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Domenica

09 Febbraio 2014

L'uomo non può comprendere dal principio alla fine l'opera che Dio ha fatto. (Ecclesiaste 3:11) Per conoscere a fondo il mistero di Dio, nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti. (Colossesi 2:2-3)

COME UN INSETTO SUL VETRO

Il poeta latino Virgilio esclama nelle Georgiche: "Beato colui che ha potuto scoprire le cause segrete delle cose!". Ma prima di lui Salomone aveva posto la seguente domanda. "Chi conosce la spiegazione delle cose?". Questa interrogazione continua a sussistere a perenne sfida della sapienza umana. Le più ammirabili scoperte in qualsivoglia campo, l'esplorazione degli astri come lo studio più spinto dell'infinitamente piccolo, non fanno che sollevare nuovi problemi e respingere sempre più lontano la risposta a questioni fondamentali, quali: “Chi siamo noi? Da dove veniamo? Dove andiamo?” Per quanto geniale egli sia, l'essere umano è imprigionato nei limiti del suo spirito. Come un insetto che urti un vetro e si sfinisce senza risultato nel suo sforzo verso la luce, cosi l'uomo finisce senza tregua col ritornare al punto di partenza ed è costretto ad esclamare: "Vanità delle vanità, tutto è vanità e un correr dietro al vento! " (Ecclesiaste 1:2,14). Ma è dal di fuori, da questo esteriore inaccessibile, che la luce è venuta verso noi. Dio si è fatto conoscere, ha parlato, si rivela come il Creatore sovrano per mezzo delle Sue opere, e ha manifestato il suo amore verso delle creature sofferenti come noi siamo. Ci notifica la causa del nostro stato, il peccato per mezzo del quale sono entrate la sofferenza e la morte nel mondo. Ma, nella Sua bontà, ci dichiara che ci ha dato un Salvatore: Gesù Cristo.