NON RIMPIANGIAMO IL PASSATO!
Un soggetto di conversazione che raccoglie generalmente l'assenso di tutti, è di evocare con nostalgia gli anni passati, così belli nel nostro ricordo, paragonandoli alla triste epoca nella quale siamo costretti a vivere. Una volta, si ricorda, non vi era disoccupazione; né Aids; né inquinamento, non vi erano gli attuali problemi d'immigrazione, e soprattutto i giovani non erano contestatori come oggi, vi era del rispetto per l'autorità, ecc. Si spiegano volentieri le cause di questo degrado: incapacità dei governi, influenza della televisione, rinuncia dei genitori a guidare i figli, degli insegnanti a fare con coscienza il loro dovere, degli educatori a inculcare nel cuore e nella coscienza dei giovani loro affidati dei sani principi, ecc. Ascoltiamo piuttosto la Parola di Dio che ci dice: "Non è per sapienza che tu chiederesti questo", in altre parole: tutte le epoche si equivalgono più o meno, pertanto non serve a nulla paragonarle tra loro. Del resto, se vogliamo essere obiettivi, constateremo che, certo, una volta vi era meno insubordinazione nei giovani, ma anche una maggiore freddezza, maggior diffidenza tra figli e genitori, non vi erano casi di Aids e meno tumori, ma anche una speranza di vita molto più breve; vi era meno inquinamento, ma anche meno igiene; meno problemi di immigrazione, ma un maggior spirito di campanile e meno occasioni per annunciare l'Evangelo. Sì, rendiamo grazie a Dio per ogni cosa compresa l'epoca in cui ha giudicato bene di farci nascere e vivere.