come Dio desidera avere comunione con noi, rivelarci il Suo amore e farci realizzare la Sua grazia in Cristo Gesù, nostro Salvatore. Caro lettore, sappi che Dio parla ancora, e lo fa con amore, lo stai ascoltando?

Esortatevi a vicenda ogni giorno, finché si può dire: «Oggi», perché nessuno di voi s'indurisca per la seduzione del peccato (Ebrei 3:13)

L’INGANNO DA EVITARE

Sono tanti gli inganni del peccato che potrebbero confondere, sviare, allontanare da Dio anche i credenti più maturi. Chi fa affidamento su sé stesso, sulla propria esperienza e sui mezzi umani, facilmente viene ingannato. Caro lettore, devi vigilare e cercare sempre la guida del Signore per ogni tua decisione, perché spesso quello che t’è proposto potrebbe nascondere un inganno. Qualcuno ha detto: "Se non vuoi comprare la merce del diavolo non entrare nel suo negozio", denunciando il grande pericolo della superficialità. Per sfuggire ai suoi inganni occorre possedere la sapienza che viene da Dio. La Parola di Dio ci esorta a confidare nel Signore con tutto il nostro cuore e a non appoggiarci sul nostro discernimento (Proverbi 3:5). Questa è la sana fiducia che ci aiuterà oggi ad evitare di restare vittime del male "per inganno del peccato".

Poiché un fanciullo ci è nato, un figlio ci è stato dato (Isaia 9:5)

IL DONO PIù GRANDE

Cristo è il mirabile dono di Dio all’umanità. L’Onnipotente, per riparare al danno causato dal peccato, non ha azzerato il creato, formando un'altra terra ed un altro uomo, ma ha manifestato la Sua generosità donando il Suo Figliuolo, mentre Gli eravamo nemici. Gesù si è abbassato fino a noi, prendendo “forma di servo”. Per questo, ora in Cristo ci è stata provveduta ogni cosa, ogni grazia e benedizione: "Colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma l’ha dato per tutti noi, come non ci donerà egli anche tutte le cose con lui?" (Romani 8:32). Hai ricevuto nel tuo cuore, nella tua vita questo dono ineffabile? Proprio oggi, Dio ti offre gratuitamente la possibilità di entrare a far parte della Sua famiglia, quale figlio, mediante la vita di Cristo donata per te. Riconosciti bisognoso, fidati di Lui e invoca il Suo nome, ora.

Attirami a te! Noi ti correremo dietro! (Cantico dei cantici 1:4)

ATTIRATI DA DIO

Il versetto di oggi è, per applicazione spirituale, la supplica di chiunque si sente lontano da Cristo. Questa lontananza non è certamente colpa di Dio, raramente è colpa degli altri, quasi sempre nostra. Per diverse ragioni, dalle più indegne alle più (apparentemente) innocue, capita di trovarsi o di sentirsi lontano dal Signore, perfino al credente più consacrato. In tali momenti, essendo più esposti al dubbio e allo sconforto, bisogna puntare gli occhi su Cristo e, confidando nella Sua grazia, invocare il Suo nome per essere attratti sotto le Sue ali possenti. Disponiti ad ascoltare la Parola di Dio con cuore contrito, ma ben disposto. Mentre avverti che la tua indegnità ti trattiene lontano dalla Sua santità, sii pronto a cogliere ogni segno della Sua bontà. Non importa se sei lontano da sempre o da poco tempo, conta che tu, oggi, sia con Cristo, vicino al Suo cuore e lontano dal male, dal peccato.

Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere (Giovanni 1:46)

PREGIUDIZI

I pregiudizi umani sono possibili anche nella Chiesa del Signore, ma vanno deposti affinché non ne condizionino la crescita e l’efficacia. L’apostolo Paolo fu criticato per l’aspetto fisico, Timoteo per la sua gioventù. Presti scarsa attenzione alla Parola di Dio, predicata dai Suoi servi, a causa di futili impressioni? È giusto che "parlino due o tre profeti e gli altri giudichino", ma senza rigettare a priori tali manifestazioni spirituali per il fatto che non si ha simpatia per chi parla, emettendo un giudizio precostituito contro qualcuno, invece di valutare serenamente i doni di Dio. Pietro fu liberato dal pregiudizio sui pagani riconoscendo "Che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone" (Atti 10:34). Riguardo a Cristo si può ben dire: "Non giudicherà dall’apparenza, non darà sentenze stando al sentito dire" (Isaia 11:3).

Poiché c'è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo (1° Timoteo 2:5)

UN SOLO MEDIATORE

Come si può essere salvati? A questo interrogativo l’uomo di ogni tempo si è dato tante e diverse risposte. Per alcuni la salvezza vuol dire abbracciare un credo religioso, non importa quale, e cercare di vivere conformemente ai suoi insegnamenti. Per altri la salvezza è il frutto di una condotta esemplare. Per altri ancora significa frequentare una chiesa, professare una religione. Più ci si dedica a fare del bene, incontrare le necessità di chi soffre, e più si può essere certi della propria giustizia dinanzi a Dio. La Bibbia, però, insegna che nessuna di queste vie può, in alcun modo, portare perdono dei peccati e vita eterna. L'Evangelo presenta un solo vero Dio ed un unico Mediatore, senza altri intermediari. L’unico in grado di redimere l’uomo, è Cristo Gesù, il Signore. Egli può salvare pienamente quanti si accostano a Dio per mezzo di Lui, perché con la Sua morte ha subito la condanna che spettava ad ogni uomo a causa del peccato: "Non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti 4:12).

Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei male alcuno, perché tu sei con me (Salmo 23:4)

LA PRESENZA DI DIO

Davide, semplice pastore di greggi in gioventù, si paragona ad una pecora che, ancor prima di sentirsi al riparo nell’ovile o in un recinto, percepisce la massima sicurezza nel momento della prova, sotto lo sguardo del Sommo Pastore divino. Possiamo trovarci in situazioni di malattia o di estremo pericolo, nelle quali tutto può far pensare che i nostri occhi debbano chiudersi e la nostra vita, sotto la luce di questo sole, stia per concludersi. Questo versetto c’incoraggia ad avere fiducia nella sicura "compagnia" di Cristo, che sta al nostro fianco e vigila incessantemente su noi. Certamente il Signore accompagnerà i redenti anche quando passeranno per quel brevissimo "tunnel" che è la morte fisica, mentre il loro spirito entrerà nel riposo celeste nell’attesa della risurrezione. Tuttavia, la fine della nostra esistenza terrena non è affatto lasciata al caso né è sottratta alla Sovrana volontà del Redentore.

Ma egli, essendo pieno dello Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio (Atti 7:55)

UNA PIENEZZA GLORIOSA

Stefano, ripieno di Spirito Santo, durante il suo martirio, fu in grado di restare in comunione con Dio rivelando un amore unico verso il prossimo, pur essendo pressato da fremiti ostili e minacciosi. La pienezza dello Spirito Santo mantiene il nostro essere profondamente colmo della presenza di Dio nelle situazioni più diverse ed avverse. Una tale pienezza t’aiuta a non deprimerti, quando sei incompreso e maltrattato, e a continuare a guardare in alto, verso il Padre celeste che ti ama. Per questo Stefano, in un’ora così ardua, ricevette la visione gloriosa della potenza e della grazia di Dio, garanzia della sua salvezza eterna. Egli, primo martire della chiesa, vide la gloria del Signore nel cielo, mentre Lo glorificava sulla terra. L’esempio di oggi rivela una verità rassicurante: nulla di male e di negativo potrà amareggiare il tuo cuore se è pieno della Grazia, dell’amore e dello Spirito di Dio. E tu, perché non chiedi questa pienezza gloriosa?

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