...poco mancò che i miei passi non scivolassero. (Salmo 73:2)
PER NON SCIVOLARE
Se tu avessi incontrato Asaf, il quale scrisse alcuni dei salmi, probabilmente avresti pensato che non gli interessava molto degli altri. Avresti però sbagliato: "Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero". Poi alla fine del salmo fa un cambio di direzione e scrive: "La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte di eredità, in eterno" (Salmo 73:26). Nonostante i suoi problemi, decise di dare delle parole di incoraggiamento. Quando hai un'opportunità di incoraggiare qualcuno, fallo. Non sai mai cosa stia vivendo quella persona. Ecco un principio importante da tenere a mente: le persone tendono a diventare ciò che le persone più importanti della loro vita pensano di loro! Quindi pensa il meglio, credi il meglio ed esprimi il meglio verso dì loro. Possa il Signore aiutarci in modo che focalizziamo la nostra attenzione solamente su Lui, che facciamo la Sua volontà e che dipendiamo da Lui in ogni cosa. Questo ci aiuterà a relazionarci nel giusto modo con le altre persone, anche con quelle che sono difficili.
...come sono stato con Mosè, così sarò con te... (Giosuè 1:5)
DIO SARÀ CON TE
La Bibbia racconta: "Dopo la morte di Mosè ... il Signore parlò a Giosuè ... Mosè, il mio servo, è morto. Alzati dunque, attraversa questo Giordano, tu con tutto questo popolo, per entrare nel paese che io do ai figli d'Israele" (Giosuè 1:1,2). Giosuè sapeva che Mosè era morto e lo sapeva anche Israele. Allora perché Dio glielo ricordò? Perché Giosuè non stava semplicemente sostituendo un capo, ma una leggenda. Mosè era stato la sicurezza di Israele per quarant'anni. Mosè liberò un'intera generazione da quattrocento anni di cattività in una sola notte; divise il mare col movimento del suo bastone; pregò e Dio fece piovere la manna dal cielo ogni giorno. Quando il popolo stava per morire di sete, egli percosse la roccia e ne scaturì acqua da riempire otri. La buona notizia invece, era che Dio restava: "Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerà". È scritto: "Infatti tutte le promesse di Dio hanno il loro 'sì' in Lui [Cristo]; perciò pure per mezzo di Lui noi pronunciamo l'amen alta gloria di Dio" (II Corinzi 1:20).
Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici. (Salmo 103:2)
SEMPRE GRATI A DIO
Il salmista ci mostra come superare un atteggiamento ingrato coltivando uno spirito di ringraziamento: "Benedici, anima mia il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici". La gratitudine è il ringraziamento vanno sempre di pari passo. La memoria è un catalizzatore per l'adorazione. Chi dimentica facilmente, diventa inevitabilmente ingrato. Il salmista ci incoraggia a fare tre cose. In primo luogo a pensare a ciò che Dio ci ha dato: il Suo Figliolo, il Suo perdono, la redenzione, il Suo amore, la Sua pace, la guarigione dell'anima, la Sua protezione. "Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità; salva la tua vita dalla fossa, ti corona di bontà e compassioni; egli sazia di beni la tua esistenza" (Salmo 103:3-5). In secondo luogo, pensare a ciò che Dio non ci ha dato, la sofferenza per i nostri peccati (cfr. Salmo 103 8-12). In terzo luogo, pensare a ciò che Dio ci sta ancora dando: "La bontà del Signore è senza fine per quelli che lo temono" (cfr. Salmo 103:17). Facciamo nostre le prime parole pronunciate dal salmista: "Benedici, anima mia, il Signore; e tutto quello ch'è in me, benedica il suo santo nome" (Salmo 103:1).
Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra... (2° Corinzi 4:7)
TESORO IN VASI DI TERRA
La Scrittura getta luce su un episodio che vede Paolo e Barnaba discutere per Giovanni detto Marco. Barnaba voleva portarlo con loro nel secondo viaggio missionario e Paolo non voleva affatto. Perché? Perché Paolo era stato deluso dal fatto che Giovanni, detto Marco, era tornato indietro durante il primo viaggio missionario. L'apostolo Paolo dopo diverso tempo cambiò idea e scrisse: "Perché Dema, avendo amato questo mondo, mi ha lasciato ... prendi Marco e conducilo con te; poiché mi è molto utile per ii ministero" (II Timoteo 4:10, 11). Da quello che scrisse Paolo possiamo trarre delle lezioni. Prima di tutto ognuno merita un'altra possibilità. Dopo tutto, questo è ciò che Dio fa ripetutamente per noi. Ora, nel tempo della grazia è possibile essere feriti e delusi, ma se stai cercando di essere simile a Cristo si tratta di un rischio che devi correre. In secondo luogo non tutti hanno la stessa chiamata. Infine è sempre importante cercare il meglio negli altri: "Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra". Caro lettore, in ogni situazione tiriamo fuori "il tesoro dai vasi di terra" dalla nostra vita per la gloria di Dio.
...finché Cristo sia formato in voi. (Galati 4:19)
CRISTO FORMATO IN TE
Quando diventi un cristiano scopri che parte di te vuole camminare in "novità di vita" (Romani 6:4), mente un'altra parte vuole camminare "secondo la carne" (Romani 8:5). La Bibbia afferma: "Colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù" (Filippesi 1:6). Paolo scrive ancora: "Figli miei, per i quali sono dì nuovo in doglie, finché Cristo sia formato in voi" (Galati 4:19). Soltanto Dio conosce il processo che occorre affinché quel Cristo che ti ha salvato sia formato in te. Ognuno viaggia al proprio passo, ma il nostro scopo è lo stesso: assomigliare sempre di più al Padre Celeste. E condurci a tale meta è compito di Dio, perciò lasciaglielo fare. Il tuo compito è di camminare con Lui giorno dopo giorno mentre Egli opera in te. L'opera di formazione di Cristo nella vita del credente è sempre proporzionata a come il cristiano lascia operare il Signore nel proprio cuore. Dio agisce nella tua vita per l'azione potente ed efficace della Sacra Scrittura mediante lo Spirito Santo. Possa Cristo essere sempre più "formato in te"!
Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso, hanno fiducia nei cavalli, confidano nei carri, perché sono numerosi, e nei cavalieri, perché sono molto potenti, ma non guardano al Santo d'Israele e non cercano il Signore! (Isaia 31:1)
DOVE CERCHI SOCCORSO?
Dove cerchi soccorso quando vivi ed affronti momenti difficili? Quando si ricorre a soluzioni umane il fallimento è quasi certo; dobbiamo invece imparare ad attendere con fiducia l'intervento e il soccorso del Signore. Chi appartiene a Cristo è consapevole che l'aiuto non viene da altro ma, soltanto da Lui. Dio può e ci vuole aiutare, ed è per questo che ci esorta ad andare a Lui e lo fa con un amorevole rimprovero: "Guai a quelli che cercano soccorso altrove". Egli lo fa per il nostro bene, per evitarci spiacevoli conseguenze che sopraggiungono quando voltiamo le spalle a Lui e facciamo di testa nostra. Il soccorso che viene da Dio non è paragonabile all'inutile aiuto che potrebbe darci l'uomo, confidare nelle risorse umane e appoggiarsi sulla forza che esse possono dare, non fanno altro che allontanare la nostra vita dal Signore, ecco perché Egli rivolge a tutti l'invito a guardare a Lui per fede. Egli è l'Iddio di coloro che sperano in Lui, di quelli che con tutto il cuore e piena fiducia vanno a Lui e trovano soccorso al momento opportuno: È scritto: "In lui s'è confidato il mio cuore, e sono stato soccorso".
Ecco, tu hai ridotto la mia esistenza alla lunghezza di qualche palmo, la mia durata è come nulla davanti a te... (Salmo 39:5)
QUANTO TEMPO TI RESTA?
La Bibbia ci ricorda che la nostra vita sulla terra è breve, gli anni passano presto e ci ritroviamo a fare i conti con quello che sarà dopo la morte, quando ci ritroveremo faccia a faccia col Signore, Creatore di ogni cosa e della nostra stessa vita. "l giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni; o, per i più forti, a ottant'anni e noi ce ne voliam via" (Salmo 90:10). Solo Dio conosce il numero dei nostri giorni che ci sono dati da vivere. Egli ha il controllo di ogni essere umano e decide quando la vita deve giungere al termine. Il suo scopo è donare vita eterna con Lui, alla sua presenza; ma il peccato in noi ci priva di questa ricchezza, ecco perché allora Egli ha tanto amato il mondo che ha mandato Gesù, il Suo Figliuolo, "affinché chiunque crede in lui, non perisca ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). Nessuno sa quanto tempo gli resta da vivere, ma possiamo e dobbiamo avere piena certezza di essere pronti per il giorno in cui Egli ci chiamerà. Mettiamo oggi la nostra vita al sicuro facendo di Cristo il nostro personale Salvatore, affinché, qualunque sia il momento in cui lasceremo questa terra, ci ritroveremo alla sua gloriosa presenza.
Intanto, la capigliatura che gli avevano tagliata cominciava a ricrescergli. (Giudici 16:22)
DIO HA PIETÀ DI CHI SI RAVVEDE
Quando pensiamo a Sansone di solito riflettiamo su i suoi fallimenti e circa la storia triste con Dalila. È vero che egli aveva perso tutto: la forza, la vista, la posizione, la famiglia e la sua reputazione, ma perse soprattutto la sua comunione con Dio. Si ritrovò accecato, umiliato, costretto a girare una macina, divenuto lo zimbello del popolo nemico. Ma nonostante ciò, lentamente il suo cuore tornò a Dio il quale gli diede un'altra possibilità. La capigliatura gli ricresceva, essa era simbolo della sua consacrazione, che lentamente stava ritrovando. Sansone gridò a Dio per ottenere nuovamente misericordia e la ricevette. Quei capelli, che erano segreto della sua forza, furono restituiti. La promessa di Dio per ciascuno di noi oggi è ancora: "Ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano? (Isaia 40:31). Sansone, mentre affrontava le sofferenze dovute al suo peccato, tornò col cuore a Dio, comprese di essere venuto meno, gridò al Signore il quale gli diede nuovamente quella forza che aveva perduto.
Il Signore ha ascoltato la mia supplica, il Signore accoglie la mia preghiera. (Salmo 6:9)
DIO TI ASCOLTA
Non c'è nulla di più confortante del fatto di sapere che Dio ci ascolta sempre. Nessuna parola che rivolgiamo a Lui in preghiera e con fede cade nel vuoto. Tutto ciò non è dovuto ai nostri meriti, ma grazie all'opera di grazia di Cristo Gesù. Innanzitutto Egli accoglie la nostra lode, lode che scaturisce da un cuore che ha creduto in Lui e da una bocca che Lo riconosce come Signore; lode che sale a Dio come un profumo di odor soave. Per la Sua grazia, Egli accoglie anche le nostre richieste; ogni difficoltà, ogni bisogno, ciò che ci affligge, possiamo confidargli ogni cosa con la certezza che quando, coloro che temono il Signore, parlano, il Suo orecchio è attento alle loro parole, e un libro è scritto per conservarle. Il Signore è Colui che raccoglie le nostre lacrime nei suoi otri, ognuna di esse è nel Suo registro; nessuna lacrima versata davanti a Lui e lasciata cadere a terra, anche le più nascoste, le più segrete, quelle che nessuno vede perché sono nell'intimo del cuore; quelle lacrime che sono il risultato di un fallimento, della debolezza, della solitudine, di qualche amarezza. Quale conforto sapere che il Signore mi accoglie!
Nel pregare non usate troppe parole... (Matteo 6:7)
UNA PREGHIERA SINCERA
Dio si aspetta da ciascuno di noi che Lo preghiamo sinceramente e in modo leale, vuole che la preghiera non sia formale, ipocrita, priva di sentimento. Quindi a volte bastano anche solo poche parole, ma dette con tutto il cuore; anzi, spesso sono proprio le "brevi" preghiere quelle più sincere, in quanto sono dettate dalla fede, dal reale bisogno che ci spinge ai piedi del Signore. Il verso di oggi recita: "Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, ì quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole". Inoltre, Gesù ci ha insegnato a pregare nel segreto, di avere un rapporto intimo e personale con Lui, non sono solo le preghiere pubbliche ad essere ascoltate da Dio, piuttosto quanto quelle intime. Quando preghi, ha detto Gesù; "Entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto, e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa". Dio conosce le cose di cui abbiamo bisogno, ma desidera che glie le esprimiamo in preghiera per insegnarci a confidare in Lui e affinché impariamo a dipendere da Lui per ogni cosa.
Altro...
Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. (1° Giovanni 4:19)
AMA DIO PIÙ DI TUTTO
La Bibbia dice: "Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui" (1 Giovanni 2:15). Amare Il Signore più di ogni altra cosa, metterlo al primo posto nella propria vita, non significa amare meno gli altri, escludere alcuni. Avere quale scopo di vita quello di servire Il Signore, non vuol dire rifiutare ogni altra cosa e privarsi di tutto. Mettere Dio al primo posto e al centro della propria vita vuol dire riconoscere Gesù quale personale Salvatore, accettare il sacrificio che Egli ha compiuto sulla croce per liberarci dalla schiavitù del peccato, realizzare il suo perdono e quella pace che solo Lui può donarci; e quindi rinunciare a tutto ciò che rende schiava la nostra vita e il nostro cuore. Non amare il mondo significa non amare il sistema peccaminoso del mondo, non farci trascinare nel modello materiale che rifiuta Dio e la sua grazia. Quando l'amore di Dio sarà sparso nei nostri cuori, noi Lo ameremo più di ogni altra cosa e con gioia lo metteremo al primo posto, ameremo anche gli altri, senza pregiudizi.
La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. (Matteo 7:25)
COSTRUISCI DELLE FONDAMENTA SOLIDE
Gesù disse "Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia" (vv. 24-25). Quando le tempeste della vita arrivano, e ne arriveranno, è troppo tardi per posare delle fondamenta solide. È in quel momento che scopri su che tipo di fondamenta è costruita la tua vita, quindi non ingannare te stesso costruendo su ciò che risulterà a tuo danno. Occorre costruire la nostra vita su un solido fondamento, fatto di una relazione profonda e duratura con Cristo Gesù, basato sulla fede e sull'ubbidienza alla Sua Parola. Disponiamoci quest'oggi a costruire tutto ciò. Può al contempo sembrare inutile, superfluo, ma verrà il momento in cui, quando sulla nostra vita si abbatterà la tempesta, che non vacilleremo, non soccomberemo davanti alla durezza della prova, ma piuttosto, pur avendo subito uno scossone, resteremo in piedi perché Gesù, il fondamento sicuro della nostra vita, ci avrà sorretti.
...udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» Egli domandò: «Chi sei, Signore?» E il Signore: «Io sono Gesù, che tu perseguiti». (Atti 9:4-5)
DIO DALLA TUA PARTE
Prima di fare un'esperienza personale di salvezza con Cristo, Saulo era un religioso molto zelante, egli si adoperava per ostacolare quanti seguivano il Signore e che per fede avevano realizzato nella propria vita la Sua opera di grazia. Il suo scopo, il suo obiettivo era arrestare i credenti e fare loro del male. Un giorno il Signore Gesù gli si presentò davanti in una luce sfolgorante, dicendogli: "Perché mi perseguiti". In altre parole gli fu detto che il suo ostacolare i credenti, perseguitarli, in realtà era un perseguitare il Signore stesso. Questo è di grande incoraggiamento perché vuol dire che l'amato Salvatore Cristo Gesù si prende cura di coloro che gli appartengono, li preserva e li conduce in vittoria. Toccare la vita di quelli che hanno fatto di Lui il Signore e il Salvatore, è come toccare Lui, come toccare la pupilla dell'occhio Suo. Quindi, caro lettore, non è vero che non ce la farai, che le cose non possono cambiare; Dio è dalla tua parte se soltanto ti affidi a Lui con tutto il cuore, così come era avvenuto per tutti quei credenti che subivano gli attacchi di colui che sarebbe in seguito divenuto un servo del Signore.
«Nudo sono uscito dal grembo di mia madre, e nudo tornerò in grembo alla terra... (Giobbe 1:21)
VIVI PER CIÒ CHE CONTA DI PIÙ
La vita sulla terra è breve, e spesso dura e dolorosa. Molte sono le vicissitudini che appesantiscono il cammino di ognuno di noi. Poi giunge la morte, per ognuno, indipendentemente se egli è ricco o povero, colto o meno, sia essa persona celebre o anonima. Ed è proprio la morte a mostrarci la brevità della vita e cambiare la nostra prospettiva. Giobbe espresse le parole che abbiamo preso oggi come testo, in un momento molto duro della sua vita; persone a lui care erano venute a mancare, e fu in quel frangente che egli realizzò che la vita è fragile e temporanea. Occorre allora fermarsi e considerare alla luce della Parola di Dio ciò che Il Signore vuole insegnarci quest'oggi. Essa ci ricorda e ci esorta a vivere non solo per ciò che è terreno, ma in vista dell'eternità. Salomone scrisse: "Chi ama l'argento non è saziato con l'argento; e chi ama le ricchezze non ne trae profitto di sorta" (Ecclesiaste 5:10). La vera vita è quando la viviamo per Cristo su questa terra e nella certezza che saremo ancora con Lui per l'eternità. Gesù stesso ha detto: "Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più" (Matteo 6:33).