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Meditazione del 26 maggio 2019

"In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nessuna colpa" (Giobbe 1:22)

RIMANERE FEDELI AL SIGNORE

Molti conoscono la storia di Giobbe, umile servo del Signore, integro, retto, timorato di Dio e fuggiva dal male. Era un uomo felice, ricco e sereno: aveva una famiglia, una casa, grande quantità di bestiame tanto da ricoprire tutto il paese. Satana tentò di farlo peccare, quando gli fece perdere tutto quello che possedeva compresi i figli. Ma lui non rinnegò Dio. Oggi, invece, ci sono degli uomini che appena perdono un bene o subiscono il furto di una macchina o di qualsiasi altro oggetto, inveiscono contro il Signore, dandoGli la colpa. Per non parlare di quando viene a mancare un familiare in circostanze tragiche, li senti sfogare in un modo assurdo contro Colui che può tutto. La malattia, inoltre, diventa un tarlo nella mente dell'uomo e la domanda ricorrente è: "Perché a me? Cosa ho fatto di male per ricevere tutto ciò?". Non è questo il modo di reagire e Giobbe ci ha dato un insegnamento molto importante riguardo tali situazioni: rimanere fedeli al Signore e continuare a onorare Dio con tutto il cuore.