SE ALCUNO CAMMINA DI GIORNO NON INCIAMPA
Il Signor Gesù era stato chiamato da Marta e Maria, perché il loro fratello, Lazzaro, era malato e nella circostanza aveva detto: «Questa malattia non è a morte ma per la gloria di Dio» i discepoli quindi, avrebbero dovuta avere una buona dose di sensibilità spirituale per comprendere che Gesù conosceva tutte le cose in anticipo, e quindi anche quello che sarebbe accaduto a Betania. Gesù era venuto perché la Gloria di Dio «fosse manifestata appieno». Cristo, pur avendo un corpo umano, era Dio, e si lasciava guidare dal Padre; amava Lazzaro. È forse facile intuire la ragione dell'impedimento che formulavano i discepoli: volevano essere, con le loro precauzioni, più vigilanti del Maestro? O, forse perché paurosi, come Tommaso,volevano evitare «il peggio?» Gesù rispose: «Non vi sono dodici ore al giorno? Se uno cammina di giorno non inciampa .... ma se cammina di notte inciampa, perché la luce non è in lui». Qui Gesù rivela che Egli è la Luce e sapeva quello che faceva e che era venuto per operare, mentre «era in tempo». In questo episodio c'è, senza dubbio, tanto ammaestramento per noi e per i cristiani di tutti i tempi. L'opera di Dio continua in ogni circostanza. La gloria di Dio si deve manifestare in ogni tempo, anche usando te come strumento, ma occorre una consacrazione continua della nostra vita a Dio, affinché, guidati dallo Spirito Santo, possiamo fugare ogni timore o incertezza propria della natura umana. Il Signore il quale disse: «Io sono la luce», disse anche: «Voi siete la luce», certo, luce riflessa. Paolo, scrivendo ai Tessalonicesi dice: «Ma noi che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestita la corazza della fede e dell'amore e preso l'elmo della speranza e della salvezza ». Abbiamo soprattutto l'assicurazione delle parole di Gesù: «un capello del vostro capo non cadrà senza il volere del Padre mio». Operiamo dunque con Cristo, con fedeltà ,costanza ed amore «mentre è giorno».